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La guerra fredda 1945-1991

L'inizio e l'ascesa delle superpotenze

Usa e Urss svolsero, nonostante la vastità delle dimensioni geografiche, un ruolo marginale nel quadro politico internazionale nel periodo tra le due guerre, quindi dal 1919-1939. I primi adottarono una politica di astensione dal coinvolgimento politico e militare detta "isolazionismo". Decisero di rimanere neutrali di fronte alle dispute europee. La seconda, anche se confinava con l'Europa, mantenne per volere del suo segretario generale un atteggiamento di sospetto verso i contatti troppo ravvicinati coi governi capitalistici, che si riteneva fossero ostili all'esistenza del Comunismo.

Nel settembre del 1939 scoppiò la prima guerra mondiale. Gli Usa si mantengono neutrali nonostante la preoccupazione dei funzionari americani nei confronti della diffusione di regimi fascisti. Questa neutralità si concluse con l'attacco giapponese a Pearl Harbor nel 1941. Stalin non era dispiaciuto di vedere le potenze capitalistiche combattersi a vicenda. Nel giugno del 1941 ci fu l'attacco nazista all'Urss, anche se nel 1939 avevano firmato il Patto di Non Aggressione.

Nel 1933 Usa e Urss avevano stabilito accordi, ma i primi, nonostante questo, erano ostili al comunismo, vedendo come male maggiore l'ascesa del Nazismo. Comune terrore della Germania Nazista= Alleanza delle 3 Grandi (imperialismo britannico, capitalismo americano e Comunismo Sovietico). Il destino dei paesi europei fu determinato da potenze fuori dalla loro zona geografica. Germania e Italia furono nazioni sconfitte. Gran Bretagna rinnovò orgoglio nazionale per aver portato a termine una grande missione, ma allo stesso tempo subì un declino di superpotenza e conseguente subordinazione economica degli Usa.

Nel 1947 ci fu l'indipendenza indiana. La Francia venne liberata e inserita successivamente nel novero delle superpotenze, ma non poteva nascondere la stagnazione economica in corso, le sconfitte militari e la vergogna per aver collaborato con i tedeschi. Gli Usa trassero vantaggio dalla guerra: aumentarono il Pil e la popolazione, e presero il posto britannico di superpotenza. L'Urss aveva subito le maggiori perdite.

Roosevelt aveva concesso all'Urss l'influenza sull'Europa orientale. Malgrado le proteste britanniche, gli Usa concessero all'Urss il controllo sulla Polonia comunista. Nel 1945 si risolse a Yalta la questione: vennero previste elezioni libere nei paesi liberati dalla tirannia nazista. Gli Usa ottennero la partecipazione dell'Urss a combattere contro il Giappone; erano anche riluttanti a prendere qualsiasi impegno post-bellico in Europa, le loro truppe se ne sarebbero dovute andare dopo due anni.

Il riconoscimento sul piano privato da parte di Roosevelt dell'esistenza di due sfere di influenza britannica e sovietica era contraddetto dai suoi discorsi pubblici che ribadivano il diritto dell'autodeterminazione e della diplomazia "aperta". A Potsdam si riunirono per ribadire il desiderio di assicurare la pace e di evitare una terza guerra mondiale.

Il problema della Germania

Il Reich fu annientato quando i tre eserciti degli alleati si ritrovarono trionfalmente nella pianura tedesca. La Germania fu sottoposta a un governo militare e divisa in zone geografiche: i russi a est, i britannici a nord-est nella zona industriale della Ruhr, gli americani al sud e alla Francia parti tra la GB e gli Usa. Berlino divenne il quartier generale del Consiglio Alleato e fu divisa in quattro settori. Si voleva impedire il suo risorgere e si decise di sciogliere le forze armate tedesche. Si pensava a una temporanea divisione del paese in zone. Le linee di una comune linea economica prevedevano lo smantellamento delle industrie belliche e di limitare la produzione economica favorendo solo un minimo vitale alla popolazione. La strategia venne ostacolata da Stalin che esigeva enormi riparazioni di guerra nella forma di trasferimento di attrezzature industriali.

Non avendo subito invasioni o bombardamenti, gli Usa non pretendevano riparazioni di guerra. Truman non cercava di mascherare l'ostilità personale nei confronti del comunismo. A Potsdam venne deciso che i sovietici avrebbero tratto il grosso delle riparazioni dalla loro zona, si mise in luce il desiderio americano di limitare il contatto sovietico con le zone occidentali. In contrasto con la dura politica di riparazione favorita dai Sovietici, le autorità statunitensi adottarono un atteggiamento umanitario verso il paese sconfitto.

