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INTRODUZIONE

L'età contemporanea va dal 1789 al 1989, storia che seguiva l'età moderna e che ha posto le basi di una nuova società

rispetto a quella che si era vista nell'epoca degli imperi, quel tipo di storia ha finito un ciclo nel passaggio tra il XX e

XXI secolo. Quando si è di fronte ai grandi momenti della storia, quando li si vive non è chiaro a chi li sta vivendo

che cosa si sta esaurendo del passato e cosa quel momento sta annunciando: ciò che sarà costitutivo di una nuova fase

storica.

A partire dagli anni '90 c'è stato un ritorno significativo delle guerre; tornano prospettive di guerre di religione;

quando la retorica della crisi continua a ribadirsi incessantemente senza spiegare cosa stia succedendo. Nell'89 uno

studioso americano di origine giapponese scrive un libro “la fine della storia”: la fine della guerra fredda, esaurendosi

quella polarizzazione che aveva congelato il mondo fino alla fine degli anni '90, aveva improvvisamente liberato il

mondo dalla paura di una guerra definitiva, nucleare e aveva portato la vittoria del sistema democratico e quindi la

storia era finita. Il regime migliore era il sistema democratico. La fine della guerra fredda è la fine di un mondo;

dopodiché stato di instabilità di un mondo, si è aperta una situazione nuova. Negli anni '90 si ripresenta alla storia

europea un fantasma che si pensava fosse stato consegnato alla storia: guerra dei Balcani; la guerra fra Ruanda e

Burundi. Da allora il fenomeno guerra si riproduce con caratteristiche che dicono che le vittime in età contemporanea

sono le popolazioni civili: caratteristiche di fondo di una lenta progressione del modo in cui si sono trasformate le

guerre in epoca contemporanea.

Il congresso di Vienna non è nient'altro che il momento di nascita del sistema di relazione internazionale.

Ristabilire un ordine europeo e cercare di eliminare il ricorso alle armi per redimere le controversie degli Stati.

Tutto ciò che ha a che fare con il protocollo democratico nasce al congresso di Vienna.

Bismarck fa sì che la Germania diventi il perno delle relazioni internazionali creando dei legami bilaterali con le altre

nazioni. Da qui si apre l'epoca dell'Imperialismo.

Nel 1919 a Versailles negli accordi di pace non si arriverà a una soluzione. La Germania viene penalizzata

pesantemente: l'instabilità europea si protrarrà negli anni a venire e si arriverà alla WWII.

La devastazione che ha prodotto la WWII è un'esperienza traumatica per gli uomini di quell'epoca e si innesca un

meccanismo per trovare una soluzione in campo internazionale.

Il processo di Norimberga è stato fortemente voluto dagli Americani, che hanno imposto ai loro alleati; Churchill e

Stalin erano d'accordo sul fatto che bisognasse fare giustizia sommaria. Gli USA impongono un grande processo. Si

inizia a discutere nel '43 sulla necessità alla fine della guerra, perchè si faccia un processo che abbia come obiettivo

quello di mettere sul banco degli imputati la guerra. Jackson costruisce una macchina investigativa straordinaria, il

suo obiettivo era eliminare la guerra, qualunque uso della forza deve essere bandito. Gli USA sono una grande

potenza economica, non sono stati investiti economicamente dalla guerra, si sono arricchiti attraverso la guerra.

La storia del dopoguerra ruoterà intorno a questo.

Arrivare a un disegno di unione europea avrebbe portato a portare le tensioni all'interno dei confini europei.

I due secoli relativi alla storia contemporanea sono omogenei, perchè le vicende e i modi di fronteggiare i problemi

all'interno della società sono omogenei: esiste un sistema di valori compatto, dotato di molti elementi di analogia. La

rivoluzione francese pone per la prima volta il problema del superamento del privilegio: le masse parigine si erano

alzate e hanno inaugurato una lotta in tutte le sue forme contro l'aristocrazia, apre un'età dei diritti: metteva in

discussione i diritti. E' uno di quegli eventi che segna un prima e un dopo nella storia. Anche le culture si richiamano

al liberalismo. Intorno all'800 sviluppano anche un'idea di democrazia. Trovano il loro punto di riferimento nei punti

della riv. Franc.

