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La professionalità dell'insegnante di sostegno e dell'educatore in Italia. Prassi di individualizzazione di percorsi per disabilità e disturbi dell'apprendimento

Appunti di pedagogia speciale e didattica per l'inclusione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Antonietti dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Pedagogia speciale e didattica per l'inclusione docente Prof. M. Antonietti

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DEFINIRE L’OSSERVAZIONE “Osservare vuol dire mettersi davanti (prefisso os) a un

oggetto come schiavo o servo (primo significato della radice serv) per essergli

fedele.” (Postic-De Ketele 1988)

- osservare non è guardare!

- osservazione è utile per comprendere l’intenzionalità ed il significato dei

comportamenti (ma non solo di questi) quando

- l’osservazione non isola l’oggetto di osservazione dal contesto e

- si osserva la situazione nella sua globalità e dinamismo (Gelati M., Pedagogia

Speciale Problemi e Prospettive, 1996, cap. 5).

L’osservazione è un processo la cui funzione principale è raccogliere informazioni

AFFIDABILI su un oggetto; implica:

- guardare come attività intenzionale e finalizzata a conoscere la realtà

- osservare implica selezione e raccolta dei dati percepiti

- esperienza di selezione nella percezione e nella categorizzazione

- necessità di avere un focus di osservazione.

- osservazione nella ricerca implica modalità definite di registrazione

(documentazione) e scrittura

Possiamo distinguere tra (CANEVARO A., Handicap e scuola. Manuale per l’integrazione

scolastica, Roma Carocci 1999 (1983) Cap. 3.):

- osservazione individuale (scopo è la conoscenza di specificità individuali - es.

bambini nei primi anni di vita, bambini con bisogni educativi speciali) (il riferimento

all’osservazione sistematica, metodo clinico di Piaget)

- osservazione tematica (illuminare un fenomeno, un contesto, regole sociali allo scopo

di coglierlo)

(metodo etnografico per esempio)

PRINCIPI DELL’OSSERVAZIONE (CANEVARO A., Handicap e scuola. Manuale per

l’integrazione scolastica, Roma Carocci 1999 (1983) Cap. 3.) Nell’osservazione

individuale si cerca di render conto dello sviluppo del singolo: o per mezzo di schede

costruite ad hoc, o attraverso tabelle di sviluppo.

Tuttavia, soprattutto per il bambino con Disabilità il diario è strumento migliore, con

annotazioni individuali e quotidiane, sul Comportamento caratteristico e abituale.

Gli ambiti essenziali da annotare nel diario sono comunque:

- evoluzione dello stato affettivo

- relazione con insegnante e adulti

- comportamento durante azioni quotidiane

- sviluppo motorio e intellettivo

- relazione con altri bambini

- caratteristiche peculiari ed espressioni della coscienza e della volontà.

CARATTERISTICHE DELL’OSSERVAZIONE RIGOROSA (Cardarello 2007):

- condotta per uno scopo formulato di ricerca; selettiva

- programmata; pianificata

- registrata puntualmente; documentabile

- passibile di verifica; controllabile

- inferire in modo controllato

OSSERVAZIONE OCCASIONALE vs OSSERVAZIONE SISTEMATICA

Esempio:

“Martina oggi è svogliata e poco attenta” è frutto di una osservazione occasionale e la

scrittura è imprecisa

“Martina i primi venti minuti di scuola sta seduta in classe, gioca con le cose che ha

sul banco e non svolge l’esercizio assegnato” è una affermazione contestualizzata,

descrittiva e frutto di osservazione sistematica.

Tuttavia l’osservazione occasionale ci permette di iniziare a cogliere taluni aspetti a

partire dai quali progettare l’osservazione sistematica (Fontana, Celi 2007)

Osservazione sistematica (Amenta) l’osservazione sistematica per la conoscenza

degli allievi è l’alternativa di un’osservazione episodica, intuitiva, occasionale che

rischia di essere abbagliata da automatismi soggettivi e portare a conclusioni

sbagliate.

L’osservazione è sistematica quando viene attuata in modo costante, secondo un

piano predefinito.

Si fa cioè un piano per cogliere la MANIFESTAZIONE CHE INTERESSA, un numero di

volte significativo, e si prevedono gli strumenti per l’annotazione.

