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Istituzioni di diritto Privato, appunti di tutte le lezioni del primo semestre

Appunti di Istituzioni di diritto privato su tutte le lezioni del primo semestre basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Pasquino dell’università degli Studi di Trento - Unitn, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. T. Pasquino

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ESTRATTO DOCUMENTO

(più vicino alla figura del curatore) da un amministrazione di sostegno incaricata dal

giudice tutelare.

Competenza non al tribunale ordinario ma al giudice tutelare, già dedito ad applicare solo

queste disciplinea sua volta il giudice può nominare a decreto l’amministrazione di

sostegno, oltre alla nomina gli attribuisce i poteri. Non si guarda più agli incapaci come se

non esistessero più come persone di diritto, ma sono in alcuni segmenti della loro attività

giuridica devono essere assistiti.

Art 409  qual è il ruolo dei rispettivi protagonisti. il beneficiario conserva la capacità di

agire. Può fare ciò che possono fare nella vita quotidiana.

Questioni:

1.Amministrazione di sostegno può essere richiesta per chi è già indetto- inabilitato?

2.Richiesto il giudice di pronunciare una sentenza di inabilitazione potrebbe invece

nominare un amministrazione di sostegno?

1.bisogna procedere alla revoca dello status presente di indetto o inabilitato. Tuttavia una

norma pone il problema in chiave differente, dà la possibilità di fare nello stesso ricorso la

nomina dell’amministratore di sostegno con la revoca. (2 comma art 406 cc) il

procedimento è molto più spedito che alla sola revoca dell’inabilitazione, perché compare

sempre una nuova forma di tutela.

Atti che servono una vigilanza costante (per es. grandi patrimoni), l’amministratore deve

tenere fede alle istruttorie date dal giudice è previsto anche un rendiconto da parte

dell’amministratore al giudice, tutto deve essere rapportato. Può essere revocato anche

per contrasti tra rappresentante e rappresentato o se si dimostra un incompetente. Può

essere lo stesso beneficiario a nominare il suo amministratore di sostegno, nel caso lui

debba incorrere in un qualche problema che lo porta a inabilità. Un atto simile è per il

testamento.

Caso Eluana englaro

No testamento biologicodichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari

DIRITTI SOGGETTIVI ASSOLUTI

Far valere delle pretese dei così detti diritti della personalità. Sono diritti soggettivi

assoluti alla quale corrisponde alla generalità dei consociati di non disturbare l’esercizio

del diritto.

Si dicono diritti della personalità in quanto strettamente connessi alla persona umana.

Sono diritti associati alla sfera personale dell’uomo, quelli fondamentali, essenziali alla

vita.

Diritti della personalità i primi collegati alla costituzione, sono diritti collegati alla stessa

esistenza dell’uomo…. Tutti i primi articoli sono collegati ai diritti fondamentali.

Diritto immagine, nome, integrità psicofisica (codice del 42); con la costituzione diritti

fondamentali che hanno ampliato il settore e applicazione di questa materia: dunque

hanno allargato la fattispecie dei diritti fondamentali. In più trattati europei come quello di

Lisbona, che amplia i diritti della personalità.

Dal numero 5 al 10 della costituzione contiene le fattispecie minime essenziali

caratteristiche:

• Sono diritti soggettivi assoluti.

• Sono inviolabili e indisponibilinon comprabili per via economica (salvo eccezioni)

• Sono imprescrittibili ossia non si estinguono mai, dalla nascita alla morte.

Nasce con tre diritti di base. Codice del 1948, nucleo essenziale sui diritti personali

dell’uomo.

Nome: difendersi dall’uso improprio di chi commette un atto illecito. Quando viene

1. usato in maniera dispregiativa. Quando uno copia qualcosa firmato da qualcun alto.

Neminem ledere non ledere. Chi si sente leso nel diritto della personalità può

rivolgersi al giudice per avere risarcimento. Porta a giudizio per fatto illecito sia

profilo di danno patrimoniale che non.

Immagine: art 10, abuso della immagine altrui. Tutela della proiezione dell’individuo

2. all’esterno con gli altri.

Caso di Principessa Soraia di Persia venne ripudiata perché non poteva avere figli,

ha significato un esilio a capri, seguita dai paparazzi continuamente, fotografata in

momenti intimi e nella sua proprietà privata. Il personaggio pubblico perde in parte il

diritto alla sua immagine, che viene pubblicizzata ovunque. Se il personaggio è

privato l’immagine è tutelata e resa integra in linea di principio. Però anche per i

personaggi pubblici si è adottato una linea di difesa dell’immagine: resta fermo il

diritto di tutela nelle aree privatissime del personaggio.

Soraia diede via a un contenzioso con il giornale per il risarcimento del danno

lamentava un diritto alla riservatezza, e diritto alla dignità personaledue diritti

soggettivi che si presentarono ai giudici senza norme specifiche. Lamentava il fatto

che le immagini non venivano prese in un luogo pubblico, ma nella propria casa.

Inoltre ne rovinava la reputazione, di lei stessa e della casa reale. Solo una delle

richieste era nel codice civile. In primo e secondo grado hanno considerato solo il

diritto all’immagine. Poi in terzo grado hanno accolto l’interpretazione estensiva

della norma. Art 10 deve essere guardato in concomitanza con l’art 2 della

costituzione: il giudice deve interpretare in modo più estensivo in quanto il

legislatore non ha provveduto a regolamentare tutti gli aspetti.

Art 13 cost: norma sulla libertà individuale della persona. Libertà individuale è

inviolabile.

Cornice costituzionale di riferimento per i diritti fondamentali.

Integrità psicofisica.

3.

Poi allargati dalla costituzione.

Spiccano di importanza dall’1 al 12 che tracciano le prerogative inviolabili, che danno via a

tutte le ipotesi della sfera inviolabile dell’individuo.

Due in particolare a struttura aperta delle prerogative personali:

Art 2 costituzione (vedi codice) considerata la persona non solo come persona

- fisica, ma collocata in un’entità (associazioni…). Presa come clausola generale, di

riferimento per i giuristi per individuare dei principi e esigenze della collettività e di

tutela.

Art 3 costituzione: principio di uguaglianza tra le persone e della loro tutela, a

- secondo del loro status in modo equo e uguale.

Art 5 cod civ: per alcuni si tutela la sfera psicofisica della persona, altri pensano

- tuteli da atti fisici in se

Atti disposizione del proprio corpo atti che portano a disporre sul proprio corpo (sia

nella sua totalità che nelle sue singole parti). Materia per es sui trattamenti sanitari,

diritti nel rifiutare cure anche se di vitale importanza. Atti su parti vitaliorgani vitali,

gli atti sarebbero considerati nulli. A meno che il legislatore non regoli con leggi

speciali. La donazione di un organo è consentita e disciplinata dallo stato, il criterio

è della gratuità.

Indica le condizioni medico legali con cui si può procedere, e in modo che non leda

il proprio corpo. Clausole: non vitali per la persona, non corrisposto

economicamente.

(Caso Welbi chiese al proprio medico di interrompere le macchine, nella

condizione di capace di intendere e volerenon autorizzato, la norma protegge il

bene vitaossia il dovere della legge di tutelarti. In secondo grado è stato

autorizzatoatto di disposizione che non è volontà di suicidarsi, ma solo rifiutarsi di

cure non adatte al suo modo di pensare, ossia era solamente una rinuncia ai

trattamenti sanitari e se arrivasse alla morte è solo il corso naturale).

Art 32 cost: diritto alla salute. All’essere curati, al non esserlo, di nascere sani.

Principio:

1.rispetto della persona (dignità umana)

2.centralità della persona

Diventano la chiave di lettura sulla tutela della personalità.

Dobbiamo diventare capaci di riconoscere le norme di diritto soggettivo. Come?

• Situazioni di fatto molto vicina ai principi della tutela della persona.

Carta di Nizza dei diritti dell’uomo (del 2000), fonte richiamata dal trattato di Lisbona, si

deve considerare di pari livello del trattatolivello costituzionale.

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo altre fonte dei diritti dell’uomo.

Il contesto sovranazionale sta omologando do fatto le coppie gay, sui riconoscimenti.

Vedo Ceduparte della cornice internazionale di fonti dei diritti dell’uomo.