Il governo britannico condivideva il sospetto statunitense che i sovietici stessero usando la questione delle riparazioni per mantenere la Germania economicamente debole. La cooperazione anglo-americana venne formalizzata nel 1946 con la decisione di combinare le due rispettive zone in un'unità economica separata, chiamata: Bizona. Tutto ciò avvenne perché la GB aveva bisogno di dollari americani per finanziare le importazioni mentre gli Usa avevano bisogno di rifornimenti di carbone dalla zona britannica. Venne abbandonato il progetto di una grande conferenza di pace per decidere le sorti della Germania a causa dell'impasse diplomatica.

Il contenimento del comunismo

L'insediamento di un governo comunista in Polonia portò gli Usa ad accusare Stalin di essersi rimangiato l'impegno preso a Yalta. La questione venne affrontata direttamente da Truman con il Ministro degli esteri Molotov. L'Iran era sotto occupazione anglo-sovietica dal 1941, gli occupanti si accordarono di liberarlo entro marzo del 1946. Notizia di permanenza di alcune truppe sovietiche in una provincia dell'Azerbaigian per aiutare un movimento separatista contro il regime dello scià. La ragione scottante era il controllo delle risorse petrolifere presenti nella regione. La questione venne sollevata alle Nazioni Unite ricevendo sostegno diplomatico americano. I sovietici decisero di rispettare l'impegno e di ritirare le truppe.

Nel 1947 fu approvato il National Security Act: l'obiettivo era di migliorare il flusso di informazioni al presidente tramite la creazione del National Security Council con funzione consultativa in politica estera e della CIA (Central Intelligence Agency) con la funzione di raccogliere e interpretare le informazioni provenienti dall'estero nonché di intraprendere operazioni segrete in campo internazionale; inizio della politica di contenimento delle tendenze espansionistiche russe. Aggressione sovietica e ingerenza comunista nella guerra civile in Grecia (sfera di influenza britannica finché la GB dichiarò di non riuscire a svolgere più un ruolo economico).

Sospetti confermati dalle pressioni di Stalin al governo turco per assicurare alle navi sovietiche lo sbocco sul Mediterraneo. Aiuti a Grecia e Turchia non inizialmente approvati dal Congresso, ma con l'ingigantimento dello spauracchio comunista la situazione mutò: il Congresso stanziò i 400 milioni di dollari (Dottrina Truman) per salvare i due stati dal comunismo. Piano Marshall, poiché preoccupati dalle forti attività politiche comuniste presenti in Europa. Per farli approvare al Congresso, volto a una politica di rigore finanziario, i funzionari del dipartimento misero in rilievo l'estrema gravità delle difficoltà economiche europee e il grave pericolo che costituiva per la stabilità dei governi democratici. Venne offerto anche ai sovietici che lo consideravano come un'alternativa alle riparazioni di guerra tedesche.

Il programma esigeva che i benefattori fornissero dettagli sulle loro economie. La prospettiva di un' implicita supervisione americana nell'economia sovietica apparve inaccettabile a Molotov. I sovietici corsero in soccorso e organizzarono una conferenza rivale: il Cominform cioè l'ufficio di informazione dei partiti comunisti europei. In poco tempo venne elaborato uno schema per la ripresa economica dell'Europa occidentale: 17 miliardi di dollari per finanziare l'Erp cioè l'European Recovery Program in seguito al colpo di stato comunista del 1948 in Cecoslovacchia.

Il dibattito storico sulle origini della guerra fredda

Essa ha rappresentato il problema dominante dei rapporti internazionali durante la metà del 20esimo secolo. L'esatta collocazione temporale del conflitto è stata materia di dibattito. Gli storici sovietici, non avendo accesso agli archivi diplomatici, si sono attenuti alla versione ufficiale del governo. Alcuni autori americani hanno fatto risalire la battaglia ideologica della democrazia contro il comunismo, le cui radici risalirebbero all'ascesa del potere bolscevico del 1917. Questa tesi risulta poco attendibile poiché nessuna delle due rappresentava una potenza militare. Altri autori ne fanno risalire l'inizio nel 1945 quando Stalin si rifiutò di consentire le libere elezioni in Polonia.

