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Riassunto esame Istituzioni Giuridiche, Sicurezza e Mutamento Sociale, prof. Marotta, libro consigliato Il Pianeta degli Slum, Davis Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Istituzioni Giuridiche, Sicurezza e Mutamento Sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Pianeta degli Slum, Davis.

In base ai dati delle nazioni Unite, più di un miliardo di persone sopravvive nelle baraccopoli sorte nelle estreme periferie delle città del Sud del mondo. Dagli slum di Lima alle colline... Vedi di più

Esame di Istituzioni giuridiche, sicurezza e mutamento sociale docente Prof. G. Marotta

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l’abitare informale ha visto una rapida crescita di specifici subsettori dell’affitto -> gli affittuari sono in genere i +

invisibili e indifesi tra gli abitanti degli slum, e in caso di una ristrutturazione o di uno sfratto non hanno diritto ad alcun

risarcimento o diversa sistemazione;

quasi tutte le città non hanno dati sul n° di unità abitative formali ed informali

Capitolo 3

Il tradimento dello stato

Come mai gli slum sono cresciuti lentamente nella prima metà del XX sec? Prima il massiccio trasferimento della

povertà rurale nelle città veniva ostacolato da equivalenti economici e politici delle mura cittadine; una delle barriere

principali è stato il colonialismo europeo che nella sua forma + estrema negava alle popolazioni il diritto di proprietà del

terreno urbano (apartheid -> livello estremo) alla fine però questo ideale di “città bianche campagne nere” si è scontrato

con la necessità del mercato del lavoro oltre che con l’eroica resistenza delle vittime; i britannici sono stati

probabilmente i + grandi creatori di slum, ma anche gli altri imperi hanno tentato di limitare e controllare la migrazione

rurale;

anche lo stalinismo asiatico cercò di tamponare l’afflusso dalle campagne; il maoismo limitava la crescita della

popolazione urbana;

+ che le carestie e i debiti sono le guerre civili e le pratiche controinsurrezionali le leve + efficaci dell’urbanizzazione

informale negli anni 50 e 60; fin dall’inizio le popolazioni profughe con base negli slum sono state pesantemente

dipendenti da benefattori politici e apparati politici corrotti; Nei paesi dell’africa subsahariana la campagna comincia a

riversarsi in città subito dopo l’indipendenza, a Città del Messico la strategia anti-slum e di crescita controllata si rivelò

incompatibile con il bisogno di manodopera a basso prezzo di industriali e con la richiesta di alloggi economici da parte

dei lavoratori;

lo slum non rappresentava l’inevitabile futuro della città, nei primi anni 60 infatti a Cuba si cominciò a rimpiazzare le

famigerate baraccopoli dell’Avana con case prefabbricate erette dagli stessi residenti (programma che ormai procede a

passo di lumaca e che ha avuto una forte battuta d’arresto dopo la caduta dell’URSS), nel resto del 3° mondo l’idea di

uno stato interventista fortemente impegnato nell’edilizia sociale e nello sviluppo dell’occupazione sembra un miraggio;

i governi hanno sempre abdicato a qualsiasi serio sforzo per combattere gli slum e risolvere i problemi della marginalità

urbana;

questo atteggiamento dei governi nazionali nell’offerta di case è stato ribadito dal Fmi e dalla Banca Mondiale: i Pas

imposti alle nazioni debitrici nei tardi anni 70 e negli anni 80 imponevano il ridimensionamento dei programmi

governativi e spesso la privatizzazione dei mercati abitativi;

gli enti che progettano lo svuotamento degli slum intravedono nei casermoni a basso costo un’alternativa per la

popolazione: la gente sa che l’espulsione e la vita in questi appartamenti ridurrebbero i loro mezzi di riproduzione e le

possibilità di una possibile sussistenza; inoltre l’accesso al lavoro è reso + difficoltoso dall’ubicazione di questi

appartamenti; questo è la semplice ragione per cui gli abitanti degli slum preferiscono rimanervi e lottare contro gli

sgomberi;

i ricchi urbani nel 3° mondo sono criminalmente sottotassati dai governi locali; l’edilizia pubblica negli stati del 3°

mondo è andata prevalentemente a favore delle classi medie e delle elitès urbane le quali sanno di pagare poche tasse

pur ricevendo alti livelli di servizi municipali;

Capitolo 4

Le illusioni del self-help

Negli anni 70 si assiste ad un progressivo abbandono della guerra agli slum da parte dei governi locali in

corrispondenza con il crescere della funzione di comando delle istituzioni di Bretton Woods (Banca Mondiale e Fmi)

I prestiti della Banca mondiale sono cresciuti dai soli 10 milioni di $ del 1972 a oltre 2 miliardi nel 1988 e ha finanziato