Le qualità dell’osservazione sistematica:

- validità grado di corrispondenza tra ciò che ci si prefigge di osservare e quello che

si osserva (situazione adeguata, strumenti adeguati)

- fedeltà garanzia di adesione alla realtà: fattori relativi alla prova; fattori relativi al

soggetto e alle sue condizioni

- obiettività accordo tra gli osservatori

Progettare l’osservazione sistematica a scuola

1. scelta dell’oggetto di osservazione: finalità che si intendono raggiungere, obiettivi

che si intendono osservare, componenti costitutive della realtà che interessa, definire

operativamente le componenti che si intendono osservare.

(Cosa significa? Quali interpretazioni? Quali teorie assumere come riferimento?)

2. individuazione degli indici del fenomeno da osservare: pertinenti, completi, e

formulati in modo operazionalizzato.

Esempio di alcuni indici dell’integrazione scolastica formulati nel testo Ervis a cura di

A. Bondioli

CATEGORIE

Nei momenti informali il bambino disabile parla con almeno un compagno

Nei momenti informali il bambino disabile sta da solo.

Nei momenti informali il bambino disabile parla solo con adulti

Livelli nella valutazione degli indici (frequenza/assenza; durata; intensità):

- scelta di stimoli e situazioni (costruire una situazione o osservare una realtà così

come si presenta).

- unità dell’osservazione (pochi studenti in situazioni diverse o più studenti nella

medesima situazione ad esempio).

- modalità temporale (osservare in modo continuativo o ad intervalli).

Diversi strumenti per osservare:

- metodi aperti: resoconti narrativi e alcune griglie d’osservazione (vanno bene in una

fase iniziale)

- metodi chiusi: schemi di codifica e Scale di valutazione

I resoconti osservativi producono protocolli di descrizione del comportamento in

corso senza usare nella rilevazione alcun sistema di codifica

Esempio: “Fabio è seduto sul tappeto vicino al muro a gambe piegate. Ha in mano due

omini di gomma, li manipola e li avvicina cercando di incastrarli l’uno con l’altro. È da

solo vicino ad altri bambini. Ogni tanto si gira verso il centro del tappeto e guarda

nella direzione dei compagni” (Mantovani, 1998)

Esercitazione: I resoconti narrativi

- armatevi di carta e biro.

- guardate in silenzio unʼimmagine (ad esempio il quadro “Die Ernte” di Brugel

cercandolo in google immagini).

- scrivete quello che succede.

Esercizio: alcuni suggerimenti per stendere un buon resoconto narrativo

- scrittura descrittiva esaustiva

- attenzione al linguaggio (non interpretativo)

- analisi vs sintesi

- osservazione con focus

Esercitazione: Correzione esercizio

1) Contate quante parole avete usato.

2) Chiedetevi se avete adottato un criterio di sinteticità o un criterio di analiticità.

3) Chiedetevi se un ascoltatore non presente sarebbe in grado di raffigurarsi ciò che

voi avete descritto (fate una verifica con un amico/a)

4) Controllate il linguaggio adottato, verificate le interpretazioni che avete inserito,

verificate la legittimità delle vostre affermazioni.

Esercitazione: Spunti di riflessione

- confronto: elementi emersi dalla lettura dell’immagine statica

- analisi vs sintesi

- descrittività vs interpretazione

Esempio di descrittività prendendo come riferimento il quadro “Die Ernte”di Bruegel:

Nove persone, in buona parte donne, sono sedute sotto a un albero, alcune stanno

mangiando, qualcuno dorme…altri stanno mietendo grano…

Esempio di interpretazione prendendo come riferimento il quadro “Die Ernte”di

Bruegel: Un gruppo di persone si sta riposando allegramente sotto l’albero, c’è molto

caldo e il lavoro è fatioso e tutti sono molto stanchi e demotivati

Autonomia dei dati raccolti:

- FOCUS: criteri relativi agli elementi da selezionare

Esercizio: Alcuni suggerimenti per stendere un buon resoconto narrativo:

- Scrittura descrittiva esaustiva

- Attenzione al linguaggio (non interpretativo)

- Analisi Vs sintesi

- Osservazione con focus

Prime regole: indicazioni tecniche sui resoconti narrativi (Canevaro 1999):

- fare osservazioni regolarmente e a più riprese

- annotare subito le osservazioni

- fare osservazioni concrete che corrispondano a fatti

- utilizzazione delle osservazioni: rilettura, comparazione, discussione congiunta in

team

Vantaggi e svantaggi dei resoconti osservativi

- arricchimento in termini di informazioni allo schema di codifica; utili in una fase

preliminare di studio; utili come prima analisi rigorosa per giungere alla formulazione

di categorie; completezza del fenomeno osservato.

