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Istituzioni e mutamento sociale - il diritto e la forza

Appunti di Istituzioni e mutamento sociale per l'esame del professor D'Alessandro con analisi dei temi fondamentali riguardanti la sociologia giuridica: il rapporto tra il diritto e la forza facendo, in particolare, riferimento alle idee di Focault. Secondo Focault, infatti, il potere è in stretta relazione... Vedi di più

Esame di Istituzioni e mutamento sociale docente Prof. L. D'Alessandro

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nazionali per mostrare come, dietro i discorsi sulla legge e sul diritto, vi siano lotte e

scontri sociali. Perché allora difendere la società? Chi vuole difendere questo tipo di

società? Contro chi e che cosa? Coloro che la vogliono difendere sono gli stessi che

richiedono un controllo, una normalizzazione: polizia, procuratori, magistrati,

giudici, capitalisti, potenti. Scrive Foucault: « Mais défendre la société contre quoi?

Contre des infractions? Sans doute. Contre des dangers».

Se “nella teoria giuridica classica il potere era considerato come un diritto di cui

si sarebbe possessori alla maniera di un bene e che si potrebbe di conseguenza

trasferire o alienare, in modo totale o parziale, attraverso un atto giuridico o un atto

fondatore di diritto” ora Foucault oppone a tale visione ingenua del potere quella

basata su rapporti di forza. Il potere non sarebbe una ‘cosa’ che si può trasferire o

alienare, il potere non sarebbe neanche un organo di repressione, bensì una guerra

continua. Per rafforzare tale idea Foucault rovescia la famosa affermazione di

Clausewitz secondo il quale la guerra è la politica continuata con altri mezzi. Vi

sarebbero allora due ipotesi per analizzare il potere. “Da una parte i meccanismi di

potere sarebbero quelli della repressione (l’ipotesi di Reich), dall’altra, la base del

rapporto di potere sarebbe lo scontro bellicoso delle forze (l’ipotesi di Nietzsche)”.

La prima ipotesi sarebbe quella classica, giuridica. Il ruolo classico del diritto è

sempre stato quello di fissare la legge per legittimare il sovrano e il potere. Si

tratterebbe di smontare la teoria del diritto e vedere come questa sia strumento di

dominazione. Dunque “bisogna studiare il potere al di fuori del modello del

Leviatano, al di fuori del campo delimitato della sovranità giuridica e

dall’istituzione statale. Bisogna invece studiarlo a partire dalle tecniche e dalle

tattiche della dominazione”. Anche perché oggi studiare il potere alla luce della

dottrina giuridica classica della sovranità appare inefficace. Storicamente il potere si

è trasformato: siamo passati da un superpotere visibile – incarnato in un soggetto, re,

monarca, principe – ad un potere disciplinare e capillare: il micropotere. Pertanto “le

procedure della normalizzazione colonizzano sempre di più quelle della legge e del

diritto”. Se fino al XVIII secolo si può fare ancora la storia della sovranità,

successivamente occorre affrontare la storia delle razze e della popolazione. Il diritto

serviva ad occultare, a nascondere il fatto che fosse diventato tale in battaglia, che

avesse preso il potere con la forza e con la conquista, con l’usurpazione e non per

diritto divino. Nel momento in cui si formano gli Stati nazionali occorre dare

un’identità al gruppo, e si costituiscono così varie teorie sulla stirpe, sull’idea di

appartenere ad un popolo eletto, ad una razza. Lo Stato interviene per far credere di

proteggere l’integrità della razza. Dal giuridico si passa al biologico: dal

macropotere giuridico si passa al biopotere sociale. Scrive più chiaramente Foucault:

“La sovranità dello Stato ha investito, ripreso a carico, riutilizzato, all’interno della

propria strategia, il discorso della lotta delle razze, ma a prezzo del trasferimento

della legge alla norma, dal giuridico al biologico”.

