Testi di riferimento per la lezione
- Cohen, Architecture en uniforme. Projecter et construire pour la Seconde Guerre Mondiale, 2011
- Düwel, Gutshow, A Blessing in Disguise, 2013
- Devos, Ortenberg, Paperny, Architecture of Great Expositions, 2015
Inizio del secondo Novecento
Quando è l'inizio del secondo Novecento? Anni 30-40, ma non è così ovvio. Il periodo della guerra non è un momento vuoto, anzi in questi anni le tendenze vengono accelerate. Sono tutti possibili inizi per questo secondo Novecento. Nel momento in cui finisce la guerra inizia il dopoguerra.
Eventi significativi
Esposizione di Parigi del 1937 (con esito Tour Eiffel) fino all'Esposizione di Bruxelles del 1958. Tutte accompagnate da un catalogo con le idee principali. Novità: La tabula rasa, la città è stata rasa al suolo: in molti casi si verifica in seguito alla guerra. Un nuovo inizio. In alcuni casi questa situazione è una benedizione per gli urbanisti. A questo punto di partenza spesso è associato un punto di partenza più personale: l'"orrore della guerra": scatena un cambiamento degli architetti più emotivo e caratteriale dopo la seconda guerra. In moltissimi casi un architetto che prima della guerra era fanatico della tecnologia, dopo la guerra cambia atteggiamento ed è molto più cauto nei confronti di essa: uno di questi è Le Corbusier.
Spunti significativi
- Guernica 1937
- Nagasaki prima e dopo la bomba atomica
- Dresda 1945
La scala dimensionale
La novità della guerra e degli anni di preparazione di questa è la scala dimensionale. La nuova scala introdotta dal conflitto pervaderà il mondo della progettazione in diversi settori. Esempi: alcuni grandi stabilimenti industriali (es. Herbert Rimpl) si trovano ad avere una scala molto più ampia, perché ad esempio era necessario costruire macchine da guerra grosse come i carrarmati (Albert Kahn fabbrica di carriarmati Chrysler, Michigan 1941, spazio ampio senza pilastri interni). Questa nuova dimensione e spazialità inedita entra nell’immaginario di alcuni osservatori più attenti. Questi tipi di edifici aderiscono totalmente alle novità tecnologiche dell’architettura (es. grandi luci) e contemporaneamente aderiscono alle politiche dei regimi, per la costruzione di bombardieri (grandissima apertura d’ali). Questa nuova spazialità ha ripercussioni anche su progettisti che si occupano di altri settori, non quello bellico (es. progetto per una Sala Concerti di Mies 1942, che ripropone similmente al Padiglione di Barcellona, ma anche alle industrie belliche).
La nuova organizzazione del lavoro di tipo fordista
Viene organizzato in modo differente rispetto al tipico atelier dell’architetto (che ancora in altri luoghi funziona). Si tratta di un’agenzia di progettazione dove gli impiegati riescono a progettare tanto e in fretta, un tipo di organizzazione della professione che prende piede in più luoghi. Questa nuova dimensione/scala immediatamente entra nell’immaginario di alcuni osservatori più attenti. È un ambito che coinvolge un numero ridotto di soggetti professionali.
Gli architetti in movimento
Copertina di rivista di Das Neue Frankfurt, 1930. Copertina di un architetto che lascia la Germania verso l’Unione Sovietica. È attraente. Progressivamente dopo la presa del potere di Hitler nel 1933 da cui deriva un incremento del fenomeno: molti architetti partono per l’Unione Sovietica, altri verso altri paesi (USA/Sud America). Gropius va in Inghilterra poi in America. Mies è non tra i primi a partire, perché prova a lavorare per la Germania nazista, ma l’architettura moderna è contrastata dal regime. Visto come si pone il regime verso l’architettura: si trasferisce a metà degli anni 30 a Chicago. È difficile da distinguere perché è molto accademica.
Progettazione di campus
Esempio: Campus di Illinois Institute of Technology, Mies van Der Rohe, Chicago, 1940: si compone di edifici che sono stati progettati in un lungo lasso di tempo. Il tema del campus è un tema fertile per la cultura del progetto, soprattutto in America (anche in Latino America): è l’occasione per lavorare né alla scala urbana né a quella dell’edificio, ma a una scala intermedia che fornisce approcci differenti. Metà degli anni 50, Urban Design, Mies, ha un’idea di architettura legata alla sua esperienza precedente, cerca di dare una continuità alle direttrici principali di Chicago nel campus che erano interrotte e legare il progetto alla griglia urbana. Cambia però la tettonica e la poetica di Mies rispetto agli anni 30. Esempio: Library and administration building 1944 Chicago. Nella sua architettura egli pone supporti liberamente nello spazio (pianta libera) dove lo spazio è misurato da supporti cruciformi, artigianali. Sopra vi è una pellicola metallica che dà l’immagine artigianale. In America degli anni 50 Mies incontra un’industria siderurgica più...
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