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Intermediari Finanziari Appunti scolastici Premium

Appunti di intermediari finanziari basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Landi dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di economia, Corso di laurea in economia e finanza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia degli intermediari finanziari docente Prof. A. Landi

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ESTRATTO DOCUMENTO

PREZZO 1∗CAP 1+ …+ PREZZON∗CAPN (questo non è un indice, ma prezzo medio

CAPTOTALE

ponderato al tempo t).

Esempio:

=20 =22

P P +1

t t

¿ ¿

=100 =22/20∗100

P INDICE P INDICE

t t+1

Fondi ETF replicano l’andamento degli indici, a costi ridotti. Futures possono essere

costruiti sugli indici.

La difficoltà delle PMI è quello di avvicinare gli investitori, e la liquidità che spesso ne

ha determinato l’insuccesso.

Multilateral trading facility (MTF) per la quotazione di PMI:

Requisiti semplificati per spingerle verso il mercato;

- Non è richiesta la pubblicazione del prospetto informativo, la pubblicazione dei

- resoconti trimestrali, la dimensione minima di capitalizzazione;

Documento di ammissione;

- Soglia minima di flottante 10%;

- Presenza di un Nominated advisor (Nomad) responsabile nei confronti di Borsa

- Italiana (figura di sponsor molto importante).

Prezzi = price earnings

Utili

Capitalizzazione =Price Book value dice quanto vengono valutati i mezzi propri di

Mezzi propri

una società.

Dividendi =dividend price (indicatore di redditività parziale, perchè non tiene conto

Prezzi da ideadel rendimento

anche delle plus e minus valenze del prezzo delle azioni) →

Capitalizzazioni in mln indica quanto vale la società.

MERCATO TELEMATICO DELLE OBBLIGAZIONI E DEI TITOLI DI STATO (MOT)

Mercato al dettaglio dei titoli di Stato e delle obbligazioni private creato nel

- luglio 1994; è il mercato più efficiente a livello internazionale;

Segmenti DomesticMOT, EuroMOT, ExtraMOT(MTF):

- 1. BOT, BTP, CTE, CTZ, CCT;

2. Obbligazioni in euro e in valuta estera, Asset backed securities (ABS);

3. Obbligazioni già quotate in altro mercato regolamentato.

Fasi della negoziazione:

- 1. asta di apertura;

2. asta continua (sottoscrizione).

Es. Banca

Attivo Passivo

Mutui Depositi

La banca origina i muiti che poi vengono ceduti per recuperare liquidità agli

investment vehicle che si finanziano emettendo ABS.

Investiment vehicle

Attivo Passivo

Mutui Asset back securities

Gli ABS vengono venduti poi per recuperare liquidità agli investitori.

Investitori

Attivo Passivo

Asset back securities

Nell’Italian Derivative Market (IDEM) (novembre 1994) sono negoziati:

Contratti che nascono con finalità di

- Future e opzioni su indici e singoli titoli azionari;

copertura ma con anche finalità speculativa;

- Liquidità garantita da market maker (specialist);

Ulteriori due segmenti: Italian Derivative Energy Exchange (IDEX) e Agricultural

Derivative Exchange (AGREX).

ETF (Exchange-Traded Funds) Plus Vengono negoziati ETF, che replicano l’andamento di un

paniere di beni anche con piccoli investimenti (gestione collettiva indicizzata, il gestore non si

preoccupa di individuare i titoli sotto o sopravvalutati che comporta costi più bassi rispetto a

una gestione attiva dove invece si individuano i titoli sottovalutati), vengono negoziati anche

quote o azioni di fondi comuni aperti, Commodities

Mercato Investment Vehicles (MIF) Fondi di investimento alternativi, riguardano soprattutto

fondi chiusi, che vengono gestiti da un gestore, una società che gestisce gli investimenti in

imprese non quotate mercato poco liquido, quindi è opportuno che rimanga chiuso per

lasciare tempo al gestore di selezionare, investire, e vendere; c’è la possibilità di quotare le

quote dei fondi (soprattutto se retail).

Mercato telematico dei securitised e derivates detto SEDEX Negoziazione dei covered

warrant, opzioni a lungo termine, facoltà di A/V di un’attività a un determinato prezzo detto

d’esercizio a un data scadenza anche lunga, emessi in questo caso dalle banche a fronte di un

sottostante covered coperto, il premio da pagare per questo contratto è il warrant per

 

esercitare la facoltà; e certificates

MERCATO TELEMATICO DEI TITOLI DI STATO (MTS)

Segmento MTS Italy:

MTS cash, acquisti a pronti (o spot) di titoli, acquisto o vendita con regolamento

- 2 gg;

MTS pronti contro termine, sono operazioni di impiego di finanziamento per gli

- operatori.

È un mercato all’ingrosso dei titoli di Stato con taglio minimo di 2 milioni di euro, con

media-elevata frequenza degli scambi. È il mercato di riferimento di grandi investitori,

gli aderenti: Banca d’Italia, Banche, Imprese di Investimento e Ministero Economia.

Operatori:

Market makers;

- Market takers, dealer che applicano se conviene le quotazioni di market makers.

-

GLI INTERMEDIARI FINANZIARI

Attività:

- Attività di creazione, detenzione e negoziazione di attività finanziarie;

- Prestazione di servizi a supporto delle operazioni finanziarie (aiutare a collocare titoli,

consulenza agli investitori, che danno commissioni…).

Caratteristiche Operative:

- Componenti essenziali del bilancio attività e passività finanziarie nello Stato

patrimoniale;

- Costi e ricavi originano dalla remunerazione delle attività finanziarie (per prestiti

concessi, interessi attivi/passivi) e da commissioni per servizi nel Conto economico; La

componente dei servizi negli ultimi anni sei accentuata;

- L’attività è soggetta a rischi tipici delle attività finanziarie.

Rischi (già scritto):

- Rischio di credito;

- Rischio paese sovrano;

- Rischio di controparte.

Rischio di credito Probabilità di default (PD, che il debitore diventi insolvente), perdita in caso

di default (LGD, perdita minore in caso di garanzie), esposizione al default (EAD, importo

finanziato) )

Perdita attesa=EAD × PD ×(LGD 2,1 % di perdita attesa rispetto a 100000.

Perdita attesa=100.000× 3 % ×(70 %)=2100 

Questo indicatore può essere utilizzato per definire il prezzo, che si definisce attraverso il tasso

di interesse.

No performing loans perdita dell’80%.

Il rischio è valutato da agenzie di operatori finanziari che hanno l’attività di elaborare

informazioni riguardo le società emittenti. Vengono remunerate dagli emittenti ci può essere

conflitto d’interessi.

Non-investment grade emittenti con rischi creditizi più elevati.

Rischio di interesse:

( )/(1+r )(fattore

P( prezzo)=V valore attuale di sconto)

/(1+5

95.2=100 %) nel fissare il prezzo gli operatori concordano sul rendimento

(interesse).

Variazione tasso di interesse →Var r=+1 %

/(1+6

Nuovo prezzo → 94.3=100 %)

Variazione % prezzo=( 94.3−95.2)/95.2=−0.01=−1 %

C’è un costo opportunità per chi ha comprato il primo a 95,2 attraverso una perdita

realizzata in conto capitale (se titoli immobilizzati, si registrano meno interessi) se

vende il titolo di 0,9 su 95,2. Rivalutazione in caso di diminuzione dell’interesse.

Esempio rischio di cambio con Titolo zero-coupon in $

$ 100

Prezzo $ 95,2= 1+ r

100 $−95,2 $

∈$= =0,05=5

r %

95,2 $ =1,5 /$

Tasso di cambio altempo 0, C €

0 /$=63,5

Valutazione∈euro95,2 $/1,5 € €

Se altempo 1( alla scadenza)il tasso dicambio rimane costante :

/1,5 /$=66,7 ∈$ ∈

Valutazione∈euro100 $ € € e r uguale ar €

( ) /$

Se altempo 1 alla scadenza il tasso di cambio C 1=1,7 € svalutazione del dollaro

=100 /1,7 /$

Valore di rimborso∈euro 58,8 € $ €

∈euro=(58,8 −63,5 )/63,5

r € € €=−0,074=−7,4 %

FUNZIONI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI:

Riducono i costi di transazione relativi alla produzione e distribuzione dei

- prodotti e servizi finanziari Costi di divisibilità (investire piccoli capitali

comporta costi per effetto della divisibilità per diversificare il portafoglio che

viene offerto dall’intermediario, che gestisce collettivamente un fondo

comune)/di ricerca controparte/contrattuali (in un contratto di finanziamento

una banca è in grado di definirli in maniera meno costosa rispetto a un singolo

individuo)/informativi (contare su rapporti plurilaterali multipli permette di

sfruttare economie di scala dal punto di vista delle informazioni);

Diversificano e trasformano i rischi finanziari Frazionamento rischi (per

- questo attrattivi i fondi comuni), Gestione sfasamento entrate e uscite (tipico di

un processo di trasformazione dei processi finanziari, gestire le trasformazioni

delle scadenze del passivo che potrebbero essere più a breve dell’attivo, es.

flussi di entrata di una banca rimborso di prestiti, di uscita rimborso di depositi,

Asset liability manager svolge questa gestione), Stabilizzazione della

redditività (come il fatto i prestiti vengano rimborsati con certa gradualità per

stabilizzare le attività nel caso di una banca, nel caso di un fondo comune,

diversificare significa dare stabilità al portafoglio);

Realizzano economie informative nell’attività di selezione e controllo dei

- debitori, nel caso del debitore, selezione avversa significa valutare il livello di

rischiosità (probabilità di default e perdita di default) di questo operatore

attraverso sistemi di rating; esistono sempre barriere di tipo informativo che

comportano la difficoltà nel riuscire a discriminare la clientela, cioè attribuire

una classe di rischio e quindi il prezzo adeguato facendo così domandare più

credito dagli operatori più rischiosi che dovrebbero avere un tasso più elevato

mentre si ritirano i clienti migliori dove i tassi non sono coerenti con la loro

rischiosità determinando un peggioramento del portafoglio prestiti.

Controllo dei debitori fa riferimento a un debitore finanziato sulla base di un

progetto di investimento; una volta finanziata la banca non ha più i controlli su

questa azzardo morale. I comportamenti di chi è stato finanziato che va a

alterare la rischiosità (tipo utilizzo improprio dei fondi). Gli intermediari si

specializzano in selezione e monitoraggio della clientela. Nella selezione

assume molta importanza l’andamento per valutare la rischiosità.

Gli intermediari:

Bancari, svolgono duplice attività congiuntamente, di prestito insieme a raccolta

- con vincolo di destinazione attraverso contratti di debito o credito rivolti a

clientela ordinaria;

Non bancari, non svolge congiuntamente le due attività; può fare attività di

- prestito ma non può raccogliere depositi, può gestire carte;* 5/4 40m

Gli istituti monetari sono quelle di emissione, e le banche (intermediario bancario

monetario).

Holding finanziarie capogruppo che partecipa altre attività attraverso pacchetti

finanziari

Private equity/venture capital partecipano in società

Merchant banks partecipazione temporanea e finanziamento in società

Banche Raccolta con vincolo di restituzione nei confronti della clientela ordinarie e

esercizio del credito svolta congiuntamente.

Trasformazione dei rischi e delle scadenze:

Rischio creditizio

- Rischio di liquidità

- Rischio di interesse, determinato dalle attività svolte congiuntamente; es.

- raccolta attraverso depositi che hanno una remunerazione (int. Passivi della

raccolta) e nell’attivo un mutuo non indicizzato cioè con flusso di interessi attivi

per tot anni costante passivo a breve e attivo a medio lungo termine. Se gli

interessi di mercato aumentano, gli interessi passivi aumenteranno in funzione

della scadenza, e il costo aumenterà. In situazione di riduzione dei tassi di

interesse i costi diminuirebbero.

