Rapporto G/PIL
Lezione 1
La spesa pubblica cambia tra Paesi ma è sempre molto alta rispetto al PIL. Dopo la Francia con un rapporto spesa pubblica (G) su PIL intorno al 60%, troviamo la Svezia e Regno Unito (intorno al 50%), Germania, Canada e Giappone (intorno al 45%) e Australia (intorno al 35%). Gli Stati Uniti presentano un valore relativamente basso del rapporto G/PIL legato alla presenza di un approccio più liberalista dell’economia. L’Italia presenta una situazione simile alla Francia. Infatti, nei modelli anglosassoni (USA, UK e Australia) è presente un minor intervento del Governo e la società si basa sull’idea dell’individualismo e della libertà individuale. Mentre, nel modello continentale è presente un maggior intervento del Governo e la società si basa sull’idea della solidarietà e uguaglianza.
Nel governo federale degli USA occorre distinguere tra loro:
- Spese federali. Nel 2011 le spese federali ammontavano a 3,6 trilioni di dollari ed era composta prevalentemente da: spesa per la difesa (5% del Pil), spesa per la sanità, spese per la sicurezza sociale, spese per il reddito (sussidi per la disoccupazione), interesse sul debito pubblico. Mentre, nel 2011 le entrate federali ammontavano a 2,3 trilioni di dollari. Le entrate federali sono costituite da: tasse sul reddito personale, contributi sociali e tasse sul reddito delle società. Si nota, come nel 2011 il deficit federale americano (differenza tra spese pubbliche federali ed entrate pubbliche federali) sia molto elevato. Tale deficit è legato alla crisi del 2008-2009.
- Spese statali e locali. Le principali spese statali negli USA sono: spese per educazione, autostrade e welfare statale e municipale. Le principali entrate statali sono: tassa sulla proprietà (soprattutto dai comuni), tassa sul reddito statale, imposte indirette sulle vendite e corporate tax statale.
Negli ultimi 150 anni si è registrato un forte aumento della spesa pubblica in tutti i Paesi del mondo.
Componenti di politica fiscale
Il finanziamento della spesa pubblica avviene attraverso:
- Tasse, che possono essere tasse sul reddito, tasse sui consumi e tasse sulla proprietà
- Deficit, attraverso emissione di nuovo debito pubblico
Invece, la composizione della spesa pubblica (G) presenta:
- Beni e servizi correnti
- Investimenti Pubblici
- Ripagamento del debito
La spesa pubblica è data dalla somma tra tasse e deficit G = TASSE + DEFICIT; quindi, DEFICIT = SPESA PUBBLICA (G) - TASSE. Il deficit si differenzia dal debito, infatti il deficit rappresenta la variazione del debito.
Il rapporto debito/pil aumenta durante le crisi (lo stato spende di più) aumenta G, aumenta Deficit, aumenta rapporto debito/pil. Il rapporto debito/pil diminuisce in fase di espansione diminuisce G (es. minore spese per disoccupazione), diminuisce il deficit, e diminuisce il rapporto debito/pil.
Metodi di tassazione
È possibile individuare due tipi di tasse:
- Tasse non distorsive
- Tasse distorsive
La tassa non distorsiva (es. tassa di soggiorno) prevede il pagamento di un ammontare fisso, senza alcuna corrispondenza con variabili controllabili, come le caratteristiche e le dimensioni dell’oggetto da tassare. Le tasse distorsive comprendono: tasse sul reddito, tasse sui guadagni di capitale (più alta sarà la tassa e minore sarà l’incentivo a risparmiare) e tasse sui consumi (all’aumentare della tassa si riduce il consumo).
Es. tasse sul reddito: Quando si introduce una tassa l’offerta di lavoro si sposta verso sinistra. La tassazione produce:
- Riduzione dell’offerta di lavoro (e quindi della produzione)
- Aumento del salario lordo, inferiore dell’effettiva tassa. Il lavoratore paga l’aumento della tassa.
In realtà, l’introduzione della tassa riduce il salario percepito dal lavoratore w1-t è minore di wo (salario iniziale ante-tasse). Il gettito fiscale è rappresentato da (w1) - (w1-t) *N1. L’introduzione della tassa perdita di benessere sociale rappresentata dal triangolo (w1- w1-t)*(N0-N1)/2.