- strumento poco economico in termini di tempo; possibilità di revisionare ciò che si è

osservato (Aureli, 1997)

GLI SCHEMI DI CODIFICA

- Tipo di raccolta di informazione più rigida, grazie all’impiego di sistemi di categorie

predefinite

Esempio CATEGORIE RELATIVE ALL’AMBITO PRESENZA/ASSENZA

DELL’ESPLORAZIONE

Il bambino esplora da solo X

Il bambino esplora solo in presenza della madre

Il bambino esplora con la madre

- Schemi/griglie più complesse

LO SCHEMA DI CODIFICA:

- l’osservatore pre-decide quali comportamenti intende osservare e adotta un codice

per i comportamenti.

- catalogo predefinito di codici comportamentali che viene sovraimposto al fenomeno

osservato.

- lo schema di codifica si compone di una griglia di categorie: categorie che devono

rispondere a criteri di omogeneità (gioco parallelo-guarda l’altro), distinzione

(distinguibili una dall’altra), operazionalità (chiaramente definite).

Vantaggi e svantaggi degli schemi di codifica

Schemi di codifica (check list):

- rigore metodologico, occorre precisare il focus osservativo

- problema della validità e affidabilità dello schema adottato

Scale di valutazione:

- condivisione dei concetti da osservare (Aureli 1997)

Le scale di valutazione:

- osservare il comportamento per inferire una caratteristica sottostante

- che si assume possa essere posseduta in misura variabile, cioè lungo un continuum

che va dal meno al più

- spesso la scala viene costruita sulla base di dati raccolti con schema di codifica.

Esempio

- abilità sociali riferite alla cura dell’ambiente: 1 Cura dell’ambiente (item 1.1)

- descrizione: mantiene pulito ed ordinato l’ambiente in cui opera

- livello 1 2 3 4 5

PROGETTARE UN’OSSERVAZIONE CONSISTE IN:

Definire:

- problema di partenza e obiettivo/i dell’osservazione: l’attività osservativa che

svolgerò mi potrebbe essere utile per rispondere a quale interrogativo? Per conoscere

meglio quale aspetto del soggetto osservato?

- focus: scelta del focus osservativo

- quando osservare: In quali momenti della giornata si ritiene opportuno condurre le

osservazione (durante momenti formali o informali della scuola, durante il gioco, ...)

- dove osservare: In quali luoghi si ritiene opportuno condurre le osservazioni (in aula,

in corridoio,…)

- cosa osservare: da aspetti ampi come la relazione con i compagni ad aspetti più

precisi come viene scelto/invitato dai compagni a partecipare a un gioco

- Modalità temporali: A seconda del focus scelto è possibile decidere di osservare:

- 5 minuti ogni giorno in modo continuativo,

- Una mezz’ora ogni giorno, annotando più sinteticamente cosa accade ogni 5

minuti

- A evento: ad esempio se si decide di osservare come Fabio si comporta quando

entra in conflitto con un compagno è opportuno raccogliere informazioni solo

quando si realizza l’evento conflitto e per tutta la durata del conflitto

- strumenti: RESOCONTI OSSERVATIVII/ GRIGLIE/ SCHEMA DI CODIFICA

RICORDARE LA COERENZA TRA LE PARTI

LA DOCUMETAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA

Interrogativo centrale da cui partire: Ha senso documentare nei contesti educativi

formali?

Se si quali sono le ragioni?

Premessa: dati da alcune ricerche (Antonietti 2011):

- la pratica del documentare non è ritenuta particolarmente centrale da insegnanti di

scuola primaria e dell’infanzia (campione circa 700 insegnanti) anche se si configura

come un bisogno formativo.

- la pratica del documentare è ritenuta più importante da insegnanti di sostegno.

- la pratica del documentare è ritenuta più importante da insegnanti di scuola

dell’infanzia rispetto ad insegnanti di scuola primaria.

DEFINIRE LA DOCUMENTAZIONE:

- Il ″documento” il termine deriva da docere, insegnare, dimostrare, ovvero ciò che

serve ad insegnare.

- accanto a questo significato, oggi in disuso, è quello scientifico moderno di

testimonianza, prova. Qualunque scritto o oggetto addotto a sostegno di una tesi. Sui

documenti, nel significato moderno, è fondata ogni ricerca scientifica,

storica e sociologica…″ (Dizionario Italiano Ragionato, G. De Anna- Sintesi, Firenze,

1988, alla voce “documento”).

