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La produzione

Il documento in questione fornisce un riassunto riguardante il tema della produzione. Libro consigliato: Piero Mella, “Aziende”
Gli argomenti trattati sono:
-la produzione
-i prodotti: caratteristiche
-i fattori e la funzione di produzione
-la produzione quale trasformazione economica: costi, ricavi e risultati
-misure di performance della trasformazione economica... Vedi di più

Esame di Economia aziendale docente Prof. P. Mella

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di produzione

1. Possiamo distinguere tra beni materiali e beni immateriali (servizi);

2. I prodotti possono essere destinati sia al consumo finale che alla produzione di altri

prodotti;

3. Il tipo di produzione può essere terminale (prodotto finito, il cui output può essere

osservato autonomamente), o intermedia (prodotto che andrà a costituire la parte di un

altro prodotto, es. un motore);

4. Alcuni prodotti subiscono innovazioni in tempi più o meno rapidi, altri possono essere

ottenuti con le stesse caratteristiche per un lungo periodo di tempo. Sulla base di questo

fattore possiamo distinguere tra: prodotti a contenuto tecnologico distintivo (computer,

grattacieli ecc), prodotti legati alla moda (vestiti ecc), prodotti indifferenziati o commodities

(es verdura frutta ecc). Questi ultimi subiscono unicamente minime variazioni non

controllabili dal sistema di trasformazione.

5. Relativamente alle caratteristiche del prodotto possiamo distinguere tra produzioni per il

mercato, o standard, e produzioni per il cliente, o speciali

6. A seconda dei ritmi di produzione si può distinguere tra le produzioni a ritmo deciso dal

produttore e produzioni stagionali, le quali dipendono da processi biologici o meterologici.

2.3 I fattori e la funzione di produzione

Possiamo distinguere i fattori di produzione in cinque classi:

1. Impianti e macchinari (I)

2. Materie (M)

3. Servizi (S)

4. Lavoro (L)

5. Conoscenze (B)

1. IMPIANTI E MACCHINARI

Principali caratteristiche:

-Sono fattori strumentali, di struttura. Sono strumenti operativi di cui l’organizzazione ha

bisogno per svolgere i processi di produzione.

-Sono fattori di capacità (o pluriciclici, o a fecondità ripetuta, poiché erogano la capacità

per diversi cicli del processo produttivo). Possono erogare nel tempo un ‘’tot di battute’’.

Distinguiamo tra capacità potenziale (che può essere solo stimata) e capacità utilizzata.

Molti fattori a fecondità ripetuta hanno la durata di più anni e sono detti pluriennali.

Le unità di servizio (tempo macchina) necessarie per un prodotto sono dette fabbisogno

unitario (qI), i volumi richiesti invece per ottenere un flusso o un volume di prodotto sono

detti fabbisogni complessivi (QI).

Il fabbisogno complessivo si calcola mediante il rapporto tra il fabbisogno unitario e i

volumi di produzione di riferimento: QI= qI x QP.

Invece, volendo calcolare il numero di impianti necessari dovremmo tenere conto della

capacità produttiva dell’impianto in un certo periodo di tempo (T) e del fabbisogno

complessivo (QI). Tale capacità viene chiamata KI(T). Dunque avremo: NI (numero

impianti) = QI(T) fabbisogno complessivo / KI(T) capacità produttiva.

Nel caso non si avesse la disponibilità di acquistare un dato macchinario in quel preciso

momento, allora si dovrebbe “dilatare” il tempo necessario per la produzione. Quindi

avremo NT tempo necessario = QP(T) volumi di prod. di riferimento / KI(T) capacità

produttiva.

N.B. Nei calcoli di norma non si fa riferimento al singolo macchinario ma all’Impianto come

complesso di macchinari, impianti, fattori che formano la struttura produttiva. Si tiene conto

della sua capacità produttiva massima.

2. MATERIE

Questa sezione include: le materie prime, le materie sussidiarie, i materiali accessori, i

componenti, i sottoassiemi e i semilavorati.

Le materie hanno tre caratteristiche fondamentali:

1. Sono fattori materiali, pertanto si possono immagazzinare (sono immagazzinabili);

2. Subiscono le principali trasformazioni per opera dei fatto strumentali (in parole povere,

gli impianti);

3. Sono a fecondità semplice, ossia si consumano irreversibilmente dopo un unico ciclo

del processo in cui sono impiegati per terminare la produzione.

