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Istologia – Alimentazione ospedaliera

Seconda lezione di Elisabetta Cianfanelli Infermieristica Clinica 2010 sull'Alimentazione in ambito ospedaliero. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: sistemi di prenotazione, preparazione e distribuzione dei pasti a livello ospedaliero, principali diete ospedaliere, ecc.

Esame di Istologia docente Prof. E. Cianfanelli

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DIETETICO OSPEDALIERO AOUC

Alcune informazioni tratte da:

(in via di applicazione nel 2010)

DIETA PRIVA DI SCORIE ALIMENTI NELLA GIORNATA

• Dieta con apporto significativamente ridotto di Tè, biscotti infanzia o fette biscottate, zucchero

fibra alimentare, energia e nutrienti. Priva di Pasta in brodo asciutta o all’olio

lattosio. Formaggio grattugiato

• Particolarmente indicata nel periodo che

precede interventi di chirurgia intestinale o Carne bianca o pesce al vapore o lessati

nella prima fase di rialimentazione post-

chirurgica o in fase di rialimentazione dopo Succo di frutta liquido

intervento di chirurgia dell’obesità. Crackers

• Utilizzabile in presenza di disordini della Olio extravergine di oliva

funzionalità intestinale (es. fasi acute delle

malattie infiammatorie croniche intestinali, Acqua

diverticolite, stenosi o parziali ostruzioni

intestinali, diarrea ecc..)

• Indicata in preparazione agli esami di endoscopia

digestiva

• In considerazione della carenza di energia e

nutrienti si consiglia il mantenimento a questo

tipo di alimentazione per il minor tempo possibile

DIETETICO OSPEDALIERO AOUC

Alcune informazioni tratte da:

(in via di applicazione nel 2010)

ALIMENTI NELLA GIORNATA

DIETA POVERA DI SCORIE

• Dieta normocalorica con ridotto apporto di Tè, biscotti infanzia o fette biscottate, zucchero,

fibra alimentare e di lattosio. E’ equilibrato marmellata

l’apporto di macronutrienti, mentre è carente

per alcuni micronutrienti Riso o pasta all’olio o al pomodoro

Formaggio grattugiato

• Degenti con disordini della funzionalità Carne, pesce o prosciutto

intestinale in condizioni croniche o come Patate, carote o zucchine

proseguimento della dieta priva di scorie (es.

degenti in seconda fase di rialimentazione post- Succo di frutta liquido

chirugica per interventi al colon) Crackers

Yogurt intero

Olio extravergine di oliva

Acqua

DIETETICO OSPEDALIERO AOUC

Alcune informazioni tratte da:

(in via di applicazione nel 2010)

DIETA LIQUIDA DIETA IDRICA

• Trascurabile apporto di energia e nutrienti • Assenza di apporti nutrizionali

• Degenti per i quali è necessaria l’astensione

Degenti nella prima fase di riabilitazione post- dall’alimentazione

chirurgica o durante lo svezzamento da

Nutrizione Artificiale

• In considerazione della carenza pressochè ALIMENTI NELLA GIORNATA

totale di energia e nutrienti si consiglia il

mantenimento a questo regime per il minor Tè, zucchero, brodo vegetale, acqua

tempo possibile

ALIMENTI NELLA GIORNATA:

• Tè, Latte parz. scremato, zucchero, succo di

frutta liquido, brodo vegetale, acqua DIETETICO OSPEDALIERO AOUC

Alcune informazioni tratte da:

(in via di applicazione nel 2010)

DIETA IPOLIPIDICA CON MCT

DIETA IPOPROTEICA • Dieta a contenuto ridotto di grassi con utilizzo

• Dieta normocalorica a contenuto ridotto di di olio MCT, povera di scorie e normocalorica

proteine e fosforo.

• La riduzione del contenuto proteico comporta Degenti con:

l’utilizzo di alimenti dietetici aproteici (pasta,

biscotti fette biscottate ecc..) • alterazioni del metabolismo dei grassi: mal

digestione (pancreatiti, fibrosi cistica,

• Degenti affetti da insufficienza renale cronica, in patologie epatobiliari,ecc..)

terapia conservativa • malassorbimento (morbo di Crohn, sindrome

• In relazione alla situazione clinica è opportuna la dell’intestino corto,ecc.)

consulenza del dietista • difetti nel trasporto (alterato drenaggio

linfatico) e nell’utilizzazione

(iperchilomicronemia)

DIETETICO OSPEDALIERO AOUC

Alcune informazioni tratte da:

(in via di applicazione nel 2010)

DIETA PER DIABETE MELLITO DIETA IPOSODICA

• Dieta normocalorica con apporto controllato di • Dieta a ridotto apporto di sodio,

carboidrati, in particolare zuccheri semplici e normocalorica.

grassi • Cibi confezionati senza uso di sale da cucina

• Degenti che presentano dismetabolismo glicidico (l’eventuale aggiunta di 1g di sale in bustine

(ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito) monoporzione da richiedere in farmacia

comporta l’aumento di 400 mg di Sodio =

mEq 17.

