COMUNICAZIONE
Rispetto alle epoche precedenti, nella modernità è innegabile un aumento imponente dell’offerta di cultura disponibile per la
scelta dell’individuo.
COMUNICAZIONE
Trasferimento di informazioni codificate.
Trasferimento di informazioni che avviene sulla base di un codice (es. linguaggio).
NB Affinché la comunicazione sia efficace serve una certa misura di condivisione del codice utilizzato.
Quando parliamo del codice sulla base del quale avviene la comunicazione NON ci riferiamo al solo linguaggio, poiché
i mezzi/codici di comunicazione sono innumerevoli (es. segnali stradali/ gesti/ moda = trasmette informazioni su di
noi).
Sull’acquisizione di significati (=> anche in assenza di linguaggio) si costruisce la nostra capacità di pensare e ragionare. Il
linguaggio è l’etichettatura dei significati.
Le trasformazioni della comunicazione hanno effetti di mutamento rilevante sui sistemi sociali.
Gli effetti sul funzionamento dei sistemi sociali provocati dalla comunicazione sono di due tipi, a seconda che si parli di:
• Cambiamento del contenuto della comunicazione => influenza la società attraverso il passaggio di determinati
contenuti/idee/valori;
• Cambiamento dei mezzi di comunicazione => ha influenzato la società in maniera molto più ampia (es. gli strumenti
che permettono la comunicazione tra individui che non sono presenti fisicamente nello stesso posto => telefono,
computer).
Mezzi di comunicazione differenti strutturano differenti forme di società. E’ necessario guardare al cambiamento dei mezzi
prima che al cambiamento dei messaggi che essi veicolano.
Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione (=mezzi che trasformano informazione) è a sua volta favorito da quello dei mezzi di
trasporto poiché essi diventano anche veicoli di trasmissione di informazione/cultura.
La facilità di spostamento degli individui (dall’invenzione della ruota a quella di treno/macchina/aereo) ha rivoluzionato il
nostro rapporto con la cultura.
Principali effetti di cambiamento sulla comunicazione prodotti dallo sviluppo della mobilità:
(1) E’ favorita l’interazione tra gruppi sociali/culture diversi e fisicamente distanti.
(2) Si riduce la dipendenza dell’individuo nei confronti di un determinato gruppo sociale.
(3) Cresce la possibilità per l’individuo di scegliere fra gruppi sociali/culture diversi.
Possiamo distinguere 3 tappe fondamentali nello sviluppo della comunicazione che hanno modificato il corso della
storia:
(1) Invenzione della scrittura => ad opera dei Sumeri intorno al 3500 a.C.
(2) Invenzione della stampa a caratteri mobili => abbassa notevolmente il costo del libro rendendo possibile una sua
fruizione anche da parte di fasce sociali non nobili; permette la nascita dei periodici.
(3) Invenzione dei nuovi mezzi di comunicazione prima elettrici e poi elettronici (telegrafo, fotografia, cinema, telefono,
radio, TV, computer, etc.) => velocizza la circolazione delle informazioni poiché non si rende più necessario lo
spostamento di un loro supporto fisico (es. libro, giornale).
Quali conseguenze per i sistemi sociali producono tutte queste innovazioni?
(1) Cresce la capacità di riproduzione e di sviluppo della cultura; con l’invenzione della scrittura aumenta decisamente la
capacità di immagazzinare cultura e informazioni. Infatti, la memoria - che fino a quel momento era stato lo
strumento di conservazione delle informazioni – risulta essere un mezzo molto limitante/un supporto molto debole
per la conservazione della cultura. Si pensi all’impossibilità dello sviluppo della scienza in un tipo di società che si
basa sulla cultura orale (=> valori e competenze tecniche erano trasmessi attraverso proverbi/poemi/poesia).
(2) Le informazioni circolano ad una velocità sempre maggiore e a costi sempre inferiori.
(3) Cresce l’omogeneità culturale al di fuori del proprio ristretto gruppo di appartenenza (=> prima si avevano società
semplici e isolate molto omogenee al loro interno); aumenta la capacità di omogeneizzazione della cultura di gruppi
sociali distanti fra loro anche fisicamente (es. Le popolazioni di Italia e Inghilterra hanno pressoché la stessa cultura);
il processo di socializzazione non avviene più all’interno di un solo gruppo sociale/clan.
(4) Cresce in maniera esponenziale la velocità del cambiamento sociale e rispetto al passato si riscontrano maggiori
differenze tra la cultura/modus vivendi di una generazione e della successiva; nell’epoca moderna il cambiamento è
entrato a far parte della vita delle persone; es. pensiamo ai mutamenti cui ha assistito nell’arco della sua vita una
persona nata all’inizio del secolo scorso; es. Nel ‘700 e ‘800 le mode nell’abbigliamento duravano decenni,
oggigiorno non più di una stagione.
COMUNICAZIONE DI MASSA (radio, TV, stampa, cinema, computer)
Ogni processo di comunicazione che raggiunga, in modo simultaneo (non in senso stretto!) o entro breve tempo, un gran
numero di persone separate e disperse nello spazio, per lo più non in relazione tra loro.
Es. La CNN con le sue trasmissioni riesce a raggiungere telespettatori di tutti i 5 continenti.
NB La comunicazione non va confusa con l’interazione perché, mentre questa presuppone un elemento di reciprocità
tra i soggetti coinvolti, essa può anche essere unidirezionale.