TESTO UNICO DEL CREDITO (raccoglie le normative precedenti, in vigore dal 1994). La

regolamentazione finanziaria oggi è tutta europea; avviene tramite recepimenti.

Recepimento II direttiva comunitaria in materia creditizia:

Libertà di stabilimento e prestazione dei servizi;

- Mutuo riconoscimento, cioè autorizzazione della propria autorità nazionale

- (dalla banca nazionale) nello svolgere i servizi (della banca) viene riconosciuto a

livello europeo.

Elenco delle attività che beneficiano del mutuo riconoscimento:

- Raccolta/Prestiti;

- Leasing finanziario, senza bisogno di creare una società di leasing, venduto allo

sportello;

- Servizi di pagamento ed emissione e gestione mezzi di pagamento, attività

collegate al sistema dei pagamenti;

- Fornire garanzie, fideiussioni bancarie con le quali ci si impegna a garantire

l’insolvenza dell’operatore;

- Operazioni, per conto proprio o per la clientela, in strumenti finanziari;

- Servizi di emissione, di titoli;

- Consulenza alle imprese;

- Gestione e consulenza nella gestione patrimoni; non possono gestire fondi

comuni le banche, ma i fondi singoli degli investitori, separando la posizione di

ogni singolo cliente; le banche non possono svolgere attività assicurative

direttamente (l’assicurazione sono di proprietà delle banche);

- Money broking, intermediazioni in cambi in valute estere;

- Custodia e amministrazione valori mobiliari, collegato a attività in titoli;

- Cassette sicurezza e servizi di informazione.

Clientela ordinaria famiglie o imprese e settore pubblico.

Crediti deteriorati è contenuto nei prestiti a clientela ordinaria, rappresentata dalle

sofferenze (NPL, non performing loans) dove è iniziata un’azione legale di recupero

(prob. Molto basse).

Titoli di stato (detenuti in ampia misura dalle banche), obbligazioni.

Azioni e partecipazioni riguardano le quote che hanno in altre società (soprattutto le

società controllate, es. assicurazioni).

Titoli di stato o obbligazioni emesse da altre banche interessi attivi.

Interessi riconosciuti alla clientela ordinaria o alla banca, sui depositi e obbligazioni

sottoscritte interessi passivi.

Differenza tra interessi attivi e passivi saldo intermediazione creditizia è la

 

redditività di intermediazione tradizionale.

Dividendi e altri proventi vengono percepiti sulle partecipazioni in altri intermediari

finanziari.

Ricavi netti per servizi saldo tra commissioni attive e passivi è la reddittività da

 

servizi (commissione per gestione individuale dei portafogli, per le attività collegate al

sistema dei pagamenti).

Commissioni passive vengono riconosciute a distributori di prodotti finanziari.

Banca “universale” gestisce molti servizi, dove le commissioni integrano la normale

redditività di intermediazione tradizionale.

Profitti da operazioni finanziarie componente molto volatile collegate ai rischi di

mercato (variabilità dei prezzi).

Altri proventi netti di gestione natura straordinaria.

Margine d’intermediazione è il valore aggiunto delle banche somma di margine di

 

interessa (diff. interessi) + dividenti e altri proventi + ricavi netti per servizi + profitti

da operazioni finanziarie + altri proventi netti di gestione.

Il 60/65% del valore aggiunto è rappresentato dal margine d’interesse mentre il

40/45% dalle commissioni dei servizi redditività lorda non conta i costi operativi,

spese per il personale, ammortamenti e spese amministrative margine operativo.

Risultato di gestione il livello di rischio creditizio è individuato nell’SP

dall’ammontare dei crediti deteriorati, e dai fondi accantonati per i rischi su credito

(almeno 50-60%) possono essere anche rettifiche e svalutazione iscrivendolo nel

CE, e riducendo il valore del prestito in SP.

Stessa modalità per altri rischi, es. per il rischio di mercato con il fondo rischi ed oneri.

Perdite e variabilità dei mercati vengono iscritte su rettifiche nette da

immobilizzazione finanziarie.

Sommando queste voci si ottiene utile/perdita d’esercizio redditività netta.

Titolo V, art. 106 rientrano società di factoring, leasing intermediari non bancari.

 

Società di leasing (intermediari specializzati) sono iscritte all’albo degli intermediari

finanziari. Non raccolgono depositi dalla clientela ordinaria ma possono da altre

banche e intermediari finanziari, (analogie con le banche dal lato dell’attivo,

Finanziamento l’acquisto di beni di consumo durevole e di beni di investimento e

immobili commerciali attraverso la formula contrattuale della cessione in uso per un

tempo determinato.

C’è la possibilità di riscatto del bene saldando la parte residua, diventando proprietari

del bene. E’ una forma di finanziamento flessibile in quanto non si è costretti a

riscattare il bene; c’è un periodo di ammortamento breve che consente un vantaggio

fiscale il canone è composto da rata e interessi che è deducibile. Supercanone si

 

paga un canone maggiorato all’inizio che permette di dedurre di più.

Società di factoring sono iscritte all’albo degli intermediari finanziari.

Acquista crediti commerciali assumendo gli oneri derivanti dall’incasso,

contabilizzazione ed eventualmente la situazione di insolvenza. Consente all’imprese

di poter cedere all’incasso i crediti commerciali e conferire alla società di factoring il

compito di incassarli e di accreditarli poi al cliente (servizio di incasso, che consente di

ottenere economie di scala nel portafoglio commerciale). È possibile essere finanziati

anticipando il netto ricavo dei crediti attraverso pro-solvendo e pro-soluto.

Se si anticipa il credito al netto ricavo (netto di interessi contabilizzati sul prestito) con

la possibilità di utilizzare la somma fino alla scadenza; se non si chiude la situazione e

il debitore è insolvente (quello che ha ottenuto il credito) la società non si assume il

rischio di insolvenza pro-solvendo.

Pro-soluto formula più impegnativa, la società di factoring si fa carico delle

eventuali insolvenze del debitore ultimo accreditandolo in via definitiva e se questa

non la rimborsa la società di factoring subisce la perdita nel proprio bilancio quindi è

un’operazione rischiosa.

Il rischio rimane anche nel pro-solvendo, ed è legato alla solvibilità della società che

richiede il finanziamento.

Anticipo salvo buon fine anticipo il credito e rientro alla scadenza.

La società gestisce più portafogli commerciali di molte società, soprattutto piccole

società che le delegano la contabilizzazione.

Società di credito al consumo sono iscritte all’albo degli intermediari finanziari

Offrono concessione di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento

a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale

o professionale eventualmente svolta (consumatore). Circuito di carte di credito è

prestito al consumo, perché questo consente acquisto immediato con rimborso a 1

settimana, 1 mese.

Prestiti collegati a acquisto di determinati beni si dicono finalizzati dove c’è un

rapporto convenzionale con un distributore dove è possibile ottenere un prestito al

consumo si diventa proprietari del bene e ci si impegna a rimborsare il credito.

Prestiti non finalizzati non c’è un bene specifico e convenzione.

Intermediari finanziari di partecipazione:

- Holding finanziarie (holding pura è una società di partecipazione al capitale

delle controllate e collegate, holding operativa svolge un’attività operativa che

detiene partecipazioni in diverse società, gestisce in modo coordinato un

gruppo articolato, anche i flussi finanziari in modo accentrato) sono capogruppo

che detengono partecipazione in società finanziarie e non svolgono

un’attività di acquisizione, detenzione e gestione di partecipazioni al capitale di

rischio di altre imprese; con un sistema a gruppo si riesce a controllare con poco

capitale di rischio un insieme di società e con la possibilità di un’alta leva

finanziaria. Le holding detengono per lunghi periodi le partecipazioni.

- Società di intermediazione finanziaria-art 106 TU (merchant banking-banche di

investimento per aumentare il capitale proprio delle imprese), fanno

partecipazioni con natura prevalentemente temporanea (non si partecipa in

maniera strutturale alla vita delle imprese), operazioni di finanza mobiliare (cioè

collegate ad acquisizioni di altre società/fusione), offrono servizi con operazioni

di finanziamento e consulenza e assistenza finanziaria.

- Società di private equity/venture capital, in Europa private equity, individuare

società non quotate con capacità di reddito futuro elevata e effettuare

operazioni di finanziamento attraverso la sottoscrizione di capitale in società

non quotate, fornendogli il capitale con la finalità di portarle sul mercato e

venderle attraverso operazione pubbliche di vendita, o di venderle ad altri

operatori. Periodo va da 3-4 anni ai 10 medio-termine. Offrono consulenza a

queste società per sostenerla dal punto di vista gestionale oltre che finanziario

per aiutarne la crescita, soprattutto nelle società di piccole dimensioni.

I private equity si distinguono con una quota di venture capital, cioè

partecipazioni in imprese appena costituite senza storia e con alto potenziale di

crescita e in leverage buy out, finanziamento di imprese mature per

accompagnarle la crescita però di tipo esterno attraverso l’acquisizione di altre

società, utilizzando capitale di rischio (da parte della società di private equity) e

debito.

Il rischio si trasferisce sull’unità finale, e queste devono essere consapevoli del rischio

assunto.

3 aree principali:

- Servizi a unità in deficit, operatori finali debitrici; servizi a supporto dei titoli 

originating, consulenza da advisor o bookerunner che li informa delle variabili.

Cicli favorevoli nei mercati finanziari sono favorevoli anche per l’emissione di

titoli. Indipendentemente dal mercato le operazioni di fusioni vengono

supportate dalle società di intermediazione mobiliare.

Imprese di investimento e banche operano nell’ambito degli intermediari

mobiliari nei servizi delle unità in deficit.

- In avanzo finanziario, operatori finali creditrici; servizi di custodia e

amministrazione tipico servizio è il conto titoli presso una banca; consulenza

all’investimento, captive (consulente bancario) o indipendenti, quando non può

svolgere l’operazione presso la sede dell’investitore** 15 m finali** 9/4.

Servizi di gestione individuale, delega concessa dall’investitore alla SGR/società

di investimento/banca per gestirlo in modo separato da patrimoni di altri

investitori. Dal punto di vista gestionale vengono comunque gestiti in modo

collettivo per le scelte di investimento e la composizione dei portafogli.

Servizi di gestione collettiva, gestione in monte dei patrimoni conferiti dagli

investitori delegata agli intermediari, gestito come se fosse un unico capitale, e

l’investitore detiene una quota dell’investimento e non i titoli che compongono il

portafoglio SGR/OICR/Fondi pensione e SICAV.

- Servizi nei mercati secondari, si ricevono ordini e si trasmettono e si finalizzano

con esecuzione. Operazioni gestite da imprese di investimento, banche.

Nelle SGR le perdite gravano sull’investitore, separazione tra patrimonio della società

e degli investitori.

Nelle SICAV il patrimonio degli investitori è il patrimonio della società.

Dal punto di vista operativo non c’è differenza tra SICAV e SGR.

TESTO UNICO DELLA FINANZA (i testi unici recepiscono, soprattutto le normative

comunitarie e le ordinano) (d.lgs.58/98) MIFID e MIFID II (aggiunta recentemente)

(Market in Financial Investment Directives, diretti di investimento finanziario nei

mercati).