Dunque è la storia, o meglio lo storico, che interviene per legittimare il diritto e il

potere: “La legge della storia è sempre più forte della legge della natura […] Il

diritto naturale dunque non esiste o esiste solo come conflitto”. Ciò che oggi esiste, è

quello che Foucault chiama “la statalizzazione del biologico”. Mentre prima il re

«aveva il diritto di vita e di morte […] il diritto di spada», ora vi è un nuovo diritto:

Credo che una delle più massicce trasformazioni del diritto politico nel XIX secolo non sia consistita

nel sostituire il vecchio diritto della sovranità – far morire o lasciar vivere – con un altro diritto. Il

,

nuovo diritto non cancellerà il primo, ma lo penetrerà lo attraverserà, lo modificherà. Tale diritto, o

piuttosto tale potere, sarà il contrario di quello precedente: sarà il potere di far vivere e di lasciar

morire. Il potere interviene ormai nella vita stessa degli individui, addestrando,

sorvegliando, educando. Il potere interviene sulla massa degli individui, sulla

popolazione, controllando la nascita, la morte, la riproduzione, la sessualità, le

malattie, in altre parole l’intera vita. Il potere non si occupa più della morte per

escludere, ma al contrario ha bisogno delle forze della popolazione per includerle nel

meccanismo sociale. Questo non significa, sostiene Foucault, che le guerre non si

facciano più, ma che si facciano in nome della vita: I massacri sono diventati vitali.

Inoltre la scienza e il diritto intervengono per distinguere ciò che è normale da ciò

che è patologico, ciò che è pericoloso o anormale per la società. Doppia esclusione

violenta: quell’esterna, contro un’altra popolazione e quella interna per riconoscere

il deviante, il diverso. Così dall’Ottocento nei tribunali si assiste alla presenza del

medico, dello psichiatra che deve assicurare se siamo di fronte a sanità mentale e

naturale oppure no. Il mostro, il degenerato, prima ancora di essere una nozione

medica è “una nozione giuridica”. Il giudice chiede al medico se siamo di fronte ad

un individuo pericoloso, se si può ancora intervenire per correggerlo. Per tale

ragione “dopo la nascita del biopotere, viviamo in una società che in senso stretto sta

smettendo di essere una società giuridica. La società giuridica è stata la società

monarchica. Tra il secolo XII e il secolo XVIII le società europee sono state

essenzialmente società giuridiche […] A partire dal XIX secolo […] si è cominciato

ad infiltrare un meccanismo diverso. Questo meccanismo non ubbidiva a forme

giuridiche, non aveva come principio fondamentale la legge ma la norma, e, invece

dei tribunali, della legge e dell’apparato giudiziario, utilizzava la medicina, i

controlli sociali, la psichiatria”. Oggi il biopotere costruito sulla norma si integra

con il tipo di potere costruito sulla legge. «Cela est caractéristique d’une société qui

est en train de cesser d’être une société juridique articulée essentiellement sur la loi.

Nous devenons une société articulée sur la norme».

Per analizzare la società del biopotere non è più sufficiente dunque ricorrere al

modello di potere inteso come legge e istituzione, ma a quello che Foucault, lo

abbiamo visto, ha denominato modello nietzscheano, che vede il potere come

prodotto di rapporti di forze. Scrive ancora Foucault: «Une chose me paraît certaine,

c’est que, pour analyser les rapports de pouvoir, nous ne disposons guère pour le

moment que de deux modèles: celui que nous propose le droit (le pouvoir comme

loi, interdit, institution) et le modèle guerrier ou stratégique en termes de rapports de

forces».

Non si tratta di rievocare una sorta di diritto naturale, semmai occorre ricordare


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Rod75

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Istituzioni e mutamento sociale per l'esame del professor D'Alessandro con analisi dei temi fondamentali riguardanti la sociologia giuridica: il rapporto tra il diritto e la forza facendo, in particolare, riferimento alle idee di Focault. Secondo Focault, infatti, il potere è in stretta relazione ai rapporti interindividuali e non è, dunque, identificabile semplicemente con le istituzoni. È, invece, un processo sociale, non semplicemente una legge o un divieto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rod75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni e mutamento sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof D'Alessandro Lucio.

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