Istituzioni di diritto: diritto privato
Ubi societas, ibi ius
Dove c'è la società, c'è il diritto. Il diritto privato serve per regolare i rapporti tra le persone, tra i privati cittadini (es. contratti). È il diritto che ognuno utilizza quotidianamente per rispondere ad un bisogno: esalta la libertà (Hobbes invece parlava di limite alla libertà per gestire l'istinto dell'uomo). Serve a ordinare i rapporti tra privati. Nell'art. 2 cost vengono riconosciuti e garantiti i diritti fondamentali dell'uomo; ma non esiste un diritto senza un dovere: il mio diritto non deve fagocitare il diritto altrui. Il diritto è un sistema chiuso: più diritti esistono, più vi è il rischio che questi si scontrino e si annullino. Come in ambito economico in cui la concorrenza rappresenta un equilibrio tra diritti e doveri: ho il diritto di ottenere i massimi profitti, ho il dovere di rispettare i competitors. Il dovere è il comportamento da tenere perché gli altri possano esercitare i propri diritti cui ambisco esercitare io.
L'ordinamento giuridico indica l'ordine di natura giuridica che uno Stato ha stabilito secondo i criteri che vengono percepiti come fondamentali.
La costituzione
Dopo la Seconda Guerra mondiale, tutti i Paesi si sono dotati di una Costituzione, ovvero la legge fondamentale di uno Stato (paesi continentali europei: Civil Law, basata su norme scritte; paesi anglofoni: common Law, ovvero si basano sulle decisioni dei giudici, sulla tradizione, sui precedenti; gli Stati Uniti in realtà hanno una Costituzione, ma rientra nella common law).
Cosa contiene? Diritti e doveri dei cittadini e l’organizzazione della Repubblica, ovvero come funziona lo Stato. Il diritto costituzionale si basa su norme principio, ovvero norme che enunciano un principio (es. l’art. 2). Invece, il Codice Civile (legge base dei rapporti tra privati) consiste nell’individuare un fatto e far conseguire ad esso degli effetti giuridici (art. 1218 “responsabilità del debitore”: chi non adempie alla prestazione, deve risarcire).
Le fonti del diritto (dove si trovano le norme) sono organizzate in modo piramidale, in quanto non tutti gli atti normativi hanno lo stesso valore: alla base abbiamo le fonti meno importanti; salendo abbiamo quelle più importanti. Le fonti alla base non possono entrare in contrasto con le leggi più importanti: ad es. leggi e regolamenti sono incostituzionali nel momento in cui contrastano la Costituzione e i Trattati.
- Costituzione
- Trattati internazionali: i più conosciuti sono i trattati europei, ovvero l’Italia ha ceduto una quota della sua sovranità all'UE in riferimento a determinati temi, come l'ambito economico, in cui è necessario rispettare determinati trattati.
- Leggi e regolamenti UE:
- Leggi: dello stato (viene approvato lo stesso testo da entrambe le camere, il Presidente della Repubblica approva (+ possibilità di Veto), viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dopo 15 giorni entra in vigore).
- Regolamenti UE: es. regolamento sulla Privacy, è un atto che ha immediatamente efficacia negli stati appartenenti all’UE (≠ le direttive invece devono essere trasformate in leggi dallo Stato stesso).
- Decreto legge: atto emanato dal governo che per motivi di necessità e urgenza ha efficacia per 60 giorni; se il Parlamento non lo tramuta in legge, esso decade.
- Decreto legislativo: atto emanato dal governo su richiesta del Parlamento, tramite la legge delega; il parlamento affida delle linee guida che il Governo dovrà seguire (commissione straordinaria affidata in qualsiasi momento per aiutare, ma solo per consigli).
- Regolamento amministrativo: emanati da organi del potere esecutivo (es. presidenza del consiglio o della repubblica).
- Usi: è valida soltanto nel momento in cui non contrasta con nessun’altra fonte, ha un campo molto più limitato. Sono comportamenti tenuti da un numero consistente di persone, in un dato luogo, per un determinato periodo di tempo e vengono ritenuti obbligatori. La legge attribuisce quindi efficacia giuridica a questi comportamenti (es. art 1181 cc: “il creditore può rifiutare un adempimento parziale salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente”).
