Laboratorio di
Chimica Organica I
Docente
Prof. Fabrizio Fabris
fabrisfa@unive.it
Collaboratori Tecnici
Dr. Matteo Bertoldini
Dr. Aldo Talon
I NDICE
Cromatografia su Strato Sottile (TLC) pag. 3
Prima esperienza Cromatografia su Colonna pag. 6
Seconda esperienza Saggi di Riconoscimento di Alcuni Gruppi Funzionali pag. 8
Terza esperienza Estrazione Liquido-Liquido pag. 12
Quarta esperienza Ricristallizzazione pag. 17
Quinta esperienza Estrazione Solido-Liquido (Soxhlet) pag. 21
Sesta esperienza Distillazione Frazionata pag. 23
Settima esperienza Distillazione a Pressione Ridotta pag. 25
Ottava esperienza pag. 27
Nomogramma di Correlazione Pressioni-Temperature
Reazione di Diels-Alder (Cicloaddizione) pag. 28
Nona esperienza Reazione di Acetalizzazione pag. 30
Decima esperienza
Undicesima esperienza Esterificazione di Fisher pag. 32
pag. 35
Lista delle Sostanze Utilizzate nel Corso delle Esperienze 2
Laboratorio di Chimica Organica I fabrisfa@unive.it Prima Esperienza
C S S (TLC)
ROMATOGRAFIA SU TRATO OTTILE
Thin Layer Chromatography
La cromatografia su strato sottile può risultare estremamente utile in chimica organica al fine di stabilire:
a) il numero di sostanze presenti in un campione; b) l'identità delle sostanze presenti in un campione; c) la
stabilità di un composto sulla silice; d) il miglior eluente per una cromatografia su colonna; e) l'esito di
una separazione cromatografica su colonna; f) il grado di avanzamento di una reazione.
carta da filtro, barattoli con coperchio a vite, cilindro graduato da 10 mL, pipette
Materiale necessario:
Pasteur e tettarelle, solventi (esano, diclorometano, dietiletere, acetato di etile, etanolo), miscela
incognita, sostanze di riferimento (antracene, naftalene, 2-naftolo, acetanilide, benzofenone, acido
benzoico) provette piccole e portaprovette, capillari, fogli da TLC, pinzette chirurgiche, lampada UV,
iodio.
Determinazione del numero e dell'identità delle sostanze presenti in un campione incognito
Tagliare un rettangolo
Preparazione della camera di eluizione.
di carta da filtro di circa 5x10 cm, piegarlo a L e sistemarlo
all'interno di un barattolo di vetro con tappo a vite. Con
l'ausilio di un cilindretto graduato da 10 mL preparare la
miscela di solventi che si intenda utilizzare e versarla nel
barattolo. Chiudere col coperchio e agitare in modo da
mescolare la soluzione, bagnando bene la carta da filtro e
saturando di vapori la camera. Quando si usi una nuova
miscela eluente, si versi la precedente nel bidone di recupero dei solventi organici e si asciughi l'interno
del barattolo e la carta col phon (sotto cappa). I solventi più comuni possono essere ordinati rispetto alla
loro polarità in modo seguente: esano < diclorometano < dietiletere < etil acetato < etanolo. Come primo
approccio generalmente si provano, nell'ordine di polarità le seguenti miscele:
1 100% esano; 4 50% di acetato di etile in esano;
2 50% di diclorometano in esano; 5 100% acetato di etile;
3 100% diclorometano; 6 50% etanolo in acetato di etile.