Lo Stato non è più dei re, è un modello di Stato che riunisce in se stesso tutta la nazione: tutto il popolo che

appartiene a quella nazione. Alla domanda “che cos'è il terzo stato?”: coincidenza tra nazione e stato, lo stato

nazionale è l'ambito di esercizio dei diritti e chi fa parte della nazione si riconosce in essa. Non solo si afferma lo

spazio di esercizio dei propri diritti, ma nella sua natura intrinseca di cittadino fa anche sì che il cittadino si trovi a

difendere i propri diritti. A ogni diretto corrisponde un dovere di qualcuno e di tutelarlo. Lo Stato-nazione essendo lo

spazio dei diritti dovrà essere costantemente difeso dai cittadini, perchè così difendono il proprio spazio dei diritti. Ci

sarà progressivamente una chiamata a un riconoscimento da parte dei cittadini a una dimensione nazionale. La nascita

della nazione è un elemento chiave dell'età contemporanea. Lo Stato-nazione è un soggetto determinante.

Per la prima volta quando dalla Francia rivoluzionaria gli altri stati si sentiranno accerchiati dalle monarchie, i

rivoluzionari francesi attuano la rivoluzione di massa, perchè stanno difendendo i diritti che hanno appena acquisito.

Repubblicanesimo: insieme di valori che sono condivisi e a cui si decide di aderire consapevolmente. Quando ci si

riconosce con i punti della costituzione.

In opposizione c'è la nazione dello spirito nazionale, tradizione tedesca, del sangue: si è tedeschi perchè si è nati in

Germania. Non ha fondamenti in una storia reale.

Fondamenti del nazionalismo esagerato e oppressivo che si affronta tra l'800 e il '900 che porterà a due conflitti

mondiali.

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La Germania vuole sostituirsi alla GB come perno delle relazioni intereuropee.

Nazionalismo forte tedesco dove la Germania deve dominare le nazioni deboli.

Fondamento di un'idea in cui la dimensione della Nazione si associa a una dimensione di spazio della nazione che la

contiene in spazi troppo stretti rispetto alla sua potenza. La nazione si deve espandere e deve trovare pieno sviluppo

alle sue necessità.

Gli elementi che si pongono, che stanno nella frattura settecentesca sono elementi che saranno destinati a riemergere

e a trovare una nuova connotazione, ma la riv. Franc. pone sul tappeto il soggetto politico-istituzionale formato dallo

Stato-nazione.

Il modello di stato-nazione diventa il modello con cui oggi è organizzato l'intero mondo.

Età di uno stato-nazione che progressivamente vede sempre di più estendersi la propria attribuzione, la propria

funzione. Nel corso dell'800 legati ai grandi mutamenti della società (nascita e l'estensione del capitalismo

dell'Europa, la nascita dei mercati all'interno dei Paesi) ogni singolo Stato abbia delle funzioni più importanti nei

confronti degli altri Stati. I tanti individui che cominciano a muoversi all'interno della società, le tradizioni delle

campagne che vengono rivoluzionate con un fenomeno di privatizzazione delle terre, la crescita dei laboratori

artigianali che si trasformano in industrie, tutto questo fa si che la dimensione della società si complichi; gli individui

iniziano a riconoscersi. L'800 è l'inizio del fenomeno associazionismo: i singoli iniziano a mettere insieme i propri

interessi, diritti e doveri in base alla loro posizione nella scala sociale.

La crisi dello stato moderno era la crisi dello stato liberale che era uno stato in cui il governo della nazione era di una

società fatta solo da individui e trovava le radici della sua crisi nel fatto che questi individui avevano iniziato ad

associarsi tra di loro. All'interesse della nazione governata dalla stato si contrapponevano tanti interessi antagonistici

e avrebbero finito per disgregare lo Stato. E' un elemento che giocherà un ruolo chiave nel nazionalismo italiano e poi

nel fascismo.

L'associazionismo richiede allo Stato nuovi ambiti di intervento. I diritti individuali si arricchiscono attraverso il

fenomeno associazionistico.

Il 1848 francese: nella prima metà dell'anno, con le proteste più radicali, vengono istituiti delle sorte di fabbriche di

Stato: laboratori artigianali: dove il mercato del lavoro non riusciva ad arrivare, lo Stato si faceva imprenditore

costruendo delle fabbriche dove i disoccupati potevano trovare lavoro.