- principi di mutuo riconoscimento, di libertà di stabilimento (aprire filiali in

Europa) e di prestazione dei servizi (vendere prodotti finanziari a distanza); le

autorizzazioni che Banca d’Italia, CONSOB e Ministero del tesoro concedono agli

intermediari nel sistema trovano autorizzazione anche dai sistemi finanziari

europei;

- definisce i servizi di investimento e di gestione collettiva;

- soggetti abilitati allo svolgimento dei servizi con distinzione tra quelli comunitari

e non (che devono chiedere autorizzazione in ogni stato);

- privatizzazione dei mercati, processo che inizia negli anni ’90 con la legge sulle

SIM, dove i mercati diventano società per azioni da società pubbliche seguendo

logiche di profitto e con una concorrenza, e non vale più la concentrazione degli

scambi;

- norme di comportamento per gli intermediari, ci deve essere trasparenza e

coerenza del comportamento degli intermediari con l’investitore per evitare il

conflitto d’interessi.

- Strumenti finanziari del TUF

a) Valori mobiliari:

- Azioni ed altri titoli rappresentativi di capitale di rischio;

- Obbligazioni e altri titoli di debito negoziabili, compresi certificati di deposito;

- Altri valori mobiliari.

b) Strumenti del mercato monetario (caratterizzato per la scadenza a 12 mesi,

come BOT, cambiali finanziarie, carta commerciale);

c) Quote di fondi comuni di investimento;

d) Contratti derivati Futures, swaps, contratti a termine, opzioni.

I SERVIZI DI INVESTIMENTO:

- Negoziazione per conto proprio intermediario acquista i titoli nei confronti di

altri operatori che comporta rischi di mercato;

- Esecuzione di ordini per conto dei clienti ricezione e trasmissione degli ordini

a un intermediario per l’esecuzione (che può essere garantita);

- Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo (alte commissioni,

perché è la più rischiosa) o con assunzione di garanzia nei confronti

dell’emittente (titoli collocati tramite servizio di collocamento, ma se non tutti

vengono acquistati, e il residuo viene acquistato) o semplice collocamento

(commissioni incassate dal consorzio per aver venduto i titoli e per averli

collocati) servizi per conto dell’emittente;

- Gestione su base individuale di portafogli di investimento nell’ambito di un

mandato conferito dagli investitori;

- Consulenza (non implica rischi patrimoniali per il consulente, ma reputazionali)

in materia di investimenti che può essere indipendente o meno;

- Gestione di sistemi multilaterali e organizzati di negoziazione.

I SERVIZI ACCESSORI:

- Custodia e amministrazione di strumenti finanziari rivolto agli investitori;

- Locazione di cassette di sicurezza rivolto agli investitori;

- Concessione di finanziamenti (riporti, finanziamento prevalentemente bancario)

agli investitori per operazioni in strumenti finanziari, finanziamenti collegati e

garantiti dall’acquisto di titoli;

- Consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia

industriale e per servizi connessi a M&A (merger & acquisition) che comportano

finanziamenti anche rilevanti (più servizi di consulenza che finanziamento) 

servizi di merchant banks;

- Servizi connessi con l’assunzione a fermo (servizi di consulenza per l’emissione)

per conto degli emittenti;

- Servizi di cambio collegato alla fornitura di servizi di investimento;

- Ricerca in materia di investimenti e servizi di analisi finanziaria (report che

riguardano titoli e le loro emittenti) e servono per capire se detenere, vendere o

acquistare titoli rivolto agli investitori;

- Servizi e attività di investimento collegati a strumenti derivati.

I SOGGETTI ABILITATI ALLO SVOLGIMENTO DEI SERVIZI DI INVESTIMENTO:

- Imprese di investimento nazionali (Società di intermediazione mobiliare - Sim)

relativamente recente che hanno sostituito gli agenti di borsa negli anni ‘90;

- Imprese di investimento comunitarie (SIM degli altri paesi europei);

- Imprese di investimento extracomunitarie (SIM estere);

- Banche nazionali, comunitarie ed extracomunitarie; operano su tutti i servizi

principali, sono anche intermediari mobiliari;

- Societa’di gestione del risparmio (sgr): gestione individuale e collettiva (riserva

di attività), consulenza finanziaria;

- Sicave Sicaf, società di investimento a capitale variabile/fisso sono società per

azioni;

- Gestori di fondi alternativi (FIA), fondi non armonizzati a livello europeo che

fanno riferimento a tipologie di fondi che hanno vincoli nella gestione dei

portafogli;

- Intermediari finanziari (quelli dell’art.106 Tub), possono svolgere anche la

negoziazione di derivati e di collocamento;

- Consulenti finanziari e promotori finanziari.

SOCIETA’ DI INTERMEDIAZIONE MOBILIARE:

- Triplice autorizzazione da Consob, Banca d’Italia e MdT;

- Consob, tutela la trasparenza nei confronti degli investitori e i comportamenti

degli intermediari che hanno rapporti con gli investitori sui mercati;

- MdT definisce i requisiti di onorabilità e professionalità degli amministratori e

azionisti rilevanti;

- Banca d’Italia definisce i regolamenti in merito alla sana e prudente gestione

cioè adeguatezza patrimoniale, contenimento del rischio, partecipazioni e

organizzazione per far in modo che l’intermediario sia stabile e che non

ricadano rischi sulla clientela.

SOCIETA’ DI GESTIONE DEL RISPARMIO, SGR:

- Promozione, istituzione ed organizzazione dei fondi comuni di investimento

(sono veicoli di investimenti);

- Gestione del patrimonio degli Oicr (fondi comuni, Sicav dove gli investitori sono

azionisti della società e il veicolo corrisponde anche all’intermediario e Sicaf);

- Gestione patrimoni su base individuale;

- Istituire e gestire fondi pensione;

- Commercializzare quote di Oicr, e quindi essere distributori;

- Ricezione e trasmissione di ordini per FIA (fondi chiusi);

- Custodia e amministrazione titoli limitatamente alle quote OICR;

- Consulenza finanziaria.

LA TUTELA DELL’INVESTITORE:

- Trasparenza e correttezza dei comportamenti degli intermediari;

- Sana e prudente gestione degli intermediari;

- Stabilità e buon funzionamento dei mercati;

- Distinzione tra:

Clientela al dettaglio rappresentata da singoli investitori con patrimoni e

 competenze finanziarie limitati;

Clientela professionale, implica che le avvertenze sono più basse rispetto

 al cliente al dettaglio perché gode di maggiore consapevolezza per i rischi

assunti.

NORME CHE REGOLANO IL RAPPORTO TRA INTERMEDIARI E INVESTITORI:

- OSSERVANZA DI REGOLE E UNIFORMITA’ DELLE PROCEDURE:

a) contratto scritto con indicazione dei servizi forniti, durata e modalità del

rinnovo;

b) negoziazioni eseguite alle migliori condizioni possibili (best execution);

c) indicazione delle caratteristiche della gestione e tipologia delle operazioni

che l’intermediario non può compiere.

- TRASPARENZA INFORMATIVA:

a) nella prestazione dei servizi di consulenza e gestione osservanza dei principi di

adeguatezza e appropriatezza;

b) acquisizione delle informazioni sul cliente profilare il cliente;

c) consegna del documento sui rischi generali;

d) nel servizio di negoziazione deve essere comunicato il prezzo;

e) nel servizio di gestione indicazioni sulla natura della gestione e sulle eventuali

perdite conseguite.

- CONFLITTI DI INTERESSE

a) gli intermediari non possono effettuare operazioni con o per conto della

clientela se hanno direttamente o indirettamente un interesse in conflitto,

anche derivante da rapporti di gruppo, dalla prestazione congiunta di servizi (se

si collocano titoli FIAT perché è stato dato mandato e nel frattempo si

gestiscono dei portafogli di investimenti sarebbe facile collocarli nel portafoglio

dei clienti prendendo commissioni dal cliente e dall’investitore staffing, è

possibile sono se viene dichiarato ai clienti; altro esempio, gestione e

negoziazione, se viene dato in gestione un patrimonio, e vengono negoziati i

titoli nel portafoglio, che prevedono commissioni rotazione eccessiva del

portafoglio che corrispondono a commissioni eccessive che condiziona

l’attività).

RISPARMIO GESTITO, ASSET MANAGMENT (primi 10 minuti 11/4)

Funzioni svolte dall’intermediario specializzato – asset manager:

- Costruzione di portafogli tecnicamente efficienti;

- Delega dell’investimento conferita all’intermediario (gestore);

- Il rischio insito nelle scelte di investimento effettuate dal gestore è direttamente

in capo all’investitore.

Prodotti:

- Portafogli gestiti individualmente/gestione di patrimoni individuali delega a

un intermediario della selezione di valori mobiliari con mandato che permette di

mantenere distinti vari portafogli gestiti su base discrezionale;

- Quote di portafogli gestiti collettivamente abbinamento del servizio di

selezione di valori mobiliari per conto degli investitori con un servizio di pooling

(mettere insieme tanti capitali indistintamente) di fondi fondi comuni di

investimento, SICAV, SICAF, fondi pensione. Si raggiungono grandi dimensioni di

fondi e hanno partecipazioni in alcune grandi società (tipo blackrook 5% in

unicredit), con un intervento esterno rispetto la gestione della società.

Operatori:

- Asset manager(producono): SGR, SIM (70% ha origine bancarie nel sistema

italiano), Banche (architettura aperta se vendono prodotti di altri asset

managar, bisogna considerare le commissioni tra produzione e distribuzione),

Compagnie di assicurazione, Società fiduciarie (con ambiti diversi in relazione

alle due tipologie di gestione);

- Distributori: Filiali bancarie, agenzie assicurative, reti di consulenti finanziari e

promotori (offerta fuori sede), broker assicurativi e tecniche di vendita a

distanza.

OICR principali veicoli con cui avviene la gestione collettiva del risparmio non

previdenziale.

Sul versante previdenziale si mettono in evidenza i fondi pensioni e prodotti

assicurativi ramo vita (logica collegata alla vita e alle prospettive previdenziali).

OICVM si caratterizzano per avere investimento in strumenti finanziari negoziati e

per osservare regole di limitata concentrazione dell’investimento sono negoziati a

livello europeo; e sono nella forma di fondi comuni aperti e SICAV.

In alternativa ci sono i fondi di investimento alternativi aperti (FIA aperti) che hanno la

caratteristica di essere meno liquidi e con livelli di concentrazione superiore 

possono essere più rischiosi.

Fondi di investimento alternativi chiusi (FIA chiusi), gli strumenti in cui si investe sono

prevalentemente titoli non quotati nella forma di fondi di investimento di tipo chiuso e

SICAF.

FIA immobiliari 

FIA riservati possono essere aperti e chiusi, e sono riservati a investitori

professionali/istituzionali come banche, assicurazioni… e non sono quotati.

OICR garantiti, garantiscono un certo capitale alla fine del periodo quindi una certa

quantità di investimenti è fatta in attività con valore poco variabile.

DEFINIZIONE OICR È un veicolo che riguarda una pluralità di investitori che

consente economie di scala del portafoglio che va gestito in monte dando flessibilità

nella gestione sia nel diversificare sia nel valorizzare il patrimonio attraverso il

reinvestimento dell’attività.

OICR, principali aspetti:

DIRETTIVE DI RIFERIMENTO DI OICVM E FIA:

OICVM (Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari) definiti dalla prima

direttiva UCITS, Direttiva 1985/611/CEE (Undertakings for Collective Investment in

Transferable Securities) riguardano i prodotti applicazione piena.

 

FIA: fondi di investimento alternativi Direttiva 2011/61/UE (AIMFD – Alternative

Investment Fund Mangers Directive) riguarda i manager che gestiscono i fondi

 

non applicata pienamente in tutta Europa (più recente).