Preleggi: sono regole che si trovano prima delle leggi, che riguardano la legge stessa e aiutano ad esempio ad interpretare le leggi.
Diritto e tempo
Il diritto è una scienza pratica, concreta; una delle dimensioni fondamentali della concretezza è il tempo. Nel diritto privato troviamo più ambiti riguardanti il tempo:
- Entrata in vigore: procedura per la promulgazione della legge (art. 10 preleggi)
- Abrogazione: eliminazione della legge. L’art. 15 delle preleggi disciplina questo ambito e afferma che una legge può essere abrogata:
- Se interviene una nuova legge (abrogazione esplicita)
- Per incompatibilità, prevale la più recente (abrogazione implicita)
- Se una nuova legge regola interamente ciò che è contenuto in diverse norme (abrogazione implicita delle altre leggi)
- Irretroattività: la legge vale solo dal momento in cui entra in vigore. In caso di legge civile può essere derogata; è invece inderogabile per leggi penali (art. 11 preleggi).
- Successioni nel tempo: vengono emanate più leggi nel corso del tempo riguardo la stessa materia. Ad es. modernizzo l’azienda quando la legge prevede due anni di detassazione; una nuova legge prevede un solo anno; quale dovrò rispettare? Sono state proposte due teorie:
- Diritto quesito: se acquisisco un diritto, la legge successiva non può togliermelo, ormai è un mio diritto.
- Fatto compiuto: è necessario verificare quando la fattispecie si è compiuta, ovvero vale la nuova legge.
È necessario valutare caso per caso per sapere a quale teoria fare riferimento.
Si parla anche di diritto soggettivo, ovvero il potere di agire per il soddisfacimento di un interesse protetto dall'ordinamento. Anche in questo caso è necessario tenere in considerazione l’elemento temporale.
- Prescrizione estintiva: è la perdita del proprio diritto per inerzia del titolare protrattasi per troppo tempo.
- Sospensione: viene sospeso temporaneamente il termine; si apre una parentesi temporale in cui la prestazione si “congela”. Es. i soci possono fare causa all’amministratore di un’azienda entro 10 anni dal termine della sua carica; se lui torna come amministratore, vi è una sospensione della prescrizione; quando se ne andrà nuovamente, il termine verrà ristabilito (senza considerare il tempo trascorso durante la sospensione) e i soci potranno nuovamente fargli causa.
- Interruzione: se il titolare esercita il suo diritto, la prestazione si interrompe.
- Prescrizione acquisitiva o usucapione: acquisizione di un diritto reale (res) in virtù del possesso protrattosi ininterrottamente per un dato periodo di tempo (es. se coltivo un campo per 20 come se fossi il proprietario, il vero proprietario ne perde la proprietà in quanto se n'è disinteressato).
- Decadenza: perdita del diritto per il semplice trascorrere del tempo, viene posto un termine fisso per utilità (es. diritto di sostituzione di un capo per un dato periodo di tempo; es. un socio può recedere ed uscire dalla società se l’assemblea dei soci cambia l’oggetto sociale, ma ha un limite di tempo per farlo).
Interpretazione
Raramente la fattispecie concreta corrisponde alla fattispecie astratta. È necessario quindi che il potere giurisdizionale (magistratura) interpreti la legge per applicarla al fatto concreto. L’art. 12 delle preleggi disciplina questo ambito, affermando che: “Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”.
Le diverse interpretazioni possono essere:
- Teologica: fa riferimento alla ragione per cui il legislatore ha introdotto quella norma, quali erano le sue intenzioni.
- Testuale: riferita al significato testuale delle parole.
- Settoriale: fa riferimento solo al settore in cui è inserita la norma.
- Sistematica: guarda l’intero ordinamento per cercare dei riferimenti alla materia in esame, non solo la norma esatta che si occupa di quella materia.
- Storica: relativa a ciò che la norma significava nel momento in cui è stata emanata.
- Diritto vivente: come il significato si è evoluto nel tempo, che significato ha oggi quella norma.