Le unità di materie necessarie per un realizzare un prodotto rappresentano il fabbisogno

unitario (qM), mentre le unità necessarie per un dato volume di produzione rappresentano

il fabbisogno complessivo (QM), il quale è dato dal rapporto tra il fabbisogno unitario e il

volume di produzione di riferimento: QM = qM x QP. In sostanza i fattori materie sono a

volumi direttamente proporzionali, si basano sulla costante del fabbisogno unitario.

3. SERVIZI

Nei servizi invece rientrano tutti i fattori cosiddetti operativi immateriali, per cui avranno tre

caratteristiche:

1. Sono immateriali e a fecondità semplice;

2. Non sono immagazzinabili;

3. Sono fattori ad impiego proporzionale.

Indichiamo il fabbisogno unitario con qS, il fabbisogno complessivo con QS, quest’ultimo

dato dal rapporto tra fabbisogno unitario e i volumi di produzione di riferimento, come nel

caso della sezione materie: QS = qS x QP.

4. LAVORO

Per quanto concerne il lavoro possiamo individuare tre caratteristiche fondamentali:

1. È l’unico fattore attivo della produzione;

2. Non è separabile dal lavoratore;

3. Può essere indiretto (nel caso delle materie, della loro trasformazione) e viene calcolato

in base alla quantità di tempo necessaria per produrre un solo prodotto, o diretto (nel caso

della struttura, in esso rientrano il funzionamento dei macchinari, lo svolgimento di attività

complementari, amministrative e accessorie);

4. Ha capacità produttiva, o meglio, il lavoratore ha una data capacità produttiva. Nei

calcoli, come nel caso degli Impianti, si tiene conto della capacità produttiva massima.

N.B: bisogna tener conto che ogni prestazione è condizionata dalla cosiddetta equazione

personale del lavoratore, ossia della cultura, dell’abilità, della motivazione e dei modelli

mentali propri del lavoratore stesso.

Il fabbisogno unitario è costituito dal tempo necessario per produrre un solo prodotto, il

fabbisogno complessivo è rappresentato dal tempo necessario per produrre un volume di

produzione e si calcola, moltiplicando il fabbisogno unitario per il volume di produzione di

riferimento: QL(T)= qL x QP(T).

Analogamente agli Impianti, è necessario calcolare il numero di lavoratori necessari per un

certo volume di produzione: NL= QL(T) x KL(T). Tale numero si calcola moltiplicando il

fabbisogno complessivo di lavoro per la capacità produttiva dei lavoratori tenendo conto

del fattore tempo (T). Anche in questo caso, come per la sezione Impianti, nel caso non ci

sia la possibilità di assumere un tot di lavoratori necessari alla produzione, è opportuno

‘’dilatare ‘’ il tempo necessario alla produzione e quindi calcolare il tempo necessario: KT=

QP(T) x KL(T), dove il rapporto tra la capacità produttiva e i volumi di riferimento va a

determinare l’unità di tempo necessaria per quella determinata produzione.

5. CONOSCENZE

Le conoscenze possono essere codificate o esplicite (brevetti ecc), o non codificate o

implicite (le procedure automatiche che il lavoratore impiega senza esserne consapevole).

Le conoscenze formano il know how, il know when e il know where e spesso possono

essere ricomprese nelle altre sezioni: per esempio il know how può essere ricompreso

direttamente nel lavoro, le conoscenze acquisite da soggetti esterni (consulenze ecc)

possono essere comprese tra i Servizi ecc.

Le indichiamo con B, ma sono fattori difficili da individuare, per essi non si determinano ne

fattori unitari ne fattori complessivi.

N.B. Per conoscenze si intende il complesso di conoscenze proprie dell’organizzazione,

non del singolo individuo che la compone.

Facendo un breve riepilogo possiamo osservare che per quanto riguarda le categorie

Materie e Servizi per calcolare il fabbisogno complessivo è sufficiente tener conto del

fabbisogno unitario e dei volumi di produzione di riferimento, mentre per gli Impianti e il

Lavoro svolgono un’importante ruolo la capacità produttiva KI e il tempo T. Nel caso di

queste ultime due categorie, bisogna però tenere a mente il fatto che, volendo ampliare la

capacità produttiva, nel caso del Lavoro vi è molta più flessibilità, infatti il numero dei

lavoratori può variare molto più facilmente, mentre per ampliare il complesso di impianti

esistenti il processo è molto più lungo e può essere attuato come fatto eccezionale e non

normale.