Mortefatto naturale per eccellenza, diventa fatto giuridico rilevante segna il momento in

cui la persona umana cessa di vivere per il diritto. Comporta la successione mortis

causaci riguarda e pone una serie di problemi. Il concetto giuridico di morte sempre in

dibattito tra scienziati del diritto e di medicina secondo la medicina è un processo di

estinzione delle funzioni vitali della persona. Fine delle tre funzione vitali circolatoria,

neurologica, respiratoria. Questo è un processo che può avvenire gradatamente. Inoltre,

per evitare la morte, macchinari possono sostituire organi vitali.

L’incertezza della concezione di morte in ambito medico mette spesso in crisi il da farsi,

dal punto di vista giuridico è la cessazione delle tre funzioni vitali. Con una legge speciale

si precisò in qualunque luogo in cui muore una persona, più specificatamente ospedali,

bisogna osservare la persona per dire con certezza che sia morta con tutte le funzioni

vitali.

I morti apparentici sembra tale ma dopo alcune ore prende le sue funzioni.

Donazione di organi va fatta a cuore battente.

Con la morte si perde la capacità giuridica.

Persona scomparsa quando non si hanno più notizie per un periodo più o meno

 lungo (linguaggio comune). Se ne occupano art 48 e seguenti cc. Questa norma

non dà un lasso di tempo preciso, basta che i famigliari non abbiano notizie per un

certo lasso di tempo e non si faccia vedere presso il suo domicilio(affari) o

residenza (dove vive). Cosa si chiede a un tribunale: si chiede una curatela:

qualcuno che si occupi in modo veloce dei suoi affari, volti a una conservazione

dell’integrità patrimoniale. Art 48 lo specifica. Si rimposta anche idealmente il

patrimonio come se la persona scomparsa fosse morta.

Assenzaquado la scomparsa si protrae per due anni diventa assenza. L’effetto

 principale è quello di una immissione temporanea del possesso dei beni a favore

degli eredi come fosse morto, si simula una successione ereditaria. Si può chiedere

l’immissione del possesso dei beni temporanea. Se vi è un testamento lo si applica,

altrimenti successione legittima mortis causa. Successione temporanea perché si

evita la nomina di un unico curatore, e si affida agli eredi i beni in modo che non si

disperdano. Proprietà è una vera e propria situazione giuridica, cosa che non è il

possesso. Se l’assente torna. Art 52 prima di essere immessi agli eredi si

costituisce un atto ricognitivo di tutti i beni, in modo da inquadrare i beni

dell’assente (inventario). L’immissione temporanea del possesso conferisce

l’amministrazione dei beni, non il possessocon il convincimento di non essere i

proprietari, c’è solo il godimento dei frutti (es l’affitto). Art 56, caso in cui torni

l’assente: cessano gli effetti della dichiarazione di assenza immissione temporanea

dei beni cessa e devono essere restituiti. Nel momento dell’assenza possono

godere solo dei frutti, ma non possono fare atti dispositivi (non atti di straordinaria

amministrazione).

Morte presunto quando l’assenza si protrae per 10 anni si passa alla morte

 presunta. Si può quasi avviare un processo mortis causa. Si parla sempre di

immissione del possesso. Art 58, il tribunale può dichiarare la morte presunta, con

gli effetti previsti nell’art 63. Coloro che hanno la gestione dei beni da 12 anni

possono disporre liberamente dei beni, vero e proprio atto di disposizione (liberarsi,

vendere, oltre disporsi per farli fruttare). Si trasformano i diritti soggettivi, la titolarità

è vero. Sono chiamati a succedere come eredi normali. Art 65 nuovo matrimonio

del coniuge, e se la persona dovesse tornare? Nuovo matrimonio è dichiarato nullo

a meno che non ci siano figli. E i beni? Se ritorna, deve provare la sua esistenza,

recupera i beni nello stato in cui si trovano, se sono stati venduti non ha diritto a

nulla. Art 66 con la prova della morte vengono chiamati tutti i possibili eredi del

defunto.

La nullità del matrimonio vede a una condizione arcaica di pensare la coppia, nel

senso conservatore del primo matrimonio (visto che si secondo verrebbe annullato).

Il coniuge potrebbe essere avvantaggiato dal primo matrimonio e dal secondo.

CONCETTO DI PERSONA GIURIDICA

Non considerato solo come singolo ma anche come entità collettiva, dove il singolo

annullando se stesso pone a quella entità le sue capacità per il raggiungimento di uno

scopo comune. Previsto dal legislatore nel codice civile, riconoscendo gli enti.

Distinzione enti privati – pubblici. Enti del primo libro codice civile non perseguono finalità

di lucro. Nel libro quinto perseguono fini di lucro.

Enti primo libro (associativo, scolastico, di arte, beneficenza, volontariato…) che si

distinguono dagli enti pubblici (interessi pubblici) istituiti da legge pubblica.

Art 39 cost possibilità di creare enti riconosciuti o non.

ENTI PRIVATI

Modello terzo settore modello da seguire quando vuole associarsi.

Questi enti vanno visti come una realtà più complessa del singolo, dove la personalità

singola resta nella ratio che ha spinto il legislatore a fare queste norme.

La proiezione della persona dentro queste realtà diverse arriva al punto tale che il diritto le

considera “altro da se” ente nasce come proiezione\manifestazione di un soggetto e

finisce con l’essere considerato dalle norme come un’altra cosa.

Nel primo libro il cc distingue enti pubblici dai privati per indicare che non è materia

nostra. Quelli che interessano sono enti di due tipologie:

• Associativa : viene scelta dove il soggetto pensa che la propria personalità venga

meglio. L’ente è un prolungamento della propria personalità, viene condivisa la

finalità di un gruppo di persone. Aderendo all’associazione ci si sottopone anche

alle stesse regole. L’interesse di uno diventa di tutti così nasce l’ente. Dal singolo

viene creato un soggetto ex novo.

Caratterizzati dalla pluralità di persone che condividono regole di convivenza,

raggiungimento di uno scopo (non lucrativo), volontariato. Volontà di destinare un

patrimonio per il proseguimento di un determinato scopo. Prevalente elemento

personale.

• Unipersonale : ente a struttura uni-soggettiva, caratterizzato da un soggetto che

decide di donare parte del suo patrimonio per il raggiungimento di uno scopo. Si

crea un ente diverso, senza il soggetto (solitamente sono le fondazioni), l’elemento

centrale è il patrimonio, che crea l’ente. Prevalente elemento patrimoniale.

Sono i più diffusi: sono snelli da gestire, si può perseguire qualsiasi obiettivo…

Bisogna formalizzarlo davanti a un notaio, bisogna redigere un regolamento, stilare il

patrimonio (costituito dalle quote solitamente) …

Il momento costitutivo è importante ed è regolamentato dal cc, se non viene seguito

lo schema ordinario dell’art 16 cc l’atto è invalido. Importante perché da persone

singolo diventano collettività.

Se l’associazione non viene registrata non è riconosciuta può vivere ed operare anche

senza ottenere il riconoscimento dall’ordinamento giuridico.

Grande espressione sono i sindacati e i partiti politici. Le associazioni non devono

essere contro il buon costume e le leggi imperative.

Per essere riconosciuti bisogna andare negli uffici dove la pubblica autorità (prefettura)

riconosce l’ente e compie un esercizio di omologazione, e viene inserito l’ente nel

registro.

Associazioni:

Non riconosciute: sono soggetti di diritto ma non hanno personalità giuridica.

 Riconosciuta: hanno personalità giuridica. Sottoposta a un esercizio di

 omologazione della pubblica autorità (verifica scopo, beni), ottiene il

riconoscimento con cui può iscriversi con cui acquista la personalità giuridica.

Norma fino al 2000

Divieto alle associazioni di acquisti di beni immobili (la cosiddetta mano morta, ossia presi

e lasciati lì) per le associazioni non riconosciute. Le attività di importanza relativa

amministrativa era sempre controllata, sempre assistita dall’autorità giudiziaria.

Ora abrogata

Già 1985 permise di stipulare atti per beni immobili. Nel 2000 abrogazione art 12 legge

Bassanini, ha modificato tipologia e modo di agire di questi enti. Tutte le attività di controllo

per le associazioni non riconosciute appesantiva troppo la burocrazie e il compimento di

amministrazione. Così eliminati tutti questi orpelli e autorizzazioni, e abrogate alcune

norme.

La differenza resta nei cardini della disciplina. Lo stato interviene e compie atti giuridici,

come finanziamenti.

Esempio:

Associazione A: ha 2000 euro, per raggiungere lo scopo si rivolge a terzi per un totale di

2300 euro. Andiamo in passivo, scendiamo di 300 euro del patrimonio di cui disponiamo. Il

principio vuole che l’associazione risponde ai suoi doveri con i creditori. Che fine fanno

300 €?