Oicr – forma giuridica:

- Contrattuale: schema del contratto di trust, che prevede l’instaurarsi di un

rapporto fra tre parti: i partecipanti che effettuano le sottoscrizioni, la società di

gestione che gestisce il patrimonio del fondo (ha un proprio capitale) e

l’intermediario finanziario che esegue le operazioni di gestione del patrimonio

del fondo.

- Il patrimonio del fondo è distinto sia dal patrimonio del gestore, sia da quello dei

partecipanti; non può essere oggetto di alcuna azione esecutiva posta in essere

dai creditori di questi ultimi.

- Statutaria, società di investimento a capitale variabile (SICAV) e le società di

investimento a capitale fisso (SICAF); sono costituiti nella forma giuridica della

società per azioni i risparmiatori ne diventano azionisti e, in quanto tali,

eleggono il consiglio di amministrazione che si occupa della gestione del

patrimonio del fondo, di proprietà della società stessa.

Oicr, modalità di rimborso:

- Fondi Aperti: i partecipanti hanno il diritto di chiedere il rimborso delle quote o

azioni a valere sul patrimonio dello stesso OICR, secondo modalità e frequenza

previste da regolamento, statuto e documentazione patrimonio è variabili; il

valore della quota (plusvalenza, quota oggi>quota di ingresso, si è rivalutato

l’insieme delle attività sottostanti, e si trova facendo diviso il numero di quote),

il prezzo di ingresso o di recesso per gli investitori, è definito periodicamente

sulla base del valore di mercato delle attività finanziarie in cui il patrimonio del

fondo è investito.

- Fondi Chiusi: non prevedono il diritto a chiedere il rimborso, che non è quindi

periodico ma legato alla durata dell’OICR, ovvero reso possibile su iniziativa del

gestore; o il numero delle quote o azioni è fisso o se le quote sono quotate su

un mercato organizzato è possibile per i risparmiatori farne oggetto di

compravendita sul mercato secondario. Il prezzo dipende dall’andamento di

domanda e offerta delle quote stesse e non riflette necessariamente il valore

degli investimenti in portafoglio (normalmente è più basso del valore reale

perché il mercato è inefficiente), per gli investitori professionali c’è una perizia

ogni 6 mesi. Investimenti in strumenti meno liquidi (soprattutto azioni di società

non quotate) e più rischiosi.

Finita la fase di investimento inizia la fase di disinvestimento, cioè vendita delle

partecipazioni rimborsando gli investitori.

Investitori professionale di fatto es. professore di finanza, o operatori con volumi di

attività con patrimonio elevati e con competenze.

Operatività

Società di gestione:

- ha il compito di impiegare i capitali dei sottoscrittori e gestirli nel migliore modo

possibile (politiche di investimento);

- ogni volta che promuove un fondo, deve sottoporre all’approvazione di BdI

l’apposito regolamento, che individua le principali caratteristiche del fondo e

delimita l’ambito operativo;

- valore aggiunto, costante e attivo controllo degli investimenti effettuati per

adeguarli alla situazione e alle prospettive dei mercati.

Partecipanti ai fondi comuni aperti:

- possiedono quote di partecipazione tutte di uguale valore e con uguali diritti;

- valore unitario della quota: alla costituzione viene fissato un valore iniziale (es.

10 €), in seguito occorre calcolare il NAV, Net Asset Value (valore netto del

patrimonio del fondo, questo perché sul fondo incidono delle commissioni che

l’investitore non vede subito) da rapportare al numero delle quote in

circolazione.

Banca depositaria (banche grandi con economie di scala):

- vigila sull’effettiva esistenza delle attività finanziarie, accerta la legittimità delle

operazioni di emissione e di rimborso delle quote del fondo, la correttezza del

calcolo del loro valore e della destinazione dei redditi del fondo.

Rete di vendita:

- bancaria e non bancaria

Documenti informativi

Informativa al partecipante prima della sottoscrizione:

- Prospetto informativo (molto lungo e dettagliato) con indicazione del

benchmark, il parametro oggettivo di riferimento per la politica di investimento

e per la valutazione della performance del fondo in termini di rischio-

rendimento;

- KIID – Key Investor Information Document. Redatto con linguaggio chiaro e

sintetico, che deve contenere: il titolo del documento, corredato dalla nota

esplicativa sulla finalità del documento stesso e da informazioni sulla società di

gestione e sul fondo; gli obiettivi e la politica di investimento; il profilo di rischio

e rendimento; le spese; la presentazione dei risultati passati ovvero, se

pertinente, degli scenari di performance del medesimo; le informazioni pratiche

- Regolamento di gestione.

- Informativa al partecipante nel corso della vita del fondo pubblicazione a

cadenza almeno settimanale del valore della quota, Rendiconto annuale e

Relazione semestrale.

I costi dell’investimento

Costi direttamente a carico del cliente (eventuali) e se non presenti: Fondi no load.

Sono una tantum in quanto associati alla sottoscrizione, al disinvestimento delle quote

o allo switch (si può passare da un fondo all’altro con dei costi).

Costi indirettamente a carico del cliente: gravano sul patrimonio del fondo 

Commissioni di gestione e di incentivo (eventuali in base a performance superiori),

costi di intermediazione e altri costi.

TER i costi indiritte sul totola del patrimonio (valore fondo) e se si aggiungono i

Tutti

costi di sottoscrizione e riscatto si trova il TSC.

Vita media dei fondi italiani 4 anni circa.

La concorrenza non ha abbassato i costi in questo mercato.

Rendimento degli ultimi anni 3,75%, se si tolgono i costi TSC si ottiene la linea rossa,

cioè il 2% che è il rendimento netto. Negli ultimi anni è aumentato il costo di

sottoscrizione perché è aumentata la composizione dei fondi a scadenza, per i quali ci

si impegna a rimanerci. I fondi sono rappresentati per il 10% da quelli vincolati.

- Classificazione fondi comuni aperti

Modalità di conferimento del capitale:

- Piani di incremento del capitale PIC (acquisto di nuove quote con dei tagli

minimi);

- Piani di accumulo del capitale PAC (consente di frazionare nel tempo

l’investimento).

Determinano la possibilità di aggiungere nel fondo ulteriori versamenti.

Modalità di distribuzione dei proventi:

- A accumulazione (maggior parte), comporta che ciò che viene ottenuto in

termini di redditività viene reinvestito;

- A distribuzione, viene distribuito il rendimento conseguito.

Tipologia di gestione:

- Gestione passiva, replicano un benchmark, seguono gli indici generali;

- Gestione attiva, fa analisi dei titoli (picking, acquistare al momento giusto e

timing, vendere al momento migliore, fondamentali) e impiega molte risorse

nella ricerca e gestione dei portafogli (commissioni elevate).

Le società di investimento a capitale variabile (SICAV) e a capitale fisso (SICAF) sono

organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di tipo statutario SONO SPA.

SICAV (investono in titoli liquidi e li rende suscettibili di apertura):

- Tipo statutario, l’investitore in azioni SICAV ne è socio;

- Il capitale sociale è soggetto a continue variazioni;

- Gestione di un portafoglio di valori mobiliari.

SICAF (chiuso):

- Tipo statutario, l’investitore in azioni SICAF ne è socio;

- Il capitale sociale è di forma chiusa;

- Investimenti prevalenti in attività finanziarie non negoziate sui mercati.

- I fondi immobiliari

Fondi di tipo chiuso.

Oggetto di investimento:

- Prevalentemente beni immobili e diritti reali di godimento sugli stessi e da

partecipazioni in società immobiliari quotate e non;

- Strumenti finanziari liquidabili;

Consentono diversificazione nel portafoglio interessante.

Fondo contrattuale ordinario o ad apporto (investitori istituzionali o clienti professionali

possono apportare immobili acquisendo quota del fondo).

Di tipo chiuso costituito da beni immobili, partecipazioni in società immobiliari e diritti

di godimento

E dal 2008 c’è possibilità di fondi di fondi. Obbligatorietà della quotazione se rivolto a

clientela retail.

Clienti professionali di diritto:

- Banche;

- Imprese di investimento;

- Imprese di assicurazione;

- OICR e SGR;

- Fondi pensione;

- Investitori istituzionali la cui principale attività è investire in strumenti finanziari;

- Imprese di grandi dimensioni, TA>20M, TF>40M.

Clienti professionali a richiesta:

- Portafoglio>500mila o operazioni di dimensioni rilevanti.

- Sistema previdenziale e fondi pensione

Il sistema previdenziale è fondato su tre pilastri fondamentali, ognuno dei quali mira a

soddisfare uno specifico bisogno.

I pilastro, previdenza obbligatoria di base, garantisce il minimo vitale (INPS); che nel

tempo si è caratterizzato per essere a ripartizione dove i lavoratori che andavano in

pensione veniva pagata dai lavoratori coi contributi pagati se non è sostenibile

bisogna modificare il sistema (allungamento periodo lavorativo, norma che ora la

pensione è parametrata alla contribuzione mentre il retributivo dava il 90% egli ultimi

tot anni di lavoro).

II pilastro, previdenza complementare collettiva, consente un tenore di vita

paragonabile a quello precedente al periodo di quiescenza.

Gestione su base collettiva, secondo il principio della capitalizzazione. Si basa sui fondi

pensione, i primi paesi che hanno adottato questa strategia vede dei grossi fondi

pensione come in USA e UK che rappresentano finanziamento del sistema economico

importante. In Italia si sono formati fondi complementari collettivi che riguardano i

diversi settori, grazie al sindacato in accordo con governo e Confindustria che si

basano sul contributivo e sulla loro valorizzazione.

III pilastro, previdenza complementare individuale, soddisfa specifiche esigenze

dell’individuo, con la specificità di caratterizzare in senso strettamente previdenziale

gli strumenti finanziari utilizzabili dai risparmiatori per l’investimento a medio-lungo

termine.

Si basa su piani previdenziali gestiti con il sistema della capitalizzazione ma in conti

individuali (piani previdenziali individuali, PIP, agevolate fiscalmente, gestite dalla

assicurazione che garantiscono un’integrazione della rendita pensionistica). Rientrano

in tale ambito le polizze vita, i fondi pensione aperti ecc.

I Fondi pensione:

- Fondi a contribuzione definita, prevedono versamenti prefissati e prestazioni

correlate al valore capitalizzato che essi raggiungono con agli investimenti

effettuati; nessun impegno a fornire prestazioni predefinite in base a

determinati parametri (es. una quota delle ultime retribuzioni del beneficiario) e

la somma accantonata, cioè la posizione individuale, dipende: dall’importo dei

contributi versati alla forma pensionistica complementare dalla durata del

periodo di versamento e dai rendimenti ottenuti, al netto dei costi, con

l’investimento sui mercati finanziari dei contributi versati.

- Fondi a prestazione definita previsti esclusivamente per i lavoratori autonomi e i

liberi professionisti. I contributi possono variare se il rendimento degli impieghi

effettuati si discosta da quello previsto inizialmente per garantire le prestazioni

concordate. Vengono effettuate valutazioni periodiche, con criteri assicurativo

(prestazioni definite)-attuariali (attuarari che valutano il comportamento degli

insieme dei pensionati, dei lavoratori) per gestire al meglio i contributi. Se il

patrimonio del fondo risulta deficitario, i contributi dovranno essere aumentati

per ricondurlo al livello desiderato; in caso contrario, i versamenti possono

essere momentaneamente sospesi.

La logica dell’investimento del fondo pensione è di medio-lungo termine.

- Fondi pensione chiusi o negoziali, l’accesso è riservato ai lavoratori di certi

settori o imprese o

Aree, destinati a categorie omogenee di lavoratori e promossi da sindacati,

aziende e organizzazioni di categoria, ordini e associazioni professionali. I

versamenti sono stabiliti in sede di trattativa sindacale o accordo di categoria.