Curva di Laffer
La curva di Laffer mostra l’andamento dei proventi del governo all’aumentare dell’aliquota fiscale. Le entrate fiscali = aliquota fiscale*salario*N, dove N= quantità di lavoro offerta.
Laffer ipotizzò che esistesse un livello del prelievo fiscale oltre il quale l'attività economica non è più conveniente e il gettito fiscale si riduce. Nel caso estremo nel quale l’aliquota raggiunge il 100% la gente non lavora più e l’introito dello Stato di conseguenza è nullo. Quindi le due grandezze (aliquota di imposta e entrate fiscali) sono legate da una curva continua a forma di campana che ha un massimo ovvero un'aliquota fiscale che massimizza il gettito fiscale.
Secondo Laffer esiste un'aliquota, corrispondente all'ascissa del punto più alto della curva a campana, oltre la quale un aumento delle imposte avrebbe disincentivato l'attività economica e quindi ridotto il gettito, in misura crescente, fino al punto in cui il prelievo fiscale, se raggiungesse il 100%, causerebbe l'azzeramento del gettito.
Lezione 2
I dati mostrano che la composizione e la crescita di G variano tra i Paesi. Ciò solleva due domande:
- Perché esiste un settore pubblico?
- Esiste una spiegazione per la sua espansione?
Le risposte tradizionali legate all’intervento pubblico nell’economia sono collegate all’efficienza ed equità. Quindi sono principalmente 2 le giustificazioni per l’intervento dello Stato:
- Generare efficienza, l’economia funziona meglio con l’intervento dello Stato
- Motivo dell’equità, migliora la distribuzione delle risorse prodotte dal sistema economico grazie all’intervento dello Stato.
Teoria dello stato minimale
Lo stato minimale fa riferimento allo stato con il minor numero possibile di poteri. La teoria dello stato minimale suggerisce che un sistema economico totalmente non regolato non possa raggiungere livelli alti di sviluppo. L’economia richiede una certa regolazione, assicurata da un’autorità superiore, lo Stato. Quando lo stato raggiunge dimensioni minimali, deve almeno fornire e preservare i diritti di proprietà, produrre un apparato normativo che permetta la stipulazione di contratti e organizzare un sistema di difesa. Quindi, lo stato minimale si limita a fornire il corpo legislativo, un sistema giudiziario ed un sistema di difesa. Lo Stato risulta essere estremamente snello, richiedendo poche risorse strettamente necessarie. Inoltre, anche la tassazione è minimale.
Mercato vs Governo
Le teorie successive a quelle minimaliste evidenziano che l’intervento dello Stato oltre lo Stato minimale può aumentare il benessere della società. I mercati se lasciati liberi di agire, anche in presenza di contract laws e property rights, potrebbero non produrre il risultato efficiente. Quattro circostanze nelle quali si verificano i fallimenti del mercato:
- Potere monopolistico
- Beni pubblici
- Esternalità
- Asimmetria informativa
Potere monopolistico
Quando un’impresa esercita un forte potere di mercato può applicare un prezzo maggiore del costo marginale (p>cma); risultato non efficiente che genera una perdita secca. All’aumentare del numero di imprese sul mercato, la concorrenza aumenta e si restringe la perdita secca. Se ci sono tante imprese che si accordano (formando cartelli), si replica il risultato di monopolio con la presenza di un prezzo troppo alto e alcuni consumatori esclusi. In tale circostanza è auspicabile l’intervento del governo che può sostituirsi alle imprese oppure agire sulle imprese con una politica sulla concorrenza.
A partire dagli anni ’80 lo Stato si è ritirato dalla produzione diretta ed ha venduto le proprie partecipazioni (processo di privatizzazione), mantenendo il controllo solo di alcuni settori. Ad esempio, in Italia lo Stato ha mantenuto il controllo soltanto in alcuni settori strategici quali il settore delle telecomunicazioni, cantieristica e trasporti. Quando le imprese sono grandi e poche, esercitano potere di monopolio, per questo lo Stato preferisce sostituirsi ad esse praticando prezzi più bassi per ridurre la distorsione. Questo modello di partecipazione statale in Italia nasce negli anni ’30 ma viene rivoluzionato negli anni ’80 per due ragioni fondamentali: a) necessità di disponibilità liquide per fronteggiare il forte aumento del debito pubblico, b) tali imprese pubbliche diventarono con il tempo sempre più inefficienti ricorrendo in pesanti perdite risanate dal Governo stesso.