Può capitare però che non si riesca a trovare una norma che regoli la materia in esame (ad esempio, un tempo non esistevano norme sull’identità digitale; il contratto di leasing non era presente nella normativa pur essendo utilizzato). Si parla in questo caso di lacuna, ovvero la mancanza di una norma che regoli la fattispecie concreta. Bisogna quindi fare riferimento all'analogia: vengono applicate le norme che regolano casi simili o materie analoghe (analogia Legis) oppure, in caso questi non esistessero, si guardano i principi generali dell'ordinamento dello Stato (analogia Iuris). (es. come devono comportarsi gli amministratori delle società di persone? Non essendo disciplinato e non potendo applicare le norme delle società di capitali seguo il principio generale di buona fede).
Esistono in realtà due tipi di lacune:
- Lacuna in senso proprio: abbiamo una fattispecie nuova che prima non esisteva, non esiste una norma che lo regola espressamente (→ analogia).
- Lacuna in senso improprio: c’è un caso che dal punto di vista sociale va risolto in un altro modo. Esiste una norma, ma la società non approva il modo in cui è risolta (matrimonio: non più solo tra persone di sesso opposto, ma anche dello stesso sesso; esisteva una norma che regolava il matrimonio, ma a molti non andava bene perché escludeva una parte di popolazione).
L’analogia non può essere applicata per le norme penali (non si può essere condannati per un reato non espressamente previsto dalla legge = principio di legalità) ed eccezionali (fanno eccezione ad una regola generale: una norma per il Covid non può essere applicata anche ad altri casi se non sulla base della legge).
Rapporto giuridico
Il diritto privato regola i rapporti tra privati. La forma giuridica che descrive questi rapporti tra privati è il rapporto giuridico: è la relazione tra due o più soggetti (parti) regolata dall'ordinamento giuridico. Un contratto, ad esempio, è un rapporto giuridico che fa parte dell’ambito patrimoniale (art. 1321 cc: è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto patrimoniale).
Il rapporto genitore-figlio o il matrimonio sono un rapporto giuridico ma non patrimoniale. In un contratto vi è un obbligo tra le parti, che devono tenere un comportamento funzionale al soddisfacimento dell’interesse dell’altro. Es: in macchina devo tenere un comportamento corretto per non danneggiare gli altri, ma non mi aspetto che gli altri facciano qualcosa per me, se non rispettare a loro volta le norme. Esiste un dovere, non un obbligo come in un contratto.
Esistono soggetti attivi (creditore) e soggetti passivi (debitore). In senso stretto, il creditore è in realtà colui che ha diritto ad una prestazione; in senso lato invece è colui che si trova in una situazione soggettiva attiva, mentre il debitore si trova in una situazione soggettiva passiva.
Normalmente il rapporto giuridico ha effetto solo tra le parti e non su terzi: in realtà non ha effetti diretti, ma è probabile che abbiano effetti indiretti sui terzi (es: nella vendita di azioni, è probabile che qualcuno non riesca ad acquistarle se sono finite; l’acquisto di quelle azioni da parte di alcuni soggetti ha un effetto indiretto sul soggetto terzo che non può più acquistare azioni).
Non sono solo effetti negativi, ma anche positivi: si parla di contratto a favore del terzo (es: un’azienda chiede un prestito in banca, la quale richiede per sicurezza un fideiussore, ossia un soggetto che si impegni a garantire che la somma sarà garantita; questo contratto di fideiussione tra la banca e il soggetto è a favore dell’azienda).
Sitazioni soggettive attive
- Diritto soggettivo: è la situazione più importante. È il potere di agire per il soddisfacimento del proprio interesse individuale che è protetto dall’ordinamento.
- Diritti assoluti/ non relazionali: l’ottenimento dell’interesse personale è indipendente dal comportamento altrui. Il diritto di proprietà è il principale esempio, in cui l’unico dovere dei terzi è non cagionare danni al soggetto; l’art. 2049 cc prevede il risarcimento dei danni, proteggendo quindi soprattutto i diritti assoluti.
- Diritti relativi/ relazionali: per soddisfare il proprio interesse vi è la necessità della collaborazione di un altro soggetto, definito debitore (es. per igienizzare l’azienda serve la parte debitrice). Il diritto di credito è l’esempio migliore; l’art. 1218 cc protegge il creditore.
