La Minne nella poesia di Walther von der Vogelweide
etimologia di “Minne”
1. Contesto storico ed
La nuova tradizione della poesia cortese
1.1 passaggio dall’Alto al Basso Medioevo,
Tra il 1050 a.c e il 1350 a.c si verificò, oltre il significativo
tedesco antico e il tedesco protomoderno, tramite cui sulla base di
un periodo di transizione tra l’alto
documenti letterari molto numerosi e di alto valore poetico si possono schematizzare caratteri
“alto
linguistici della lingua tedesca ben definiti; a cui si fa riferimento con il termine tedesco medio”
(Mittelhochdeutsch).
In condizioni storico-politiche decisamente instabili, caratterizzate da un indebolimento del potere
centrale e la conseguente affermazione dei territori presieduti dai signori-guerrieri, comincia a
diffondersi una sete avida di gloria e di avventura che culmina con la partecipazione alle Crociate e
l’idealizzazione della figura del cavaliere che, rispettando un rigido codice etico, si pone al servizio
dei signori nelle imprese di conquista in terre straniere. Ed è proprio tra questi cavalieri che fiorisce
la letteratura cortese.
In quegli anni continua la tradizione dall’alto tedesco antico della prosa religiosa, che cerca un certo
l’elaborazione
distacco dal latino e una propria indipendenza linguistica, mediante di frasi molto
semplici e all’apparenza monotone. Tuttavia viene abbandonata definitivamente la poesia epica
profana, di cui non abbiamo esempi dopo l’Hildebradslied, a favore della tradizione della poesia
cortese di stampo provenzale. Questo genere di poesia è molto significativo per la storia della lingua
tedesca, poiché la lingua stessa comincia ad assumere dei connotati ben chiari e una certa unità,
superando definitivamente la limitazione nell’uso dei dialetti; ma venendo adoperata al suo tempo da
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una stretta gerarchia sociale costituita prevalentemente da nobili e cavalieri .
Se nel periodo precedente si poneva l’attenzione sul guerriero e l’arte della guerra, tramite la poesia
cortese gli eroi acquisiscono un nuovo ideale cavalleresco: la venerazione per la donna amata che
ovvero l’amore nel senso spirituale e sublime
distingue il loro modo di agire e di pensare. La Minne,
del termine, trova largo spazio nel periodo classico del Mittelhochdeutsch, precisamente dal 1170 al
1 S. B. Coletsos, Storia della lingua tedesca, Rosenberg & Selier, 1979, pp. 106-108.
1250, in cui furono prodotte molte opere annoverate tra i massimi esponenti della poesia cortese,
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avvalendosi di un linguaggio ormai standardizzato e sovraregionale .
La Minne
1.2 caduto oggigiorno in disuso, col significato di “pensare
Letteralmente ci si riferisce al termine Minne,
alla persona amata e ricordarla” Nell’alto tedesco antico
(andenken, erinnerung). minna significa
“piacere, apprezzamento, gioia” e anche “amore”, avvicinandosi di più ai sinonimi odierni della
Liebe, ma si tratta di una forma d’amore religiosamente altruistica:
parola die hingebende liebe des
di Dio nei confronti degli uomini
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menschen zu Gott . Ovvero l’amore e degli uomini nei confronti di
Dio.
Il termine deriva probabilmente dalla contaminazione di due radici che significano rispettivamente
“desiderare, amare” (*mei, sanscr. “piacere) e “pensare, ricordare” (lat. 4
màya mens, memini) . La
“minneôn, (althochdeutsch) fino a diventare “minnen”
radice del verbo ha origine da minnôn” nel
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mittelhochdeutsch . Nei dizionari odierni invece la Minne (die Minne) viene descritta come
“verehrende, dienende Liebe eines höfischen Ritters zu einer meist verheirateten, höhergestellten
quindi l’amore di un cavaliere
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Frau Liebe” rivolto esclusivamente a donne di alto rango o sposate.
,
è la grande motrice, forza imperante, del mondo cortese che scopre l’amore spirituale ed
La Minne
elevato e che si divide distintamente in hohe Minne e niedere Minne. La prima intesa nel suo
significato platonico di un amore irrealizzabile nei confronti di una donna appartenente al ceto
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nobiliare, la seconda nel senso di amore fisico e sensuale rivolto a una popolana .
Prima di allora nella letteratura non era documentato un vero rapporto amoroso-sentimentale fra uomo
e donna. Il sistema concettuale elaborato dalla Chiesa conosceva solo due tipi di amore: caritas,
accompagnato dall’attributo
amore per Dio e il prossimo, e amor, carnalis, quindi di matrimonio
in un’ottica di procreazion
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