Anni '50 in Europa occidentale
Il contesto energetico e politico
Negli anni '50, i paesi dell'Europa occidentale, Gran Bretagna esclusa, sentivano il peso dei colossi statunitense e inglese in termini di petrolio. La tendenza generale era quella di far fronte alle esigenze ciascuno con i propri mezzi nazionali e si cercava una certa autonomia dalla Gran Bretagna e dagli USA. Francia, Germania e Italia cercavano di dare nuova vita alle agenzie di petrolio di stato o di crearne di nuove. Nella RFT, queste erano sparite o danneggiate durante la guerra. L'obiettivo era di studiare e attivare politiche nazionali per il petrolio per liberarsi dai colossi esteri e acquisire prestigio a livello internazionale.
Nasceva la necessità del petrolio per non dipendere dagli altri e per godere di nuovo benessere mediante elettrodomestici e così via. Nel 1957 vennero firmati i Trattati di Roma e venne creata la Comunità Economica Europea (CEE), che ampliava i mercati, abbatteva le barriere doganali e favoriva le piccole imprese.
I colossi petroliferi e la politica internazionale
Anche i grandi paesi produttori del Medio Oriente si sentivano oppressi dai colossi statunitense e inglese ed espandevano le concessioni. Tuttavia, gli USA raggiunsero la posizione primaria nel sistema internazionale del petrolio, dopo che lasciarono il Red Line Agreement ponendo fine al predominio britannico, e venne fondata l'Aramco. Gli USA avevano il controllo politico-militare sul Mediterraneo attraverso la NATO e il controllo del petrolio in Medio Oriente.
Il controllo del petrolio era importantissimo durante la guerra fredda, il che si rifletteva anche nei documenti del Consiglio di Sicurezza Nazionale americano, organo consultivo della presidenza USA che iniziò a funzionare nel '47. Nel 1953, il Consiglio riconosceva il ruolo strategico delle compagnie petrolifere quali strumenti di politica estera, riconosceva il petrolio quale strumento essenziale per lo sviluppo economico e il sistema politico USA, e l'impegno nel confronto col blocco rivale.
Il 5 gennaio 1957, il presidente USA Eisenhower tenne un discorso dinanzi al Congresso americano sulla situazione del Medio Oriente che rimase noto come Dottrina Eisenhower: gli USA si assumevano l'impegno di garantire l'integrità territoriale e l'indipendenza di quegli stati del Medio Oriente che avrebbero richiesto aiuto agli USA a causa di un'aggressione da parte dell'URSS.
Il caso italiano
In Italia, nel 1924, ebbe luogo il cosiddetto affare Sinclair, uno scandalo causato dall'accordo fra la compagnia petrolifera statunitense Sinclair, e il Ministero italiano per l'Economia Nazionale, con il quale per 50 anni era stato concesso alla compagnia di svolgere ricerche di petrolio in Emilia Romagna e in Sicilia. Le due parti avrebbero costituito una società nella quale il 40% del capitale sarebbe appartenuto allo Stato italiano, tutte le spese sarebbero state a carico della Sinclair e il 25% degli utili sarebbe andato allo Stato.
Le opposizioni erano contro l’accordo anche perché sospettose che ci fosse stata della corruzione; capeggiate da Matteotti e Sturzo, incominciarono una polemica sottolineando il grave danno per l'Italia indipendente dal punto di vista nazionale e la necessità di un ente pubblico statale per rendere energetico.
La nascita dell'AGIP
Nel 1926, nasce l'Agenzia Generale Italiana Petrolio (AGIP), ente statale per la produzione, lavorazione e distribuzione dei petroli. Lo stato concedeva a soggetti privati il diritto di eseguire prospezioni, ricerche e perforazioni nel sottosuolo al fine di verificare la presenza di giacimenti petroliferi o di gas. In caso di ritrovamento, la successiva concessione di sfruttamento governativa garantiva il diritto di estrazione e di vendita allo Stato. L'AGIP non veniva preferita fra le aziende concessionarie; queste concessioni erano quasi esclusivo appannaggio di aziende straniere, con una certa prevalenza di quelle statunitensi.
La posizione degli USA e l'Agenzia Italiana
Nel 1945, su pressioni USA da parte dell'allora Segretario di Stato Joseph C. Grew, veniva comunicato che la partecipazione del governo italiano agli affari petroliferi avrebbe creato una posizione concorrenziale tale da offrire al governo la continua tentazione di ricorrere a pratiche arbitrarie e che il ripetersi di tale situazione sarebbe stato svantaggioso per i consumatori italiani e nocivo alle relazioni commerciali italo-americane. Quindi, nonostante l'AGIP fosse in piena attività con anche la scoperta di campi petroliferi sul territorio, l'agenzia venne posta in liquidazione.
La figura di Enrico Mattei
Dopo la guerra, nel 1945, Enrico Mattei fu nominato liquidatore dell'AGIP. Mattei aveva aperto un piccolo laboratorio chimico e aveva fondato l'Industria Chimica Lombarda a Milano nel 1934. Inoltre, aveva partecipato alla Resistenza e nell'ambito della liberazione aveva condotto attività politiche.
Disattendendo il mandato, concentrò le forze aziendali su quei siti di ricerca nei quali poteva essere più probabile il ritrovamento di qualche materiale. Il suo attivismo lo portò ad essere allontanato su pressione delle compagnie USA, ma entrando in politica e grazie ai tanti appoggi...
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