Sessualità e handicap
Lo sviluppo della sessualità e di un comportamento affettivo adeguato è costituito dall'integrazione di diverse abilità complesse in quattro ambiti:
Ambito biologico
La presenza di un cromosoma X o Y nella 23esima coppia produce la differenziazione genotipica. Tuttavia, tale attribuzione non è assoluta come dimostrato dagli studi di riattribuzione del sesso. Comunque, la presenza di organi sessuali normoconformati e funzionanti e di un apparato ormonale adeguato costituisce il fondamento per lo sviluppo di una sessualità funzionale.
Ambito emozionale
Rappresentato dalle risposte limbiche e dalle successive attivazioni (arousal). Riguardo ai tratti della personalità, ci riferiamo alle teorie di Eysenck che distingue soggetti introversi (elevati livelli di attivazione) da soggetti estroversi (bassi livelli di attivazione). Questa dicotomia sta alla base delle risposte emozionali di tratto.
Ambito cognitivo
Conseguente al funzionamento della corteccia cerebrale (attività ideativa cosciente e inconscia). Importante come il soggetto interpreta le proprie risposte emozionali. Le componenti della struttura cognitiva sono immagine o schema di sé, sistemi di convinzioni e di valori, sistemi di conoscenza e abilità, decision making e problem solving.
Ambito comportamentale
Formato da repertori innati e appresi. Il comportamento sessuale richiede notevoli abilità non solo comportamentali e biologiche ma anche emozionali e cognitive che devono essere apprese: abilità sociali, sessuali e di self-regulation.
La sessualità nel disabile e l'intervento
Tale argomento, evitato fino a vent'anni fa, è un campo importante da affrontare. La sessualità è ben lungi dall'essere un aspetto "naturale" e spontaneo: è piuttosto una complessa interazione di aspetti biologici, cognitivi e comportamentali appresi durante l'esperienza individuale. Nel caso dell'handicap mentale esistono due aspetti legati esclusivamente a fattori biologici:
- Più è elevato il ritardo, maggiore sarà il ritardo nello sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
- Nel gruppo delle persone con handicap mentali vi è un tasso di fertilità meno elevato.
Le modalità di intervento si fondano su un assessment delle abilità possedute, su di una task analysis e su programmi mirati al raggiungimento di obiettivi predeterminati.
L'atteggiamento della nostra società si può riassumere in una posizione curiosamente contraddittoria: da un lato i portatori di handicap di tipo fisico sarebbero asessuati, dall'altro i ritardati mentali sarebbero ipersessuati. Un terzo tipo di atteggiamento, presente in persone che vogliono dar mostra di un atteggiamento moderno, è il desiderio di voler a tutti i costi sessualizzare i portatori di handicap. Questi miti e stereotipi non possono che influenzare il comportamento di chi si occupa dei disabili.
Area dei prerequisiti generali
Occorre, come per qualsiasi altro intervento mirato all'apprendimento, verificare ed eventualmente conseguire il possesso di abilità che costituiscono la base per l'acquisizione di altre abilità di livello superiore.
Autocontrollo
Livelli elevati di ansia possono influire sulle nostre prestazioni anche a livello sessuale. Nell'uomo l'iperattività dell'ortosimpatico inibisce l'erezione e facilita l'eiaculazione, nella donna inibisce la lubrificazione e la vasocongestione necessarie a una buona gratificazione sessuale. I disabili possono apprendere in modo più o meno elevato abilità di autocontrollo e di discriminazione delle circostanze in cui queste abilità possono essere utilizzate. L'intervento può essere mirato all'acquisizione di capacità.
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Intervento psicologico nella scuola e nelle istituzioni educative – Intervento
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