Se l’associazione è riconosciuta?

Principio di responsabilità dell’ente vale per riconosciute e non, per le situazioni fiscale

risponde solo l’associazione. Se l’associazione non è riconosciuta l’autonomia

patrimoniale è imperfetta rispondono coloro che hanno compiuto l’atto per nome

dell’ente, dunque gli amministratori.

Associazione Riconosciute patrimonio perfetto l’avere la personalità giuridica porta a un

principio di separazione dei patrimoni, dunque nemmeno coloro che hanno compito l’atto

rispondono. In questo caso i 300 euro dei creditori vanno persi. Questo perché con i

controlli effettuati viene reso conto a tutti i terzi le informazioni relative all’ente, scopi,

beni… dunque i terzi possono sapere con chi avranno a che fare. Vige un principio di

conoscenza. Essendosi iscritto al registro delle persone giuridiche decide di rendere

pubbliche tutte le proprie informazioni.

Dunque coloro che hanno affari con queste associazioni hanno l’onere di andare a

controllare la situazione finanziaria affinché arrivi all’adempimento del servizio richiesto.

Problema finanziamento ai partiti nessuno ha mai visto un bilancio e la situazione

patrimoniale. Prima aveva un senso non permettere alle associazioni non riconosciute di

non fare bilancio, perché erano sotto controllo e molto limitate nei movimenti patrimoniali.

Comitati: fa parte delle associazioni, regolamentate dall’art 39 e seguenti. Perseguono

attività culturali per periodi di tempo limitato. Solitamente non riconosciute. Principio di

indipendenza patrimoniale viene affidato a tutti i consociati. I 300 euro dovrebbero pagarli

tutti.

Fondazioni: non possono non essere riconosciute. Per il fondatore l’atto di creazione (atto

fondativo) della fondazione va accompagnato dall’atto di dotazione con cui destina la

parte di patrimonio per compiere lo scopo da lui voluto.

Non può non essere riconosciuta perché la fondazione continua a vivere anche dopo la

morte del fondatore (sono persone giuridiche, autonomia patrimoniale perfetta)

Soggetto di diritto non solo persona fisica ma anche elementi della collettività dove

l’individuo diventa ente, entità costituita.

Come operano gli enti:

All’interno dell’ente ci sono degli organi.

Attività giuridica degli enti: di quale capacità giuridica parliamo? Se fosse di persona fisica

si intende di agire. Invece l’ente, al momento della registrazione (se riconosciuto)

possiamo dire che ha la capacità giuridica. Ci possono essere così attività attive e passive.

Assunzione di diritti e obblighi.

Art 16 cc elementi essenziali atto costitutivo e regolamento.

Finzione rappresentata dagli organi

• Per persone fisiche rappresentanti legali per mancanza di capacità di agire

• Per gli enti rappresentanza organica perché venga concepita l’attività giuridica

dell’ente. Rappresentanza organica perché si riferisce agli organi significato

etimologico da organon = strumento per agire, fare qualcosa. Perché gli organi?

Perché una attività complessa che non è rappresentata da una sola persona ma da

una entità di più persone, non può materializzarsi in una persona fisica. Nell’atto

costitutivo e regolamento si creano gli organi di competenza. L’organo (strumento)

serve a far vivere l’ente nel compimento di atti giuridici.

Enti a struttura associativa: proprio per l’elemento associativo di cui sono caratterizzate ha

come organo centrale l’assemblea degli associati (In qualità di associato) con il potere di

esprimere la propria volontà con il voto. Ci sono delle materie per cui l’assemblea deve

riunirsi per forza di cose. Gli associati possono decidere competenze differenti, ed è

sovrana.

Art 21 cc. Libro primo: Principio generale della maggioranza semplice dei voti. Per alcune

materie, richieste dalla legge o per volontà dei consociati ci vogliono maggioranze più alte.

se l’assemblea non decide, si fa con la maggioranza dei partecipanti.

Approvazione del bilancio gli amministratori non si esprimono.

Assembleaè l’organo deliberativo dell’ente, ossia solo in essa si può formare la volontà

dell’ente. Le volontà di tutti diventano la volontà dell’ente nel momento di cui si vota. Il voto

diventa parte dell’atto collegiale (volontà associati) per la delibera. La decisione vincola gli

assenti e i dissenzienti, che accetteranno le regole della maggioranza.

L’eventuale dissenso o assenza può rilevare ai fini del contrasto della delibera,

l’impugnazione della decisione si può fare solo per ragioni di invalidità formali non

perché non si è d’accordo.

Una volta fatta la delibera qualcuno deve compierla in concreto. Per diventare atto

compiuto deve essere compiuta dall’altro organol’organo amministrativo organo scelto

dal legislatore che abbia funzione esecutiva, riceve la volontà dell’ente (delibera), non può

incidere su di essa, si limita ad eseguirla usando la diligenza e perizia che la sua funzione

richiede.

Se andasse oltre il mandato della sua funzione rischia di produrre atti inefficaci e

rispondere in proprio.

Presidente rappresenta l’associazione verso l’esterno, assumendo la carica di

presiederla. Prescrive gli atti per l’assemblea, è anche la carica che si presenta quando

viene chiamata in giudizio l’ente.

Organo esecutivo può essere formato da figure esterne dell’associazione, figure

professionali che hanno solo un rapporto di mandato dall’ente.

Se l’organo esecutivo è formato da una persona (amministratore delegato) si ha un unico

potere

Collegio probi viri: degli uomini più eccelsi, esperti. Sono gli associati con maggiore

prestigio nell’associazione, anche esterni. Lo statuto da funzioni di dirimere\affrontare in

via privata di autotutela delle controversie tra associati e ente.

Conflitti dei diritti degli associati, dell’ente è chiamato a intervenire il collegio dei probi viri.

Ciò non vale per le FONDAZIONI, che è struttura unipersonale (si forma per volontà di una

persona). Atto costitutivo fatto dal fondatore che esprime la sua volontà.

Art 25 cc. Libro primo.

Tutto si incentra sull’organo esecutivo non ha senso figura del presidente, collegio probi

viri. L’elemento più rilevante è il patrimonio e l’organo è l’esecutivo, che deve provvedere

alle volontà del fondatore.

Enti disciplinati con leggi specialiAbbiamo le fondazioni di famiglia, fondazioni liriche,

lasciate alle amministrazioni comunali.

Le rendite non devono essere ripartito come utile per gli associati. Possono fare attività

per l’allargamento del patrimonio, solo che deve servire esclusivamente allo scopo

dell’ente.

FASE FINALE ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI

Nelle persone la capacità giuridica finisce con la morte.

Enti privati giungono anch’essi alla loro estinzione, non legata a fatti ma atti. Quando

raggiungono il loro scopo o arrivano al termine che si sono dati (in termini di tempo, scritto

nell’atto costitutivo).

Cause patologiche impossibilità di raggiungere lo scopo che si sono dato, variazione del

percorso che si sono dati commettendo atti illeciti (esempio dell’associazione p2).

Vicende estintive:

• Fisiologiche : compimento di atti giuridici leciti, raggiungimento dei fini. Non

richiede necessariamente l’intervento dell’autorità giudiziaria, l’assemblea si

riunisce e decide lo scioglimento dell’associazione con una delibera. È dunque la

volontà degli associati. In caso di fondazioni, lo scioglimento è dato da un

provvedimento dell’autorità governativa (perché manca l’assemblea).

• Patologiche : danno vita a una vicenda estintiva per provvedimento dell’autorità

giudiziaria. Non è la volontà dell’ente che determina il fine dello stesso.

Estinzione dell’ente:

Liquidazione: avviene dopo l’estinzione (…………?..........). Art 30 cc, la norma dopo aver

stabilito come avviene l’estinzione dell’ente, richiama alle norme di attuazione del codice:

dall’11 al 21 delle disposizioni di attuazione che spiegano questa nuova fase. Il codice

civile precisa quale parte di capacità di agire resta all’ente: la prima conseguenza

dell’estinzione è quello di ridurre\escludere la capacità di agire degli amministratori.

Perché sciolto non hanno più senso queste figure, non possono più fare nulla. Art 29 da

un divieto assoluto di compiere le nuove operazioni. Su quelle vecchie devono ancora

vigilare e amministrare sul patrimonio dell’ente e i terzi che ne sono venuti a contatto. Se

compiono nuove operazioni si assumono la loro responsabilità personale.