La resistenza che si fa nei confronti dei diritti sociali implica l'aumento dei conflitti politici e ci saranno

progressivamente in tutta Europa degli interventi dello Stato che porteranno a interventi che cercano di dare risposte a

queste rivendicazioni, lo Stato assume un profilo anche di protezione dei propri cittadini (maternità, salute, anzianità,

lavoro). Non è un processo lineare, ci si arriva solo attraverso grandi conflitti. Ci vorranno le guerre e le grandi crisi

economiche dell'Europa della prima metà del '900 perchè questo meccanismo diventi un meccanismo che tende a

generalizzarsi e a diffondersi.

1919 Costituzione di Weimar: Germania repubblicana che era stata sconfitta. Crisi degli anni '30 che ha devastato il

mondo sarà necessaria per porre il problema di un diverso intervento dello Stato. La guerra amplificherà questa

esigenza, perchè ha come macchina lo Stato.

Nascita dopo il 1945 dello Stato sociale: dura fino ad oggi ed è la rappresentazione della complessità contemporanea

che porta a un aumento della complessità dello Stato. Lo Stato come macchina amministrativa della società che si

ampia. Ampia le sue funzioni, gli addetti al lavoro, i campi di attività in cui si applica. Stato-nazione che riavvia,

risalterà lo Stato sociale.

Lo Stato-nazione è la macchina che l'età contemporanea sia l'età delle guerre.

Conflitti sociali, una società che comincia a dividersi in gruppi che si associano per difendere i propri diritti, nascita

dei partiti e dei sindacati, porta al fatto che l'età contemporanea è anche l'età delle ideologie: sistemi di pensiero che

reggono la società nel suo insieme e a stabilire cosa sia meglio per la società, mutamento della società nel suo insieme

e a ridefinire gli assetti interni. Età delle rivoluzioni, si apre con la riv. Franc. Da quel momento in poi tutti i

movimenti che ritengono sia necessaria una diversa posizione degli uomini all'interno della società politico-sociale si

rifaranno ad essa.

Presa del potere delle classi che fino a quel momento erano state le classi escluse dalla storia. Nel corso del

Novecento il riferimento al modello sovietico (rivoluzione bolscevica, 1917) sarà un riferimento chiave che

alimenterà la costante preoccupazione degli altri Stati del contenimento delle rivoluzioni.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE

Punto di rottura molto profondo che traccia un prima e un dopo.

Da parte degli stessi protagonisti è percepita come una sorta di interruzione del passato, definizione di un nuovo

inizio; percepiscono la portata di rottura, il fatto che si stia definendo un nuovo ordine della società e del tempo:

anche il tempo storico cambia la propria velocità e la propria direzione. Perchè affermando la necessità dei diritti,

rompendo la dimensione di privilegio sta prefigurando il futuro. E' un diverso orizzonte della storia dell'umanità che

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si deve aprire. Nella Francia di quegli anni l'idea del progresso (miglioramento costante delle condizioni di vita degli

esseri umani) si era fatto largo, ma era solo una discussione tra filosofi e politici; continuava ad essere una monarchia

di aristocratici: classe fondata sui privilegi. La riv. Franc. Fa entrare nella contemporaneità, perchè diventa il

fondamento di un disegno di ciò che accade nel presente pone le basi di ciò che deve esser il futuro, un costante

miglioramento della condizione degli uomini. Prima dell'89 c'è il mondo dei privilegi, dopo l'89 si apre il mondo dei

diritti e della libertà: mondo dell'eguaglianza e dei diritti. Mondo che utilizza un linguaggio e delle caratteristiche

politiche che determinano la nostra idea di società.

La percezione che all'ora si ha è l'idea di una storia che assume un senso: inaugurazione di un percorso che porterà a

un progresso, a un miglioramento.

Si pone la volontà di ridefinire il rapporto tra l'individuo, la sfera dei diritti e il fatto che gli individui siano uniti in

una comunità politica, una civitas, fatta di cittadini. Le tre dimensioni del ragionamento sono: il singolo individuo, la

posizione dell'individuo all'interno della società, i diritti naturali che l'individuo ha e come questi diritti si misurano e

si possano realizzare nell'ambito della comunità politica.

Rispetto all'osservazione della F di quel momento c'è un ostacolo che deve essere abbattuto: il privilegio. Il nemico

politico è il privilegiato: colui che si è separato dalla società, vive nel mondo del privilegio, c'è stato un atto di

separazione in nome di un elemento che serve ad inventare una distinzione tra due individui. Il privilegio è la vittoria,

la celebrazione del particolarismo, dell'interesse individuale contro l'interesse comune. Gli aristocratici si sono posti

in questo modo al di fuori della Nazione, del popolo, patriottismo di natura selettiva. Rappresentano una sorta di

Nazione nella Nazione, una nazione fatta di pochi che vogliono vivere di vantaggi e privilegi della loro condizione.

