Metabole: il concetto di cambiamento
Metabole è cambiamento inteso non come metamorfosi (trasformazione assoluta, passaggio da uno stato all'altro) ma come passaggio naturale. Si tratta di una degenerazione per un male connotato allo stato precedente, come nel caso del passaggio da una costituzione all'altra nella Repubblica di Platone. È una legge naturalistica, di derivazione ippocratica, in particolare seguendo lo schema della Repubblica (libri VIII e IX).
Il cambiamento delle forme di governo
- Dalla Kallipolis (città ideale) alla timocrazia a causa della time (la passione di affermarsi eroicamente, quella di Achille) si instaura la timocrazia.
- Dalla timocrazia all'oligarchia a causa della crestomatia (la passione per le ricchezze) si instaura l'oligarchia.
- Dall'oligarchia alla democrazia a causa della exusia (la passione per la libertà intesa come licenza di fare tutto) si instaura la democrazia, con la violenta lotta, stasis, tra il demos e gli oligarchi.
- Dalla democrazia alla tirannide a causa del phobos (la paura del demos di essere privati della libertà) del demos che indicano un demagogos (un capopopolo) che li protegga dagli oligarchi.
Questo demagogos, dotandosi di guardie del corpo e mandando gli oligarchi in campagna, depaupera tutti e diventa tyrannos (mangia un pezzo di carne umana e si fa lupo). Il passaggio dalla democrazia alla tirannide, ad esempio, non è metamorfosi ma è metabole. È una legge naturalistica che afferma che il germe della tirannide era connaturato con la costituzione democratica. È l'eccesso per la passione per la libertà che ha fatto instaurare la democrazia e il suo eccesso, la licenza di poter fare tutto, l'ha trasformata in tirannide.
Il popolo secondo l'Anonimo Ateniese
L'anonimo ateniese considera il popolo razionale e in grado di ragionare perseguendo i propri utili, tesi che poi sarà ripresa da Machiavelli, che accuserà gli aristocratici di sbagliare nel considerare il popolo stupido perché il popolo è ignorante ma non stupido. Il popolo, sempre secondo l'Anonimo Ateniese, è in grado di riconoscere tra le persone per bene e quelle no, e sceglie queste ultime perché considera il perbenismo delle prime qualcosa di nocivo.
La visione di Platone
Platone, invece, così come Tucidide, non riconosce al popolo questa razionalità e capacità. Altro punto in cui i due termini si incrociano (Platone e popolo) è nell'analisi della polis secondo la visione di Platone. Per Platone la città ideale (Callipolis) è quella in cui una parte del popolo comanda, un'altra si dedica alla difesa e la terza alla produzione, e ognuna delle tre parti fa solo quello che le è dato fare.
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Le Istituzioni
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Storia delle Istituzioni politiche
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Storia delle istituzioni politiche
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