(1) Nell’epoca pre-moderna:
informazione e cultura erano un bene scarso e prezioso, tutti ne fruivano, ma una sua ampia disponibilità era
riservata esclusivamente ai più ricchi (governanti, nobiltà, clero) mentre la maggior parte della popolazione era
analfabeta;
la circolazione della cultura (biblioteche, istruzione) era controllata dall’autorità politico-religiosa mentre l’arte si
realizzava attraverso il mecenatismo ed era vincolata alla Chiesa.
(2) Con la modernità:
istruzione e cultura si svincolano dal controllo dell’autorità religiosa e diventano accessibili dal ceto medio
(=borghesia);
nasce il mercato dell’informazione che diventa quindi una merce come tutte le altre, soggetta alle sole leggi del
mercato; la cultura diventa acquistabile e l’individuo può scegliere quella che preferisce.
(3) Con la contemporaneità (dagli anni ’60-’70 in poi):
vi è lo sviluppo dell’istruzione secondaria e la possibilità di frequentare l’università non è più riservata soltanto ai più
ricchi;
vi è una forte riduzione del costo dei libri che diventano accessibili anche alle classi meno abbienti; diffusione del
libro a livello di massa;
la diffusione della cultura attraverso l’uso di mezzi elettronici (radio, TV) abbassa infinitamente il costo
dell’informazione;
il mercato delle informazioni diventa un mercato di massa cui accede la grande maggioranza della popolazione;
un ampio consumo di cultura espressiva diventa normale; l’arte/espressione artistica diventa fruibile da tutti
(fotografia, cinema, musica).
Sugli effetti dell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa ci sono due tesi sostenute da contrapposte correnti
sociologiche.
I mass media/processi di globalizzazione hanno determinato:
(A) Una riduzione del pluralismo sociale causato dall’omogeneizzazione delle culture; essi sono un dispositivo di controllo
sociale (=> espletatosi nei regimi totalitari del ‘900) / strumenti di dominio per uniformare la cultura degli individui;
(B) Una crescita del pluralismo sociale che aumenta le possibilità di scelta dell’individuo; le potenzialità di
comunicazione/accesso alla cultura offerte da questi mezzi accrescono le possibilità di confronto fra culture diverse,
rendendo la nostra società più ricca/multietnica, facendo crescere il numero di minoranze/culture/subculture; la
post-modernità è caratterizzata da “un’esplosione dei gruppi”.
I regimi totalitari del ‘900 non sarebbero stati attuabili in un’altra epoca storica poiché si basavano su un rigido controllo da
parte dello Stato dei principali strumenti di comunicazione di massa (editoria, stampa, TV, cinema, radio) attraverso i quali si
plasmava la cultura della società.
In questo caso si può parlare di (A), tuttavia in sociologia prevale oggi l’ipotesi (B), ovvero che viviamo in una fase di
esplosione del pluralismo culturale (NO fase cultura unica) / “un’epoca delle minoranze”.
Oggi, rispetto ad altre fasi storiche, è più difficile per i Governi effettuare un controllo capillare dell’informazione (internet =>
vedi rivoluzione verde in Iran; TV satellitare => vedi influenza nei paesi Ex URSS prima della caduta del muro di Berlino).
Impossibile autarchia culturale.
In Italia il vero cambiamento è avvenuto con la moltiplicazione dei canali televisivi (=> negli anni ‘50 c’era un solo canale
controllato dal partito di Governo) che ha determinato una graduale espansione dell’offerta culturale.
NB Non si può affermare che la TV ha prodotto soltanto conformismo.
EFFETTI DEL PLURALISMO CULTURALE:
L’aumento del pluralismo culturale ha determinato un’imponente crescita dell’individualità, tanto che si è parlato in
maniera provocatoria di “fine del sociale”. La socializzazione (attraverso Tv e internet) è oggi sempre più un processo
individuale, dove il singolo è isolato nella scelta dei modelli culturali, senza più la mediazione del suo gruppo sociale
di appartenenza. Questa tesi ci avverte che ci troviamo di fronte ad un possibile radicale cambiamento rispetto al
sociale tradizionale, vivendo in una fase che vede in forte calo l’interazione faccia a faccia.
Una disponibilità illimitata di informazioni e culture può produrre nell’individuo effetti patologici, un fenomeno di
narcisismo che vede un “io smisurato”, sempre più in grado di alimentare la propria diversità rispetto agli altri che
fatica a rapportarsi con essi e incapace di essere soddisfatto dal proprio mondo sociale (amici, famiglia).
La moltiplicazione di letture/punti di vista della realtà fra loro contrastanti, provenienti dai diversi canali di
informazione, producono nell’individuo la consapevolezza della non-oggettività/non-assolutezza dei vari aspetti del
mondo, gettandolo nel panico e producendo in lui un “indebolimento del senso della realtà”. Viene quindi a mancare
una necessaria sicurezza nell’interpretazione degli avvenimenti mentre le informazioni che il singolo riceve gli
appaiono come mere rappresentazioni finalizzate a ingannare le masse.
Accresce la capacità del cambiamento sociale grazie alla rapidità della trasmissione delle informazioni che genera
una maggiore contingenza degli attori sociali (sindacati, partiti) che rispetto al passato (es. PCI, DC) hanno oggi molta
meno stabilit&a
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