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La Scapigliatura, appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di teoria e storia della letteratura italiana sulla scapigliatura basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Tongiorgi dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Teoria e storia della letteratura italiana docente Prof. D. Tongiorgi

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all’innovazione tecnologica). Vediamo come la tecnologia sottrae e fa venir meno

l’identità dell’artista (I quaderni di Serafino Gubbio operatore). L’arte in passato era un

elemento della civiltà, ora è un lusso da scioperati. La civiltà oggi è il benessere e non

l’arte, ma il godimento materiale. La civiltà del denaro domina la cultura e per questo

non è più possibile “scolpire statue di Venere”.

Tratti formali:

- Sperimentalismo

- Disponibilità ad accogliere stili diversi

- Si volevano rompere i confini tra le arti

- Si discute su quale lingua adottare

- Sperimentalismo linguistico

Sterne supera i limiti del romanzo classico: introduce i disegni, fa grosse digressioni,

l’intreccio è poco chiaro ma volutamente, non è presente una fabula.

Carlo Dossi nell’opera “Vita di Alberto Pisani” (1870) comincia dal capitolo 4 e poi

prosegue con il primo capitolo. Tutto ciò è una provocazione nei confronti degli schemi:

si tratta di uno sperimentalismo linguistico notevole. Tutto ciò va anche in una

direzione diversa rispetto al manzonismo. Il titolo dell’opera attribuisce ad un

elemento autobiografico (Carlo Alberto Pisani Dossi) e si tratta di una parodia di un

romanzo di formazione. Si basa su una vocazione artistica e il romanzo narra della

nascita del sentimento artistico nel protagonista. Inventa una poesia e la recita. Si

sente subito un letterato e secondo i canoni dell’epoca sa di dover essere triste (vedi

trama su wikipedia). Le prime pagine di questo romanzo sono significative dal punto di

vista della scapigliatura (punto di vista della denuncia). Il capitolo primo comincia

ancor prima della nascita (come Sterne). Nasce nel 1849 durante la fine della guerra di

Novara (prima guerra d’indipendenza) e la sua nascita coincide con una dura sconfitta

per l’Italia. Dossi si prende anche un po’ in giro, prende in giro l’idea dell’artista

(autoironia). È uno scapigliato dell’estetica nel suo aderire ad un’etica

dell’antiromanzo. Questo riferimento alla guerra è minaccioso e condiziona la figura

del protagonista. L’antimilitarismo è spesso più consapevole e anche più evidente

rispetto a quello di Dossi. L’antimilitarismo si nutre di un dibattito che marca tutto il

decennio postunitario. Dalla parte democratica si diffonde l’idea che la nuova nazione

da creare sarebbe nata non con una guerra tradizionale (esercito vs. Esercito) ma

attraverso una forza insurrezionale con una forte partecipazione sociale. Quando lo

stato sta per diventare una realtà il modello di esercito da adottare diventa argomento

di dibattito. I liberali spingono sul modello piemontese, fatto di gerarchie già presenti

nello stato sabaudo. Dall’altra parte c’è un modello che ha un grandissimo appeal nel

mondo del risorgimento democratico che è il modello impersonato da un personaggio

particolare: Garibaldi. Era una sorta di milizia popolare volontaria in cui il popolo si

prestava a dare servizio per la patria. Un testo letterario chiave di questo dibattito è

“Ordinamento e costituzione delle milizie italiane ossia come ordinare la nazione

armata” di Carlo Pisacane. È un teorico che però fallisce nel suo intento: organizzata la

spedizione di Sapri il popolo gli si rivolta contro. La gerarchia dell’esercito deve essere

specchio della gerarchia sociale. Questo è il dibattito del nuovo stato e questa

questione è discussa anche in parlamento. Il modello garibaldino spinge verso un

modello meno rigido possibile. Si ha l’idea che i giovani dovessero essere disponibili in

caso di bisogno (cittadini soldati) ma questa posizione viene respinta. C’era poi un

altro modello, quello dell’esercito borbonico. Che fare di questi soldati? L’esercito

borbonico verrà di fatto espulso dall’esercito borbonico e questo contribuirà ad

alimentare quella fortissima separazione tra il settentrione e il meridione che darà vita

anche a varie forme di brigantaggio. In generale l’esercito rappresenta un punto di

collegamento tra il vecchio e il nuovo stato. Gli abitanti dell’ex stato borbonico non

conoscevano la leva, l’esercito piemontese invece prevedeva una leva lunghissima (5

anni consecutivi). Molti giovani in questo periodo vedono nell’esercito un mezzo per

avere un lavoro e per fare carriera. Il giovane Tarchetti è un militare e verrà mandato

nel Salento a combattere contro cittadini del suo stesso stato, i briganti (repubblicani


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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture europee
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinaorbacchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia della letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Tongiorgi Duccio.

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