- I fondi pensione aperti sono costituiti da banche, Sim, Sgr e compagnie di

assicurazione e si rivolgono a tutti i lavoratori, individualmente. Il lavoratore

decide autonomamente la misura di

contribuzione e il fondo a cui destinarla. Possono aderire: lavoratori autonomi e

liberi professionisti, lavoratori dipendenti sia pubblici che privati se privi di fondi

di categoria e lavoratori di qualunque categoria che abbiano maturato in un

altro fondo almeno tre anni di contribuzione (cinque nel periodo iniziale).

- I Piani Individuali Pensionistici – PIP sono forme pensionistiche individuali che

garantiscono una rendita vitalizia integrativa alla pensione pubblica e

costituiscono un’alternativa ai fondi pensione di categoria ed ai fondi pensione

aperti.

Sono il terzo pilastro del sistema previdenziale italiano e sono previste

agevolazioni fiscali.

Si ha il diritto ad ottenere le somme maturate al compimento dell'età

pensionabile.

Consistono nella sottoscrizione di un contratto di assicurazione sulla vita con

prestazioni rivalutabili (polizze assicurative) collegate a gestioni assicurative

separate e/o a contratti di assicurazione di tipo unit linked (investimenti in fondi

comuni di investimento che seguono la redditività del fondo).

Le risorse finanziarie dei PIP costituiscono patrimonio autonomo e separato

all’interno dell’impresa di assicurazione.

- Gestione di patrimoni individuali

GPM Gestione individuale di patrimoni mobiliari:

- gestione su base individuale di portafogli: il cliente incarica un intermediario di

compiere, per suo conto, le scelte di investimento relative a un dato portafoglio;

- il patrimonio del cliente viene gestito singolarmente.

GPF Gestioni patrimoniali di fondi:

- servizio di gestione nel quale il gestore investe il patrimonio del cliente in quote

di fondi e SICAV della medesima società (GPF monobrand) o di società terze

(GPF multibrand).

PIR: Piani individuali di risparmio (dal 2017):

- forma di investimento a medio termine riservato alle persone fisiche;

- ogni investitore non può investire più di 30.000 euro all’anno nel PIR ed entro un

limite complessivo di 150.000 euro;

- obiettivo è quello di veicolare il risparmio delle famiglie verso investimenti

produttivi in particolare delle PMI;

- il 70% di quanto investito deve essere destinato a strumenti finanziari (azioni,

obbligazioni) emessi da imprese italiane e di questo 70% almeno il 30% deve

essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese diverse da quelle

inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa italiana;

- vincolo di detenzione pari a 5 anni per stabilizzare le forme di finanziamento

delle imprese 12m 16-4;

- agevolazione fiscale con esenzione da tassazione dei redditi dei proventi.

- Assicurazione

L’assicurazione è il contratto con il quale l’assicuratore, a fronte del pagamento di un

premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso

prodotto da un sinistro (ramo danni, a cose o persone), oppure a pagare un capitale o

una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (ramo vita),

prestazione monetaria (premio) e controprestazione monetaria riguarda componenti di

una platea di assicurati.

Assunzione sistematica di rischi (puri e finanziari) inerenti al patrimonio o alla persona

dell’assicurato dietro corrispettivo monetario (premio). Puri, rischi che riguardano solo

le perdite, come ramo danni danni auto, incendi e furti. Finanziari, rischi che

riguardano possibilità di perdite e guadagni; prevale il concetto di varianza dei

guadagni.

In questa attività figura un aspetto tecnico-assicurativa (attuariale) con delle

probabilità/statistiche e far pagare i premi su questi e di investimento (valorizzazione

del capitale).

La banca non può offrire prodotti assicurativi propri ma può distribuirli.

- Rischi puri

RISCHI PERSONALI che possono danneggiare direttamente la persona ad esempio

gli infortuni, le malattie o la morte.

RISCHI INERENTI AI BENI ECONOMICI fanno riferimento alle eventualità dalle quali

possono derivare danni alle cose come incendi, furti, rapine ecc.; durata non superiore

all’anno.

RISCHI DI RESPONSABILITA’ collegati all’obbligo, in capo ad un individuo, di risarcire

un danno subito da un terzo come danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a

motore e natanti.

- INTERMEDIARI ASSICURATIVI

L’impresa di assicurazione svolge un’attività di sistematica assunzione di rischi dietro

un corrispettivo commisurato alla probabilità del verificarsi degli eventi rischiosi.

La maggior parte dei ricavi sono costituiti dagli importi pagati dagli assicurati per la

copertura dei rischi (premi) e la maggior parte dei costi è costituita dalle somme

erogate agli assicurati per risarcire i danni causati da eventi avversi (sinistri).

C’è un’inversione del ciclo produttivo infatti i costi, in generale, si manifestano

successivamente ai ricavi.

La compagnia assicurativa in quanto intermediario finanziario (canale intermediazione

indiretto) trasforma rischi e scadenze “con il proprio bilancio”.

La gestione si basa sui seguenti principi:

- legge dei grandi numeri, attribuendo probabilità a ogni rischio trasformandolo in

collettivo;

- rischi omogenei;

- principio di mutualità;

- indipendenza dei rischi.

Definizione legge dei grandi numeri dato un evento con probabilità p, se si effettua

un elevato numero di prove n, esso si verificherà un numero x di volte tale che la

frequenza relativa x/n, tenderà ad approssimare p e l’approssimazione aumenterà al

crescere di n.

Importanza di un’ampia base statistica (numero di polizze) su cui costruire la serie

storica; bisogna partire con un numero di assicurati sufficientemente ampio per

definire meglio le probabilità e per essere competitivo nel pricing.

Opportunità di gestire la sinistrosità per classi omogenee di rischio (rami) per stimare

meglio le probabilità e la classe di rischio.

Deviazione standard del rischio, connesso al verificarsi o meno.

Variabilità

Legge di indipendenza dei rischi avere assicurati che appartengono a zone diverse

(periferia, centro, altre zone) per avere maggiore indipendenza tra gli eventi che si

verificano.

Colui che stipula una polizza di assicurazione entra a far parte di un insieme costituito

da più soggetti, tutti assicurati per rischi omogenei (gli assicurati ai quali non si

verifica l’evento si fanno carico degli altri assicurati dove l’evento si verifica).

Il valore della prestazione assicurativa corrisponde ad una % del capitale accumulato

attraverso i premi versati da tutti gli assicurati (compensazione delle perdite tra i

diversi soggetti assicurati).

L’indipendenza statistica dei rischi assicurati preserva dal rischio di cumulo dei rischi e

garantisce una diversificazione dei rischi.

- Contratto di assicurazione

Soggetti coinvolti assicurato, contraente e beneficiario possono coincidere.

Assicuratore colui che accetta il trasferimento del rischio a fronte dell’ottenimento

di una remunerazione, premio.

Assicurato colui il cui interesse è protetto attraverso il contratto di assicurazione.

Contraente colui che stipula il contratto e si impegna a pagare il premio.

Beneficiario soggetto a favore del quale l’assicuratore è tenuto ad effettuare la

prestazione nel caso in cui si verifichi l’evento dannoso.

Il premio rappresenta il corrispettivo che il contraente versa per acquistare la garanzia

offerta dall’assicuratore. Costituisce di norma condizione di efficacia della garanzia.

Premio di tariffa = premio puro + caricamenti (commissione per remunerare gli

agenti…; alte).

Riserve tecniche (si collocano nel SP, passivo):

- Premi, danni non ancora denunciati, accantonamenti di premi a fronte di danni

eventuali;

- Sinistri, relativi a quelli denunciati ma ancora da liquidare;

- Matematiche, prodotti per il ramo vita; riserve accantonamenti per costituire il

possibile capitale.

Esempio Il contratto di assicurazione prevede il pagamento di un capitale di

100.000 euro a favore di un assicurato che oggi ha 50 anni, nel caso in cui sia ancora

in vita a 60 anni.

Dalle tavole demografiche (http://demo.istat.it), si desume qual è la probabilità di

sopravvivenza a 60 anni di un individuo che oggi ha 50 anni Pr=0,9525

- Si calcoli il valore atteso della prestazione;

- Si calcoli il valore del premio oggi (premio puro) calcolato sulla base di un tasso

di rendimento tecnico (hp. 4%).

Valore atteso .

0.9525∗100000=95250

 95250 =64358.

Premio puro  10

(1+4 %)

Caricamenti , il premio di tariffa è

1500 € 64358+1500=65858.

 ( )

−10

95250 −1=¿

Rendimento atteso assicurativo 65858

I premi vengono gestiti separatamente rispetto ai diversi rischi che ha la società, sono

intestati di fatto agli assicurati.

Ramo V collegato alle prestazioni previdenziali senza tenere conto della sopravvivenza

dell’interessato.

Principali tipologie 1,3,5.

LIBRO pg 232

- La regolamentazione e la vigilanza del sistema bancario-finanziario

Il settore finanziario, più di ogni settore dell'economia, è oggetto di interventi di

regolamentazione e di controllo.

Le motivazioni:

- natura delle funzioni assegnate al sistema finanziario e importanza che esse

rivestono per l’economia;

- rischi di instabilità finanziaria, non solo per il singolo intermediario, ma per il

sistema nel suo complesso (cosiddetto rischio sistemico).

La regolamentazione interviene con riferimento ai rischi dell’attività di

intermediazione.

Obiettivi:

- Microeconomico, ridurne l’esposizione in capo agli intermediari e

rafforzarne/evitare che venga compromessa la stabilità; per esempio proibire

certi prodotti a una tipologia di clientela;

- Macroeconomico, limitarne la portata ed evitare crisi sistemiche (effetto

domino, contagio anche a intermediari apparentemente stabili).

Obiettivi finali della regolamentazione finanziaria:

- Tutela dei risparmiatori, i tipici contraenti deboli (soprattutto quando è

direttamente collegato al debitore questi sono più esposti);

- Stabilità dei singoli intermediari (microeconomica) del sistema finanziario nel

suo complesso (macroeconomica) sulla base del capitale e della liquidità

adeguata; dal punto di vista patrimoniale riuscire a sostenere le perdite

nell’attivo che può portare allo smobilizzo delle attività e a nuove perdite;

- Efficienza, in termini di buon funzionamento dei canali e ruolo della

concorrenza:

Allocativa, destinare le risorse scarse ai programmi di investimento con i

 ritorni più alti;

Tecnico-operativa, concorrenza comporta minori costi (riduzione degli

 sportelli bancari) operativi per ridurre i costi per la clientela; max

dell’output a parità di costi/minimizzazione dei costi; Esiste un trade-off

efficienza e stabilità con la concorrenza con molta concorrenza e senza

regolare i comportamenti rischiosi, il guadagno in efficienza si perde in

stabilità;

Informativa, soprattutto mercato mobiliare;

- Correttezza e trasparenza, collegato alla tutela dei risparmiatori dove il loro

interesse può essere sacrificato avvantaggiando altri clienti o l’intermediario

stesso (soprattutto nelle banche universali).

risparmiatori)

Rilievo diverso degli obiettivi in relazione al canale di intermediazione.

Nel canale indiretto regolamentazione e controllo più incisivo mirato alla stabilità

degli intermediari bancari.

Nel canale diretto assicurare gli investitori e le informazioni necessarie per prendere

in modo efficiente le decisioni di investimento e garantire trasparenza e correttezza

degli intermediari.

Il raggiungimento degli obiettivi è affidato ad un quadro normativo in cui operano le

seguenti autorità

- Banche centrali;

- Organi di vigilanza bancaria;

- Organi di vigilanza sui mercati finanziari;

- Organi di vigilanza sulle assicurazioni;

- Autorità antitrust.

