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Il mobbing

Il mobbing è ormai entrato nelle normative italiane ed europee; i casi segnalati rientrano in due gruppi:

  • La vittima avrebbe subito soprusi o molestie (ingiurie, minacce, violenza sessuale, estorsione...)
  • La vittima sarebbe stata colpita da disturbi in conseguenza di vessazioni (possibile malattia professionale, spesso indennizzata dall’Inail, e sotto il profilo penale, una lesione personale)

È difficile riuscire a provare il nesso causale tra mobbing e disturbi lamentati dalla vittima (necessario un elevato grado di probabilità) e bisogna accertare che la malattia non sia causata da fattori estranei al mobbing. Il Decreto legislativo 626/1994 ha segnato il passaggio dalla tutela dell’integrità fisica del lavoratore alla tutela della sua salute intesa come benessere.

Definizione e caratteristiche del mobbing

Diverse professionalità sono chiamate ad occuparsi di mobbing (magistrati, avvocati, medici del lavoro, psicologi...), ma nessuna da sola ha gli strumenti sufficienti per affrontarne le problematiche. È necessario un approccio multidisciplinare. I fattori organizzativi hanno un ruolo fondamentale nelle situazioni mobbizzanti.

Il termine mobbing deriva dall'inglese "to mob": attaccare, assalire in massa. Per la prima volta, Lorenz usò questo termine per indicare l’aggressione organizzata di alcuni volatili contro un membro della loro specie che volevano escludere dalla comunità. Esistono due tipi di mobbing:

  • Verticale: prevaricazioni messe in atto dai superiori nei confronti dei dipendenti.
  • Orizzontale: persecuzioni psicologiche tra colleghi.

Secondo l'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, il mobbing è un "comportamento ripetuto, irragionevole, rivolto contro un dipendente o un gruppo di dipendenti, tale da creare un rischio per la salute e la sicurezza".

Costanti e strategie del mobbing

Alcune costanti ravvisabili nel mobbing includono:

  • Durata nel tempo delle persecuzioni.
  • Degenerazione del rapporto interpersonale.
  • Conseguenze psico-fisiche dannose.

Le strategie per mettere in atto il mobbing possono essere:

  • Uffici privi di comfort e/o attrezzatura necessaria per svolgere il lavoro correttamente.
  • Declassamento.
  • Azioni sanzionatorie.
  • Rifiuti di permessi e/o ferie.

È soprattutto la dignità dell’individuo ad essere colpita:

  • Alla vittima è impedito di comunicare in maniera aperta (viene zittito).
  • La vittima viene emarginata socialmente.
  • L’individuo è vittima di pettegolezzi.
  • Svalorizzazione della vittima sul luogo di lavoro.
  • Vittima attaccata o minacciata fisicamente.

Effetti del mobbing

Gli effetti del mobbing sono riscontrabili a livello individuale, economico e sociale.

Individuale

  • Conseguenze psico-fisiche: depressione, isolamento, senso di solitudine, disturbi del sonno, alcolismo, tabagismo, abuso psicofarmaci.
  • Burnout: esaurimento di ogni energia, svuotamento psichico del soggetto.
  • Spesso viene diagnosticato il Disturbo dell’Adattamento (DDA): incapacità a lavorare o a svolgere altre attività, ansia, depressione.
  • In casi particolarmente gravi si sviluppa un Disturbo post-traumatico da Stress (DPTS) caratterizzato da fenomeni di iperallerta, pensiero ossessivo sulle tematiche professionali, disturbi d’ansia e depressivi.

Economiche

  • Visite mediche e specialistiche necessarie per la diagnosi e il trattamento delle patologie manifestate; i costi possono essere ridotti con il contributo dello Stato e/o dell’azienda.

Sociali

  • La perdita dell’autostima e la convinzione del mobbizzato di essere la causa di tutto lo portano a rinchiudersi in se stesso, ad isolarsi dalla cerchia di amici.

Organizzativo

  • Conseguenze economiche: assenteismo, turnover, calo della produttività, errori/incidenti, lamentele.
  • Calo produttività: lo stress e la conseguente richiesta di periodi di riposo riducono la quantità di tempo che il mobbizzato dedica al lavoro. Inoltre, il mobber nel progettare e realizzare il terrorismo psicologico sottrae tempo prezioso al lavoro.
  • Alterazione del clima organizzativo.
  • Danno all’immagine: l’identità dell’azienda viene trasmessa ai clienti dai dipendenti dell’azienda stessa.

Mobbing familiare

L’obiettivo è quello di annientare psicologicamente il coniuge per indurlo ad allontanarsi dalla famiglia. La mancanza di parametri certi nel definire le situazioni di mobbing rende necessari studi sempre più approfonditi per conoscere la sua reale diffusione nei vari Paesi. Comportamenti qualificati come mobbing in una determinata realtà, possono non essere individuati come tali in altri Paesi. Il mobbing si lega infatti a specificità di ordine socio-economico, culturale, politico, proprie dei contesti in cui viene a manifestarsi.

Bullismo e bossing

Con bullismo si indicano forme di terrorismo psicologico spesso accompagnate da violenze fisiche. In Italia, si usa per indicare le prevaricazioni che avvengono soprattutto nelle scuole. Tali azioni sono indirizzate contro la vittima in modo intenzionale e ripetuto. Nel bullismo vi è soprattutto il desiderio di affermazione del bullo agli occhi dei suoi coetanei. Studi dimostrano che le cause dei comportamenti prevaricanti sono spesso situazioni di disagio che l’adolescente vive in famiglia. Il bullismo coinvolge sia i maschi (aggressione fisica) che le femmine (aggressione psicologico-verbale).

Con bossing, si segnala la forma di mobbing strategico messo in atto dal management aziendale per liberarsi di dipendenti in esubero poco graditi.

I fattori all'origine del mobbing

Il mobbing è un fenomeno complesso in cui interagiscono fattori economico-organizzativi con quelli psicologici e sociali. Lo stress è definito come "la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata da esso". Gli effetti dello stress possono essere positivi, contribuendo a migliorare lo stato di salute dell’individuo in quanto attenua la monotonia di certi compiti (stress positivo). Lo stress negativo si verifica invece quando gli stressor si protraggono per un lungo periodo e le capacità dell’individuo non sono sufficienti a gestire le condizioni sfavorevoli.

Esistono molteplici studi sullo stress. Selye individua un modello di adattamento allo stress: la General Adaptation Syndrome (Sindrome Generale di Adattamento), che si sviluppa in tre fasi:

  • Reazione all’allarme: l’organismo si attiva mobilitando l’energia necessaria a contrastare lo stimolo stressogeno.
  • Resistenza: l’organismo si difende.
  • Reazione all’esaurimento.

Nell’analisi del mobbing, è interessante conoscere la percezione che l’individuo ha del proprio ambiente lavorativo. Nel mobbing, l’individuo matura una concezione pessimistica del proprio ambiente di lavoro. La valutazione è "il processo mentale mediante il quale diamo all’evento un significato soggettivo, personale". Il coping è invece "l’insieme dei tentativi per controllare gli eventi ritenuti difficili o superiori alle nostre risorse"; è una conseguenza del processo di valutazione.

Secondo McGrath, esistono cinque tipologie di stress negli ambienti di lavoro.

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teto84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni giuridiche, sicurezza e mutamento sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marotta Gemma.
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