Istologia
La materia vivente è dotata di forme e dimensioni definibili. Essa è dotata di adattabilità e le sue principali proprietà sono:
- Irritabilità;
- Motilità (compiere piccoli movimenti);
- Assorbimento;
- Secrezione;
- Catalisi;
- Generazione di fenomeni elettrici (differenza di potenziale).
La materia vivente ha capacità riproduttiva e va incontro a un continuo rinnovamento. Essa è dunque molteplice ma anche varia, in quanto può dar vita a materia vivente identica a se stessa o modificata dall'originale, secondo il processo dell'evoluzione.
Storia dell'istologia
L'istologia nasce con il primo allestimento dei microscopi ottici, che portò, grazie a varie osservazioni, a delle scoperte sorprendenti. Ad esempio, Hooke, osservando un tappo di sughero, si rese conto della presenza di piccole celle cui diede il nome di cellule. Il sughero però è un tessuto che non rappresenta materia vivente, ma ci si rese ben presto conto della possibilità di estendere la scoperta anche nell'ambito dei viventi.
Grazie a Schwann e Schleiden, si ha, nella prima metà del seicento, la prima teoria cellulare, mentre successivamente con Virchow si aggiunge che ogni cellula dà origine a una nuova cellula. La cellula è l'unità morfologica e fisiologica fondamentale degli organismi e possiede le proprietà di riproduzione, nutrimento, respirazione, accrescimento, capacità di sintesi, reattività agli stimoli e movimento. Esse sono dotate di grande variabilità e capacità di adattamento.
La struttura delle cellule
Dal punto di vista fisico-chimico, sono costituite da un sistema colloidale eterogeneo e polifasico. La forma più semplice di materia vivente sono i virus, anche se non possono essere considerati come vera e propria materia vivente perché possiede le proprietà delle molecole. Seguono i procarioti, rappresentati da batteri e alghe, ed infine gli eucarioti, che possono essere organizzati in organismi unicellulari e pluricellulari.
Le unità di misura di lunghezza usate in biologia sono il micrometro e il nanometro, dunque per poter osservare le cellule, è necessario uno strumento che abbia un elevato potere risolutivo. Si definisce potere risolutivo la distanza minima alla quale due oggetti possono essere distinti.
Caratteristiche degli eucarioti
Le cellule degli eucarioti sono caratterizzate da una complessa struttura interna e dalla suddivisione del protoplasma in due compartimenti distinti separati dall'involucro nucleare, uno chiamato nucleo e l'altro citoplasma. Il nucleo è delimitato da una membrana nucleare costituita in realtà da due membrane, una interna e una esterna, tra le quali è presente uno spazio definito spazio internucleare. Il citoplasma è invece solitamente più periferico ed è delimitato dalla membrana plasmatica. Il nucleo contiene la cromatina, mentre il citoplasma contiene una serie di organuli specializzati.
Gli eucarioti possono essere organismi unicellulari, e prendono il nome di protofiti e protozoi, o pluricellulari come ad esempio gli animali, compreso l'uomo, e i vegetali. Le cellule che compongono questi organismi si specializzano per svolgere delle funzioni specifiche e determinate proprietà morfologiche e fisiologiche. Questa specializzazione prende il nome di differenziamento. Cellule che presentano morfologia simile possono associarsi insieme in una matrice extracellulare.
Definizione di tessuto
Le cellule che possiedono medesima forma, funzione e matrice embrionale vengono definite tessuto. Il tessuto è una porzione di materia vivente con un aspetto omogeneo, origine e funzione, e queste caratteristiche le ripresenterà in tutte le parti del corpo. Ogni tessuto ha un’architettura caratteristica, finalizzata a svolgere in maniera ottimale le specifiche funzioni alle quali le cellule che li costituiscono sono dedicate.
Si possono avere cellule piatte, cubiche, cilindriche, prismatiche, provviste di prolungamenti ecc. La maggior parte delle cellule quando sono sospese in un liquido assumono una forma sferica, ma non sempre l'ambiente circostante soltanto può determinare la forma di una cellula. Ad esempio, gli eritrociti, che sono immersi in una soluzione con alta percentuale di acqua, hanno una forma di lente biconcava, che permette loro di svolgere al meglio la loro funzione. Le dimensioni delle cellule inoltre sono perlopiù tutte simili tra di loro, infatti ciò che differenzia un organismo da un altro è il numero di cellule e non la grandezza di queste.
Studio dei tessuti
L'istologia non è altro che lo studio dei tessuti. Oggi si ha la possibilità di prelevare parti di tessuto da tutte le parti del corpo. Le cellule possono essere studiate da un punto di vista morfologico (studio delle parti componenti e dei vari costituenti extracellulari) o da un punto di vista funzionale. Si può effettuare uno studio a fresco, ovvero su un tessuto vivente, oppure un’osservazione di tessuti fissati e colorati, e quindi di un tessuto morto.
Lo studio a fresco può presentare non poche difficoltà. Infatti, se si vuole far vivere un tessuto bisogna nutrirlo e metterlo nelle condizioni migliori di vita. Per fare ciò il materiale da osservare risulterà parecchio spesso rispetto agli standard della microscopia ottica. Inoltre, l’abbondante presenza di acqua e la mancanza di un colore rende difficile il riconoscimento delle varie parti. La maggior parte delle informazioni si può trarre invece da cellule e tessuti fissati e colorati in cui si è cercato di mantenere il più possibile la struttura iniziale.
Lo studio dei tessuti inizia dunque con l’avvento della microscopia ottica, grazie alla quale si arriva a un potere di risoluzione fino a 0,2 micron. Anche nella microscopia ottica però sussistono dei limiti, tra cui lo stesso potere di risoluzione, che è troppo basso per poter avere delle informazioni anche sugli organuli. Solo negli anni Sessanta del 900 si ha un passo avanti nella scienza con l’avvento di...[il testo si interrompe qui]