DIETA SENZA GLUTINE • In relazione alla situazione clinica è opportuna

la consulenza del dietista

• Dieta priva di glutine e normocalorica. E’

equlibrato il contenuto in nutrienti. Il pasto è • Condizioni che richiedono la restrizione

fornito in monoporzioni sigillate per evitare dell’apporto di sodio: ipertensione,

contaminazioni. insufficienza epatica con presenza di ascite,

scompenso cardiaco congestizio, edemi

• Degenti affetti da malattia celiaca, dermatite declivi

erpetiforme o per i quali è richiesta l’esclusione

del glutine dalla dieta

L’alimentazione in ospedale

Il personale infermieristico, con la collaborazione degli Oss, ha la responsabilità

di :

valutare le esigenze di personalizzazione

organizzare il momento del pasto in ospedale garantendo il comfort e il

rispetto delle norme igieniche

garantire l

’applicazione delle prescrizioni dietetiche

prestare assistenza alla persona durante l’alimentazione

valutare risposta della persona alla dieta prescritta (effettivo introito

alimentare) Prenotazione dei pasti

La prenotazione dei pasti può avvenire in vari modi:

Ordinazioni sulla base del numero dei degenti e delle diete assegnate, la scelta

avviene in certa misura al momento della distribuzione tra ciò che è disponibile

Raccolta delle ordinazioni dei degenti (es. il giorno precedente) sulla base di un

menù che prevede più opzioni

Coordinatore Infermieristico: sintesi delle ordinazioni e trasmissione alla cucina

centralizzata ( Tra poco in AOUC sistema informatizzato)

La preparazione e distribuzione dei pasti

Cucina centralizzata garantisce qualità e sicurezza

Distribuzione in linea calda (più usata) : i cibi vengono preparati e

introdotti immediatamente in carrelli termici che mantengono durante il

trasporto una temperatura non inferiore ai 65°C

Distribuzione in linea fredda: i cibi vengono preparati in grandi quantità e

fredda

refrigerati. Successivamente vengono inseriti in carrelli termici che li

riportano velocemente alla temperatura adeguata

Distribuzione dei pasti

In carrello multiporzione: carrello in acciaio inossidabile, con resistenze elettriche

per mantenere la temperatura, composto da due scomparti uno riscaldato e uno a

temperatura ambiente o refrigerato per i cibi freddi.

Nell’unità di degenza gli alimenti vengono porzionati dal personale che effettua la

distribuzione sulla base delle prescrizioni dietetiche ( Infermiere e Oss)

Richiede molta attenzione alle prescrizioni – rispetto norme igieniche

Distribuzione dei pasti

In vassoi individuali: i vassoi vengono preparati per ogni

ricoverato direttamente nella cucina centralizzata, sono

corredati con piatti termici

Questo sistema rende più difficili variazioni dell’ultimo momento,

ma agevola la distribuzione e garantisce migliori condizioni

igieniche

Igiene dell’operatore nella distribuzione dei pasti

Il personale infermieristico e di supporto devono:

effettuare lavaggio delle mani

indossare indumenti adeguati, quali grembiule di cotone tipo

poncio e cuffia monouso che raccolga interamente i capelli

qualora la cute presenti tagli o abrasioni indossare guanti monouso

evitare di starnutire e tossire (eventualmente allontanarsi dal carrello,

)

quindi lavarsi le mani prima di procedere di nuovo alla distribuzione

Le attività di distribuzione e somministrazione degli alimenti devono

essere esclusive ed incompatibili con lo svolgimento contemporaneo di

altre attività da parte dell’operatore

Degenti e familiari devono essere invitati a rimanere lontano dal carrello

portavivande

“Protected mealtimes”

Wright H., Hickson M., Frost G., Londra “2006

Pazienti anziani ricoverati in una geriatria per un

evento acuto assumono più cibo se mangiano

in una sala da pranzo supervisionata da un

operatore formato.

Quesiti di ricerca

1) I pazienti che consumano i pasti in una sala da

pranzo supervisionata hanno un apporto

nutrizionale superiore rispetto ai pazienti che

consumano i pasti accanto al proprio letto?