  • Tesi ortodossa: Gli autori ortodossi ritengono che Stalin mirasse alla conquista del mondo e andasse per tanto contrastato. Prevalente fino agli anni '60.
  • Tesi revisionista: I revisionisti isolano Truman come strumento di forze economiche e concludono che Stalin è stata una vittima delle irragionevoli pressioni esercitate dagli americani perché cedesse al disegno di una "porta aperta" globale, cioè la creazione di un ordine economico internazionale di stampo liberale; sottolineavano anche che il leader sovietico era stato un alleato di fiducia degli Usa.
  • Tesi postrevisionista: I postrevisionisti sostengono che entrambi i leader perseguivano politiche pragmatiche e che dovrebbero condividere la responsabilità dei loro errori e malintesi che consentirono l'avvento della guerra fredda.

L'Europa in una situazione di stallo

Il blocco di Berlino

Il Piano Marshall prevedeva di imprimere un forte impulso alle economie delle tre zone occidentali della Germania. I sovietici cercarono di impedire la creazione di uno stato tedesco occidentale anticomunista. Fu la questione della riforma valutaria a mettere in evidenza il deterioramento dei rapporti tra est e ovest, cioè la sostituzione del Reichsmark con il marco tedesco. Come ritorsione per non essere stati consultati, i sovietici si ritirarono dal Consiglio alleato di controllo nel 1948. Le autorità sovietiche imposero un blocco formale di Berlino chiudendo tutte le vie di accesso, gli abitanti dei paesi occidentali vennero tagliati fuori da ogni rifornimento.

Il Generale Clay consigliò una prova di forza: l'invio di un convoglio americano per spezzare il blocco; ma il timore di una nuova guerra giocò contro il generale. Si decise per un ponte aereo per i rifornimenti. Le autorità occidentali dichiararono il blocco sovietico illegale e istituirono un controblocco nei confronti della zona orientale. Il 12 maggio del 1949, Stalin riconobbe la propria sconfitta e riaprì tutte le vie di accesso alla città. La crisi di Berlino accelerò il processo di anticomunismo in Europa occidentale. Le tre zone occidentali, nel settembre 1949, istituirono la Repubblica Federale tedesca e Stalin, nell'ottobre, la Repubblica Democratica Tedesca.

La creazione della NATO

La crisi di Berlino riaccese i timori occidentali di un'aggressione comunista. Nel 1948, Olanda, Benelux, Francia e GB avevano firmato il Patto di Bruxelles che prevedeva assistenza militare in caso di guerra. Il trattato Nordatlantico, firmato a Washington dai paesi firmatari del Patto di Bruxelles e da Canada, Danimarca, Islanda e Italia, desiderosi della potenza militare americana a protezione dell'Europa. "Concetto dello scudo e della spada": L'Europa avrebbe fornito lo scudo nella forma di forze terrestri convenzionali per fermare un attacco sovietico mentre la spada sarebbe stata rappresentata dalle armi atomiche del Comando aereo strategico americano.

La scoperta, nell'agosto del 1949, del Test Atomico portato avanti con successo dai sovietici lasciò gli esperti americani allibiti poiché non si sarebbero aspettati un simile sviluppo per almeno altri vent'anni. Il tramonto del monopolio atomico statunitense coincise con la conquista della Cina da parte dell'esercito popolare di liberazione comunista. Il clima di prevalente ansietà a Washington trovò riflesso in una revisione nota come NSC-68, un rapporto segreto completato nel 1950. Esso sosteneva che la potenza militare degli Usa era inadeguata ad adempiere al ruolo di potenza mondiale. Anche se la NATO prevedeva nei suoi piani difensivi la Germania Ovest, il paese non era membro dell'alleanza atlantica e non poteva offrire il minimo contributo alla sua difesa. La logica di incorporare truppe tedesche nella NATO venne infine accettata dall'amministrazione Truman.

Il riarmo

L'accelerazione della corsa al riarmo tra le superpotenze ebbe come risultato l'intensificazione della Guerra Fredda. Venne aumentata la consistenza numerica dell'armata rossa. Inoltre, risorse supplementari vennero assegnate a programmi di ricerca che avrebbero portato i sovietici allo sviluppo della bomba a idrogeno. Lo spettro del riarmo tedesco e l'inclusione della Germania nella NATO venne usato come strumento di propaganda per giustificare i sacrifici imposti e chiederne di nuovi. La controparte sovietica alla NATO era il Patto di Varsavia, annunciato nel 1955. L'elezione nel 1952 di Eisenhower come presidente fu dovuta alla sua campagna elettorale basata sul desiderio di liberare l'Europa dell'Est dalla tirannia comunista. Il principale esperto di affari esteri Dulles propugnò la fine della politica del contenimento adottata da Truman e basata sul riarmo a favore del New Look, che prevedeva una riduzione delle forze convenzionali spostando l'attenzione sull'importanza strategica delle forze aeree. Gli Usa dovevano prendere iniziativa nella guerra fredda, visto l'esempio della superiorità morale del mondo libero. Venne condotta una guerra di parole.