- Strumenti

Strumenti/controlli ex-ante, volti a prevenire l’insorgere di casi di crisi.

Tre tipologie di controlli:

- Regolamentari;

- Informativi;

- Ispettivi.

Strumenti/controlli ex-post, volti a:

- limitare l’effetto contagio di crisi di singoli intermediari;

- risolvere con interventi ad hoc i singoli casi di crisi (es. badbank);

- ridurre l’impatto sui clienti depositanti.

Vigilanza regolamentare, interviene su aspetti di struttura e operatività degli

intermediari per limitarne e monitorarne i rischi.

Emanazione di regolamenti attuativi della legge generale (normativa secondaria):

a) controlli strutturali incidono sulla morfologia del comparto specifico (condizioni

di entrata e di uscita dal mercato, numero e dimensioni delle imprese operanti):

controlli all’entrata, regole per l’accesso all’attività;

- vincoli all’operatività, per limitare e impedire certe attività;

- restrizione ad operazioni di tipo straordinario in grado di alterare la struttura

- del mercato come fusioni e acquisizioni.

b) controlli prudenziali per limitare il rischio complessivo o di specifiche categorie

di operazioni o il grado di concentrazione dei rischi (Accordo di Basilea sulla

capital adequacy delle banche):

adeguatezza del patrimonio, livello minimo per avere accesso all’attività con

- l’utilizzo del coefficiente patrimoniale;

adeguatezza della liquidità;

- adeguatezza della struttura organizzativa per il tipo di attività svolta.

-

c) controlli di trasparenza e correttezza:

caratteristiche dei rapporti negoziali tra la clientela e l’intermediario e la

- specifica delle condizioni applicate;

sulle operazioni in titoli per garantire che siano svolte nell’interesse del cliente

- (prospetti informativi, norme sul conflitto di interesse…).

Accordo di Basilea sull’adeguatezza patrimoniale delle banche è fatto dalle principali banche

centrali internazionali.

Accordo di Basilea 1 è del 1988 (a fronte di attivi bisogna mettere un determinato capitale).

Titoli di stato non sono soggetti a capitalizzazione, i prestiti bisogna capitalizzarli con un

coefficiente, di ponderazione dell’attività finanziaria e coefficiente patrimoniale al crescere

delle attività rischiose è necessario aumentare il capitale.

Accordo di Basilea 2 del è 2004 ed è in vigore dal 2007. Ora c’è la transizione entro il 2018

verso Basilea 3 (varato nel 2010) e c’è lo studio per Basilea 4 obbiettivo di raffinare le

regole.

Regolamentazione prudenziale e vigilanza risk based e organizational based.

Tre pilastri di Basilea 3:

- Adeguatezza del capitale a fronte dei rischi per le banche di credito, di mercato e

operativo:

1. È adottata la nozione del patrimonio di vigilanza. Il patrimonio minimo richiesto è

l’8% delle attività ponderate per il rischio.

2. Formazione di sistemi di rating (standard e interni che comporta RWA più bassi)

3. I sistemi di rating calcolano il RWA risk weighted assets cioè le attività ponderate

per il rischio.

- Alle autorità di vigilanza spetta il SREP Supervisory Review and Evaluation Process,

che ha l’obbiettivo di verificare:

1. ICAAP, Internal capital adeqauacy assessment process serve per auto valutare

l’adeguatezza patrimoniale in relazione ai rischi assunti;

2. ILAAP, Internal Liquidity adequacy assessment process serve per valutare la

liquidità;

3. Business Model Analysis, cioè le caratteristiche dell’attività, confrontandole con le

altre banche;

4. Inadeguatezza di assetti generali di governo, Governance e Risk Management

Assessment.

- Market Discipline, le forze di mercato possono condizionare le banche.

Patrimonio di vigilanza è suddiviso in fasce che rispecchiano la differente capacità di dei rischi

di perdita di valore delle attività.

Si distinguono in ordire di gerarchia:

- Tier 1, il patrimonio di base composto da:

1. Common Equity Tier1 è il patrimonio di qualità primaria;

2. Poi c’è un Tier 1 aggiuntivo, composto da strumenti che hanno piena capacità di

assorbimento delle perdite;

- Tier 2, è il patrimonio supplementare a copertura delle perdite in caso di liquidazione

(composto da riserve di valutazione e da strumenti innovativi di capitale ed ibridi).

Patrimoniale minimo totale (Tier 1 e Tier 2 Total Capital Ratio) rispetto alle attività ponderate

per il rischio (Risk Weighted Assetss - RWA).

Il Basilea dice che:

- Tier 1 minimo 6% di cui CET 1 minimo 4,5% (nel Basilea 2 era il 2%);

Tier 2 max 2%;

= Total capital ratio (Tier 1 + Tier 2) 8% delle RWA;

+ Buffer patrimoniale aggiuntivo minimo, Capital conservation buffer CCB (CET1) del

2,5%

= TOTAL CAPITAL RATIO è del 10,5% delle RWA di cui CET 1 almeno 7% delle RWA (4,5%

Tier1 +2,5% CCB).

- Accordo di Basilea sull’adeguatezza patrimoniale delle banche

Pilastro 1

Rating e RWA sono strumenti per determinare il rischio di credito delle controparti che

richiedono finanziamenti che può essere un rating fornito dalle agenzie di rating oppure un

InternalRating Based (IRB) systems, definiti dalle banche stesse e certificati dalle autorità di

vigilanza sulla base di propri standard quali-quantitativi.

Leverage ratio patrimonio di primaria qualità (Tier1), coefficiente minimo del 3% del totale

dell’attivo in bilancio e fuori bilancio, introdotto per limitare comportamento di banche che

hanno nell’attivo titoli complessi difficili da valutare e che ne fanno trading.

Liquidity ratio indicazione di bilanciamento della liquidita.

Con Basilea sono stati introdotti due requisiti in materia di liquidità, global liquidity standard,

per evitare il ripetersi di situazioni di crisi di liquidità come dopo il crack di Lehman Brothers.

LCR Liquidity Coverage Ratio, indicatore di liquidità a breve termine per verificare che la

banca abbia sufficienti attività liquide per soddisfare il fabbisogno di liquidità nei 30 gg, in uno

scenario di stress predefinito.

NSFR Net Stable Funding Ratio, indicatore diretto a evitare squilibri a più lungo termine (un

anno); misura la capacità di copertura delle attività meno liquide con fonti di finanziamento

stabili.

Sono vincoli a detenere un allineamento tra le scadenze delle attività e delle passività, perché

molte crisi nascono dall’allungamento delle scadenze del passivo.

Gli strumenti ex-ante

-

Vigilanza informativa/off-site supervision:

Richieste di invio, anche periodico, di dati, notizie, atti, documenti;

- Richieste di contenuto precettivo, con sanzioni penali ed amministrative. Flussi

- informativi periodici e/o flussi informativi legati a specifiche situazioni con

necessità di approfondimento periodici.

Vigilanza ispettiva/on-site supervision:

Potere di svolgere ispezioni e di acquisire in loco nuove informazioni. Ispettori

- della banca d’Italia dentro la banca, o della BCE tramite ispettori della banca

d’Italia.

Ci possono essere ispezioni periodiche e ispezioni non periodiche e servono per

orientare i comportamenti della banca, se non c’è il rispetto delle regole. L’attività

negli ultimi anni si è intensificata.

Strumenti ex-post

-

Gestione delle crisi bancarie da risolvere in modo ordinato per:

evitare effetti contagio;

- limitare le cadute in primis sui depositanti (che è la parte debole con protezione

- fino a 100000€).

Possibili azioni:

liquidazione coatta amministrativa che ne determina la vendita degli asset

- per rimborsare i depositanti e i creditori;

risoluzione è un processo di ristrutturazione che evita l’interruzione

- dell’attività con il recepimento della direttiva europea Bank resolution and

recovery directive BRRD che è in vigore dall’1/1/2016 con il principio del bail-

in che sostituisce quello del bail-out (salvataggio salvaguardando il rimborso);

se si pensa che la banca abbia delle caratteristiche per continuare l’attività e

per evitare fallimenti che nel campo finanziario sono pericolosi per il sistema

dopo aver fatto pagare agli azionisti, obbligazionisti e i depositanti oltre i

100000€ per coprire le perdite.

Gli strumenti ex-post comprendono anche:

-

FITD è un fondo nazionale, occorrerebbe una garanzia europea per i depositi per

evitare un rischio di crisi bancaria nazionale.

Le architetture di vigilanza

-

Vigilanza per soggetti vigilanza istituzionale/verticale, fino agli anni ‘90 e funziona

finché gli intermediari sono specializzati. Caratteristiche:

Presupposto, è la riserva di attività per ogni settore;

- ciascuna categoria è affidata ad un distinto organo per tutte le attività svolte;

- svantaggio, possibile regolamentazione diversa a parità di attività svolta.

-

Vigilanza per obiettivi/finalità:

autorità diverse in relazione agli obiettivi della regolamentazione,

- indipendentemente dal soggetto coinvolto per definire obbiettivi di stabilità dei

mercati e trasparenza degli intermediari sui mercati;

tendenza a separare i compiti di vigilanza da quelli di conduzione della politica

- monetaria in capo alla banca centrale.

Autorità unica di controllo:

esperienza negativa della Financial Services Authority in UK che ha gestito la

- crisi finanziaria in modo non efficace;

autorità di vigilanza integrata c’è anche in Austria, Danimarca, Germania

- separata dalla banca centrale.

Le autorità di vigilanza in Italia

-

SSM-Single Supervisory Mechanism controlli di stabilità su intermediari creditizi (dal

4 novembre 2014 e operativa dal 2015) ha comportato un trasferimento delle banche

nazionali

Banca d’Italia continui ad avere controlli di stabilità su intermediari mobiliari. di

correttezza e trasparenza su intermediari creditizi; 8 banche controllate con

informativa continua con la BCE.

Consob vigilanza sulla trasparenza e correttezza del comportamento degli

intermediari creditizi e mobiliari; controlli sugli emittenti; poteri di vigilanza e di

supervisione generale sui mercati con autoregolamentazione delle società mercato.

IVASS controlli di stabilità sulle società di assicurazione (dal novembre 2012 ha

sostituito l’ISVAP), ha sua autonomia, ma il presidente è vice-direttore della banca

d’Italia nesso stretto con la Banca d’Italia.

Commissione di vigilanza sui fondi pensione Covip controlli, anche di trasparenza,

sui fondi pensione (ruolo anche con Ministero del tesoro).

Autorità garante della concorrenza e del mercato è l’Antitrust, controlli sugli abusi

di posizione dominante e per le intese restrittive della concorrenza per tutti gli

intermediari.

Per le operazioni che coinvolgono imprese del comparto bancario sono necessarie le

autorizzazioni sia della Banca d’Italia, sia dell’Antitrust.

Per le operazioni che coinvolgono imprese di assicurazione, viene sentito il parere

dell’ISVAP.

Unione bancaria:

Obbiettivo unione del mercato dei capitali, e si sta procedendo velocemente in tema

banche, mentre si è indietro riguardo i mercati finanziari, le regole, gli investitori

istituzionali e gli intermediari mobiliari tante autorità di vigilanza con regole diverse.

Titoli di debito

-

Obbligazioni: contratti di credito/debito che quando emessi in massa assumono la

denominazione di obbligazioni. Prevedono il diritto di rimborso del capitale in un'unica

soluzione o con piano di ammortamento.

C’è diritto al pagamento degli interessi, con cedola o differenza tra valore di rimborso

e prezzo di emissione (scarto di emissione). Periodicità dei flussi di cassa con

(coupon-bond) o senza cedola (zero-coupon bond).