2) I pazienti che consumano i pasti in una sala da

pranzo supervisionata riportano un aumento

di peso corporeo rispetto ai pazienti che

consumano i pasti accanto al proprio letto?

“Protected mealtimes”

ORARI DEI PASTI PROTETTI

Salvaguardare orari dei pasti da interruzioni

● Creare un ambiente invitante

● Supporto e assistenza durante i pasti

● Attenzione alla relazione personale/paziente

● Occasione per potenziare mobilità,

● destrezza e funzioni cognitive

Risultati

Gruppo di intervento ha registrato un apporto

energetico notevolmente più alto (36%)

rispetto al gruppo di controllo

Non è stata registrata una differenza

significativa rispetto all'aumento di peso, ma

comunque una maggiore tendenza ad

aumentare di peso nel gruppo di intervento

( probabilmente periodo troppo breve)

Garantire socialità, igiene e comfort

L’organizzazione deve tener conto delle esigenze degli assistiti:

Garantire un orario dei pasti simile a quello della vita quotidiana

Assicurare la disponibilità di una sala mensa adeguatamente

arredata che possa ricreare un ambiente ”normale” per

l’alimentazione – incoraggiare i degenti ad utilizzarla

Permettere la presenza di parenti che possano rendere il momento

più piacevole e aiutare nell’assunzione dei cibi (limitare le visite non

necessarie)

Assicurare tutto il tempo necessario per l’alimentazione

Prevedere, se necessario, la possibilità di assumere alimenti al di

fuori dei pasti principali

Valutare l’ effettiva assunzione di liquidi e alimenti

Aiutare nell’alimentazione una persona non autosufficiente

Per i degenti allettati:

areare la stanza di degenza

favorire l’espletamento di eventuali necessità fisiologiche prima della distribuzione

dei pasti

sospendere le visite mediche e le prestazioni infermieristiche

aiutare nelle cure igieniche prima e dopo il pasto: lavarsi le mani, igiene orale

aiutare ad assumere la posizione seduta o laterale e a disporre l’occorrente per il

pasto Aiutare nell’alimentazione una persona non

autosufficiente

Pianificare gli interventi relativi all’assunzione degli alimenti in una

persona non autosufficiente presuppone che siano stati riconosciute

preventivamente possibili difficoltà nell’alimentazione:

astenia – affaticamento – difficoltà respiratoria

problemi motori – necessità di particolari ausili

ipovisione – es. sistemazione delle pietanze nel piatto secondo I

quadranti dell’orologio

difficoltà nella masticazione (es. edentulia, stomatiti, protesi non

adeguata)

difficoltà nella deglutizione (disfagia)

Aiutare nell’alimentazione una persona non

autosufficiente

Imboccare una persona, specie se debole, ha problemi respiratori, di

masticazione o deglutizione richiede tempo

Creare un contesto tranquillo e rilassato è fondamentale per

favorire l’alimentazione

E’ necessario comunicare all’assistito che quel tempo dedicato a lui

è un’attività normale e prevista

Necessità di rispettare i tempi della persona

Aiutare nell’alimentazione una persona non

autosufficiente

Aiutare la persona a mangiare, favorendo l’utilizzazione delle capacità

residue ma garantendo tutto l’aiuto necessario

Parlare con la persona, invitarla ad esprimere le sue preferenze (es. in che

ordine cosumare i cibi)

Proporre piccole quantità di cibo per volta, invitare a bere

Valutare e registrare la quantità di alimenti effettivamente assunti (es. in

multipli di quarti da 0 a 4/4 o in percentuale 0 - 25%- 50%- 100%)

La malnutrizione in ospedale

l momento del ricovero è fondamentale evidenziare uno stato di

A

malnutrizione cioè qualunque deviazione dal normale stato

nutrizionale

Malnutrizione per eccesso

Aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, complicanze post-

chirurgiche

Richiede un intervento a lungo termine (dietetico, educativo,

ricondizionamento all’attività fisica, talvolta farmacologico o chirurgico)

La malnutrizione in ospedale

Malnutrizione per difetto

Stato di alterazione funzionale, strutturale, e di sviluppo dell’organismo

conseguente alla discrepanza tra fabbisogni, introiti, e utilizzazione di

fabbisogni

nutrienti, tale da comportare eccesso di morbosità e mortalità o

un’alterazione della qualità della vita

E’ un problema frequente nell’

anziano ,

Spesso si tratta di una malnutrizione secondaria (alla malattia

all’ospedalizzazione)