Fase di estinzione dell’ente porta alla liquidazione: nuovo organo, liquidatori, che

possono essere gli ex amministratori o persone fuori dall’ente. Il giudice nomina i

liquidatori, di tutti i patrimoni di quando è stato dichiarato estinto.

Funzione e poteri: sistemare i rapporti pendenti, non attività di gestione. Esaminano la

situazione personale dell’ente, gli attivi e passivi, cercando di colmare quest’ultimi. Se il

patrimonio liquido risulta essere insufficiente a pagare i creditori possono vendere i beni

patrimoniali dell’ente, finché non verranno tutti soddisfatti. Se ci sono ancora beni vanno

divisi tra gli associati. Controllo del loro operato da parte dei tribunale. Il bilancio chiude la

fase di liquidazione.

I terzi possono interloquire con i liquidatori: non facile da gestire. Fase da compiersi prima

della chiusura del bilancio. Se il terzo si presenta dopo il bilancio può essere in alcuni casi

che venga considerato.

Con il bilancio di liquidazione non p ancora estinta si provvede poi con il provvedimento

del giudice alla cancellazione dell’ente. Va reso pubblico sul registro delle persone

giuridiche (si rende noto in modo che terzi non abbiano più rapporti con un ente che non

esiste più).

PER LE FONDAZIONI…

Queste fasi non succedono per le fondazioni ma solo per enti associativi.

Cause di estinzione nell’atto costitutivo, atti patologici… le autorità giudiziarie cercano di

trasformare in altro ente. Art 31-32 cc letto in combinato con art 28 che presuppone il caso

della trasformazione. Quando il patrimonio divenuto insufficiente o altri motivi la

fondazione può essere trasformata seguendo sempre nei limiti la volontà del fondatore.

Oppure può essere trasformata sa fondazione a associazione.

Può essere che una società di capitali o associazioni creano una fondazione, sono enti

che creano un altro ente. È consentito che lo stato trasformi anziché provveda alla

liquidazione di queste associazioni? L’unico vincolo che persegue l’attività giuri dica è che

a seguito della trasformazione l’ente segua ancora il suo scopo.

Se possiede un patrimonio immobiliare a chi va a seguito dell’estinzione del fondatore se

questo non c’è? Per questo si tende a fare la trasformazione da fondazione a

associazione.

Terzo comma art 31, si riferisce a terzi che, chiusa la fase di liquidazione, non hanno fatto

opposizione. Non hanno più relazioni perché cancellato. Possono chiedere ai singoli

associati l’eventuale attivo dato dalla fase di liquidazione.

Nelle associazioni non riconosciute, segue la stessa procedura, vengono esposti al

pubblico interesse per quanto riguarda la fase di liquidazione.

I COMITATI (associazioni non riconosciute)

Ente a struttura associativa a cui. Art 39-40 41 cc. Le regole che disciplinano la sua

esistenza rispecchiano delle peculiarità.

Comitati di opere pubbliche, mostre, festeggiamenti o simili fini già dato dal legislatore,

regolati da leggi speciali.

Comitato per raggiungere il suo scopo atto costitutivo ordinario, con una differenza: finalità

da raggiungere nel breve tempo. Il suo patrimonio costituito non solo dall’apporto di coloro

che partecipano, ma anche da contributi di una raccolta esterna (terzi, non partecipanti al

comitato, coloro che supportano l’attività).

I fondi solitamente vanno spesi tutti altrimenti se li ripartiscono gli organizzatori. Autonomia

personale imperfetta, chiamati a rispondere tutti i partecipanti se il patrimonio non è

sufficiente. Può richiedere personalità giuridica per eventi di grande importanza.

LA FAMIGLIA

STORIA

Diritti disciplinato nel primo libro.

Trasformazione nel corso della storia legislatore del 42 ha pensato alle norme della

famiglia prima della costituzione, che poi è stata tratta da quest’ultima nuovamente.

Altra modifica 1975, con una legge speciale riformato tutto il diritto di famiglia. Poi passo

avanti è stato riconoscere il divorzio e la fecondazione assistita. Negli ultimi anni

riconosciuti i vari status di figli.

Pima incidenza la costituzione, prima era vista come nel diritto romano con il paters

familia a cui venivano dati poteri superiori, anche della coniuge che era subordinata al

marito, con un ruolo di cura della prole, senza proiezione esterne.

Il boom economico degli anni 70 iniziarono a cambiare le cose, anche le donne

cominciarono a lavorare e studiare. Mise in crisi le norme come allora concepite.

Art 29-30 costituzione introducono principio generale come famiglia, come insieme di

rapporti basati sull’uguaglianza tra i coniugi. Tra la costituzione e il 1975 la corte

costituzionale fu chiamata più volte per la illegittimità delle norme, che violavano l’uguale

rispetto dei sessi.

1975

• Analoghi diritti e doveri in confronti del coniuge e la prole.

• Sostentamento economico e spirituale di uguaglianza.

• Rapporto educativo ai figli.

• Poteri decisionali uguali per decisioni nei confronti del figlio.

• Eliminata la differenza in eredità tra figli legittimi del matrimonio, e figli naturali,

ossia nati fuori dal matrimonio. Perfezionata e conclusa nel 2002.

• Possibilità del divorzio (già nel 1970), formalizzando la separazione.

CONCETTO

Deve tenere conto delle evoluzioni sociali. Art 29 della costituzione famiglia società

naturale fondata sul matrimonio, ha cominciato a mettere in crisi l’idea di famigli.

Con le norme di prima, una fusione tra civilistica e canonistica, ha disciplinato il

matrimonio come unione indissolubile tra uomo e donna. Concetto venuto da un

concordato dei patti lateranensi del 1929, una fusione tra la concezione dello stato e della

chiesa come istituto\vincolo del matrimonio. Il compromesso percepiva principalmente il

concetto della chiesa, inserendo la sacralità del matrimonio conservando però i diritti civili.

Diversificate le forme di matrimonio, con però l’unico scopo, quello di dare vita alla

famiglia legittima. Poteva essere celebrato per:

Matrimonio civile Strettamente civile: solamente davanti a un pubblico ufficiale

1. dello stato civile. Poteva essere sciolto per annullamento. Questo ha solo effetti

civili.

Matrimonio concordatario (religioso) Civile e ecclesiastico: pubblico ufficiale e

2. ministro del culto cattolico. Valenza sia dello stato italiano che per il diritto canonico,

visto come sacramento. Questo matrimonio non poteva essere invalidato solo per

annullamento, doveva affrontare il giudizio del tribunale ecclesiastico che valutava

la fine del matrimonio. Succedeva che perdevano il diritto civile di famiglia ma

restavano legati per sacralità religiosa, e dunque non potevano risposarsi in chiesa.

Oggi avviene solo di fronte al ministro cattolico, con un unico rito valenza civile e

religiosa. Effetti sia religiosi che civili, se seguita una procedura rituale.

Diritto civili + diritto canonico concordato nel 93 con i patti lateranensi

Siccome in Italia è difesa la libertà di culto, le coppie che optano per un culto differente da

quello cattolico, possono farlo.

Di famiglia si parla solo nel concetto matrimoniale per l’ordinamento

Caso delle famiglie di fatto non sposate secondo rito civile\concordatario procreano dei

figli. Non c’è nessun vincolo matrimoniale, ognuno libero rispetto all’altro di diritti e obblighi

che comporta l’unione, tutto ciò che costringe la coppia a stare assieme, l’assistenza

morale reciproca..

Unite solo da un legame sentimentale. Quando si scioglie ognuno va per la sua strada.

Istanze di rapporti se nascono dei figli corte costituzionale orientata in questo caso al pari

trattamento. Anche tra figli legittimi e figli naturali se non fosse stato così si andava contro

l’art 30, cha fa salvi i rapporti in verticali, che stabilisce con precisione a comma 1 che i

genitori hanno potestà di educazione per i figli nati al di fuori dal matrimonio.

Dunque unione di fatto non riconosciuta per linea diretta, ma riconosciuto per linea non

verticale (orizzontali), ossia tra figli e genitori.

Unioni civili dello stesso sesso sono ammissibili?

È ammissibile che persone dello stesso sesso riconosciute come unione famigliare

possono avere figli?

Il matrimonio deve essere fatto tra persone di sesso diverso. Dunque non possono essere

considerate unite in matrimonio se vengono in Italia.

Sentenza 238 del 2010 stabilisce che non ci sono violazioni di norme costituzionali se

non si trascrive il matrimonio omosessuale. Però ritiene opportuno che il nostro

ordinamento crei norme per evitare che si crino questi diversi trattamenti.