In taluni casi, può risultare conveniente variare i rapporti tra i componenti (polare e apolare) al fine di
ottimizzare separazione (e.g. 3 : 7 diclorometano/esano) Prelevare circa 20 mg (una punta
Preparazione della soluzione del campione incognito e dei riferimenti.
di spatola) di sostanza incognita in una provetta pulita e scioglierla in circa 3 mL di diclorometano. Fare
altrettanto con le sostanze di riferimento messe a disposizione. Immergere un capillare in ogni provetta
(da non scambiarsi!!). Tagliare da un foglio per TLC una striscia di circa 7x5 cm, avendo cura di
Preparazione della lastrina.
non toccarla con le dita sulla superficie ricoperta di silice. A poco meno di 1 cm dalla base (lato stretto)
tracciare con la matita una linea orizzontale e segnare una serie di punti corrispondenti alla miscela e ai
riferimenti messi a disposizione (vedi figura 1). Annotare sotto i punti il nome di ciò che si andrà a eluire
(miscela e riferimenti) e sulla sommità della lastrina la composizione della miscela eluente che si andrà a
utilizzare. Immergere la punta di un capillare di vetro nella soluzione incognita, toccare con la punta del
capillare il punto segnato sulla lastrina corrispondente al riferimento, lasciando depositare il contenuto del
capillare sulla silice. Asciugare il solvente soffiando leggermente sulla superficie della lastrina. Ripetere
l'operazione per le soluzioni dei riferimenti.
Usando un paio di pinzette, immergere delicatamente la lastrina nella soluzione eluente e
Eluizione.
tappare il barattolo. Lasciare che il solvente arrivi a circa 1/2 cm dall'estremità superiore della lastrina ed
estrarre con le pinzette la lastrina. Segnare subito con la matita il livello raggiunto dall'eluente e asciugare
rapidamente la superficie soffiando o con un phon.
Illuminare la lastrina con la lampada a raggi UltraVioletti (ATTENZIONE! I raggi UV
Visualizzazione.
possono portare gravi lesioni alla vista). La superficie della lastrina risulterà illuminarsi di verde
lasciando in ombra le zone ove siano presenti sostanze in grado di assorbire la radiazione UV. Segnare
con la matita le macchie evidenziate dalla lampada. Le sostanze non mostrate dagli UV potranno essere
evidenziate lasciando la lastrina per alcuni minuti in un barattolo contenente iodio su gel di silice. Anche
in questo caso si segneranno con la matita le macchie imbrunite dallo iodio (il processo è reversibile e
dopo poco le macchie scompaiono). esano AcOEt
Con questo eluente:
Con questo eluente: - posso concludere che la
- posso concludere che la miscela contenga C
miscela contenga A - posso escludere che la
- posso escludere che la miscela contenga D
miscela contenga B
- non posso discriminare - non posso discriminare
se contenga C o D se contenga A o B A B C D
mix
A B C D
mix (R
f). Dopo aver evidenziato le macchie, ricavare il rapporto di
Determinazione del rapporto di eluizione
eluizione delle sostanze di riferimento, per ogni miscela eluente. Tale valore si ottiene dividendo la
distanza percorsa dalla macchia per la distanza percorsa dal fronte del solvente, come riportato
nell'esempio seguente. 4
3:7 AcOEt/esano
Esempio di determinazione
del rapporto di eluizione limite raggiunto dal
fronte del solvente
(da segnare a matita)
L livello raggiunto
punto di partenza dall'eluente nel barattolo
l R
= / = 0.35±5
l L
R f
(ottimale per cromatografia su colonna)
alla fine delle esperienze le miscele di solventi devono essere gettate nel
Smaltimento dei materiali:
bidone “rosso” dei solventi esausti. Le provettine contenenti i campioni di riferimento vanno lavate con
bidone “rosso” dei solventi esausti. I fogli delle TLC usati possono essere
acetone, che và gettato nel
gettati nel cestino della carta straccia. 5
Laboratorio di Chimica Organica I fabrisfa@unive.it Seconda Esperienza
C C
ROMATOGRAFIA SU OLONNA
La cromatografia su colonna permette la purificazione di composti aventi rapporti di eluizione (R
f)
sufficientemente differenti, in scala preparativa (dai pochi milligrammi a decine di grammi).
due pinze con relativi morsetti, una colonna cromatografica munita di serbatoio,
Materiale necessario:
cotone, bacchetta di vetro, beuta, gel di silice, diclorometano, beacker, imbuto, anello di suberite, provetta
grande, miscela di naftalene e 2-naftolo, sabbia, bilancia, pipette Pasteur e tettarelle, provettine piccole e
portaprovette, capillari, fogli da TLC, camera di eluizione, lampada UV, pallone da 100 mL a collo largo,
rotoevaporatore, capillari chiusi da punto di fusione, apparato per la determinazione del punto di fusione.
