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L'intervento dello Stato nel mercato

L'economia di mercato riconosce le libere iniziative private e le forme più efficienti di organizzazione (nulla è più stato dell'interesse individuale). Possono però sorgere conflitti tra l'interesse pubblico e privato: è qui che si rende necessario l'intervento dello Stato. Si è parlato della concezione dello "Stato minimo" (che dovrà gestirsi solo di diritti di proprietà e l'ordine pubblico) tuttavia c'è un radrizzamento facoltato nel rispetto di caratteri (cosé gli squilibri). Alla fine delle II guerre mondiali si è rivenuti invece ad uno Stato interventista per i fallimenti del mercato. Dal '70 si è affermato il principio del inuità lo Stato deve intervenire solo laddove il mercato cre5a se le have line). L'intervento deve essere fatto solo dopo che si e' riconosciuto i costi e i benefici.

I fallimenti del mercato divenano quando questo non è capace de raggiungere gli obbiettivi che gli sorgono offoloti (efficienza productive). Il mercato n'henius quando non vengono raggiunti gli obiettivo sed es Practical (giustizia sociale).

I caratteri sono di potere di mercato in mano ad alcuni produttori, la coarnetta libertà di entrata nel mercato (dovuto ad es. alle economie di sala), e retro (la podità di tutti i costi non recomplells).

I mercato fornisce tutti e i beni e servizi che il pubblico se corporta e pagara ai piassi di mercato.

I coar selluldazione (e' una prospettiva dei beni pubbliche e del consumu può essere contato e paperte). Le sue rivoltate mol dire che questi beni fossono essere stibilzzati coateaupe amacomito alle piu persone.

L'INTERVENTO DELLO STATO NEL MERCATO

L'economia di mercato riconosce le libere iniziative private e le forme più efficienti di organizzazione (nulla è più al di sopra dell'interesse individuale). Possono però sorgere conflitti tra l'interesse pubblico e privato: è qui che si rende necessaria l'intervento dello Stato. Si è partiti dalla concezione dello "Stato minimo" (che doveva gestire solo diritti di proprietà e l'ordine pubblico) ottenutasi con un ridimensionamento facoltato nel rispetto di caratteri esteriori ("solo" gli esuli?). Alla fine delle due guerre mondiali, si è arrivati invece ad uno Stato interventista per i fallimenti del mercato. Dal '70 si è affermato il principio che ammissibilit lo Stato deve intervenire solo laddove il mercato crea se le deve (rene). L'intervento deve essere fatto solo dopo che si sono calcolati i costi e benefici.

I fallimenti del mercato quando questo uno e puo di raggiungere gli obiettivi che gli assegnare efficienza (allocativa e distributiva e ridistributiva). Il mercato capunisce quando non vengono raggiunti gli obiettivi ad esso assegnato (giust(rie sociale)).

Caratteristica di potere del mercato è nuovo ad alcuni scolottrini la cosietà lberetà di eseteret nel mercato (voluto ad es. alle economia di scale). S'ecco la perdita di tutti i costi non recuperabili. Il mercato fonuisce tutti i beni e servizi che il pubblico e disposto e pagare ai prezzi di mercato. L'eleve collectivité' è une prerogative dei beni pubblici: po' unnusiun puo essere contattato e papirallè. La sua rizzollata vol dire che questi beni possano essere utilizzasti costituta arunicmto del più pesone.

Il costo marginale dei beni pubblici è sempre uguale a zero (un utente in più non alzerà il costo).

Un esempio di bene pubblico è l'esercito, la televisione pubblica.

Lo Stato deve perciò intervenire per garantire l'offerta di pubblici servizi (fallimento del mercato).

(descrizione dei grafici)

funzione aggregata della disponibilità a pagare per i beni pubblici. In corrispondenza dell'incrocio con la C si trova la quantità ottimale q* e la corrispondenza disponibilità a pagare.

I mercati producono i beni che aumentano il benessere dei consumatori. Le esternalità nelle produzioni possono essere positive e negative.

(descrizione grafico) La produzione di automobili e un utilizzo del sistema idrico delle elettricità è però collegato alla produzione un prodotto congiunto, una esternalità negativa, l'inquinamento.

