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patto che:

- la norma interessi una determinata categoria di beni, senza discrezionalità

- che ci sia il principio dell'interesse generale

- che la limitazione non annulli il valore economico del bene. In caso contrario segue va

indennizzato.

Nella 1150 del '42 questi tre punti non sono soddisfatti. Il legislatore non può disporre che questo o

quel proprietario venga privato senza indennizzo del diritto di utilizzare un certo bene, in questo

caso il terreno, per il suo uso tipico, in questo caso l'edificazione. Viene però ribadito il divieto

dell'utilizzabilità a fini di edilizia urbana delle aree che non abbiano ancora formato oggetto di

pianificazione di dettaglio (ovvero di ppe o piani di lottizzazione).

La sentenza 56 del 29 maggio 1968 si pronuncia sulla legge della provincia autonoma di Bolzano

sulla tutela del paesaggio. La legge era sospettata di illegittimità perchè stabiliva che in caso di

assoluto divieto di costruire sopra aree da considerarsi fabbricabili, potesse essere concesso un

contributo nei limiti del bilancio. Il Consiglio di Stato obiettava che il divieto assoluto di

edificazione svuota il diritto di proprietà in quanto il contributo non è un indennizzo, ma dipende

dal bilancio. La Corte Costituzionale respinge questa tesi affermando che il divieto si riferisce ad

una categoria di beni che è originariamente di interesse pubblico, ovvero quelli paesaggistici i quali

vanno tutelati e non hanno automaticamente intrinseco lo ius aedificandi, dunque non c'è nulla da

indennizzare.

In risposta alle due sentenze l'Inu si auspica provvedimenti che si ispirino ai seguenti principi:

- La proprietà del suolo non deve comprendere lo ius aedificandi

- Il diritto a edificare appartiene ai comuni, regioni e Stato e viene esercitato in concessione

- L'edificazione è regolata unicamente dai piani regolatori

- I comuni hanno facoltà di espropriare pagando un indennizzo pari al valore dell'opera dell'uomo e

non all'opera della collettività.

•legge 19 novembre 1968, n. 1187, "Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto

1942, n.1150"; detta anche Legge Tappo. Essa prorogava per cinque anni la validità delle previsioni

dei vincoli. Se dopo 5 anni dall'approvazione del PRG non è approvato un Piano Attuativo (PPE)

che dura dieci anni, il vincolo decade. Dato che però neanche in 15 anni i comuni riuscivano ad

espropriare, o lasciavano decadere il vincolo oppure modificavano il PRG e facevano ripartire il

conteggio.

•Legge per la casa 865 del 22 ottobre 1971, si proponeva di affrontare organicamente e

compiutamente i nodi del problema della casa.

1. Programmazione e coordinamento dell'intervento pubblico (spetta alle regioni).

2. Espropriazione per pubblica utilità (aree ed edifici necessari per i piani e per le opere di

urbanizzazione compresi parchi, risanamenti etc). Le aree espropriate sono assegnate in concessione

(60-99 anni) oppure in proprietà. La legge non riconosce nell'indennizzo il valore acquisito dall'area

per effetto del piano stesso.

3. Perfezionamento in materia di piani di zona, definendo in particolare le aree destinate all'edilizia

economica e popolare.

•Proposta di legge Bucalossi sul regime dei suoli, n. 10 del 28 gennaio 1977. Alla base di essa stava

la separazione dello ius aedificandi dal diritto di proprietà, affermato però in maniera ambigua,

tanto che nel 1980 la Corte Costituzionale la dichiara illegittima. Infatti il prezzo di indennizzo

veniva calcolato sulla base del prezzo agricolo, ovvero irrisorio. Con l'incostituzionalità si torna al

metodo di stima ottocentesco (media tra valore venale e rendita fondiaria). Nel 2007 si torna al

prezzo di mercato. I nuovi elementi della Bucalossi sono:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher TheLibrarian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto urbanistico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Carrà Matilde.

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