Separazione del naftalene dal 2-naftolo su gel di silice come fase stazionaria
Fissare con due pinze la colonna in modo che risulti ben verticale e a
Preparazione della colonna.
un'altezza tale da poter posizionare sotto il rubinetto una beuta appoggiata su un elevatore. Montare sulla
sommità il serbatoio per il solvente e assicurarsi che sul fondo della colonna sia presente una pallina di
cotone e che il rubinetto sia chiuso. Pesare 7 g di gel di silice in un beacker da 100 mL e aggiungervi 60
mL di diclorometano. Mescolare accuratamente la silice con l'eluente, facendo in modo di eliminare bolle
di aria eventualmente formate. Versare la miscela nella colonna cromatografica col serbatoio con l'ausilio
di un imbuto, recuperando il solido rimasto nel beacker con due aliquote da 10 mL di diclorometano. Con
un anello di suberite dare nel contempo dei colpetti (delicati!) sulla colonna in modo da far salire le bolle
d'aria eventualmente presenti nella colonna. Aprire il rubinetto, raccogliendo il liquido eluito nella beuta,
fino a che il livello del liquido avrà raggiunto il livello della silice decantata. Chiudere il rubinetto e
rimuovere il serbatoio per il solvente.
In una provetta grande sciogliere il campione (300 mg circa) nel minimo
Caricamento della colonna.
volume di diclorometano e trasferire la soluzione sulla sommità della silice con l'ausilio di una pipetta
Pasteur. Aprire il rubinetto lasciando che la soluzione contenente il campione penetri nella silice. Lavare
la provetta contenente il campione con una minima quantità di diclorometano e ripetere le operazioni
precedenti di trasferimento e penetrazione nella silice. Sostituire la beuta di raccolta con una provettina.
delicatamente l'eluente contenuto
Versare sulla sommità della silice un poco di sabbia (1-2 cm) e versare
nella beuta nella colonna fino al collo della colonna. Riposizionare il serbatoio sulla colonna e versare
delicatamente il resto dell'eluente.
Lasciare fluire l'eluente attraverso il rubinetto aperto e raccogliere le frazioni in
Raccolta delle frazioni.
dodici provette piccole (eventualmente numerate), da riporre ordinatamente nel portaprovette.
Aggiungere ulteriore diclorometano se non bastasse. 6
Tracciare su due fogli da TLC di 5x7 cm sei
Visualizzazione dell'esito della separazione tramite TLC.
punti di semina numerati (1 -> 6 e 7 ->12). Prelevare col capillare da ogni provetta e depositare sul punto
corrispondente. Eluire con lo stesso solvente utilizzato per la cromatografia su colonna ed evidenziare le
macchie eluite con la lampada UV, segnando a matita le ombre osservate.
1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 7 8 9 10 11 12
Esempio di separazione riuscita parzialmente
Esempio di separazione ben riuscita. (la frazione 3 contiene entrambe le sostanze)
presumibilmente per l'utilizzo di un solvente troppo polare
Le frazioni (pulite) contenenti il primo prodotto eluito sono versate in un
Raccolta dei prodotti eluiti.
pallone da 100 mL a collo largo. Si rimuove il diclorometano tramite rotavapor e si determina il punto di
fusione del solido risultante. Analogamente si proceda per il secondo eluito.
