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Jean Piaget

Biografia

Nato in Svizzera nel 1894 da una famiglia turbolenta, motivo dell'interesse verso la teoria psicanalitica. A 10 anni pubblicò il suo primo articolo e in seguito partecipò a una raccolta sui molluschi marini, pubblicando poi vari articoli riguardanti la malacologia e ottenendo la possibilità di occuparsi della sezione molluschi al museo di Ginevra quando frequentava la scuola secondaria.

Si laureò in scienze naturali, visitò i laboratori di psicologia a Zurigo e studiò due anni psicologia e filosofia alla Sorbona, dove conobbe Simon e collaborò con lui e Binet alla standardizzazione dei test di ragionamento, utilizzando tecniche psichiatriche apprese alla Sorbona lavorando con malati mentali. Successivamente divenne direttore dell'istituto Rousseau, ma insegnò anche filosofia e studiò la teoria della Gestalt, occupando poi importanti posizioni accademiche all'università di Ginevra e lavorando a ricerche sullo sviluppo mentale, sulla storia del pensiero e sulla logica.

Incoraggiato da Einstein a trattare i concetti di movimento, velocità e tempo, scrisse anche due libri circa il tempo e la velocità nei bambini. Fu il primo europeo a ricevere dall'American Psychological Association il Distinguished Scientific Contributions Award per la ricerca sulla natura della conoscenza dell'uomo e dell'intelligenza biologica. Morì nel 1980 a 84 anni avendo pubblicato più di 40 libri e più di 100 articoli circa la psicologia del bambino.

La teoria generale

Nella formulazione della sua teoria, Piaget propone l'individuo, il cui sviluppo è comprensibile all'interno della storia evolutiva della specie e di cui l'organizzazione biologica e psicologica ne costituisce l'apice, come un attivo costruttore delle proprie conoscenze, respingendo la visione di esso come un recettore passivo di influenze ambientali (ipotesi ambientalista: strutture cognitive di origine esclusivamente esterna), o come un veicolo di idee innate (ipotesi innatista: strutture cognitive di origine esclusivamente interna).

L'intelligenza consiste nell'adattamento, anche del pensiero stesso a livello psicologico, all'ambiente. Ciò è generato attraverso l'equilibrio tra due fattori: assimilazione, un processo di conservazione in cui le informazioni e i dati dell'esperienza vengono incorporati nei propri schemi (capacità e strutture cognitive esistenti), e accomodamento, processo innovativo in cui i propri schemi vengono modificati per adattarli a nuove informazioni e dati.

Approccio stadiale

Lo sviluppo cognitivo attraversa una serie di stadi qualitativamente differenti a causa dei cambiamenti strutturali che si verificano al passaggio da uno stadio all'altro, passaggio graduale che avviene in età che possono variare a seconda di ognuno. Con stadio si intende un periodo di tempo in cui pensiero e comportamento riflettono una specifica struttura mentale in varie situazioni, ognuno dei quali prevede una particolare organizzazione psicologica e acquisizioni che verranno incorporate in strutture più evolute nello stadio successivo in quella che si definisce integrazione tra stadi.

Meccanismi di sviluppo

  • Organizzazione cognitiva: Tendenza del pensiero a essere costituito di sistemi coordinati, in cui le attività cognitive sono interrelate.
  • Adattamento cognitivo: Generato dall'equilibrio tra i processi di assimilazione e accomodamento.
  • Equilibrazione cognitiva: L'organismo si impegna per raggiungere un equilibrio tra ambiente e proprio interno.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IlariaBeatrice di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pistella Jessica.
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