L’istanza che possano avere figli, dice la corte costituzionale, non è ammissibile nel nostro

ordinamento, il figlio deve nascere da un membro della coppia, ci deve essere la

possibilità di procreare.

Sentenza 2014 corte costituzionale pronuncia sulla possibilità di avere figli per una coppia

omosessuale: il rapporto di figliazione è possibile in quella coppia che inizialmente di

stesso sesso ma poi una ha mutato sesso, diventando così di sesso opposto.

Matrimonio serve a formalizzare la coppia anche in ordine di decisioni che riguardano il

coniuge, testamentario, ecc…

Matrimonio duplice anima, canonistica e civilistica, unione patrimoniale e spirituale tra

due persone di sesso opposto, che dichiarano una volontà di unione giuridicamente

rilevante.

Concetto di matrimonio:

• In abito civilistico (privatistico): come atto giuridico, e stato giuridico. Mettiamo il

matrimonio come atto in queste sottocategorie:

Atto giuridico negoziale: l’ordinamento riconosce la possibilità di creare

o determinati effetti. Atto negoziale perché il dichiarante può emettere atti

giuridicamente rilevanti, con effetti. Ha dunque autonomia di dichiarare

volontà e di poter perseguire effetti (nei limiti della legge).

La struttura è bilaterale (perché si è in due), a contenuto non patrimoniale.

Se ha contenuto patrimoniale ci troviamo di fronte al contratto.

Discendenti: figli legittimi (all’interno del matrimonio) e figli naturali (al di fuori del

matrimonio), entrambi sono in linea di successione verticale.

Matrimonio celebrato civilmente: richiede delle procedure specifiche, che, se non seguite,

può correre ad annullamento. Il divorzio, con la cessazione degli effetti civili, non porta a

una divisione dal punto di vista del diritto canonico, restano per sempre sposati.

Cause annullamento violenza psicologica, per aver ingannato il coniuge sulla propria

personalità (simulazione, per avere effetti come la cittadinanza), stato di ubriachezza tutti

questi esempi viziano lo stato di volontà, lo pregiudicano e lo deviano.

Invalidità del matrimonio pronunciato a seguito di una sentenza.

Matrimonio concordatario: in chiesa, davanti al ministro del culto cattolico, celebra il rito

secondo le regole del diritto canonico. Vengono lette anche delle norme del codice civile,

questo consente che sia valido anche agli effetti civili. Il matrimonio deve essere reso noto

entro 5 giorni dalla celebrazione all’ufficio di stato civile perché venga registrato. Per il

diritto cattolico il matrimonio non può essere più sciolto. Eccezione davanti alla Sacra

Rota, tribunale ecclesiastico, dove in casi specifici può essere annullato (per es. se non si

ha la possibilità di procreare, se non si è un credente senza averlo detto al coniuge, come

tratto in inganno).

Se la Sacra Rota concede l’annullamento del matrimonio, riporta lo status dei soggetti a

una situazione antecedente al matrimonio. Come non fosse mai esistito, con la possibilità

di risposarsi in chiesa.

REGIME PATRIMONIALE DELLA FAMIGLIA (stipulato il matrimonio)

Questo indica il matrimonio come rapporto (e non solo come atto). Una volta era il pater

familias ad avere la gestione del patrimonio, la coniuge considerata solo come

usufruttuaria (anche all’uso della casa). I beni intestati totalmente al pater. Questa

situazione di dipendenza della donna influenzava molto il rapporto, fino agli anni 70, dove

la donna intraprese un percorso di indipendenza (con l’inserimento nel mondo del lavoro).

MASCHILISTA. <3 GRAZIE <3

Si passo da una tendenza di separazione dei beni, all’unione di questi. Prima del 1975

avevano i beni separati, ognuno manteneva il suo. Tutto ciò che veniva acquistato durante

il matrimonio restava di proprietà del marito, con la possibilità di usufrutto\abitazione con la

morte del marito.

Dal 1975 comunione dei beni. Se nel matrimonio non specificano clausole specifiche per

il patrimonio, entrano direttamente nel regime della comunione. Fatto sparire l’istituto della

dote.

Capo prima Art 159 in avanti istituzione del regime della comunione legale.

Art 177 oggetto della comunione indica tutto ciò che entra nella comunione dei coniugi.

Acquisto prima del matrimonio non è bene della comunione, ma i frutti che esso produce

entrano a farne parte (si pensi ad un appartamento).

In comunione:

• Acquisti effettuati dopo il matrimonio (insieme o separatamente).

• Frutti delle attività.

• Reddito patrimoniale (o di lavoro) che costituisce il tenore di vita.

Fuori dalla comunione: (art 179)

• Beni di cui il soggetto era proprietario prima del matrimonio.

• Ricevuti per donazione o in via ereditaria.

• Beni personali e accessori (strumenti di lavoro, computer… oggetti come bene

personale).

• Beni ottenuti per “risarcimento del danno” es. a seguito di un incidente prende

soldi.

• Acquisti derivati da alienazione di beni personali (bisogna specificarlo nell’acquisto).

Principio amministrazione congiunta impone la partecipazione di entrambi i coniugi,

che intesta la proprietà del 50 % ognuno sul patrimonio.

Per atti di straordinaria amministrazione ci vuole un’azione congiunta, come per

‘alienazione dei beni. Se fosse solo uno si può ricorrere ad annullamento.

Es. bene alienato da un solo coniuge. L’altro può chiedere l’annullamento, che deve

essere fatto entro l’anno, che provoca come effetto la restituzione del bene nel patrimonio,

e se non possibile, il reintegro del valore.

Possibilità che bisogna effettuare straordinaria amministrazione da soli, perché

indisponibile il coniuge fatta una delega dalla procura e autorizzazione del giudice (dopo

aver fatto accertamenti).

Art 180 -184 Indicazioni sull’amministrazione del patrimonio (cosa si può fare da soli o in

comunione).

La disciplina prevista per il regime patrimoniale familiare entra in vigore col matrimonio,

salvo altre disposizioni. Le norme non sono quindi imperative e le parti possono derogare.

Le alternative sono contenute nell’Art 162 cc: norma inderogabile, norma scritta per le

eventuali condizioni in deroga. Forma solenne assunta di fronte a un pubblico ufficiale

(notaio) e con due testimoni. La deroga si ottiene con un accordo esplicito di entrambe le

partiespressione scritta con dichiarazione di volontà di fronte a un notaio, oppure fatta

durante il matrimonio.

La volontà deve essere formalizzata in una convenzione davanti a un pubblico ufficiale:

derogare al regime legale (comunione):

Separazione dei beni: conterrà che la situazione patrimoniale delle parti resterà

- inalterata, comunque durante il matrimonio possono fare acquisti in comunione.

Comunione conenzionale sui beni art 179: dopo che si sono sposati fanno una

- comunione sui beni separati.

Ci sono alternative tra comunione e separazione. Possono fare la separazione e fare un

acquisto in comunione. Basta che venga adottato il regime di comunione con atto

pubblico. I due regimi convivono. Avremo così due regimi: comunione legale e

convenzionale.

Derogare al regime legale deroga all’opzione della separazione dei beni. Contenuto della

convenzione dirà che non c’è nessuna comunione dei beni, non si parlerà di

amministrazione congiunta, ognuno userà il proprio patrimonio a titolo personale.

Divisione sui guadagni della propria professione.

Ciò che potrebbe costituire una deroga è il fondo patrimoniale è un patrimonio separato

da quello della famiglia, costituito su beni immobile o rendite finanziarie. Art 177. Può

essere istituito da un terzo che individua i beni per la famiglia. Il patrimonio è separato,

destinato a uno scopo il patrimonio sarà protetto dai terzi tutti sanno che è un patrimonio

detinat hai bisogni della famiglia.

Come si costituisce? Dai coniugi che individuano dei beni e li intestano nell’atto come

fondo patrimoniale crea un patrimonio separato destinato a quello scopo.

Anche un terzo può costituire il patrimonio (parente, familiare...). Il terzo dovrà fare una

donazione (titoli d credito e immobili solamente), o nel testamento (finalizzati allo stesso

scopo), conferimento a titolo gratuito.

Assunta come escamotage verso i terzi: ogni soggetto di diritto che si assume obblighi

verso terzi, ne risponde con tutto il patrimonio. Il soggetto sa che ha tutto il patrimonio

esposto al creditore, può subire le azioni giudiziarie. Il patrimonio del fondo patrimoniale

viene protetto per la sua destinazione (bene della famiglia). Il creditore si rifà solo ai beni

della famiglia.