Natura del soggetto emittente e valuta di denominazione (titoli in euro o in valuta) 

pubblico/privato, nazionale-estero. Titoli di stato governativi government bond,

obbligazioni societarie corporate bond.

La durata è determina al momento dell’emissione; breve termine <12 mesi, m/l

termine >12 mesi.

Negoziabilità titoli quotati su mercati regolamentati o non quotati ma scambiati

tramite intermediari.

Indicizzazione ******

Principali categorie di obbligazioni:

Titoli di stato e garantiti dallo stato;

- Obbligazioni emesse da organismi sovranazionali (partecipate dagli stati);

- Obbligazioni emesse dalle imprese finanziari e non finanziari (corporate bonds);

- Obbligazioni di enti territoriali (comuni, regioni).

-

Sono valutabili con 3 parametri:

Rendimento, redditività dell’operazione (ex-post, valutato al termine; ex-ante

- valutato prima);

Rischio, possibilità che il risultato si discosti da quello atteso;

- Liquidità, possibilità di separare la scadenza dell’investimento dall’holding

- period.

Titoli di Stato

-

Elementi comuni:

Circolazione al protatore, trasferimento con consegna del titolo;

- Dematerializzazione;

- Aliquota fiscale del 12,5%. Applicata in via anticipata solo per i BOT. Negli altri

- casi in via posticipata sui flussi cedolari e sulla eventuale differenza tra valore di

rimborso e prezzo di emissione.

Taglio minimo di 1000€ come valore nominale e multipli;

- Mercati di negozziazione e relativi importoi minimi, quotati sul MOT (<1000€)

-

***

Buoni Ordinari del tesoro BOT (anche interessi negativi):

Durata, 3 (89-93) -6 (178-182) -12 (363-367) mesi tradotte in giorni;

- Taglio minimo 1000€;

- Emissione con asta competitiva;

- Regime fiscale, imposta sostitutiva del 12,5% al momento dell’emissione;

- Quotazione su MOT e MTS;

- Natura zero coupon (interesse incorporato tra valore di rimborso e prezzo di

- acquisto, rende facilmente valutabili i prezzi dei titoli).

Esempio

BOT 181gg di scadenza, prezzo di emissione 98, valore di rimborso 100 e tassazione

del 12,5%.

Calcolare prezzo di emissione netto, rendimento lordo e netto di periodo, rendimento

semplice annuo lordo e netto a scadenza (anno commerciale), rendimento composto

lordo e netto a scadenza (anno commerciale) e controvalore di acquisto per 5000€ di

valore nominale.

I prezzi sul mercato riflettono il valore di rimborso e il tasso di interesse richiesto del

mercato.

V

P= 1+r

Interessi valore di rimborso – prezzo di emissione 2

 

Prezzo di emissione netto )=98,25

 98+(100−98)(12,5 %

Rendimento lordo di periodo (rendimento del periodo di investimento senza tenere

conto della tassazione):

−P

V V 100

l = = −1= −1=0,0204

r → 2,04 %

181 P P 98

Rendimento netto di periodo (con tassazione):

100

n = −1=0,017

r → 1,7 %

181 98,25

Rendimento semplice annuo lordo (senza imposta):

( ) ( )

360 360

=2,04 =4,06

r %∗ % Rendimento lordo di periodo∗

s , a ,l 181 scadenza

Rendimento annuo composto lordo:

360 360

181 scadenza

=( ) ( )

−1=4,10 −1

r 1+2,04 % % → 1+rendimento lordo di periodo

a , c, l

Rendimento semplice annuo netto:

( )

360

=1,7 =3,38

r %∗ % → rendimento composto∗(360/181)

s , a ,n 181

Rendimento composto annuo netto:

360 360

181

=( ) 181

( )

−1=3,57

r 1+1,7 % % → −1

1+rendimento composto

c ,a , n

Controvalore di acquisto:

CTV acquisto 5000€ (valore di rimborso) valore nominale, tenendo conto della

( )

98,25 =4912,50

5000 €∗ €

tassazione  100

Esempio 2 collegato

BOT venduto dopo 90gg ad un prezzo pari a 99,2.

Calcolare rendimento semplice e composto annuo netto per il venditore (90gg) e

l’acquirente (181-90) (nell’ipotesi di detenzione del titolo fino a scadenza) e

controvalore netto per 5000€ di valore nominale.

¿ 0,25

Tassazione emissione ( )

91

¿ =0,13

0,25∗

Tassazione per chi acquista sul mercato dopo 90gg 181

¿ 98+0,25=98,25

Prezzo emissione netto

¿ 99,2+0,13=99,33

Prezzo vendita netto 99,33

n = −1=1,09%

r

Rendimento netto di periodo per il venditore (90gg) 90 98,25 360

Rendimento annuo composto netto per il venditore: 90

=( ) −1=4,45

r 1+1,09 % %

a , c, n

Rendimento netto di periodo per l’acquirente:

100

n = −1=0,7

r %

91 99,33

Rendimento annuo composto netto per l’acquirente:

360

91

=( ) −1=2,71

r 1+0,7 % %

a , c, n ( )

99,33

5000∗

Controvalore netto  100

Certificati del tesoro zero coupon CTZ:

Durata 24 mesi;

- Taglio minimo 1000€;

- Emissione con asta marginale;

- Regime fiscale, imposta sostitutiva del 12,5% e prelevata al rimborso;

- Quotazione MOT e MTS;

- Natura zero coupon.

-

Esempio

CTZ 24 mesi, prezzo di emissione 95, valore di rimborso 100, tassazione del 12,5%.

Interessi valore di rimborso – prezzo di emissione 100-95=5

 

Prezzo di emissione netto 95

12,5 %∗5=0,625

Tassazione interesse =

110−0,625=99,975

Valore netto=

*** ( ) 12

99,375 365

−1=2,28 %

Rendimento composto annuo netto =  ( )

730 730

1+r

95 n

Vendita dopo 1 anno, 97, prezzo vendita netta /

 97−(0,625 2)

Buoni del tesoro poliennali BTP:

Durata, 3-5-7-10-15-20-30-40-50; a 10 anni più diffuso e con cui si confrontano i

- tassi a lungo termine con gli altri paesi;

Taglio minimo 1000€;

- Asta marginale;

- Imposta sostitutiva del 12,5% su cedola e disaggio di emissione;

- Quotazione su MOT e MTS rappresenta un vantaggio che si sconta in termini

- anche di redditività;

Cedola semestrale fissa; titoli non indicizzati.

- cedola cedola cedola V

+ + +…+

P= 0,5 1 1,5 n

( ) ( ) ( ) ( )

1+r 1+r 1+r 1+r

23-4

Esempio

BTP 1/1/17-1/1/20 titolo triennale, quindi maturerà 6 cedole. Prezzo di emissione

 

99. Cedola semestrale lorda di 1,5 ogni 1/1 e 1/7 (prima cedola 1/7/17 dopo 181 giorni,

seconda cedola 1/1/18, terza 1/7/18, quarta 1/1/19, quinta 1/7/19 e sesta 1/1/20)

1,5∗( )=1,313

¿ 1−12,5 %

Cedola netta

Valore di rimborso netto

( )

scarto

¿ ∗12,5

100− 100−99→ diemissione , quando positivo viene tassato %=99,875

disaggio ( )

99,875+1,313 101,188

1,313 1,313 1,313 1,313 1,313

+ + + + +

REN si

99=¿

 181 1 1,5 2 2,5 3

( ) ( ) ( ) ( ) ( )

1+r 1+r 1+r 1+r 1+ r

( ) 365

1+r

ottiene il tasso interno di rendimento del 2,957% che tiene conto di un reinvestimento

delle cedole al 2,957%.

REN ex post con ipotesi di reinvestimento cedole con interesse 0% o non vengono

reinvestite  1,313∗6+ 99,875

REN ex post realizzato= → 2,863 %

3

( )

1+r

Esercizio

BTP decennale 1/7/08-1/7/18. Cedola semestrale lorda pari a 2. Acquistato il 2/4/18.

Prezzo di emissione di 100; prezzo secco 99. Giorni di maturazione cedola 91, giorni

semestre in corso 182 ultima cedola il 1/7/18.

Calcolare REN. 2∗( )=1,75

¿ 1−12,5 % 1,75∗(91/182)=0,875

Cedola netta ultima cedola

  ¿

Prezzo di emissione = valore di rimborso valore rimborso netto 100.

Flusso di cassa all’1/7/18 100+1,75=101,75.

Prezzo di acquisto tel quel prezzo secco + rateo cedola semestrale

  

99+0,875=99,875 365

100+1,75 101,75 −1=7,75

91

99,875= → %

REN → 91 99+0,875

365

( )

1+ r

Se il REN richiesto subito dopo l’acquisto si riduce dell’1% quale sarà la variazione

percentuale del prezzo? 91

101,75

¿ =¿

365

Nuovo prezzo 1+6,75 %

Sul REN incidono le cedole che a parità di prezzo e valore nominale all’aumentare

delle cedole aumenta il rendimento, all’aumentare delle cedole aumenta lo scarto di

emissione e all’aumentare di questo aumenta il rendimento e gli interessi sulle cedole

se vengono reinvestiti.

Rischio di variazione del tasso di interesse:

Zero coupon con scadenza 1 anno P=98,04 2% rendimento annuo.

 

Zero coupon con scadenza 2 anni P=96,12 2%.

 

Appena acquistati se il rendimento passa da 2% a 3% calcola il nuovo prezzo e

variazione percentuale del prezzo.

100

¿ =97,08

Nuovo prezzo, ZCB a 1 anno ( )

1+3 %

100

¿ =94,25

Nuovo prezzo, ZCB a 2 anni 2

( )

1+3 % ¿−0,9 %

Variazione percentuale prezzo, primo titolo ¿−1,94 %

Variazione percentuale prezzo, secondo titolo

Rischio dei tassi di interesse detenere un titolo che vede aumentare il tasso di

interesse fa calare il prezzo del titolo venderlo prima della scadenza comporta una

perdita mentre il portarlo a scadenza un minor guadagno rispetto agli altri titoli 

costo-opportunità.

I titoli con cedole offrono un vantaggio in quanto queste possono essere reinvestite a

tassi di interesse che nel frattempo sono cambiati, questo non vale per i titoli senza

cedole.

Duration, durata media finanziaria 

Media ponderata della scadenza dei flussi di cassa (cedole e valore di rimborso) con i

pesi rappresentati dal valore attuale dei flussi di cassa rapportati al prezzo.

T tempo N scadenza del titolo VR valore di rimborso C cedola

   

In un titolo senza cedola rimarrebbe sono il VR attualizzato rispetto al prezzo ZCB, N

coincide con la durata media finanziaria.

Esempio

Questo titolo si comporta dal punto di vista finanziario come un titolo ZCB con

scadenza 2,86 anni.

La variazione percentuale del prezzo al variare dei tassi di interesse di mercato può

essere espressa come prodotto della duration modificata (DM) per la variazione del

tasso di interesse.

tres tasso effettivo rendimento a scadenza.

All’aumentare dei tassi di interesse c’è variazione percentuale dei prezzi negativa e al

contrario al diminuire dei tassi.

C’è proporzionalità diretta tra duration modificata e prezzo, all’aumentare della

duration modificata aumenta il prezzo e quindi aumenta la volatilità.

Esempio

Titolo con scadenza 5 anni. Cedola annua 2. Prezzo emissione 100.

Si calcoli la variazione % del prezzo del titolo al variare del tasso di interesse dal 2%

all’1% e lo si confronti con l’approssimazione ottenuta con la DM.