alla fine delle esperienze le miscele di solventi devono essere gettate nel
Smaltimento dei materiali:
bidone “rosso” dei solventi esausti. I campioni solidi di naftalene e 2-naftolo vanno gettati nel bidoncino
dei solidi. La colonna contenente il gel di silice umida và fissata capovolta sopra un beacker sotto cappa:
il gel di silice asciugandosi cadrà nel beacker e verrà gettato nel bidoncino dei solidi. Le provettine
contenenti i campioni di riferimento e i palloncini vanno lavati con acetone, che và gettato nel bidone
“rosso” dei solventi esausti. I fogli delle TLC usati possono essere gettati nel cestino della carta straccia. 7
Laboratorio di Chimica Organica I fabrisfa@unive.it Terza Esperienza
S R A G F
AGGI DI ICONOSCIMENTO DI LCUNI RUPPI UNZIONALI
I saggi di riconoscimento sono reazioni estremamente semplici e di sicura riuscita, che permettono di
confermare la presenza di alcuni gruppi funzionali in un composto incognito: tipicamente l’esito del
saggio è reso evidente da marcati cambiamenti di colore o altri segnali facilmente apprezzabili, senza
l’ausilio di particolare strumentazione.
provette di varie misure, pipette Pasteur e tettarelle, cicloesene, soluzione 0.1 M di
Materiale necessario:
bromo in tetracloruro di carbonio, soluzione all’1% di permanganato di potassio acquoso, 1-butanolo, 2-
butanolo, acido cloridrico concentrato, reattivo di Lucas [zinco(II) cloruro (20 g) in acido
ter-butanolo,
cloridrico concentrato (13 mL)], soluzione al 5% di argento(I) nitrato, soluzione al 10% di idrossido di
sodio, soluzione all'1% di ammoniaca acquosa, benzaldeide, esanale, acetone, soluzione acquosa di KI
3
[30 g di iodio e 17 g di potassio ioduro in 85 mL di acqua].
Riconoscimento di olefine
In una provetta piccola versare circa 0.5 mL di composto incognito (e.g. cicloesene) e
Con bromo.
aggiungere goccia a goccia una soluzione 0.1 M di bromo in tetracloruro di carbonio (ATTENZIONE!!),
osservando l'istantanea decolorazione del bromo, dovuta alla formazione del dibromuro (e.g. trans-1,2-
dibromocicloesano). Br
Br
+ Br Br
rosso
incolore incolore
In una provetta piccola versare circa 0.5 mL di composto incognito (e.g. cicloesene)
Con permanganato.
e aggiungere alcune gocce di una soluzione all'1% di permanganato di potassio acquoso, agitando la
miscela si osserverà il viraggio da viola a marrone, dovuto alla concomitante formazione di biossido di
manganese e del diolo (e.g. cis-1,2-cicloesandiolo). OH +
+ KMnO MnO
4 2
marrone
OH
violetto
incolore incolore 8
Riconoscimento di alcoli terziari, secondari e primari
In tre provette versare circa 0.5 mL di alcol primario, secondario e terziario (e.g. 1-
Con acido cloridrico.
butanolo, 2-butanolo, e aggiungere circa 3 mL di acido cloridrico concentrato: solo l'alcol
ter-butanolo)
terziario reagisce mostrando la separazione di due fasi. Cl
+ –
+ Cl
OH H Cl – H O
2 immiscibile in
acqua
e OH
OH
non reagiscono
In tre provette versare circa 0.5 mL di alcol primario, secondario e terziario (e.g. 1-
Con reattivo di Lucas.
butanolo, 2-butanolo, e aggiungere circa 5 mL di reattivo di Lucas:
ter-butanolo)
- l'alcol terziario reagisce istantaneamente, come evidenziato dalla separazione di due fasi;
- l'alcol secondario reagisce lentamente (10-20 min), dando origine a due fasi distinte;
- l'alcol primario reagisce solo a caldo (bagno-maria), mostrando due fasi immiscibili.
