Storia delle relazioni internazionali 1/2/3 aprile
Le amministrazioni Eisenhower
Il punto d'arrivo del processo della questione tedesca è il consolidamento delle sue caratteristiche all'interno del blocco occidentale. La costruzione di questo blocco occidentale ha come obiettivo primario la difesa contro il comunismo. La Germania ottiene il ministero degli esteri e il recupero della propria forza armata nel 1955. Questo anno è un anno di svolta per l'Italia ed altri paesi, dal momento che si superano i veti reciproci che escludevano i paesi vinti della seconda guerra mondiale dall'annessione alle Nazioni Unite. Sarà sufficiente una domanda per poter prendere parte a questa grande organizzazione.
Questo è uno dei risultati di una fase apertasi nel 1953 cosiddetta prima distensione, dovuta al miglioramento dei rapporti Roma-Washington per la morte di Stalin. Eisenhower vince due mandati e governa dal 1953 al 1960. Durante questo lungo arco di tempo, la presidenza è nelle mani dei repubblicani e con il suo segretario di stato, sono i protagonisti della politica estera. Questi due erano molto autoritari e non lasciavano spazio ad altri. Eisenhower era molto presente nelle scelte di politica estera e di scelte militari. La dimensione strategica diventa centrale in tutta la politica dopo la perdita del monopolio nucleare. Eisenhower è la faccia bonaria delle forze americane che viene scelto per rappresentare la forza del potenziale americano ma anche la capacità del liberatore.
Gli ultimi anni dell’amministrazione Truman sono caratterizzati da una forte non contentezza interna. L’atomica sovietica, la perdita della Cina, la guerra in Corea erano dei punti a sfavore per Truman. Alla fine questa amministrazione si è vista incapace di affrontare la politica internazionale. Sul piano interno vi è una paura di comunismo collegato ad alcuni fatti di spionaggio per possibili infiltrazioni. Questa estrema paura si chiama maccartismo: una campagna che voleva verificare i comportamenti delle istituzioni per paura di infiltrazioni sovietiche. Assieme a questa campagna, l’isterismo collettivo investe anche gli ambienti intellettuali. Questa paura mette in discussione i valori di libertà del sistema. Studi recenti affermano come quanto le condizioni di guerra fredda siano in contrasto con lo sviluppo della democrazia.
Tutti questi elementi sono a favore per i repubblicani. Questo spirito pervade la campagna elettorale che porterà alla campagna Eisenhower. Dopo aver utilizzato Eisenhower, i repubblicani cercano di metterlo da parte, bensì egli si impegna molto per spegnere queste estreme paure.
Pensano anche di aggiornare il containment: non basta più una visione attiva di questa ma bisogna prendere in mano la guerra sovietica attraverso il roll back. I repubblicani combattono la battaglia elettorale del 1951 invocando la necessità di liberare l’Europa orientale dal comunismo per restringere i confini del blocco orientale. Questa propaganda raccoglie molti consensi e voti fin ad una vittoria clamorosa di Eisenhower.
A ciò si aggiunge una proposta di rigore fiscale per limitare l’assistenzialismo proposto dalle amministrazioni democratiche precedenti. Con riguardo alle spese militari, Truman ha messo in cantiere un potenziamento dell’armamento. I repubblicani vogliono adottare la strategia della massive retaliation: poiché gli USA godono ancora di vantaggio a livello nucleare a livello qualitativo e quantitativo, si propone che qualunque attacco ai loro punti strategici, verrà contrapposto con l’utilizzo dell’arma nucleare. Qualunque attacco od alterazione dell’equilibrio est-ovest, verrà contrastato con il nucleare. Il massimo della capacità deterrente di cui si usufruisce perché si è i più forti a livello militare. Questo per contenere i costi della spesa militare.
L’ultimo punto contiene la necessità di utilizzare la brinkmanship: una tattica di rapporti con l’unione sovietica che significhi essere disposti a portare la crisi fino al limite ultimo di rottura di modo da mettere il nemico nella situazione di doversi ritirare dimostrando la vanità ed insufficienza delle proprie risorse e credibilità come leader di un modello opposto a quello USA. Non bisogna più cercare un compromesso ma cercare la sfida fino al punto di rottura (guerra di Cuba). È un impegno a vasto raggio e costoso che vedrà però un aumento della spesa di difesa interna ed esterna attraverso il Foreign Aid. Tra 1956 e 1962 verrà applicata questa strategia sul canale di Suez e a Cuba.
Dopo aver vinto le elezioni, le cose nei fatti andranno in una direzione diversa perché la presidenza Eisenhower si trova davanti ad un URSS governata da una nuova dirigenza che vuole cambiare la sua politica.
L'URSS dell'ultimo Stalin
Si può parlare dell’URSS come un impero con cuore nel Cremlino. Gli anni del dopoguerra sono anni di consolidamento e di progresso perché da un lato Stalin riprende e potenzia quel piano di sviluppo dell’industria pesante per ragioni di modello economico pregresso, ma anche perché serve per il riarmo. L’ossessione dell’assedio da parte del mondo capitalista rimane forte quindi rimane la presenza negli stati satellite. La fascia dei paesi attorno all’URSS assume una forte propulsione di innovazione tecnologica.
Si tratta anche di un paese con un forte problema di equilibrio demografico, circa 40 milioni di persone morte o scomparse dopo la seconda guerra mondiale. Questo shock demografico crea una serie di problemi interni come una forte presenza di donne con bambini. Continua però l’epurazione dei contrari al regime comunista. Questa situazione era all’ordine del giorno dell’entourage di Stalin. Inoltre si parla di guardingo espansionismo, Stalin consapevole della debolezza del suo paese, si avventura in modo cauto per l’espansione (es. guerra in Corea). Anche nel caso di Berlino del 1948, egli non fa nulla che rischi di scatenare uno scontro. Il sostegno al nazionalismo nei paesi in via di sviluppo sarà debole dal momento che esprimono obiettivi che non hanno nulla a che vedere con la rivoluzione della classe operaia. In effetti questi movimenti nazionalisti erano in mano ai borghesi. L’URSS sosteneva chi lavorava per la creazione di un’Internazionale comunista.
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