116 progetti di siti-e-servizi e/o risanamento degli slum in 52 nazioni; la Banca mondiale aveva un potere immenso

sulle politiche urbanistiche nazionali, oltre che un rapporto di patrocinio diretto con le comunità locali e le Ong degli

slum, permettendole inoltre di imporre proprie th urbanistiche;

apportare migliorie agli slum anziché rimpiazzarli è diventato così l’obiettivo dell’intervento pubblico e privato;

- inizialmente la filosofia della Banca mondiale era promuovere un approccio “siti-e-servizi”(fornitura di

infrastrutture e di opere di ingegneria civile di base) -> architetto Turner: sosteneva che gli slum + che il

problema erano la soluzione; th del self-help -> costruzione incrementale e legalizzazione dell’urbanizzazione

spontanea (approccio basato sull’efficacia dei costi, dovuto anche alla crisi che stava attraversando il globo ->

elogiare la prassi dei poveri era inoltre utile a nascondere lo storico ripudio degli stati ad alleviare la povertà e

la condizione dei senzatetto); l’autocostruzione è in buona parte un mito in quanto gran parte delle case fai da

te erano costruite con l’assistenza pagata di artigiani; inoltre anche i + ambiziosi e reclamizzati progetti della

Banca mondiale tendevano a finire nelle mani dei ceti medi o dei non bisognosi, non diversamente da quanto

accadeva con l’edilizia pubblica; nella maggior parte dei casi gli squatter destinatari dei lotti hanno venduto il

proprio lotto e sono tornati ad occupare abusivamente terre vergini alla periferia delle aree urbane; gran parte

dei lotti sono finiti in mano dei dipendenti pubblici e del ceto medio (questo perchè la disponibilità di denaro

minima richiesta dalla banca mondiale per poter accedere ad un mutuo edilizio era così alta da escludere la

maggior parte degli squatter)

- a partire dalla metà anni 90 la Banca mondiale , le Nazioni Unite e altre istituzioni di aiuto economico hanno

scavalcato i governi per lavorare con le Ong; compartecipazione tra grandi istituzioni e Ong locali; i veri

beneficiari sembrano però essere state le Ong + che le popolazioni locali; questo modello potrebbe essere

definito come in cui le maggiori Ong sono sottomesse all’agenda dei donatori

Imperialismo morbido

internazionali; le Ong sono congenitamente conservatrici, ne fanno parte al vertice funzionari pubblici e

uomini d’affari in pensione e + in basso operatori sociali in buona parte della fascia disoccupati istruiti e

casalinghe che non hanno alcun radicamento negli slum; 2° un attivista del movimento per la casa a Bombay

le Ong “adottano e diffondono la pratica di elemosinare favori in base a motivazioni solidali e umanitarie

anziché rendere gli oppressi consapevoli dei loro diritti”, “salvare gli slum equivale a dare il benestare alla

situazione di disuguaglianza”

- le Ong hanno abbracciato le idee dell’imprenditore peruviano de Soto che afferma che “il problema delle città

del 3° mondo non è la fame o nel posto di lavoro ma nel fatto che soffrano di carenza di diritti di proprietà; i

poveri in realtà sono ricchi ma non sono in grado di accedere alla loro ricchezza, perché non detengono gli atti

giuridici o titoli di proprietà; assegnando loro un titolo di possesso del suolo occupato si creerebbe all’istante

un consistente patrimonio con costi nulli per lo stato” -> ma la titolarità è un’arma a doppio taglio -> per i

proprietari è un bene ma per gli affittuari, che non possono permettersi di pagare le tasse aggiuntive che spesso

ne conseguono potrebbe rappresentare l’espulsione tot => si accelera la differenziazione sociale negli slum e

non fa nulla per aiutare gli affittuari che sono la maggioranza dei poveri in molte città; inoltre si tocca la

solidarietà all’interno delle colonias trasformando la lotta per la casa in un problema individuale;

i risultati positivi della filantropia internazionale e dei residui interventi statali vengono drasticamente

ridimensionati dagli impatti negativi dell’inflazione della terra e della speculazione edilizia; per generazioni le elite

possidenti rurali del 3° mondo si sono trasformate in proprietari di slum urbani; le case degli slum, sovraffollate e

maltenute sono spesso + redditizie, per metro quadrato di altri tipi di investimento immobiliare;

molto spesso i proprietari e gli immobiliaristi privati hanno manipolato gli squatter facendo in modo che

spingessero porzioni della terra sul mercato immobiliare, ottenendo dalle autorità una qualche infrastruttura urbana

e aumentando così il valore del suolo e aprendo la via all’edilizia urbana; in una seconda fase gli squatter vengono

espulsi dalla terra che avevano occupato e costretti a ricominciare da capo sulla frontiera di una città che si è

espansa grazie ai loro sforzi;

già nel 1984 un gruppo di esperti avvertiva che l’occupazione a costo zero del suolo è un fenomeno transitorio, e

gli imprenditori ormai sono in condizione di poter privatizzare lo squatting;