+ HCl
·HCl
ZnCl
2 ZnCl
2
O ·H O
– ZnCl
– HCl Cl
OH 2 2
H immiscibile in acqua
reagisce reagisce lentamente,
OH OH
istantaneamente solo a caldo
Riconoscimento di aldeidi
In una provetta grande si pone 1 mL di una soluzione al 5% di argento(I) nitrato e vi
Reattivo di Tollens.
si aggiunge goccia a goccia una soluzione al 10% di idrossido di sodio, fino a che non si formi più nuovo
precipitato scuro. Quest'ultimo viene solubilizzato per aggiunta di una soluzione all'1% di ammoniaca
acquosa. 2 NH
NaOH 3 Ag(NH ) OH
AgNO AgOH 3 2
3 - NaNO solubile
3
In una provetta piccola versare 3 gocce di composto incognito (e.g. benzaldeide, esanale) e aggiungere
circa 0.5 mL di reattivo di Tollens: le aldeidi reagiscono riducendo il complesso di argento ad argento
9
metallico, ossidandosi a loro volta ad acidi carbossilici. I chetoni rimangono inalterati. [preparare due
provette contenenti l'aldeide aromatica e quella alifatica]
O O + H O
2 Ag 3 NH
2 Ag(NH ) OH + NH + +
+ 2
3
3 2 4
–
R H R O
+1 0
2 Ag 2 Ag
–
2 e
+1 +3
C
C
ATTENZIONE!! Il reattivo di Tollens lasciato asciugare forma composti esplosivi: diluire
abbondantemente con acqua le miscele da gettare nel bidone delle “acque di primo lavaggio”.
Riconoscimento di α-metilchetoni
In una provetta grande si pongono 1 mL di α-metilchetone (e.g. acetone) in 5
Reazione dello iodoformio.
mL di idrossido di sodio al 10%. Si aggiunge lentamente una soluzione acquosa di KI (addotto tra iodio
3
e potassio ioduro, che aumenta la solubilità dello iodio in acqua), fino a persistente colorazione bruna. Lo
iodoformio si separa dalla soluzione sotto forma di solido che precipita sul fondo e che può essere filtrato
su Gooch, lavato con acqua ed essiccato (il p.f. riportato in letteratura è di 118-120 °C). Il test dà esito
positivo con chetoni recanti almeno un α-metile. Consegnare lo iodoformio ottenuto al docente.
O
O O O
I
–
OH 2 –
I –
I
–
R CH I
R CH R CH R CH
2
3 2 2
I
O O O
– –
I I
OH , OH ,
2 2
I
R CH R CHI R CI
– –
I I
2 2 3
– –
I I
O O
O
–
OH C CHI
+ + 3
iodoformio
R CI I R O
R OH
3 (giallo e
insolubile
in acqua)
Smaltimento dei materiali
- alla fine del test di riconoscimento con il bromo la provetta và lavata con acetone, che va gettato
bidone “rosso” dei solventi esausti;
nel 10
- alla fine del test di riconoscimento con il permanganato di potassio la provetta và lavata con
di primo lavaggio”, quindi può essere buttata nel
abbondante acqua, che va gettata nel bidone “acque
bidone della vetreria;
- alla fine del test di riconoscimento con acido cloridrico e con il reattivo di Lucas le provette vanno
lavate con acqua, che va gettata nel bidone “acque di primo lavaggio” e quindi con acetone, che va gettato
bidone “rosso” dei solventi esausti;
nel
- alla fine del test di riconoscimento con il reattivo di Tollens le provette vanno lavate con
abbondante acqua, che va gettata nel bidone “acque di primo lavaggio”, quindi possono essere buttate nel
bidone della vetreria rotta o conservate per proprio piacere;
- alla fine del test di riconoscimento con iodoformio la provetta va lavata con acqua, che va get
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Laboratorio di preparazione estrattiva e sintesi dei farmaci
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Laboratorio di preparazioni estrattive e sintesi dei farmaci - nozioni
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Laboratorio di preparazione estrattiva e sintesi dei farmaci
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