Oggigiorno costruire un trust, significa proteggerli dall’aggressione dei terzi.

Venne usato per fare frode verso i creditori, che non possono agire contro il fondo

patrimoniale della famiglia, dunque chi era in difficoltà si creava il fondo. La giurisprudenza

agì contro questa ratio di frode: indagini che verificarono la creazione di fondi dopo aver

preso soldi dai creditori.

Mantenuto valore e efficacia del fondo patrimoniale: non ha ripercussione solo con i terzi,

ma sono protetti anche dal punto di vista interno il fondo protegge anche nei confronti dei

coniugi che volessero disporne, distrarli da quello scopo.

Es. costituzione fondo patrimoniale in una città diversa da dove si risiede, un

appartamento per il figlio che studia all’università. Prima della laurea si può vendere

questo immobile (alterano la natura del fondo)?

Art 169 sulla alienazione, se non espressamente scritto sull’atto non si può alienare il

bene del fondo patrimoniale. Altrimenti con atto autorizzativo del giudice, vedendone

l’utilità per famiglia e con clausola di destinarlo a un altro fondo.

Art 170, relativo all’esecuzione sui beni e frutti del fondo. Caso in cui si può aggredire il

fondo patrimoniale: se il prestito è stato dovuto al bene della famiglia.

TRUST

Istituto regolato internazionalmente, viene ormai sistematicamente praticato. Quando

viene acquistato un bene immobile bisogna trascriverlo (Istituto della trascrizione). Se è

per un trust è difficile ottenerla.

Il trust è un patrimonio separato, ha lo stesso scopo e ratio di accumulo, separazione dei

beni. Solitamente sono in protezione di un soggetto (un incapace), senza spostare la

titolarità del bene. È una finzione. Trustee colui che decide a chi dare il bene, lo

ingrandisce e c’è un beneficiario. A queste persone danno il potere di gestione dove i frutti

sono goduti da un terzo. Il trustee compie in nome del beneficiario che non può fare alcun

atto.

C’è sempre l’anima del patrimonio destinato.

Deve beneficiare al soggetto l’integrità del patrimonio e i proventi.

Legge del 1989 numero 364 del tribunale dell’Aia e della sua convenzione. Non ebbe

successo per difficoltà nel trascrivere l’atto pubblico, in modo che tutti i terzi sappiano della

separazione del patrimonio.

Quali vicende possono estinguere un fondo patrimoniale:

• Connesse alla estinzione del matrimonio: morte coniuge, separazione.

• Decisione, successivo accordo, dei coniugi.

Si può estinguere se i figli hanno ancora bisogno del fondo? No, non si può estinguere

finché i figli non raggiungono lo scopo oppure devono raggiungere la maggiore età tutti.

Forme di invalidità:

Nullità: forma grave, rende l’atto come se non fosse mai stato fatto.

- Annullabilità: l’atto produce alcuni effetti. Art 117 cc.

-

L’invalidità colpisce l’atto è questo che si scioglie, perché colpito da un vizio. Colpiscono

l’atto il se, la dichiarazione di volontà.

CESSAZIONE DEGLI EFFETTI DEL MATRIMONIO

Si sposta su un piano diverso,

Matrimonio fatto per seguire quell’intento all’infinito non si vogliono più gli effetti del

matrimonio, bisogna ripristinare la situazione di status precedente separazione o divorzio.

Matrimonio concordatario è ammessa la separazione (cessazione alcuni atti del

matrimonio).

Separazione e divorzio sono nel piano civile, non religioso (comete al tribunale

ecclesiastico).

Separazione: fase intermedia prima del divorzio. Non conduce necessariamente alla fine

degli effetti civili del matrimonio, perché potrebbe esserci un ripensamento. Cosa accade:

Separazione consensuale: gestita dai coniugistabiliscono le

1. condizioni=precisando dove si andrà a vivere, chi abiterà nella casa famigliare, chi

avrà diritto a un assegno per il mantenimento, come si gestiranno le spese di

straordinaria amministrazione, la gestione dei figli tutto quello che dovrebbe

governare la vita da separati tenendo presente che bisogna seguire principi

irrinunciabili stabiliti dalla legge: in caso di figli che possa vedere entrambi i genitori,

il coniuge più debole aiutato, l’assistenza reciproca, l’assistenza verso i figli. Gli

obblighi sono affievoliti ma ci sono. Infine il rispetto di norme imperative presenti nel

nucleo familiare, ad es obbligo del rispetto del nucleo familiare costituito da persone

con bisogni (di mantenimento, rispetto). Fanno o giuridicamente.

Il giudice fissa un’udienza preliminare con lo scopo di evitare la separazione

(tentativo di conciliazione) a pena di improcedibilità. In caso di esito negativo il

tribunale in camera di consiglio procede con la separazione, con un decreto di

omologazione omologa le volontà dei coniugi. Verificano che siano state seguite le

norme imperative nelle loro volontà (che ci siano gli assegni di mantenimento…)

ossia che le condizioni stabilite dai coniugi siano in linea con le norme. Il decreto

rende operative le condizioni di separazione.

La separazione va inserita nel registro civile.

Persiste l’obbligo di fedeltà se lo facesse in modo sfacciato inadempimento. Vive il

regime di affidamento dei figli.

Per passare al divorzio, bisogna aspettare tre anni dal momento in cui viene

2. registrata la separazione. Con la possibilità di tornare coniugi. Passati i tre anni

finiscono gli effetti civili del matrimonio. Cessano gli effetti civili del matrimonio.

Diventano definitive le condizioni di separazione.

Situazione con addebito comportamento di inadempimento nei confronti degli

obblighi del matrimonio. Nella separazione con addebito viene data una

responsabilità con risarcimento del danno, e ha effetti sul divorzio. Era detta

imputabilità per colpa, ossia la responsabilità della separazione. Solitamente a

conseguenze pecuniarie (deve pagare di più ecc…).

Può succedere, e succede spesso, che i coniugi non sono d’accordo sulla separazione.

Si parla di separazione giudiziale: giudiziale perché si richiede un giudizio

1. processuale. La procedura è molto più lunga. Prevede un’udienza e una fase

istruttoria. Anche in questo processo c’è un’udienza conciliatrice. Verrà deciso in

ambito giudiziale l’assistenza dei figli, l’assegno di mantenimento, chi dovrà

assumere spese di straordinaria amministrazione…

Si chiude con una sentenza e non con decreto (si prende in camera di consiglio

2. senza ascoltare le parti).

I terzi devono sapere della condizione di separazione: perché questa ha effetti sul

regime patrimoniale della famiglia. Si scioglie anche il fondo patrimoniale

aggredibile dai terzi.

Le disposizione dei figli hanno sempre favorito le madri, hanno sempre ottenuto

l’affidamento dei figli costringendo a subire vessazioni nel diritto di vedere i figli o

addirittura allontanando i figli impossibilitando di fatto di vederli. Era un affidamento al

singolo genitore.

Il legislatore sensibilizzato da questa sensazione Legge speciale 2006 numero 50 art

155 bis sexies: prevedeva che l’affidamento non fosse univoco ma condiviso in uguale

misura tra affidatario e non affidatario, senza contare dove vive il figlio. Stesso tempo e

stessa potestà (si parla di responsabilità genitoriale). L’affidamento singolo è un’eccezione

alla regole, in prima istanza solo l’affidamento condiviso. Rispetto della salvaguardia tra gli

ascendenti (poter vedere i nonni). Diritto dei figli di restare nella residenza famigliare, in

base ai loro interessi.

Questo sulla carta, perché l’affido condiviso è stato un fallimento (sono finiti per essere

“pacchi”).

Diritto del minore di essere ascoltato dal giudice prevede un obbligo da parte del giudice

di ascoltare i minori di età per campirne la volontà. 155 bis 157 sexies

Abrogate dalla legge del 2013 hanno introdotto altri provvedimenti: diritto di abitare la

casa familiare, diritto del figlio maggiore di età di poter percepire direttamente l’assegno di

mantenimento.

RAPPORTI VERTICALI

Leggi speciali 2013 attivazione in termini di normativa secondaria. (?)

Discendenti:

• Figli legittimi : nati all’interno del matrimonio.

• Figli naturali : nati al di fuori dal matrimonio non era riconosciuto il diritto al nome, i

doveri dei genitori che ora sono considerati innati. Era qualcosa di anomalo e

diverso. Queste considerazioni sono prima della riforma del 1975.

