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CAPITOLO 17

L’organizzazione dell’istituzione scolastica in funzione del processo

d’integrazione dell’alunno con handicap

1. LE FASI STORICHE

Le norme emanate in ambito sociale sono un chiaro indicatore della sensibilità della società nei

confronti di problematiche che le appartengono.

Tre sono i momenti fondamentali che attraversa la società nel suo processo di cambiamento:

1) la realtà sociale influenza nuovi modi di interpretare la realtà stessa facendo in modo che

nuove convinzioni riguardanti il sistema sociale inizino ad essere accettate da un numero

crescente di persone;

2) la convinzioni vengono legittimate da nuove norme;

3) le nuove norme col tempo perdono la loro “spinta innovativa” e prende vita una nuova

tradizione.

A partire dal fascismo si possono evidenziare 4 momenti critici che si connotano per le filosofie

diverse con cui affrontano il problema dell’integrazione dell’alunno con handicap:

1.1 Fase dell’esclusione

Gli alunni con comportamenti inadeguati vengono allontanati dall’istruzione normale per

continuare il loro percorso in strutture speciali. Due sono i comportamenti cardine di questa

mentalità: il rifiuto e la delega. Il rifiuto determina il divieto della presenza dell’handicappato

psichico (e del diverso) nella scuola pubblica, il quale è dirottato (spesso internato) verso

istituti medico-psico-pedagogici di cui però lo Stato non si fa carico, saranno i grandi Comuni (i

piccoli non possono permetterselo) e le istituzioni caritative laiche e religiose a provvedere a

questa mancanza. Tutto ciò anche dopo l’avvento delle prima Repubblica. (in riferimento

all’aspetto normativo l’art.415 del Regolamento Generale del 1928).

1.2 Fase della medicalizzazione

Un primo passo importante viene fatto negli anni Sessanta sia dal punto di vista normativo, sia

per ciò che riguarda l’intervento statale. Lo Stato si interessa direttamente anche degli

handicappati “psicofisici” o “gravi”, però sempre al di fuori della scuola normale; l’approccio è

strettamente di tipo medico. Questi i tratti caratteristici:

a) si pone l’attenzione sull’alunno con handicap che diventa un “caso”, l’insegnante chiama

così lo specialista;

b) lo specialista classifica l’alunno con un’etichetta (il tipo patologia);

c) l’etichetta fa si che l’insegnante noti soltanto i comportamenti che rientrano in quanto

già detto dell’alunno, ma soprattutto l’insegnante si rassegna a deresponsabilizzarsi,

fomentando l’atteggiamento di delega.

Un ulteriore fattore negativo dei vari passaggi di deleghe è che non si attua un lavoro di

gruppo né tanto meno la comunità scolastica viene coinvolta. Mancando la scuola di questi

prerequisiti, la certificazione/etichettatura dell’handicap si trasforma in un semplicistico

lasciapassare verso le strutture speciali.

Dall’anno scolastico 1963-64 per un decennio vi è un forte incremento di istituzioni speciali,

che dopo i picchi del 1973-74 subisce un forte flessione, segno di un nascente movimento

contestativo verso la scuola e la sua tendenza a rafforzare le differenze socioali.

1.3 Fase dell’inserimento

Nella prima metà degl’anni ’70 oltre ad un numero cospicuo di istituzioni speciali si riscontra

anche un primo tentativo di inserimento di alunni con handicap nelle scuole normali, che però

non segue alcuna progettazione. Sulla spinta del nuovo orientamento di pensiero verranno

prodotte nuove norme, che permetteranno di allontanarsi dall’approccio medico e adottare una

politica d’inserimento, che però inizia a prendere la forma dell’integrazione.

Gli aspetti negativi di questo nuovo atteggiamento nei confronti dell’handicappato stanno

nell’avere spesso inteso l’inserimento come un semplice inserimento fisico dell’alunno nella

scuola; nel fatto che la socializzazione sia l’obiettivo principale indipendentemente

dall’handicap; ed infine nell’assenza di alcuna indicazione su di un possibile programmazione di

integrazione.

1.4 Fase dell’integrazione

Il passaggio definitivo dalla fase precedente a quella dell’integrazione è segnato dalla Relazione

Falcucci, contributo normativo che influenzerà pesantemente la stipulazione della Legge

517/77. I punti significativi di tale passaggio sono:

- L’integrazione parte da un nuovo modo di intendere la scuola, e a una sua conseguente

messa in discussione;

- Per adattare la scuola a questo nuovo approccio verso l’handicappato vanno modificati i

curricoli al fine di tener conto dei diversi stili cognitivi degli alunni, e soprattutto va

rivalutata la concezione di normalità;

- L’insegnamento non deve più basarsi su contenuti predeterminati o programmi centrali

bensì deve emergere un ruolo attivo e di cooperazione dei docenti anche nella

programmazione della didattica;

- Una tale programmazione necessità di una maggiore specializzazione delle figure

chiamate in causa (dagli insegnanti ad altre figure professionali interne o esterne alla

scuola), nonché del superamento del rapporto biunivoco insegnante/classe;

- La Relazione Falcucci prevede un progetto unico di scuola materna, elementare e media

(l’odierna idea di scuola di base);

- Nel Documento si sottolinea l’importanza della stabilità e qualificazione professionale

degli insegnanti, della presenza di strutture adatte e di servizi territoriali efficienti;

- Dal punto di vista coordinativo viene prefigurata la creazione di servizi socio-psico-

pedagogici presso ogni Provveditorato agli studi che possano seguire e sostenere da

vicino il processo di integrazione.

La Relazione Falcucci ha inoltre il merito di avere innescato una lunga serie di disposizioni atte

a introdurre importanti innovazioni, anche dal punto di vista delle strategie tramite le quali

sostenere l’inserimento.

2. RUOLO DOCENTE E FUNZIONE SOSTEGNO

La Legge 517/77 sottolinea la priorità delle finalità pedagogiche sugli aspetti amministrativi in

materia di sostegno all’alunno con handicap, di conseguenza, facendo riferimento

all’integrazione, è sicuramente più congruo parlare di “funzione sost

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Scarfì Simona.
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