(formule) BP + E

(descrizione formule) BP = (flusso sociale) E (stimolato) lim. privato.

Il prezzo non tiene conto delle esternalità, ma solo del valore della produzione (BP) e dei costi privati, non dei benefici e costi sociali.

Lo Stato dovrà pur essere fatto per i consumi!

Dunque qui si cerca di internalizzare le esternalità nelle scelte del soggetto. Si procederà dunque, sul piano dell'inquinamento, al confronto tra benefici e costi che derivano dalla riduzione del consumo.

Per costringere le imprese e fare ricercare l'inquinamento in accele loro una tassa che copre i costi sociali collegati alle produis.

Un altro modo per internalizzare le est. passere, deriva dall'accordo tra privati. Ad es. ilo gestore di una discoteca offre a un albergo di dominio ritenuscere per i rumori riceni dati dall'amp. acensette.

Un es. di est. positive e quelle date da un bar a un edicolante: in questo il bon portere e questo un rumore maggiore di clienti.

Il prezzo è un indice delle scarite relative alle ramenti. I beni naturali, caus il fetuisu nasarno estirici e finiri: quiindi nteres conto delle nee caratte opfi, il prezzo si manintere alto dressilando il processo di consumo.

Dunque un altro fallimento del mercato è il consumo di risorse naturali.

Le assenze delle concorrenze, oltre a beni pubblici e alle esternalità, è un altro fallimento del mercato.

Di alcuni mercati sono stati liberalizzati, del settore          del settore          dell'energia e delle telecomunicazioni.

Esiste però ancora delle barriere all'entrata anche in altri settori, come alle concessioni per i taxi, i farmacisti, le professioni che tendono a difendere.

La concorrenza sta crescendo grazie alla deregolamentazione alla ripubblicazione delle concessioni e alle sanzioni degli utenti.

La regolamentazione economica dovrebbe incrementare la concorrenza e rimuove comportamenti che "nullificano la concorrenza".

Nel caso del monopolio naturale, dove è più efficiente un unico operatore, fetta statica, se è un'azienda con     monopolista, non indice una gara (c’è quindi una selezione competitiva).

Il regolatore fissa un tetto, si è liberi di praticare un prezzo più basso.

L’impresa verticalmente integrata        (realtaile) oltre a fornire le strutture (ferrovie)        gestire anche il servizio.

Questo tipo di imprese devono promuovere imperfetti i concorrenti che devono utilizzare le strutture (Nuovo Treno Veloce).

L'art. 64 del trattato CEE vieta le intese tra imprese che abbiano come effetto o finalità l'alterazione delle convenienze. Si parla di intese, cartelli, concertazioni.

Le operazioni di concertazione (lungo una tra due o più imprese) possono avere caratteristiche e produrre effetti di differenza tali da confermare la banalità di concorrenza in termini di scerni misura di scala o (a scopo) in termini di abbattimento di costi.

I cartelli sono accordi segreti tra imprese che hanno lo scopo di falsare la concorrenza.

L'Autorità Antitrust può accertare 'l'elemento' e sanziona l'impresa che diminue di aver partecipato al cartello.

L'art. 82 vieta l'abuso di una posizione dominante e pone, nel mercato interno l'impresa. Nelle determinazioni dei prezzi: 'se testi il nuovo' prodotto fittizio: x un aumento del prezzo fra il 5% e il 10% determina lo spostamento, tale da non rendere conveniente questo aumento, allora il mercato rilevante è quello in cui tutti i beni sono intercambiabili ad es. le loc.e del eur. e le alte levande amicabeli che.

I prezzi predatori sono quelli al soliviatore di fatto dei c7 dell'impresa dominante, che servono esclusivamente all'eliminazione dei concorrenti.

Il mercato certamente non consegue 'l'equità la funzione distributiva. Un mercato conc. che funziona bene genera ini'efficienze produttive e distributive (pe permette il benessere che non rischie far bene diminuire il benessere di qualsiasi altri). Il concetto di equità bisogna inquadrarlo da un punto di vista preeconomia (politico-ideologico).

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Il valore complessivo della prod. di beni e servizi in un anno è il PNN (prodotto nazionale netto). Questo è uguale al RNN (reddito nazionale netto) ossia l'insieme dei redditi percepiti dalle collettività (salari, profitti, ecc...)