Complicanze della malnutrizione

Diminuzione della risposta immunitaria con aumento di infezioni

Riduzione della forza muscolare e astenia

Riduzione della funzionalità dei muscoli respiratori con

difficoltà nella respirazione e nella espettorazione

aumento infezioni polmonari

Alterazione della termoregolazione con tendenza all’ipotermia

Difficoltà nella guarigione con ritardo del recupero nelle malattie

Apatia, depressione, trascuratezza

Aumento del rischio di ospedalizzazione con aumento dei tempi

di degenza

Malnutrizione per difetto

:

Epidemiologia e soggetti a rischio

Soggetti con malattie croniche

● Anziani

● Soggetti recentemente dimessi dall’ospedale

● Soggetti poveri

● Soggetti socialmente isolati

Cause della malnutrizione: i problemi dell ’anziano

L’ANZIANO È A RISCHIO DI MALNUTRIZIONE PER UNA MOLTEPLICITÀ

DI FATTORI:

ridotta capacità masticatoria (forza muscolare, edentulia parziale o

completa)

diminuzione della capacità gustativa e della salivazione

diminuzione dell’appetito (es. assunzione di farmaci)

disturbi della deglutizione (disfagia)

diminuzione dei succhi gastrici e della motilità intestinale

disabilità (difficoltà nell’approvvigionamento- preparazione dei cibi)

alterazioni della memoria – stati depressivi - demenza

solitudine – problemi economici

istituzionalizzazione

Cause della malnutrizione: i problemi dell’ anziano

L’anziano tende spesso ad avere una dieta monotona

Se ha problemi di masticazione o deglutizione evita la carne, la frutta e la

verdura, il pane Mentre invece molti studi dimostrano:

lo stato nutrizionale è un importante indicatore dello stato di salute

dell’anziano:

aumento di 3-5 Kg rispetto al peso in età adulta è considerato un fattore

protettivo

la malnutrizione calorico-proteica peggiora invece le performance psico-

fisiche ed aumenta il rischio di ammalarsi e di morire

Cause della malnutrizione: la malattia

Il trauma, la sepsi,le ustioni e gli stati infiammatori acuti, la febbre, inducono

uno stato ipermetabolico e ipercatabolico che, se non sostenuto con

adeguato supporto nutrizionale, porta a malnutrizione

Aumento del fabbisogno energetico e proteico (processi riparativi)

La malattia può indurre, anoressia, nausea, vomito, diarrea o difficoltà

nell’assunzione dei cibi e nei processi digestivi

Il paziente è spesso a digiuno per accertamenti diagnostici e in

preparazione ad interventi chirurgici

La ripresa dell’alimentazione dopo gli interventi chirurgici non è

immediata

I pazienti oncologici diventano spesso malnutriti, per effetto diretto o

indiretto del tumore, o in conseguenza al trattamento oncologico

(anoressia/cachessia)

Cause della malnutrizione: la qualità dell’ assistenza

Scarsa attenzione al problema della malnutrizione in

ospedale:

mancata registrazione di peso e altezza nelle cartelle cliniche

mancata registrazione del consumo di cibo giornaliero

ripetuti e prolungati digiuni prima di indagini diagnostiche

scarsa consapevolezza dell’aumentato fabbisogno energetico derivanti da

trauma o malattia

scarsa attenzione ai gusti e alle preferenze degli assistiti

scarsa appetibilità dei cibi

inadeguatezza degli ambienti /condizioni in cui si consumano i pasti

ritardo nel supporto nutrizionale o nutrizione enterale e parenterale non

adeguata

La malnutrizione per difetto in ospedale

Da uno studio multicentrico (1996) risulta che la malnutrizione

ospedaliera varia nei diversi paesi tra il 30 % e il 60 %dei ricoverati

In Italia (in 10 grandi ospedali) malnutrizione attorno al 20 %

La più comune malnutrizione in ospedale è quella calorico -

proteica caratterizzata da una riduzione della massa magra

Può instaurarsi:

Velocemente in condizioni di malattia acuta

Lentamente nel corso di mesi se associata a malattie croniche

Dopo 15 giorni di degenza il 60 % dei pazienti lascia l’ospedale in

condizioni nutrizionali peggiori rispetto al momento dell’ingresso

Il RISCHIO NUTRIZIONALE NEGLI

OSPEDALI ITALIANI E IN AOUC

…ALCUNI DATI

Ha perso peso negli ultimi mesi?

Quanto peso ha perso?


PAGINE

80

PESO

1.61 MB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Istologia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BORGO SAN LORENZO, EMPOLI, FIGLINE VALDARNO, FIRENZE, PISTOIA, PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Cianfanelli Elisabetta.

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