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Franchi nell'8º secolo

Nel VIII secolo, il dominio dei Franchi era vastissimo, estendendosi dalla Spagna al Danubio, da nord a sud. I Franchi avevano una concezione patrimoniale della sovranità e crearono un grandissimo impero, ma ancora sotto il nome di patrimonio. Il regno di Carlo Magno era proprietà del re e annetteva paesi e genti illimitate.

Stato patrimoniale

Per Stato patrimoniale si intende quello in cui non vi è nessuna distinzione tra patrimonio del sovrano e quello dello Stato; vi rientrano anche i poteri che il sovrano esercita all'interno del suo territorio considerato patrimonio. Nello Stato Patrimoniale, la fonte del potere è il diritto di proprietà della terra; da questo diritto discende il diritto di proprietà su tutto ciò che si trova all'interno di quel territorio, persone comprese. Nel territorio considerato di Stato Patrimoniale mancava un'amministrazione stabile in grado di conseguire affari di tipo generale e non personalistico.

Obiettivo di Carlo Magno

L'obiettivo di Carlo Magno era ricostruire il vecchio Impero con l'aiuto della Chiesa. La nozione di sovranità era strettamente collegata alla funzione religiosa. L'imperatore doveva unire i popoli per la salvezza eterna (compito della Chiesa) con un richiamo all'universalismo del vecchio Impero. Si pose nei confronti del papato in posizione subalterna, ma fece un passo falso perché si considerò difensore della Chiesa e dei suoi nemici, scatenando una reazione da parte della Chiesa, la quale reagì organizzando una lotta contro il potere temporale.

Governo e monarchia carolingia

L'impero era governato in maniera straordinaria ed efficiente. La monarchia carolingia diede vita al sistema di feudi e vassalli che per molti secoli avrebbe caratterizzato il mondo medievale. I vescovi, con l'immunità, diventavano funzionari imperiali.

Potere di banno

Il potere regio si esercitava attraverso il potere di banno e la violazione prevedeva delle pene. Nel diritto feudale, era il potere di esercitare la sovranità, nel caso di Carlo su tutto il Sacro Romano Impero. I suoi feudatari lo esercitavano all'interno dei loro distretti. Consisteva nella possibilità di imporre corvée ai sudditi, riscuotere imposte, intraprendere azioni di guerra e riconoscersi signore legittimo di signoria di quel territorio. Da qui nacque il termine di bannale, sinonimo di signoria feudale; si trattava di un potere assoluto, perciò, qualsiasi decisione presa aveva valore di legge.

Ereditarietà dei feudi

Ancora non era prevista l'ereditarietà del territorio; questa avverrà con il Capitolare di Quierzy che fece diventare ereditari i feudi maggiori. Sotto Carlo Magno non c'era ancora un sistema per i feudatari minori di trasmettere in eredità i propri territori. Il potere di banno veniva esercitato all'interno dei territori dove avevano potere di giurisdizione, limitato a quei territori. Qualora il signore imponesse norme in contrasto alle consuetudini, chi fosse sottoposto al diritto di banno poteva ribellarsi; questo era il diritto di resistenza.

Ministerium e capitolari

Il potere di Carlo dal punto di vista giuridico può essere definito ministerium, ossia gestione delle questioni politiche, degli affari dell'Impero. L'imperatore era assistito nelle sue funzioni dal placito in generale (assemblea di uomini liberi che si riuniva un certo numero di volte all'anno per prendere decisioni importanti), da cui scaturivano delle leggi; l'imperatore legislatore, i capitolari. I capitolari sono molto importanti, poiché si tratta di disposizioni generali.

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

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