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La scuola di Chicago (1871-1891)

La conquista del cielo

A Chicago la “scintilla” del nuovo è innescata da un terribile incendio che divampò nella città nella notte del 9 ottobre 1817. Dal quartiere olandese esso si diffuse a macchia d'olio in tutta la zona, causando la quasi totale distruzione degli edifici preesistenti. Le abitazioni con la tipica struttura a “graticcio”, in cui ai puntoni verticali lignei di sostegno venivano uniti tetti in paglia, collassarono su se stesse. Anche gli edifici più nuovi, eretti secondo i nuovi principi tardo-ottocenteschi dell'architettura del ferro e del vetro, non resistettero alle altissime temperature e i grandi spazi vetrati divennero dei condensatori di calore termico, che provocarono l'implosione delle strutture reticolari in ghisa che costituivano lo scheletro portante di detti edifici. Da questo epocale disastro si sentì il bisogno di riassettare il piano urbanistico-architettonico della città di Chicago su nuovi principi costruttivi, basati su precise norme anti-incendio. Il radicale ripensamento dell'architettura ben presto si rivelò prolifico e propositivo: venne introdotto il “Balloon frame”, il cui principio strutturale è ben descritto nell’immagine successiva.

Balloon frame

La realtà culturale delle nuove città americane, basata su un'essenza multiculturale, fece sì che nel 1893 si riscontrasse a Chicago un tasso di presenza etnica tedesca del 33,33% (addirittura 1/3 della popolazione totale!). Ciò comportò una radicale diffusione di quelle idee proprie della tettonica di fine ottocento tedesco e di quel principio del rivestimento che Semper aveva catalogato negli stessi anni. L'idea del balloon frame ben si presta a questo principio, in quanto l'essenzialità dello scheletro portante ligneo lascia ben immaginare un rivestimento esterno secondo i principi semperiani.

William Le Baron Jenney, rappresentante della ricostruzione della città e facente parte della prima generazione di architetti della cosiddetta “scuola di Chicago”, fu un accademico che focalizzò la sua attenzione sulla marcata differenziazione tra struttura portante e rivestimento degli edifici. Utilizzatore del ferro battuto, che sostituì rapidamente la vecchia ghisa e aprì le porte all'uso dell'acciaio, fu autore del “Leiter I Building”. Questo edificio ci mostra una semplicità disarmante nella pianta, anche se le facciate, scandite secondo una griglia regolare, non hanno ancora la funzione di mero rivestimento, ma sono anche esse parte portante dell'intero stabile.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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