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Interventi psicologici sulla famiglia

Capitolo 05: Un esempio di parent training comportamentale

Il corso di parent training prevede 13 incontri a cadenza settimanale, della durata di circa 2 ore ciascuno. Prima di cominciare le sessioni è indispensabile prevedere alcuni incontri sia con le singole coppie che con il gruppo. È importante che i gruppi non siano troppo numerosi e che siano sufficientemente omogenei rispetto al livello socio-culturale, all’età e alle problematiche di base.

Sequenza degli incontri

La logica del training prevede una sequenza di tematiche che deve svolgersi in un ordine prestabilito, perché risponde a una precisa task analysis. Il training può essere ampliato o affiancato con sessioni straordinarie dedicate all’apprendimento di tecniche di comunicazione efficace o a social skills training. La sequenza del training è:

  • 1° incontro: osservazione e misurazione;
  • 2° incontro: analisi funzionale del comportamento;
  • 3° incontro: lodi e attenzioni;
  • 4° incontro: ricompense e privilegi;
  • 5° incontro: lodi allusive;
  • 6° incontro: ignoramento;
  • 7° incontro: time-out;
  • 8° incontro: sottrazione di rinforzi e privilegi;
  • 9° incontro: punizioni fisiche;
  • 10° incontro: obbedienza;
  • 11° incontro: uso di un programma di token;
  • 12° incontro: esercitazioni su problemi specifici;
  • 13° incontro: insegnare nuove abilità.

Schema di un incontro-tipo

Gli incontri si realizzano in un clima di semplicità e cordialità e si cerca di seguire uno schema simile per tutta la durata del training. Dopo i primi minuti dedicati ai saluti, ogni incontro prevede lo svolgimento di alcuni compiti:

  • Descrizione dell’abilità;
  • Riferimenti teorici e applicazioni pratiche;
  • Indicazioni operative;
  • Esercitazioni;
  • Compiti a casa.

Primo incontro: Osservazione e misurazione

Obiettivo

L’obiettivo dei genitori è di apprendere ad osservare e misurare i comportamenti del figlio, per una corretta definizione e valutazione.

Struttura dell’incontro

Nella parte iniziale dell’incontro si fa una breve ricognizione del gruppo e poi si procede alla descrizione dell’abilità. Per misurazione del comportamento si intende la quantificazione sistematica e obiettiva di comportamenti che deve essere realizzata seguendo alcune regole essenziali:

  • Identificare ciò che deve essere misurato;
  • Definire il comportamento o l’evento in termini osservabili;
  • Scegliere un sistema di osservazione, quantificazione e sintesi adeguato ai dati da registrare.

La scelta dei comportamenti da misurare consiste nella specificazione e gerarchizzazione dei cosiddetti comportamenti-target, cioè quei comportamenti da modificare. La definizione dei comportamenti-target deve essere realizzata in termini operativi, ovvero osservabili e misurabili (es. dire che il bambino dà calci e pugni anziché “il bambino è aggressivo”).

L’utilizzo di definizioni operative consente anche una più efficace comunicazione e condivisione con il trainer. È ora necessario scegliere un sistema di registrazione dei dati che sia pratico e attendibile e che si adatti alla situazione e all’aspetto del comportamento su cui si deve lavorare.

La preliminare misurazione del comportamento rappresenta un passaggio essenziale per poter stabilire quale sia l’intervento più adeguato da mettere in atto. Per ottenere informazioni più ricche e attendibili, il processo di misurazione richiede programmi di osservazione ben strutturati. La registrazione delle performance del bambino a intervalli frequenti e regolari consente di individuare in tempo utile eventuali problemi e di modificare per tempo il tipo di strategia educativa utilizzata se questa non dovesse andare bene.

Per agevolare il compito di osservazione dei genitori, si potranno fornire specifiche schede di osservazione, relative ai comportamenti problematici dei figli. Queste schede vanno utilizzate a casa tra un incontro e quello successivo.

Secondo incontro: Analisi funzionale del comportamento

Obiettivo

I genitori miglioreranno l’abilità di osservazione del comportamento del proprio figlio, attraverso una procedura che permette di individuare la relazione tra le condotte disfunzionali alle quali il bambino fa ricorso più di frequente. In particolare i genitori devono essere in grado di individuare fattori o condizioni soggettive e ambientali che precedono (variabili antecedenti) e che seguono (variabili conseguenti) il comportamento e valutare se vi sia tra questi una relazione funzionale.

Struttura dell’incontro

Al fine di operare un’adeguata osservazione e una corretta misurazione del comportamento bisogna individuare e prestare attenzione agli elementi che caratterizzano qualsiasi azione di un individuo: gli antecedenti (cioè le situazioni stimolo che controllano l’emissione di un comportamento), i comportamenti (le risposte emesse dal soggetto), le conseguenze (ciò che accade dopo l’emissione di una risposta) e gli eventi situazionali (il contesto e le condizioni che si verificano al momento dell’emissione del comportamento).

Dopo aver fatto esercitare i genitori con l’individuazione degli elementi del modello ABC’s e con l’analisi funzionale del comportamento attraverso numerosi esempi, vengono assegnati i compiti per casa che li aiuteranno a rendersi conto della loro importante funzione sull’emissione dei comportamenti del figlio.

Terzo incontro: Lodi e attenzioni

Nella maggior parte delle famiglie “disciplina” è sinonimo di “punizione”: non c’è niente di più scorretto. È inutile dire che un regime educativo basato sulle frequenti punizioni crea un clima familiare molto teso e può generare nei bambini problemi di carattere emotivo.

Il trainer durante questo terzo incontro deve sottolineare che esercitarsi a scoprire i comportamenti positivi dei propri figli sarà più gratificante che studiare sempre nuove punizioni. Il primo compito per i genitori, il più difficile ed impegnativo sarà quello di imparare con metodo e disciplina a prestare attenzione a tutti i comportamenti del figlio e a gratificarli adeguatamente in modo che il bambino si accorga di fare anche cose che sono gradite ai genitori.

L’apprendimento di questa abilità si realizza in almeno tre incontri che richiedono impegno e collaborazione.

Obiettivo

I genitori devono apprendere a:

  • Individuare e prestare attenzione ai comportamenti adeguati;
  • Esercitarsi diligentemente e fare molta pratica a casa sulle abilità apprese;
  • Rivolgere e manifestare attenzione solo sui comportamenti che vogliono fare aumentare di frequenza;
  • Cercare di individuare quali sono le espressioni, gli atteggiamenti o i comportamenti di ricompensa preferiti dai figli;
  • Contestualizzare le espressioni di apprezzamento.

Struttura dell’incontro

All’inizio dell’incontro, si spiega ai genitori che verranno loro insegnate delle tecniche per fare aumentare i comportamenti positivi dei loro figli e far diminuire quelli negativi. Lodi e attenzioni includono valutazioni positive, descrizioni del comportamento, carezze, manifestazioni di affetto. Queste rappresentano dei rinforzatori, cioè conservano o aumentano le probabilità che il comportamento che si vuole che il bambino metta in atto si ripeta in futuro.

È bene fare dei riferimenti scientifici a ricerche educative che hanno evidenziato l’inefficacia dei metodi basati esclusivamente sulla punizione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Intervento psicologico sulla famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Scarfì Simona.
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