Sono due risarcimenti diversi: nel primo caso vi è un danneggiamento; nel secondo un mancato miglioramento. Un caso differente dal diritto soggettivo invece è l’Interesse legittimo: potere del singolo di sollecitare il controllo giudiziario in ordine al comportamento della Pubblica Amministrazione (se un soggetto ha il sospetto che un appalto non sia stato affidato secondo le norme di legge, può chiedere un controllo giudiziario al giudice amministrativo per verificare che la procedura sia stata svolta correttamente; non è interesse solo del singolo, ma anche di altri soggetti coinvolti).
- Potestà/Ufficio: potere di agire per il soddisfacimento di un interesse altrui che è protetto dall’ordinamento (es. genitoriale).
- Facoltà: estrinsecazione/manifestazione del diritto soggettivo o della potestà/dell’ufficio. Rappresenta i modi più dettagliati in cui il diritto può essere esercitato (es. effettuare telefonate è una manifestazione del mio diritto di proprietà, ho la facoltà di chiamare).
- Aspettativa: acquisto del diritto soggettivo subordinato al verificarsi di un certo evento (se acquisto una macchina che è ancora in produzione ho un’aspettativa, ma non quell’auto non è ancora di mia proprietà; se un amministratore è stato nominato dall’assemblea ma non è ancora stato iscritto al registro delle imprese è in uno stato di aspettativa).
Sitazioni soggettive passive
(Non sempre si parla di debitore)
- Dovere: astenersi dal compiere atti che possano ledere diritti, interessi legittimi e ogni altra situazione giuridica soggettiva altrui
- Obbligo: specifico comportamento funzionale (quindi necessario) alla soddisfazione di un interesse specifico di un determinato soggetto (creditore)
- Onere: specifico comportamento da tenere se si vuole conseguire un determinato risultato (il soggetto non è obbligato a tenere quel comportamento. Es. se un amministratore viene licenziato, bisogna comunicarlo al registro delle imprese; non si è obbligati, ma è un comportamento che si deve tenere per ottenere l’opponibilità ai terzi).
Vicende del rapporto giuridico
Un rapporto giuridico sorge, si acquista a:
- Titolo originario: è un diritto nuovo, sorge ex novo (fondo una società).
- Titolo derivativo: acquisto il diritto grazie ad un altro soggetto.
- L’ante causa può acquisire lo stesso diritto o una parte del diritto del titolare precedente (dante causa). L’acquisto dipende dall’effettiva esistenza della situazione soggettiva del dante causa.
- L’acquisto a titolo derivativo può essere universale (succedo in tutti i rapporti giuridici dell’ante causa) o particolare (solo una parte). Es. se acquisto un’impresa, posso acquistare solo una parte dei suoi debiti (la parte passiva di un’azienda è spesso costituita dai debiti)
Estinzione: perdita da parte del titolare del diritto soggettivo senza che questo sia trasmesso ad altri. Può estinguersi perché il diritto viene esercitato, perché si prescrive (non sempre, il diritto di proprietà non si estingue) o perché decade.
Persona fisica
Concretamente, nel diritto privato c’è sempre un soggetto, distinto in:
- Persona fisica
- Enti: sono delle costruzioni giuridiche, all’interno delle quali vi sono comunque persone fisiche, ma ci si riferisce a società, associazioni etc.
È importante osservare il profilo che la persona fisica acquisisce nel diritto privato:
- Capacità giuridica: è l’idoneità ad essere titolari di diritti e doveri, ovvero al soggetto vengono riconosciuti dei diritti e dei doveri. Il soggetto trova la sua inclinazione nella capacità giuridica, con cui diventa soggetto di diritto: la capacità giuridica viene acquisita al momento della nascita (diritto ad essere curato, istruito). Si può parlare anche di Soggettività giuridica, ovvero una pseudo capacità giuridica riferita a coloro che non sono ancora nati (feto, embrione hanno dei diritti: es. diritto a ricevere cure).
- Capacità di agire: compiere validamente atti giuridici (devono essere atti validi, ovvero atti che hanno effetti giuridici in quanto coerenti con l’ordinamento giuridico: se stipulo un contratto a 16 anni non è valido.
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