Estratto del documento

La guerra fredda

Con la Seconda guerra mondiale, da un quadro multipolare ed eurocentrico si passò a un sistema bipolare e asimmetrico, caratterizzato dalla presenza di due potenze dominanti: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.

Antagonismo tra USA e URSS

L’antagonismo ideologico e geopolitico tra USA e URSS – che divenne noto come “guerra fredda” – fu esacerbato dalla loro tendenza a perseguire in modo unilaterale la propria sicurezza. Mosca e Washington procedettero alla costituzione di proprie sfere d’influenza nel continente europeo.

Mentre il legame tra Stati Uniti e paesi dell’Europa occidentale fu in larga misura consensuale e contrattato, l’URSS impose il proprio controllo sull’Europa orientale attraverso la repressione e la forza. Alla coesione del blocco occidentale corrispose pertanto l’intrinseca fragilità di un impero, quello sovietico, basato principalmente su strumenti coercitivi.

Piano Marshall e Patto Atlantico

Il Piano Marshall e il Patto Atlantico avevano consolidato la posizione del blocco occidentale nel teatro europeo, ponendo l’Unione Sovietica sulla difensiva. Tra il 1949 e il 1950, questa situazione venne rovesciata dall’esplosione della prima atomica sovietica, dalla vittoria comunista nella guerra civile cinese e dallo scoppio della guerra di Corea.

Di conseguenza Washington militarizzò e universalizzò la strategia del contenimento, intervenne quindi militarmente nella penisola coreana e avviò un massiccio processo di riarmo. Il conflitto coreano fu il primo e ultimo tentativo delle due superpotenze di modificare con la forza gli assetti territoriali prodotti dalla Seconda guerra mondiale: il rischio di avviare un’incontrollabile escalation nucleare era infatti troppo alto per essere corso.

Fine della guerra di Corea e politica di Krusciov

La fine della guerra di Corea nel 1953 coincise con la morte di Stalin. Negli anni successivi, sotto la guida di Krusciov, la politica estera sovietica tornò a basarsi sul presupposto della “coesistenza pacifica” con l’Occidente.

Il nuovo leader sovietico, Nikita Krusciov, adottò la formula della “coesistenza pacifica” con l’Occidente, denunciò i crimini compiuti da Stalin e avviò un processo di destalinizzazione all’interno del blocco comunista.

Problemi interni nel blocco comunista

Nel corso degli anni cinquanta, la capacità di Mosca di mantenere la coesione e l’unità del fronte comunista si ridusse notevolmente e cominciò ad emergere il dissidio tra l’Unione Sovietica e la Cina di Mao.

La natura competitiva della coesistenza con gli USA immaginata da Krusciov e il suo interventismo nelle aree del Terzo Mondo finirono...

Anteprima
Vedrai una selezione di 1 pagina su 2
La guerra fredda Pag. 1
1 su 2
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Orecchia Antonio Maria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community