FUNZIONE DI PRODUZIONE

La funzione di produzione determina la combinazione produttiva ottimale delle molteplici

produzioni, impiegando congiuntamente i vari fattori compresi nelle differenti categorie. In

sostanza la funzione di produzione indica i fabbisogni unitari di ogni fattore tenendo conto

del programma di utilizzo, dei vincoli, e le sue eventuali incompatibilità. La combinazione

produttiva invece determina i volumi da ottenere dei diversi prodotti, i quali rappresentano

l’output del sistema produttivo.

I calcoli necessari per ottenere la funzione di produzione sono affidati al responsabile

tecnico della produzione.

Ma per effettuare la scelta ottimale di produzione non è sufficiente calcolare la funzione di

produzione, infatti è necessario calcolare anche i valori e svolgere un accurato programma

di produzione, in modo che i volumi di produzione vengano ottimizzati al fine di rispettare

valori di costo, ricavo e risultato tenendo conto della domanda proveniente dai

consumatori. Questo compito è affidato al responsabile economico della produzione.

Vediamo nello specifico che cosa significa.

2.4 La produzione quale trasformazione economica. Costi, ricavi e risultati

LA TRASFORMAZIONE ECONOMICA (slide 22, pagina 70)

Facciamo due premesse.

I produttori:

1. Acquisiscono i fattori non solo dai lavoratori, ma anche da fornitori esterni

all’organizzazione (tout court). L’insieme dei fornitori viene detto bacino di input o mercato

di approvvigionamento.

2. Cedono le produzioni ad altre organizzazioni, chiamate clienti. L’insieme dei clienti

costituisce un bacino di vendita o mercato di sbocco.

Gli input e gli output acquisiscono valore tramite i prezzi. I prezzi per l’approvvigionamento

(acquisto, valore negativo degli output) sono i prezzi-costo, quelli per la cessione (vendita,

valore positivo degli output) i prezzi-ricavo. I primi determineranno i costi per

l’approvvigionamento, i secondi i ricavi di cessione.

COSTI DI APPROVVIGIONAMENTO: CM, CS, CI,CL

RICAVI DI CESSIONE: RP

Con la valorizzazione degli input e degli output, tramite i prezzi, la trasformazione

produttiva diventa una trasformazione di valore, una trasformazione ECONOMICA.

COSTO DI PRODUZIONE E COSTO UNITARIO MEDIO

Il costo di produzione è determinato dalla somma dei fattori acquistati e impiegati nella

produzione di un prodotto P tenendo conto delle varie categorie:

CP= CI + CM + CS +CL

Il costo unitario medio è determinato dal rapporto tra il costo di produzione e i volumi di

riferimento e va a costituire il costo della singola unità di prodotto.

cP= CP / QP (costo di produzione della singola unità fratto i volumi di riferimento).

N.B: CP dipende da QP. Infatti all’aumentare di QP il costo unitario medio si riduce in

quanto diminuisce (si contrae) l’incidenza dei fattori di struttura. (VEDI DIMOSTRAZIONE

NELLA SLIDE 24)

In sostanza, il costo di produzione complessivo è il valore necessario per produrre un dato

volume di produzione, ed esprime il valore minimo di cessione di quella produzione; il

costo unitario medio è il costo delle singole unità di prodotto ed esprime il limite minimo del

prezzo di vendita affinché si possa recuperare il costo dei fattori impiegati per la

produzione di quella singola unità.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Il documento in questione fornisce un riassunto riguardante il tema della produzione. Libro consigliato: Piero Mella, “Aziende”
Gli argomenti trattati sono:
-la produzione
-i prodotti: caratteristiche
-i fattori e la funzione di produzione
-la produzione quale trasformazione economica: costi, ricavi e risultati
-misure di performance della trasformazione economica e conto economico multimarginale
-la produttività e i fattori della produttività
Gli argomenti trattati sono stati rielaborati e semplificati.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e gestione delle imprese
SSD:
Docente: Mella Piero
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulialoru di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Mella Piero.

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