Che materia stai cercando?

Le origini della letteratura (Situazione Politica, le prime scritture in volgare, lingua d'oc e d'oil, i ritmi, poesia goliardica, Andrea Cappellano e accenni lett. franco-veneta) Appunti scolastici Premium

In questo appunto ho scritto ciò che la prof ha spiegato nella prima vera lezione di corso:
- La situazione politica in Europa
- I primi documenti in volgare
- I ritmi
- La poesia goliardica
- Lingua d'oc e d'oil
- Il ciclo carolingio e bretone
- Andrea Cappellano
- Rapporto tra feudatario e padrone
- Accenni della letteratura franco-veneta

Esame di Letteratura italiana docente Prof. A. Mauriello

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Capua, Marzo 960

Il Placito Capuano è il primo documento in volgare risalente al 960 e segna la nascita

proprio di questa lingua, che risuta essere un ibrido tra una scrittura completamente

nuova (il volgare) ed il latino; la particolarità che subito salta all'occhio è la presenza

della lettera K, la quale sostituisce e rende più forte il suono "ch".

Annessi al Placito Capuano sono stati poi trovati altri tre placiti, che rappresentano tutti

insieme le quattro sentenze che il giudice di Capua emanò affinché fossero chiare a tutti,

anche a chi non conosceva il latino.

Il placito oggi è conservato nell'abbazia di Montecassino.

«Se pareba boves, alba pratàlia aràba

et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba»

(Traduzione: Teneva davanti a sé i buoi, arava bianchi prati e un bianco aratro teneva e

un nero seme seminava)

IX-X Secolo

L'indovinello veronese potrebbe rappresentare il primo documento di italiano in

volgare, tuttavia alcuni studiosi lo considerano anche un documento in latino anche se

presenta numerosi errori di grammatica latina.

L'indovinello si riferisce all'azione di un contadino ma metaforicamente questo sta ad

indicare l'azione dello scrivere (i buoi rappresentano le dita, i bianchi prati sono le

pagine bianche, il bianco aratro è invece la penna d'oca e il nero seme è l'inchiostro).

Particolarità:

- Presentazione di un latino maccheronico

- Caduta della T alla terza persona del verbo (parabat è diventato paraba)

- Trasformazione di alcuni termini (vedi niger divenuto negro).

Le prime forme di scrittura in versi

Le prime forme di scritture in versi risultano essere completamente diversi dai versi che

noi andiamo ad immaginare:

- Questi hanno delle strofe di lunghezza variabile (non si può parlare ancora di generi

o forme di poesia, come sonetti, ballate e canzoni)

- I versi non sono scritti uno a capo all'altro, bensì sono affiancati: questo molto

probabilmente è dovuto all'elevato prezzo della carta, che non bisognava sprecare

- I versi sono in ottonari e novenari (di solito siamo abituati all'endecasillabo)

- Non esiste la rima, ma prevalgono le assonanze (vedi anche il Cantico delle creature

di San Francesco).

- Metrica accentuativa, ovvero metrica basata sull'accento principale e non sul numero

di sillabe (tutti i versi hanno l'accento tonico sulla sillaba precedente, endecasillabo ha

l'accento tonico sulla decima sillaba, il novenario sull'ottava e così via).

I primi componimenti in Italia risalgono al XII secolo nelle regioni dell'Umbria e della

Toscana, senza dimenticare Cassino, sede di un'importante abbazia.

La cultura in quel periodo era in mano ai chierici i quali presto si trasformarono in

cantastorie e giullari, portando le loro storie da corte a corte per divertire i nobili o

addirittura da piazza a piazza, per divertire in generale il popolo.

I componimenti dei giullari e dei cantastorie sono chiamati Ritmi poiché non hanno una

struttura metrica precisa e prevale come figura di suono l'assonanza.

I ritmi sono anonimi, non databili e prendevano il nome dal luogo o dalla lingua

utilizzata.

Le storie dei ritmi dovevano accattivare il pubblico, ed ora riportiamo tre esempi di Ritmi

rinvenuti:

- Ritmo di Sant'Alessio: il ritmo di Sant'Alessio racconta la storia di un nobile che

abbandona i suoi beni dopo una folgorazione (la storia sembra anticipare il personaggio

di San Francesco).

- Ritmo Cassinese: è un ritmo che racconta un dialogo tra due monaci, un monaco

occidentale ed uno orientale e la loro conversazione si basa su come faccia il monaco

orientale a vivere e rinunciare ai beni terreni. Ricordiamo che la differenza tra un

monaco occidentale ed uno orientale riguarda principalmente la scelta di vita: i monaci

orientali vivevano una vita ascetica, priva di ogni bene, dedicando la vita alla preghiera

(San Francesco seguirà questo modello di vita); i monaci occidentali invece vivevano in

grandi monasteri, che risultavano essere potenze politiche ed economiche nel secolo

corrente.

- Ritmo Laurenziano: nel ritmo laurenziano il protagonista è un giullare che tramite

elogi e false promesse convince un vescovo a donargli un cavallo. A differenza dei ritmi

precedenti in questo ritroviamo alcuni francesismi, un accenno ai bestiari e soprattutto

un misto tra prosa e poesia.

La Poesia Goliardica

La poesia goliardica si definisce principalmente ai clerici vagantes, i quali erano degli

"studenti" girovaghi che giravano l'Europa alla ricerca delle lezioni che loro ritenevano

più adatte e utili da seguire; erano chiamati clerici ma non avevano preso i voti.

La poesia goliardica ha tre temi principali: la donna, la taverna ed il dado, considerati

simboli di trasgressione che bisognava associare alla vita di studenti girovaghi. La

goliardia infatti rappresenta la necessità di uno studente di affiancare ai suoi studi i vari

simboli della trasgressione (il bere, il gioco e le donne).

I clerici vagantes oltre ad esortare i tre temi già scritti ritenevano giusto criticare la

povertà che non permetteva di vivere la vita bella e piena di eccessi; ovviamente il

denaro viene esaltato poiché provoca il godimento dei beni terreni.

In Italia, anche se molto successivamente (si parla del XIII secolo) un importante erede

della poesia goliardica risultò essere Cecco Angiolieri (personaggio molto criticato dagli

scrittori romantici), esponente della poesia comico-realistica.

Lingua D'Oc e lingua D'Oil

In Francia la situazione linguistica non era uniforme e si ebbero due lingue diverse che

portarono a due produzioni letterarie completamente diverse:

-la lingua "d'oil" (da cui oui, in francese), parlata nel centro-nord della Francia;

-la lingua "d'oc", parlata nel centro-sud della Francia e utilizzata soprattutto dai poeti

trovatori.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

7

PESO

14.24 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Piledriverwaltz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Mauriello Adriana.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura italiana

Letteratura italiana - Parini, Beccaria, Foscolo - Appunti
Appunto
Letteratura Italiana 2
Appunto
Tesi: Sommersi e salvati immagini del popolo nel secondo Ottocento: Zola e Verga
Tesi
Divina Commedia - Inferno - Parafrasi di tutti i canti
Appunto