Istituzioni e categorie
Per spiegare l’oggetto della sociologia esistono due tipi di prospettive: quella olistica (della società) e quella individualista (dell’individuo). L’azione (spinta dell’agire) è in relazione in altro da sé e si muove all’interno di questa realtà: la strumentalità dell’azione sta nel bisogno di acquisire risorse (razionalità di tipo strumentale), l’espressività sta invece nel sentire e percepire la realtà, le emozioni, le rappresentazioni e gli ideali (razionalità del significato). La duplice matrice dell’agire tiene insieme le due razionalità della ragione umana. L’essere umano non si comporta semplicemente, ma agisce (forma di “agire che non cade nella contingenza stimolo-risposta).
Tipi di agire sociale
- Tradizionale: Autonomia individuale limitata, scarso movimento di innovazione sociale.
- Affettivo: Autonomia individuale limitata da percezioni ed emozioni che scarsamente considerano le conseguenze (Weber).
- Razionale rispetto al valore: I valori sono ripresi da qualche paniere culturale e, nonostante la scelta sia di libero arbitrio, l’autonomia non è totale.
- Razionale rispetto allo scopo: Autonomia circa i mezzi e gli scopi prefissati, mutamento e progresso sociale forte, che porta a situazioni di dominio e dipendenza -> gabbia d’acciaio.
I suddetti tipi di agire sono collegati tra di loro, e le tensioni sono sempre vive nella società.
Relazioni
- Martin Buber: Il principio dialogico, relazione tra Io e Altro -> Ego – Alter, che deriva dalla radice relazionale ed è alla base della società.
- Io – Tu: Relazione immediata, io vedo l’altro a prescindere da categorie e pregiudizi, al di fuori del sociale (relazione pre-sociale, non stato di natura).
- Col tempo muta -> Io – Esso: Sulla base di norme e modelli di condotta, subentrano relazioni e categorie, l’essere umano necessita di poter ridurre la complessità per potersi relazionare.