Oggi si tende a dare particolare importanza alla documentazione visiva mediante la

fotografia, la pellicola cinematografica, ma soprattutto mediante le video registrazioni,

opportunamente montate dopo la loro esecuzione”. (P. Bertolini, Dizionario di

pedagogia e scienze dell’educazione, Zanichelli, Bologna, 1996)

La documentazione è “una scienza ed arte ad un tempo….il cui obiettivo è sapere cosa

è stato fatto per poter fare″(P. Bisogno, 1980, p. 10).

La documentazione si configura da un lato quindi come una azione mentale di analisi,

interpretazione e rielaborazione di dati informativi contenuti in documenti, dall’altro

come una tecnica di produzione, raccolta, sistematizzazione, archiviazione e diffusione

di materiali di documentazione.

Inoltre, nella documentazione vi sono due aspetti, uno cognitivo e uno operativo: è

una scienza per conoscere e un’arte, una tecnica per far conoscere (vedi schema).

Cosa si può intendere per Documentazione in ambito educativo?

- la documentazione è quindi una “azione, costruzione e ricostruzione”, è un atto che

si pone dentro alla realtà che intende documentare, contribuendo a significare

l’esperienza (Specchia, 2001).

- “La documentazione è la manifestazione formalizzata di un discorso educativo,

sociale e relazionale che fa parte della costruzione di un contesto culturale”

(Compagnoni, 2004).

- occorre distinguere il processo che sottosta al documentare dal prodotto di

documentazione.

“Ci sono due modi di passeggiare in un bosco. Nel primo modo ci si muove per tentare

una o molte strade (….); nel secondo modo ci si muove per capire come sia fatto il

bosco e perché certi sentieri siano accessibili ed altri no” (Eco cit. in Benzoni, 2001, p.

73).

Nel primo caso ciò che conta è la meta, il traguardo finale e tutto il percorso nel bosco

prende senso e significato in relazione alla prestazione o esito conclusivo; nel secondo

caso è determinante il processo, il modo di girovagare, esplorare, conoscere e sapersi

orientare non solo in quel bosco, ma in tutti i boschi.

1) gli scopi:

- documentare per mostrare/rendere conto

- documentare per socializzare

- documentare per far capire

2) i destinatari:

- pensare non solo alle famiglie come destinatari privilegiati

- la pratica del documentare come opportunità di crescita professionale

3) i modi:

- documentare in itinere

- documentare a posteriori

La documentazione può essere paragonata, per le potenzialità di ricerca e di

riflessione che sostiene ad una “macchina interrogante”:

IL PRINCIPIO DI DOCUMENTAZIONE (CARDARELLO 2010)

“3.2 Principio Di Documentazione È per questo, infine, che è utile richiamare il

principio di documentazione, anche se il termine può apparire pleonastico nel contesto

delle disabilità. Tuttavia non si intende qui richiamare il ruolo assodato della

documentazione intesa come certificazione o diagnosi che accompagna gli allievi, ma

si vuole richiamare l’aIenzione sull’importanza della documentazione dell’azione

dida5ca intrapresa a favore di tali allievi. Troppo spesso, anche a causa dei fenomeni

di avvicendamento degli insegnanti nella scuola, il passaggio di informazioni, che

dovrebbe assicurare la continuità, è lacunoso e assai poco utile al progresso delle

pratiche didattiche. Mettere i bambini nelle condizione di fruire massimamente

dell’esperienza scolastica dipende anche dalla continuità delle esperienze e dalla

consapevolezza che gli operatori ne hanno. Ora tale continuità può essere assicurata

dall’abitudine a tenere memoria scriIa delle a5vità intraprese, degli esiti riscontrati, dei

contesti del loro svolgimento dal punto di vista dell’insegnante e dal punto di vista del

lavoro di aula effe5vamente implementato. Questa modalità di raccogliere

testimonianza e memoria sistematiche non è scontata nelle scuole, sia perché onerosa

in termini di tempo, sia perché implica una solida consapevolezza didattica, la sola che

permetta di selezionare le informazioni utili e di non trascurare quelle cruciali: in altre

parole il lavoro di documentazione fedele e pertinente richiede un atteggiamento del

tutto simile a quello di un ricercatore empirico che sappia render conto in modo non

vago delle azioni e dei percorsi intrapresi. Questa, e solo questa, pratica di


PAGINE

19

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PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marilu1312 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e didattica per l'inclusione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Antonietti Maja.

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