Scoperte di ominidi in Etiopia e dintorni
→ Nel 1994, un'equipe che opera nella valle media del fiume Awash, in Etiopia, annunciava la scoperta dei resti di una nuova specie del genere Australopithecus, poi attribuita ad Ardipithecus, datati a circa 4,4 Ma. Specie denominata Ramidus: ominide più antico, capostipite dell'albero filogenetico pertinente a Homo sapiens.
Scoperta di Orrorin
→ Nel 2001 fu annunciata la scoperta nella stessa area di resti ancora più antichi, di una sottospecie di Ramidus, datati a un intervallo compreso fra 5,8 Ma e 5,2 Ma. Dato il nome generico di Orrorin: aurora. Lasciava ipotizzare ai scopritori un bipedismo molto sviluppato che conferiva a questa specie un importante ruolo fra gli ominidi.
Ritrovamento di Sahelanthropus
→ Nel luglio 2002, veniva data alle stampe la descrizione preliminare di un suggestivo reperto cranico rinvenuto in Ciad (Sahelanthropus tchadensis), il più antico ominide conosciuto. Datazione compresa fra 7 e 6,5 Ma. Clima secco e alternanza stagionale più marcata. L'esteso manto forestale di un tempo non è più compatto e continuo come una volta; radure e ampi spazi aperti si sono interposti sinuosamente fra gli alberi creando delle isole di foresta. Porterà alla vera e propria savana.
Adattamento al nuovo ambiente
L'ambiente delle scimmie antropomorfe che abitano l'Africa orientale non è dunque più come quello in cui si erano adattate a vivere. La foresta c'è, ma a macchie. L'attraversamento del campo aperto mette a rischio il piccolo gruppo di preominidi: alcuni di loro hanno sviluppato la capacità di procedere per lunghi tratti sul solo appoggio degli arti inferiori e così possono vigilare a salvaguardia del gruppo.
Il bipedismo come caratteristica distintiva
Il bipedismo: tipo di locomozione molto raro, per non dire assente, fra i primati attuali ed estinti. Nei primi veri ominidi, nelle specie di Australopithecus e Paranthropus, il bipedismo sembra affiancarsi, e non sostituirsi alla locomozione arboricola. È con il genere Homo che il bipedismo diventerà obbligatorio e verrà dunque a rappresentare l'unica modalità locomotoria a nostra disposizione.
Con l'acquisizione del bipedismo si sono venute a impostare una quantità di nuove caratteristiche che, combinandosi fra loro, caratterizzano gli ominidi nel loro insieme e nel loro divenire. Argomento complesso e controverso ma decisivo per la nostra evoluzione. Si può ipotizzare che il bipedismo degli ominidi si sia affermato quando eravamo ancora scimmie antropomorfe di foresta, intorno a 6 Ma. In quegli anni in Africa orientale iniziavano a manifestarsi gli effetti di un primo brusco inaridimento del clima, effetti che potrebbero aver comportato non la scomparsa, ma la frammentazione dell'originario ambiente di foresta equatoriale. Solo in un secondo momento, verso e dopo i 3 Ma, il bipedismo ormai sostanzialmente acquisito, potrebbe essere tornato utile per nuovi adattamenti nella savana aperta. Probabile che il bipedismo dei primi ominidi sia stato il cardine intorno al quale ha ruotato il successo adattativo di quel gruppo particolarissimo di scimmie antropomorfe, sviluppato a partire dal tardo Miocene e nel primo Pliocene. Successo tale da dare luogo a una vera e propria radiazione adattativa di ominidi.
Specie di Australopithecus
- Anamensi: Forma più antica, un vero e proprio modello ancestrale di ominide. Documentate sia la locomozione bipede che altri caratteri tipici degli ominidi successivi. Scoperti nuovi resti anche in Etiopia.
- Afarensis: Vero asse portante della nostra storia più antica, possibile tronco dell'albero filogenetico degli ominidi. Nei primi anni '70 è la sottospecie meglio nota in campo spec.
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