Il legislatore del 1975 si è mosso per sostenere equilibri economici e di rapporto

nell’ambito famigliare.

Inserito il diritto di riconoscimento per i figli naturali si prendono diritti e doveri del

genitore.

• Figlio legittimato : figlio di una coppia non legata da vincolo matrimoniale, che si

trovava poi con i coniugi sposati. Da naturale, diventa legittimato per il matrimonio.

Poteva essere legittimato anche per sentenza del giudice su richiesta del figlio.

• Figlio adottivo : prima era per persone maggiore di età. In una legge del 1983

troviamo lo status di figlio adottivo minore di età.

Tutela coppie non fertili: legge 40 del 2004 ha introdotto il riconoscimento all’embrione

(concepito). Lo si vede come soggetto di tutela e diritti attinenti alla sfera personalissima

dell’individuo.

Tutto ciò nella FILIAZIONE era fino al 2012, periodo in cui è entrata in vigore una legge

speciale. Sotto il profilo normativo sono state spostate categorie, anche per sottolinearne

l’importanza. Una commissione valutava se vi era pari trattamento dalle leggi del 75 in

tutte le materie della filiazione. Quale era questo punto di disparità di trattamento? Quella

relativa ai rapporti del figlio naturale e i membri della famiglia. Il figlio riconosciuto aveva

rapporto solo con chi lo aveva riconosciuto, ossia padre e madre. Non venivano

riconosciuti giuridicamente rilevanti i rapporti con nonni ecc… ne consegue una disparità

di trattamenti in doveri, non c’era un rapporto di parentela riconosciuta.

Riforma odierna eliminazione dal panorama giuridico delle attribuzioni che si affiancano

alla parola figlio. Modifica del titolo IX art 315 a 337 tutti i figli hanno lo stesso stato

giuridico. Ogni figlio ha il diritto di tutti gli altri, compresi figli incestuosi (tra membri della

stessa famiglia).

Scomparsa potestà (dovere di occuparsi dei figli), si parla di responsabilità genitoriale

inputa una condotta e comportamento ai genitori di assistere, mantenere i figli, in modo da

dare una esistenza consona alle loro inclinazioni e personalità.

Diritto di essere ascoltati dai giudici per problemi all’interno della famiglia, quando è in crisi

e ancora non sono separati, quando si è in stato di divorzio. Dirà cosa desidera.

Lo spostamento delle norme non è solo di struttura nel codice ma anche di ratio. Spostate

nella parte della responsabilità genitoriale.

Possono ricorrere al giudice anche i famigliari, i stessi genitori (che non riescono a

mantenere il figlio), il figlio stesso. C’è intervento giudice ogni volta che il genitore non è in

grado di mantenere la responsabilità genitoriale. Il figlio viene allontanato sempre

nell’ambito della stessa famiglia se è possibile.

Provvedimenti per maltrattamento: di carattere psicologico e fisico, ha rilevanza per il

rapporto di responsabilità genitoriale. Art 342 cc e seguenti. Perché riguarda il civile e non

il penale? È una materia al limite del discrimine tra un crimine e un abuso, è al limite della

materia penale. Rientra nel civile ma può trasportarsi anche sul penale.

Che ne è delle vittime? Nel penale vige la tipicità del reato reato tale in quanto definito

da una norma di legge, non è possibile reato per interpretazione o analogia. Non è facile

dimostrare in famiglia che è presente la premessa per un reato, devono essere presenti

tutti i presupposti (cosa molto difficile). Non basta colpire una persona, bisogna

dimostrarne il dolo, l’elemento psicologico (che se non è presente non è reato. Es.

ubriaco).

Ordine protezione dagli abusi famigliari il giudice può allontanare un famigliare per un

determinato periodo di tempo. Il genitore non può avvicinarsi ai luoghi dell’ambito

famigliare e ai luoghi di frequenza. È di esecuzione immediata. Può portare alla perdita di

responsabilità genitoriale, che però deve continuare a provvedere al mantenimento.

Spesso non serve in quanto l’allontanato si ripresenta nell’ambito famigliare in modo

violento la ratio è di dissuasione e di individuazione delle famiglie presenti in queste

realtà. Si dà la possibilità ai servizi sociali di introdursi in queste famiglie che hanno subito

l’abuso, con un’apertura verso soluzioni migliori.

Nella filiazione ci sono una serie di norme che riguardano l’azione di status:

• Azione del figlio: agisce per il riconoscimento dello status di figlio (che è unica).

Acquisisce il diritto di mortis causa. Vige il principio di favor verso il figlio.

Art 249 cc sempre imprescrittibile.

• Azione del genitore: disconoscimento del figlio (modificata nel 2013). Art 143 bis

può essere fatto dai genitori, dal figlio. Deve essere mossa da un interesse molto

forte per essere accolta.

Motivo di disconoscimento da parte del figlio: scoperto che non è suo padre vuole

conoscere il padre biologico. Oppure perché il padre biologico può garantire una

successione mortis causa molto più abbondante. Questa norma predispone della

imprescrittibilità (art 248).

Disconoscimento da parte dei genitori della paternità: per la madre va fatto entro 6

mesi. Il padre nel termina di un anno. Hanno termini brevissimi.

L’interesse è quello di dimostrare una appartenenza. Può essere dimostrato con qualsiasi

prova (Oggi ci si basa principalmente sulla prova del DNA).

APPROFONDIMENTO DIRITTO CANONICO SUL MATRIMONIO

Come definito il matrimonio nel codice del 1917 contratto-sacramento. Sono uniti e

collegati, non c’è contratto se non c’è sacramento questo è per i fedeli.

Codice del 1983 risente influenza del concilio Vaticano II costituzione pastorale

(documenti di contenuto normativo e non) nel paragrafo 48 parla del matrimonio

canonico. Fa in gran parte riferimento alle leggi della costituzione del Vaticano II,

riferimento al 1917 (sempre influenzato da prima) e una legge ecclesiastica mai

pubblicata.

Nel canone 1055 da tre definizione del matrimonio: matrimonio come contratto-

sacramento di consorzio. Consortium: Matrimonio nella sua durata da quando inizia fino

ad annullamento o morte di un coniuge.

Contratto sacramento mette in risalto l’atto costitutivo del matrimonio.

Consortiumvalorizza l’apporto privatistico del matrimonio stesso.

Concilio di Trento si ha una posizione ambigua sul matrimonio, in ambito di contratto.

Quest’ultimo avviene solo per volontà delle parti. Inconveniente sui matrimoni clandestini

contratto di matrimonio senza mancanza di forma, ossi celebrazione propone così il

matrimonio pubblico. Ostacola il matrimonio clandestino ma non lo dichiara nullo.

Due classi di norme:

leggi irritanti

DUE TIPI DI FILIAZIONE:

1.FILIAZIONE ADOTTIVA: era riservato per i maggiori di età ratio era continuare a

portare avanti il proprio nome e i beni di famiglia. Per l’adozione servono dei presupposti,

entrato in famiglia assume il cognome del padre adottante (anche se può mantenere il

proprio più). Infine succede mortis causa. Successivamente è entrata una ratio più

protettiva per chi sta in una forma di disagio grave nell’ambito della famiglia naturale, con

una sorte di adozione per tappe, cercando di salvaguardare in primis il bene del minore, e

della famiglia naturale e quella adottiva. Legge numero 184 del 1983 “diritto del minore ad

una famiglia”.

Affidamento è una misura temporanea che può durare massimo due anni (può essere

prorogata una volta) in modo che la famiglia possa riprendersi e così il minore abbia la

possibilità di tornare nella famiglia naturale in condizioni non disagiate perché il minore

sta bene in modo abbastanza intuitivo dal suo punto di vista, ossia stando con chi lo ha

generato. Su tutto ciò dovrebbero vigilare i servizi sociale, che riferiscono l’attività al

giudice, che controlla sul funzionamento delle strutture e famiglie che ospita i minori.

Dopo questo periodo di tempo il figlio può tornare alla famiglia se esistono condizioni

migliori, altrimenti con un provvedimento giudiziale, verificando i presupposti e i requisiti

della famiglia, si decide per una decisione più definitiva con il ruolo di figlio in una famiglia

che non è quella naturale, assumendo tutti i diritti di figlio, e cessano i rapporti con la

famiglia d’origine.