La Nazione è fatta dal terzo stato, la borghesia francese: rappresentato da coloro che lavorano e commerciano, con la

loro attività (homofaber, uomo che fa e trasforma), ma sono ostacolati dal parassitismo dei ceti superiori. Coincidenza

tra una lotta contro il privilegio e l'individuazione della Nazione; costruire la Nazione e combattere contro il

privilegio sono due facce della stessa medaglia.

Quando vengono chiamati tutti i rappresentanti delle grandi Nazioni, l'assemblea nazionale assume il potere

costituente: tracciare e definire una carta dei diritti e doveri del cittadino, in cui tutti i componenti della Nazione si

riconoscono. La costituzione riassume i principi cardine di una Nazione. La Nazione è un potere costituente. Non c'è

nessuna forma giuridica che preceda la Nazione.

La Nazione riconduce a unità tutte le diverse componenti della società, la molteplicità dei soggetti si riconosce nella

Nazione. E' la Nazione il luogo in cui si è inclusi: cittadinanza.

La costituzione che segue la dichiarazione dei diritti del cittadino ha l'obiettivo di definire i diritti, assume la

dichiarazione e si propone di arrivare a stabilire i diritti: sono un patrimonio intangibile di ogni singolo individuo;

anche il sovrano e la legge sono tenuti a rispettare i diritti. Il potere ha una condizione di supremazia nel governare la

struttura della società, ma non può violare i diritti fondamentali.

I governi hanno come scopo fare la felicità del soggetto, del singolo individuo. (diritto alla felicità della costituzione

USA).

Profilo che si propone distruttivo: distrugge i privilegi; ma è creativo: dare vita a un ordine nuovo della società.

Il diritto è anche una forma di potere, si rivolge contro il vecchio ordine, contro la diseguaglianza, contro la

tradizione.

Il problema che ci si oppone quando si afferma la centralità del diritto e la definizione del campo di attualità del

diritto. I diritti naturali che vengono affermati con la riv. Fran. sono metafisici, affondano nella stessa umanità del

soggetto, di essere uomo e hanno la necessità di essere ricondotti a un ordine. La libertà e l'uguaglianza devono avere

delle giuste limitazioni altrimenti rischiano di produrre un regime di anarchia, perchè non c'è nessun vincolo che dia

una rappresentazione ordinata della società. Necessità quindi di stabilire dei doveri. Esiste sempre una sorta di

contrappeso. Diritti e doveri si intrecciano nella vita degli individui e della società per definire un ordine che il

legislatore deve definire e fissare. I diritti della prima dichiarazione dei diritti del 1789 sono: diritto alla libertà,

proprietà e sicurezza; dovevano garantire quello che era la base dei diritti. Fine ultimo dei diritti sarebbe stata la

realizzazione della felicità del singolo. La novità dell'89 è che la dichiarazione dichiara e quindi ha una natura attiva,

si propone di fissare un ordine nuovo. Si deve rifare a un soggetto collettivo che sia responsabile di quest ordine: la

Nazione. Diritto da una parte ed ordine dall'altra. Legati da un elemento inclusivo. Elementi connessi e intrecciati tra

di loro. Si apre la questione dei diritti passivi e dei diritti attivi: diritti civili naturali: il fine stesso della formazione

della società, si hanno dalla nascita, per il fatto stesso di esistere; diritti politici: tramite i quali si forma la società

(diritto al voto).

Due categorie di cittadini: cittadini che godono dei diritti passivi e che godono di una cittadinanza passiva che hanno

diritto di una protezione dei fondamenti dei diritti; cittadini che hanno il diritto di una cittadinanza attiva, ruolo attivo

nella formazione dei poteri.

La Nazione dichiara per tutti un regime di libertà e proprietà e fissa le regole del sistema politico. Sistema politico

che rappresenta i cittadini, i componenti della Nazione.

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La sfera dei diritti non prevede alcuna esclusione, ma nella riv. Franc. C'è un'altra sfera che si sovrappone si

contrappone: la sfera sociale. La dimensione del sociale incide pesantemente sui diritti politici.

Elemento di rottura che porta al proprio interno una tensione costante tra eguaglianza e diseguaglianza, sfera dei

diritti e sfera del sociale che tender&a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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