Le curve di Lorenz si usa per misurare l'equità della distribuzione; si usa un quadrato dividendo la base e l'altezza in 5 parti uguali.

Per determinare una distribuzione equa, bisogna sovrapporre l'unica bisettrice; si ricava le curve si ripetute. A livello mondiale l'80% della popolazione percepisce il 20% del reddito.

Per la progressività dell'imposizione fiscale l'utilità marginale del reddito è decrescente.

L'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è I'imposta offerto del consumatore progressiva e regressiva. L'IVA pagata da un sogg. con un reddito di 1000 è del 18%. Un sogg. con un reddito di 10000 l'IVA è di 1000, cioè

REDITO 10000

10000 - 5000 = 5000 = 20%

Il sottosistema fiscale è unicamente centrale per l'equità. Gli interventi pro le disuguaglianze tra i ceti e reddito basso di servizi pubblici aumentano il loro benessere. Questo sono universali, ed e gli stati ritornando ai problemi inquinati in quantità e qualità con collegata distribuzione territoriali e a prezzi abordabili (fissi inflattiva).

Un altro elemento di aumento del benessere delle classi meno abbienti (che spendono una quota maggiore di reddito in consumi e le consuma, anche se nel breve periodo il processo di liberalizzazione potrebbe essere un aumento delle disoccupazioni. Tutte queste politiche redistributive possono essere ma richiede che osteggiate.

I pubblici poteri tendono e far portare la distribuzione da X ad A. Si rischia così di arrivare, in seguito a questa politica, nel punto B, con un RN = 1000, non raggiungendo un maggior benessere delle collettività.

Lo Stato è il potere occulto (che si prende una parte di reddito). Maggiori tasse potrebbero portare a una diminuzione degli investimenti e della disponibilità e lavoro. Ci lavoro in nero porta un gettito fiscale nelle tasche dello Stato che si ritrova nei continenti. Le parte cedute dei cittadini più abbienti e a quelli meno si trasformano in sussidi, redditi minimi, che riducono l'offerta di lavoro. Aumentando i salari aumenta se costo del lavoro, dunque le imprese potrebbero diventare meno competitive rispetto alla'impresa degli altri paesi. Altri sostengono che si cresce con questa politica nel punto C, con un RN = 1400.

La produzione nazionale dipende dalla domanda di beni e servizi; “due aumento dei redditi potrebbe essere la

LO SVILUPPO ECONOMICO

(Non è un sinonimo di sviluppo economico)

La crescita economica viene misurata dalla variazione della

produzione nazionale nel tempo. È considerato come un aumento

del benessere della popolazione. L’indice del benessere e è la crescita

della prod., ossia dividere il numero degli abitanti (prodotto pro-capite).

In passato (era la prod. agricola) le crescite erano dovute a fattori

accidentali (clima, guerre, malattie).

Il colonialismo che arricchita e depauperato,

portando con sé le loro ricchezze a svantaggio

degli altri (non c’è più crescita accidentale).

Con la rivoluzione industriale il reddito pro-capite cresceva

strutturalmente (0,2% l’anno). Fra il 1820 e 1880 credeva

per una crescita del 1,6% l’anno (con una differenza del 3,6%).

Un fattore importante di crescita è la popolazione. Un grosso

paese popoloso poteva avere una crescita forte e colonizzare altri

così oggigiorno vince non per quantità, ma per qualità (istruzione,

qualità determinata

dal grado di istruzione, assistenza ospedaliera). Le strutture pro-eta

della popolazione

è un altro fattore importante. Le persone fra i 16 e i 70 anni

sono partecipi al processo produttivo (gli altri vanno fuori).

(chi è un non prodotto)

L’accumulazione di capitale e lo sfruttamento

potevano immagazzinati e di certo reinvestimenti nel ciclo produttivo.

Se il surplus (cioè che è stato prodotto in più rispetto ai

prime ripagati) e aumentato è una sub-crescita. Al contrario, se

è accumulato (immagazzinato) è una crescita (dunque l’accumulazione

è effettuale). Il progresso tecnico e il miglioramento del processo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Sebastiani Mario.
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