Il secondo metodo attraverso il quale il Governo affronta grossi poteri monopolistici consiste nella politica della concorrenza. A partire dagli anni ’80 i Paesi incominciano a dotarsi di normative anti-trust al fine di tutelare la concorrenza dei mercati economici. In Italia, la prima legge antitrust viene adottata nel 1990.
Beni Pubblici
Molti beni prodotti nell’economia moderna sono beni pubblici, ovvero beni che una volta prodotti possono essere utilizzati da tutti, per i quali il consumo da parte di alcuni soggetti non esclude il consumo da parte di altri (es. strade, ponti, infrastrutture). Sono due principalmente i motivi per i quali i beni pubblici sono offerti in misura ristretta:
- Scarsi incentivi a fornirli
- Free riding. Ovvero, l’individuo beneficia risorse, beni, servizi senza contribuire al pagamento degli stessi.
Dunque, il Governo deve farsi carico di fornire questo tipo di beni ed è ciò che accade effettivamente nella realtà, finanziate attraverso le tasse pagate dai cittadini.
Esternalità
Un altro fallimento del mercato e quindi motivazione dell’intervento dello Stato nell’economia è l’esistenza delle esternalità. Ad esempio, in presenza di esternalità negative (es. inquinamento) per contrastare tali esternalità lo Stato interviene in due modi:
- Regolando l’attività di chi inquina, imponendo fondamentalmente limiti a standard produttivi
- Tassando le imprese che producono esternalità. In tal modo, la tassa viene riscossa dal Governo che utilizza tale gettito fiscale per produrre beni pubblici, i quali sono una forma di risarcimento verso chi subisce l’inquinamento.
Asimmetrie informative
Ultimo fallimento del mercato riguarda l’esistenza di asimmetrie informative. Si parla di asimmetrie informative ogniqualvolta è presente una differenza di informazioni relative alla qualità di un determinato bene tra chi lo acquista e chi lo vende. Per risolvere il problema dell’asimmetria informativa è necessario nuovamente un intervento dello Stato nell’economia che richiede una garanzia e/o certificazione di sicurezza (marchio CE).
Quindi, i fallimenti del mercato possono giustificare l’intervento dello Stato addizionale rispetto allo Stato minimale. Ma ogni volta ci si deve chiedere se tale intervento sia opportuno ed efficiente. Come detto in precedenza, l’intervento dello Stato nell’economia avviene per due ragioni: efficienza ed equità. Per quanto riguarda l’equità una parte del gettito viene redistribuita meno abbiente attraverso:
- Sussidi diretti es. reddito di cittadinanza
- Fornitura di beni pubblici es. sanità pubblica finanziata maggiormente dai soggetti più ricchi ma vi hanno diritto in modo equo tutti i soggetti indipendentemente dal reddito.
Tra efficienza ed equità potrebbe esserci un contrasto, poiché non sempre ciò che è più equo è anche sempre più efficiente. Ad esempio, il reddito di cittadinanza è condivisibile sul piano dell’equità ma meno condivisibile sul piano dell’efficienza. Inoltre, in una società più liberista viene riconosciuto più peso all’efficienza, mentre in una società meno liberista viene attribuito un peso maggiore all’equità. Una società sceglie il proprio modello attraverso meccanismi democratici, scegliendo di risolvere in modo differente il compromesso tra efficienza ed equità.
Lezione 3
Modelli di sviluppo
Il settore pubblico è cresciuto sostanzialmente nell’ultimo secolo in tutte le economie avanzate occidentali. Il modello di sviluppo del settore pubblico si focalizza sui cambiamenti della struttura economica e nei bisogni del settore privato dovuti alla crescita economica. Vi sono varie fasi di sviluppo di un’economia:
- Preindustrializzazione, con un forte spostamento della popolazione dalle campagne al centro urbano, dove la domanda di lavoro cresce di più e troviamo salari più elevati. Questo produce la domanda di nuove infrastrutture e di conseguenza la spesa pubblica aumenta per fornirle.
- Fase intermedia, con lo sviluppo dell’industria privata, aumenta la richiesta di infrastrutture. Tuttavia, al forte aumento della crescita industriale sono legati alcuni aspetti negativi quali forte aumento della criminalità e dell’inquinamento.
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Economia delle Istituzioni pubbliche
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Istituzioni di diritto pubblico
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Appunti di Politiche e istituzioni pubbliche
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Istituzioni di diritto romano