Sezione a parte è l’adozione internazionale: si riscontrò il problema delle adozioni facili

(nei paesi sottosviluppati dove il valore della vita è basso). Quando ciò avveniva, era

difficile controllare queste pratiche e i doveri che dovevano mantenere i genitori (si

prendevano anche per il mercato di organi).

Dunque come soluzione si è creata una sezione apposita, regolamentata ferreamente con

pratiche burocratiche.

2.PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA.

Si intende pratiche mediche scientificamente ammesse perché una persona non in grado

di procreare naturalmente possa accedere a una gravidanza. Prima per cause di infertilità

di poteva passare all’inseminazione artificiale. I cosiddetti “figli nati dalla provetta” perché

il figlio poteva essere del compagno della donna, se il problema di fertilità era suo.

Altrimenti si accedeva a seme estraneo se il problema era del maschio. L’affidamento era

lasciato al privato.

Fatta da un legislatore incapace. Cosa prevedeva:

• Tutela giuridica dell’embrione. Riconoscimento dello stato giuridico dell’embrione.

• Serie di divieti che hanno reso impraticabile la medicazione della procreazione

assistita:

No fecondazione eterologa (ossia si poteva provvedere alla tecnica solo se i

o genitori erano in grado di procreare in modo autonomo, la procreazione

doveva muoversi dentro la coppiaannullata giugno 2014). Fecondazione

solo se con prescrizione medica dimostravano di essere sterili. Dunque se si

sapeva che uno dei due era ammalato, non poteva procedere con la

procreazione assistita, e dunque si rischia al passaggio di malattie.

Impossibilità di conservare i gameti, ossia la banca dati a cui si ricorreva per

o la fecondazione assistita.

I medici valutavano i genitori e lo stato di salute dell’uomo e della donna, in

base a questo si accedeva alle varie tecniche. Il seme veniva dato da

persone anonime, contenute nelle banche dati. Il seme doveva essere

crioconservato in appositi contenuti, nell’azoto liquido a meno 70. E con

apposite sostanze che mantenevano la fertilità. Oppure venivano tenuti gli

ovuli di terze persone (sempre estranee e anonime).

La norma vieta la crioconservazione e l’indagine se il seme può portare

malattie ereditarie. Annullata in quanto riguarda la sfera personalissima del

nuovo nato, ossia il suo stato di salute. Era una violazione al diritto di

nascere sano.

Entrata la norma di divieto di disconoscimento per chi si avvale della

o procreazione assistita.

Si procede a un solo impianto, inserendo tutti i gameti dell’uomo che ha

o donato. Con le conseguenze: davano luogo a parti plurigemellari, con

problemi di salute per la donna e il rischio di morte con parti gemellari o

plurigemellari. La probabilità di un figlio menomato, che poi doveva essere

mantenuto oppure si doveva abortire.

Non ammesso che un gamete restasse fuori l’idea era di attaccare più

gameti possibili perché non tutti andavano a buon fine leggerla in altri

termini, inserire i gameti ritenuti necessari in relazione allo stato di salute

della donna in modo da non rischiare il suo stato psicofisico. Legge 151.

Il figlio nato da procreazione assistita, vuole conoscere il donatore naturale. È possibile?

Ha il diritto di sapere se il padre ha potenziali malattie ereditarie. Ma è ancora un caso di

cui si parla e si deve provvedere.

PAG 691 Norme procreazione assistita.

SECONDO LIBRO CODICE CIVILE: LE SUCESSIONI

Siamo sempre nell’ambito del diritto delle persone. Sollo che si instaurano dopo un fatto

naturale, che è la morte. La morte possiamo definirla un fatto giuridico, in quanto porta

delle conseguenze rilevanti a livello giuridico. Si ricollega a istituti di diritto patrimoniale, il

che si ricollega al libro terzo e quarto.

Succedere indica l’idea di subentrare e sostituire un precedente titolare. Può essere nella

situazione giuridica attiva o passiva.

Si succede anche quando con una compravendita un bene passa a un altro? Ossia il mio

bene succede da me a un’altra persona? Dunque il fenomeno di successione non è

proprio fatto derivante della morte, ne parliamo ogni qualvolta per un atto e un fatto muta

la titolarità attiva o passiva.

Passaggio di un codice civile passaggio a titolo particolare.

Se uno muore con due figli, e si apre una successione, muore la persona giuridica ma

resta in piedi il patrimonio che ha creato. La sostituzione viene in tutto per tutto, nell’attivo

e passivo.

Successione a titolo particolare il soggetto risponde in modo limitato al valore del codice.

Successione a titolo universale chi subentra a colui che si è istinto, subentra nei rapporti

dei rapporti passivi e attivi. Se i passivi sono maggiori, chi subentra mette a rischio i propri

patrimoni personali.

Fenomeno successorio richiama la tutela dei beni, in modo che i terzi coinvolti non

subiscono menomazioni.

La successione mortis causa è a chiamata a titolo universale. Le norme sulla successione si

Il luogo in cui si apre la successione è indicazione per il

aprono con l’Art 456 e seguenti.

forum ereditatis ossia zona di giudice di competenza. Il luogo è il domicilio del defunto.

All’apertura del testamento inizia la delazione dell’eredità: ossia la chiamata all’eredità (il

chiamato si dice successibile). Il chiamato a succedere deve accettare per diventare

erede. Delazione destinazione delle norme ai chiamati. De cuius = colui che è morto.

Tipi di successione (REGIMI SUCCESSORI):

• Legittima : avviene per legge. Quando il de cuius non ha provveduto a nulla (non ha

fatto testamento).

• Testamentaria : il de cuius ha scritto chi deve essere chiamato a succedere, ha fatto

un testamento, stabilisce chi e cosa devono succedere.

• Necessaria : prevista da norme di legge, si rivolge ai cosiddetti eredi

necessari\legittimari costituito da un gruppo assai ristretto, che non possono

essere escluse per nessun motivo dalla successione (leggi imperative non

derogabili dal de cuius). L’esclusione è impossibile.

Gli istituti sono regolamentati nel libro secondo, con norme a carattere molto generale su

cui vengono costruiti i singoli istituti. Le quote che dovranno essere ereditate devono

essere studiate, perché non tutti accettano le decisioni del de cuius.

Es. tizio muore, si forme un’asse ereditario formato da rapporti giuridici attivi e passivi.

Supponiamo non abbia sistemato i suoi rapporti testamentari. I beni stanno in uno stato di

giacenza patrimonio che resta in piedi, in tutta la sua entità, senza un vero titolare,

perché chi è stato chiamato non accetta o ancora deve accettare. La fase transitoria è

detta eredità giacente realtà sospesa perché ancora nessuno ha accettato l’eredità. Se

sono beni in movimento, come aziende, che richiedono amministrazione quotidiana, si

richiede l’intervento del curatore, nominato dal giudice nel luogo in cui si apre la

successione, in attesa degli eredi. Il curatore probabilmente sarà una delle figure più vicine

al defunto, altrimenti una persona esterna, non appartenente alla sfera dei successibili. Il

compito del curatore è mantenere l’integrità del patrimonio. Art 528 istituto eredità

giacente precisa la nomina del curatore. Comportandosi come erede, il chiamato a

succedere ha accettato tacitamente erede. È l COMPORTAMENTO concludente attività

umana giuridicamente rilevante, è il contrario dell’atto (dichiarazione di volontà), ossia

giuridicamente rilevante senza dichiarazione di volontà. È un atteggiamento della persona

fa capire la sua volontà per le sue azioni. =quanto si direbbe a voce con le zioni. Non sono

giuridicamente rilevanti solo se ha espresso la sua volontà.

Questa è la forma tacita.

Accettazione espressa, fatta con mezzi specifici, e forma tacita mette fine all’eredità

giacente. Il diritto di accettare l’eredità è di durata di 10 anni. I terzi (creditori) possono

rivolgersi al giudice per fare un termine alla accettazione dell’eredità, viene concessa se ci

sono motivi giustificabili.

I soggetti coinvolti dipendono dal tipo di successione. Testamentaria chiunque, necessaria

i necessari ecc…

Requisiti soggettivi per essere chiamati a succedere:

• Deve essere una persona degna. Se fosse indegno non sarebbe chiamabile a

succedere. L’indegno è colui art 463 si è macchiato di alcuni fatti riprovevoli nei

confronti del de cuius se ha ucciso o tentato di uccidere. Se sono state denunciate

per reato dal de cuius. Atti di violenza, chi altera il testamento ragioni oltre che fatti

in se riprovevoli sono contro il de cuius.


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Kripto

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze Giuridiche
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Kripto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Pasquino Teresa.

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