Capitolo 5

Haussmann ai tropici

In tutto il 3° mondo le elitès postcoloniali hanno ereditato riproducendolo il modello fisico della città coloniale; la

zonizzazione razziale del periodo coloniale per difendere i propri privilegi di classe e la propria condizione di

esclusività spaziale; la segregazione urbana non è uno status quo congelato quanto un’incessante guerra sociale in cui lo

stato interviene regolarmente in nome del “progresso” , dell’“abbellimento”,della “giustizia sociale per i poveri” per

ridisegnare i confini spaziali a favore degli investitori stranieri, delle elitès; come nella Parigi dell’800 la ristrutturazione

urbana mira a massimizzare il profitto privato e il controllo sociale; ogni anno migliaia, milioni, di poveri (tanto

inquilini legittimi quanto abusivi) vengono espulsi con la forza dai quartieri del 3° mondo; i + intensi conflitti di classe

per gli spazi urbani hanno luogo nei centri cittadini; moltissime nazioni del 3° mondo sono impegnate in un conflitto

permanente con i poveri delle aree centrali; in alcune città (Rio) lo sgombero degli slum è in corso da generazioni;

alcuni governi hanno costruito città satellite per indurre i residenti poveri a trasferirsi in periferia ma in molti casi le

nuove città hanno assorbito la popolazione delle campagne vicine mentre i poveri urbani si sono aggrappati

disperatamente a quartieri + vicini ai lavori e ai servizi situati al centro; nelle grandi città del 3° mondo esistono agenzie

di sviluppo, finanziate da prestatori esteri come la Banca mondiale, che hanno come compito quello di sgomberare ,

costruire e difendere isole di modernità in mezzo al generale sottosviluppo;

quando si tratta di recuperare terreni di alto valore i simboli ideologici e le promesse fatte ai poveri significano ben poco

per chi è al potere; oggigiorno i governi sono + propensi, per migliorare la visuale, a radere al suolo gli slum

deportandone i residenti fuori città;

viene a volte usata la tecnica della criminalizzazione degli slum (es. anni 60 e 70 le dittature militari del Cono del Sud

dichiaravano guerra alle favelas e ai campamientos, percepiti come potenziali centri di resistenza o semplicemente

come ostacoli alla borghesizzazione urbana) -> dagli anni 70 è diventata pratica comune dei governi giustificare gli

sgomberi degli slum come un mezzo indispensabile per combattere la criminalità;

Oggi esiste un nuovo trend globale che si è affermato dai primi anni 90 che è la crescita esplosiva dei sobborghi

esclusivi chiusi, alle periferie delle città del 3° mondo: “colonie spesso pensate come riproduzioni di siti

extra-mondo”,

della California meridionale (dispendioso stile di vita californiano); la ricerca di sicurezza e di isolamento sociale è

ossessiva e universale (“architettura della paura” -> Città del Capo = reticolato elettrico) si assiste inoltre alla


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teto84

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Istituzioni Giuridiche, Sicurezza e Mutamento Sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Pianeta degli Slum, Davis.

In base ai dati delle nazioni Unite, più di un miliardo di persone sopravvive nelle baraccopoli sorte nelle estreme periferie delle città del Sud del mondo. Dagli slum di Lima alle colline fatte di spazzatura di Manila, i processi di urbanizzazione ormai non sono stati svincolati solo dai processi di industrializzazione, ma addirittura dalla stessa crescita economica. In questo libro, Mike Davis ritrae una vasta umanità ormai espulsa dall'economia formale mondiale: emerge n proletariato urbano che ha le proprie peculiarità, assolutamente non previste né dai classici della teoria marxista né dal pensiero neoliberista. I grandi slum sono forse, come temeva una volta la borghesia vittoriana, dei vulcani pronti a eruttare? A questo riguardo, Davis descrive una panoramica a tutto campo dei diversi movimenti - politici, etnici e religiosi - che si contendono l'anima e il cuore di questi poveri urbani: dal fondamentalismo induista di Bombay alla resistenza islamista di Casablanca e Il Cairo, dal pentecostalismo di Kinshasa e Rio de Janeiro al populismo rivoluzionario di Caracas e La Paz. Il finale è inquietante: la "guerra al terrorismo" sbandierata dall'amministrazione americana deve essere intesa anche come un'anticipazione di un prossimo conflitto su scala globale tra l'Impero americano e i poveri degli slum. Insomma, un libro che definisce uno degli scenari possibili del prossimo futuro.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione de pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teto84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni giuridiche, sicurezza e mutamento sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marotta Gemma.

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