Risonanza magnetica
nucleare protonica
(NMR - PMR)
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Basi fisiche
I nuclei degli atomi hanno un movimento di rotazione intorno a se
(spin)
stessi . Posto che ogni carica dotata di moto genera un
campo magnetico, risulta evidente che intorno ad ogni nucleo
sia presente un campo magnetico (per quanto di bassa
intensità) e quindi ogni nucleo puo’ essere considerato alla
stregua di un piccolo magnete.
Se un nucleo viene posto in un campo magnetico esterno il suo
momento magnetico ne risulta influenzato: esso potrà
(+ stabile (-
disporsi con orientamento uguale ) o contrario
stabile
) rispetto al campo esterno.
Volendo modificare il naturale orientamento (+ stabile) e’
necessario fornire energia al nucleo. Allo scopo si utilizza una
radiazione elettromagnetica la cui frequenza dovrà essere
direttamente proporzionale all’intensità’ del campo magnetico
esterno: hν
E = F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 1
Campo magnetico nucleare
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Basi fisiche
In ambito organico il nucleo di maggiore interessante e’ quello del
1
protone ( H).
E’ stato dimostrato che in un campo magnetico di 14092 gauss la
rotazione del nucleo protonico richiede l’energia (modesta)
offerta da una radiazione elettromagnetica dotata di frequenza
pari a 60 MHz (onde radio!). F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 2
Basi fisiche
Considerando l’intensità’ del campo magnetico esterno e la costante
rapporto giromagnetico
nucleare ( ) e’ possibile identificare la
frequenza necessaria:
dove e’ la frequenza il rapporto giromagnetico ed il campo
magnetico in gauss. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Basi fisiche: differenze pratiche
rispetto I.R. ed U.V.
Nella spettroscopia infrarosso ed ultravioletto il campione da
analizzare e’ irradiato mediante fasci elettromagnetici di frequenza
variabile andando a registrare le lunghezze d’onda (e quindi le
frequenza) alle quali si osserva assorbimento.
Il medesimo approccio potrebbe, in linea di principio, essere utilizzato
anche per la risonanza magnetica nucleare (chiaramente
accoppiato ad un campo magnetico con intensità costante) ma
praticamente si utilizza una radiazione costante ed un campo
magnetico ad intensità variabile. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 3
Spettroscopia NMR
Gli spettrometri di risonanza magnetica nucleare sono
degli strumenti che permettono di misurare 1 13
l’assorbimento di energia da parte dei nuclei ( H e C
sono interessanti in ambito organico) impiegando dei
magneti molto potenti. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Spettroscopia NMR
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 4
Spettroscopia NMR
Il fenomeno della risonanza genera una debole corrente
elettrica nella spira che circonda il campione. Lo strumento
amplifica la corrente e la trasforma in un segnale (un picco
o una serie di picchi) su di una striscia di carta calibrata.
I protoni non solo hanno i rispettivi elettroni, ma sono
circondati da intorni, che a loro volta generano altri campi
magnetici e che sono i più vari.
Conseguentemente il campo magnetico “avvertito” dal
protone difficilmente sara’ della stessa intensità di quello
generato dallo strumento!
Per questo motivo i protoni sembrano assorbire a campi
magnetici di intensità differente. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Spettroscopia NMR
L’intensità del campo magnetico a cui avviene
l’assorbimento dipende dall’intorno magnetico di ciascun
protone. Questo intorno magnetico risente soprattutto di
due effetti:
i campi magnetici generati dalla circolazione degli elettroni
i campi magnetici generati da protoni vicini.
Una proprietà degli spettri NMR è che l’area delimitata da
ciascun segnale è proporzionale al numero di H che
originano quel segnale. p
Si osservino gli spettri di NMR di composti quali: -xilene e
terz
acetato di -butile. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 5
Spettro NMR dell’acetato di
t -butile F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
p
Spettro NMR del -xilene
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 6
Posizione e numero dei segnali
I protoni che presentano il medesimo intorno (chimico e
magnetico) sono detti equivalenti e danno origine ad
un unico segnale di entita’ direttamente proporzionale al
numero di nuclei coinvolti.
Tutti gli altri nuclei sono non equivalenti.
Inoltre si consideri che il campo magnetico applicato induce
una circolazione di elettroni intorno al protone, in un
piano perpendicolare al campo applicato. Gli elettroni in
movimento generano, in quanto particelle cariche, dei
piccoli campi magnetici.
Consideriamo, per esempio, la circolazione degli elettroni
σ
di un legame C-H intorno al protone che genera un
campo magnetico (vedi figura seguente). F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Schermaggio elettronico del protone in C-H
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 7
Posizione e numero dei segnali
Effetti di schermaggio
Il piccolo campo magnetico generato dalla circolazione
campo indotto
degli elettroni si chiama .
Di solito il campo indotto si oppone al campo magnetico
applicato. Questo significa che il campo magnetico
effettivo sentito dal protone è inferiore al campo
magnetico applicato. In questo caso il protone si dice
schermato.
Un protone schermato assorbe a campi magnetici applicati
più alti; infatti il campo applicato dovrà essere più forte
per compensare l’effetto contrario del piccolo campo
indotto. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Posizione e numero dei segnali
Effetti di schermaggio e deschermaggio
a cui è sottoposto un protone da parte
Il grado di schermaggio
della circolazione degli elettroni dipende dalla densità
elettronica intorno al protone.
Questa densità elettronica dipende in gran parte
dall’elettronegatività degli atomi presenti.
Questi atomi attirano fortemente gli elettroni dal legame C-H se
sono legati direttamente al gruppo C-H.
π
Nel caso degli elettroni delocalizzati la circolazione elettronica
genera dei campi magnetici che possono sia schermare che
deschermare i protoni adiacenti. L’effetto dipende dalla
posizione del protone. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 8
Posizione e numero dei segnali
Effetti di deschermaggio
Ad esempio i protoni aromatici dei composti benzenici sono
deschermati in quanto sono situati nella regione di spazio in
cui il campo magnetico indotto rinforza il campo magnetico
applicato.
A causa di questo effetto deschermante l’assorbimento di
energia da parte dei protoni benzenici avviene a campi
magnetici relativamente bassi.
Il deschermaggio dei protoni aromatici dovuto alla
π
circolazione degli elettroni è una delle prove più conclusive
π
a sostegno della delocalzzazione degli elettroni nei sistemi
aromatici. F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II
Effetto deschermante nel C H
6 6
F. Ortuso - Analisi dei Medicinali II 9
Posizione e numero dei segnali
Effetti di schermaggio e deschermaggio
π
La circolazione degli elettroni provoca anche lo schermaggio
dei protoni acetilenici. Infatti, sulla base dell’elettronegatività del
carbonio nei suoi tre stati di ibridazione, dovremmo aspettarci il
seguente ordine per la posizione dei segnali dei protoni legati a
ciascun tipo di carbonio: 2 3
(campi bassi)
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