Nel 1952 l'alleanza venne estesa al Mediterraneo orientale con l'adesione della Grecia e della Turchia. La questione che stava a cuore dell'amministrazione Eisenhower era assicurarsi che i suoi alleati europei potenziassero le loro forze convenzionali per compensare la riduzione americana proposta nel settore. Nacque la CED (Comunità europea di difesa) poiché era forte la preoccupazione dello stato francese, era un esercito multinazionale posto sotto il comando della NATO e formato da unità tedesche. Segni di rapprochement franco-tedesco si ebbero con l'inclusione della RFT nella CECA creata nel 1951. L'atmosfera di pessimismo costituita dal protrarsi del dibattito in Francia venne risolta con l'intervento americano che spiegò come il rifiuto del Trattato avrebbe comportato una riconsiderazione della politica americana nei confronti della UE. La Germania occidentale venne inserita nella UEO cioè l'unione europea occidentale. La Germania però acconsentì a limitare la sua consistenza dell'esercito e a non costruire armi nucleari o missili. La sconfitta della CED coincise con una riduzione della spesa per la difesa nei paesi della NATO, il riarmo era ritenuto responsabile dell'inflazione.

Il declino della guerra fredda in Europa

Anche se i sovietici rimasero del tutto indifferenti alle critiche che gli americani levavano alla morsa soffocante da loro esercitata sull'Europa Orientale, un atteggiamento più malleabile verso l'ovest si rese evidente in altri campi. La morte di Stalin nel 1953 offrì una possibilità di allentare le tensioni. Essi la esercitarono per cooperare (l'influenza) al raggiungimento di un cessate il fuoco in Corea nel 1953. Dopo i dieci anni, le superpotenze si incontrarono a Ginevra nel 1955, ma non trovarono accordo su nulla. Gli occidentali trovarono come antagonista nel 1957 Nikita Chruscev, nuovo segretario del partito.

Nello stesso anno i sovietici assestarono un colpo psicologico all'orgoglio americano lanciando un satellite artificiale, lo "Sputnik", intorno alla Terra, inaugurando così l'era dei missili balistici internazionali. Durante il decennio seguente quasi due milioni di rifugiati della RDT passarono alla RFT. Nel novembre del 1958 Chruscev creò una crisi internazionale chiedendo di impedire l'uso di Berlino come un trampolino di lancio per intensive azioni di spionaggio. Adottò il leader russo una tattica psicologica: se le guarnigioni occidentali non fossero state ritirate dalla città entro sei mesi, i sovietici minacciavano di firmare un trattato separato col governo della Germania est. Eisenhower voleva evitare una guerra. Alla fine Chruscev cedette.

Un incontro al vertice si ebbe nel maggio del 1960 a Parigi, ma qualsiasi possibilità di giungere a una soluzione costruttiva venne vanificata dall'abbattimento di un U2, un aereo spia da ricognizione americano nei cieli dell'Urss. Alcuni esperti americani avevano attestato che i sovietici disponevano di una maggiore superiorità missilistica. Questo timore venne sfruttato in campagna elettorale dal democratico John Kennedy. Quest'ultimo chiese al Congresso di aumentare la spesa per la difesa. Incontro a Vienna nel 1961 tra i due. Prima del vertice Kennedy aveva subito una umiliante sconfitta quando un'operazione segreta organizzata dalla CIA per rovesciare Fidel Castro da Cuba era fallita. Tra il 12 e 13 agosto del 1961, le autorità comuniste estesero una barriera di filo spinato per impedire lo spostamento a Ovest; quella barriera sarebbe diventata il futuro Muro. La Germania ovest entrò a far parte pienamente dell'alleanza atlantica. Chruscev installò missili nucleari a Cuba per proteggerla da un'invasione americana. Nell'ottobre del 1962, aerei americani dell'U2 rivelarono la costruzione di basi missilistiche a Cuba. Kennedy convocò con la massima urgenza i suoi consiglieri.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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