1,980 2/(1+1%)

Esempio

Indicizzazione finanziaria:

Tecnica che consente di collegare (indicizzare) i flussi di cassa del titolo (cedole e/o

capitale) a un parametro di natura finanziaria (solitamente tassi di interesse di

mercato) per immunizzare (per far sì che il prezzo sia più stabile o non vari) il prezzo

del titolo dalle variazioni dei tassi di interesse l’efficacia dell’indicizzazione è

collegata alla misura e ai tempi di adeguamento dei flussi alle variazioni del

parametro.

Se si acquista un titolo non indicizzato si sa il flusso di cassa che verranno incassati

mentre con l’indicizzazione questa certezza non c’è più.

CCT Certificati di Credito del Tesoro indicizzati Euribor.

Cedola indicizzata al tasso euribor + spread (fissato al momento dell’emissione).

Se cambiano i tassi di interesse EURIBOR non cambia la cedola in corso ma quelle

successive.

Al variare dei tassi che fanno aumentare il rendimento aumenta il valore delle cedole.

Nel caso dei BTP le cedole non si adeguano e la variazione di prezzo è più rilevante.

Esercizio

Periodo di investimento 2 anni

Due strategie: 0 r

Investire in un titolo ZC a 1 anno ad un tasso pari a e poi reinvestire il montante

 1 0 r .

dopo un anno in titolo ZC annuale il cui rendimento al tempo 1 sarà pari a 2

0 r

Investire in un titolo ZC a due anni con rendimento su base annua pari a .

 2

Scadenza 1 anno P = 98,04.

Scadenza 2 anni P = 94,26.

0 r (100/98,04)−1=¿ 2%

1 ( ) 1

100

0 r −1=3

2 %

2 94,26 tasso che rende equivalente

investire a 1 anno per poi reinvestire, con investire a 2 anni.

100 ( )

94,26 1,0609

=( )−1= −1=0,0401=4,01

1 f %

2 100 1,02

98,04

=Ei (1 )

1 f r il tasso implicito è uguale al tasso di aspettativa del mercato rispetto al tasso

2 2

che si forma sul mercato al tempo 1 per una scadenza di un anno.

1r

Se l’aspettativa di è > della aspettativa del mercato cioè del tasso implicito allora

2

conviene investire a breve e reinvestire piuttosto che a lungo termine.

1r

Se l’aspettativa di è < della aspettativa del mercato cioè del tasso implicito sarà

2

conveniente investire a 2 anni (lungo termine).

( )

=2 (tasso (tasso

0 r % tasso spot a 1 anno e 0 r spot a 2 anni)=3 % , 1 f implicito)=4 %

Se e

1 2 2

( ) (tasso

Em 1 f aspettativa)=3,5 % .

2

Arbitraggio investire a 2 anni e indebitarsi a 1 anno.

 100 =94,26

Prezzo titolo a 2 anni 2

( )

1+3 %

Tempo 0 Finanziamento a 1 anno per 94,26 per investire nel titolo e uscita per 94,26 per

acquistare il titolo, pareggio. 94,26∗( )=¿

1+ 2 %

Tempo 1 Uscita di cassa (rimborso finanziamento più interessi) =

 100 =96,618

96,145 e entrata di cassa, è vendita del titolo a 2 anni al tempo 1 = 

1+3,5 %

surplus di 2,358.

Queste operazioni possono causare un aumento dei titoli a 2 anni facendo alzare i prezzi dei

titoli a 2 anni e facendo scendere i rendimenti se i mercati non sono efficienti e se queste sono

ripetute devono riportare al riallineamento il tasso implicito al tasso di aspettativa del mercato.

( )

=2 (tasso (tasso

0 r % tasso spot a 1 anno e 0 r spot a 2 anni)=3 % , 1 f implicito)=4 %

Se e

1 2 2

( ) (tasso

Em 1 f aspettativa)=4,5 % .

2

Arbitraggio investire a 1 anno e reinvestire di nuovo a 1 anno, indebitandosi a 2 anni (3%)

98,039. 100 =98,039

Prezzo titolo a 1 anno .

1+2 %

Tempo 0 finanziamento a 2 anni per 98,039 per investire nel titolo e uscita di 98,039 per

l’acquisto del titolo.

Tempo 2 montante investimento a breve e reinvestimento pari a

98,039∗(1+2 %)(1+ 4,5 %)=104,499 e rimborso del prestito pari a

2

−98,04∗( ) =−104,01

1+ 3 % , profitto arbitraggio pari a 0,49.

Se ci si aspetta che i tassi aumenteranno allora conviene investire nel breve per poi reinvestire

questo potrebbe essere però meno conveniente se non si verifica.

Se si condividono le aspettative del mercato, la scelta a medio o breve termine è indifferente.

I titoli a lungo termine sono più rischiosi e l’avversione al rischio potrebbe portare a orientarsi a

investire nel breve piuttosto che nel lungo termine (che può dare problemi di liquidità che può

risolversi con il mercato secondario).

Azioni:

Titoli di credito, e sono i documenti di legittimazione della proprietà per

- l’esercizio dei diritti sociali;

Sono emesse in serie in dipendenza di un’operazione economicamente unitaria

- (titoli di massa) e fungibili tra loro (standardizzati);

Ogni singola azione rappresenta una partecipazione al capitale sociale della

- società, ma i meccanismi di funzionamento riguardano aggregazioni di azioni;

Il valore delle azioni può essere nominale, compare nel capitale sociale, formato

- da n azioni emesse con un valore nominale, di emissione (prezzo a cui la società

colloca le nuove azioni), contabile (è dato dal capitale proprio (capitale sociale

+ riserve)/numero azioni), e di mercato, prezzo che si forma in base alla

quotazione del titolo sul mercato.

-

Diritti sociali collegati alle azioni:

Diritti amministrativi, partecipazione alle decisioni della società (partecipare

- all’assemblea dei soci, e tramite questa nominare il CdA);

Diritti patrimoniali, partecipare all’utile distribuito e alla quota di liquidazione; a

- differenza di un titolo obbligazionario questo dipende dagli utili della società,

dalla decisione di distribuirli e dalla scadenza contrattuale che è condizionata

dalla liquidazione della società o dalla vendita dell’azione.

Diritti misti come recesso, rimborso delle azioni in momenti straordinari, e

- opzione, collegato ad aumenti di capitale, i soci possono sottoscrivere i titoli

emessi a un determinato prezzo, è un diritto misto perché consente di

effettuare un investimento nella società (comp. Patrimoniale), mantenendo la

propria quota azionaria (comp. Amministrativa).

-

Attribuzione dei diritti sociali:

Spettanti a ciascuna azione, partecipazione all’assemblea ordinaria dei soci;

- Spettanti ad un numero minimo di azioni, in base allo statuto possono essere

- avviate azioni di annullamento delle deliberazioni assembleari e azione di

responsabilità.

Spettanti in misura proporzionale, diritto di voto, distribuzione utili, liquidazione

- in caso di scioglimento o di recesso e opzione.

-

I flussi di cassa di un’azione sono più variabili rispetto agli altri titoli perché il titolo

azionario ha rendimenti superiori ai rendimenti delle obbligazioni e quindi c’è una più

elevata rischiosità.

La variabilità è data dalla distribuzione dei dividendi (non definita contrattualmente

come per le obbligazioni), che sono più incerti per:

Il rischio operativo, gli utili cambiano in base alla redditività operativa della

- società;

Il rischio finanziario collegato all’indebitamento della, e gli utili sono distribuibili

- una volta che sono state remunerate prestiti e obbligazioni;

Non c’è un valore di rimborso dell’azione contrattualmente definito.

-

Categorie di azioni:

Azioni ordinarie (pieni diritti patrimoniali e amministrativi);

- Azioni privilegiate (privilegio nei diritti patrimoniali ma non diritti di voto), come

- il rimborso del capitale in via prioritaria rispetto le ordinarie, bilanciate però

dall’assenza del diritto di voto;

Azioni speciali con diritto di voto limitato, per argomento/fattispecie o con diritto

- di voto sottoposto a condizione;

Azioni con diritto di voto maggiorato e plurimo diritto di voto maggiorato è a

- favore di coloro che mantengono le azioni per un determinato periodo di tempo

(loyalty share); azioni con diritto di voto plurimo hanno un massimo di tre voti

per ogni azione e non è ammesso per le società quotate;

Azioni con diritti patrimoniali limitati azione correlata cioè fornita di diritti

- economico-patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale in un

determinato settore.

Diritto d’opzione:

In caso di aumenti di capitale sociale, mediante emissione di nuove azioni o strumenti

convertibili in azioni, viene attribuito ai vecchi azionisti questo diritto che serve a:

Evitare la diluzione del capitale, se non volontario;

- Fornire la protezione patrimoniale dell’investimento, sottoscrivendo nuovi titoli o

- cedendo il diritto di opzione sul mercato dietro un corrispettivo.

L’aumento di capitale può essere:

Gratuito, con conversione di riserve a capitale sociale dove l’impresa non

- raccoglie nuove risorse ma varia la composizione del patrimonio netto 

aumento CS e diminuzione delle riserve impiegate per l’aumento e aumento del

numero delle azioni.

A pagamento, con raccolta di capitale attraverso l’emissione di nuovi titoli;

- Misto con emissione in parte gratuita e in parte a pagamento.

-

Valore del diritto d’opzione:

Pcum prezzo comprensivo del diritto.

Una volta effettuato l’aumento del capitale il titolo stacca l’opzione, che viene

negoziata al pari dei titoli azionari e l’azione viene negoziata senza diritto incorporato

Pex .

Pe prezzo di sottoscrizione.

Nav numero azioni vecchie.

Nan numero azioni nuove.

 ' .

Nav+ Nan=CS( una volta effetuato l aumento)

Pex media ponderatadel Pcum e Pe con peso Nav e Nan .

Prezzo delle azioni, riflettono:

FC

- flussi di cassa che l’investitore deve attualizzare,

t

dividendi e capitale rimborsato in caso di cessazione

dell’attività o di liquidazione sul mercato;

t

- periodo di attualizzazione dei flussi, dal momento in cui

si valuta al momento di possibile liquidazione, della società o del titolo;

r

- tasso di mercato richiesto dall’investitore composto da un tasso privo di

rischio e da un premio per il rischio.

Valore delle azioni attraverso l’attualizzazione dei dividendi attesi:

Prezzo azione tempo 0 ed è possibile trovare il rendimento

D

¿ −P

1+ P

(¿ )/( )

P

1 0 0

=¿

r e

Prezzo azione tempo 1 

P P P

può essere trovato sostituendo la formula di in  

0 1 0

t t (1+ g)

Se dividendo al tempo è uguale a , moltiplicati per , quindi per un

1 2

tasso costante di crescita dei dividendi si ottiene che:

Formula di Gordon.

All’aumentare del tasso di crescita dei dividendi aumenta il valore dell’azione perché

aumenta g (al denominatore), e all’aumentare del rendimento richiesto dal mercato

diminuisce il prezzo.

Esempio modello di Gordon

Società value hanno dividendi elevati ma poca crescita.

Società growth distribuiscono pochi dividendi ma hanno alta crescita.

Strategia azione sottovalutata il prezzo dell’azione dovrebbe essere più elevato se

l’aspettativa è corretta sarebbe un titolo in cui investire.

La valutazione dei titoli avviene tramite multipli cioè dei criteri di valutazione:

- Finalità è affidare al mercato la stima di valori di difficile previsione e i prezzi di

mercato sono la migliore approssimazione del valore dell’impresa.

- Sono modelli di valutazione relativa in quanto il valore delle attività è derivato

dal prezzo di attività comparabili, standardizzate sulla base di variabili comuni

come utili, flussi di cassa, valore contabile, fatturato.

Principale criterio:

- P/U (prezzo/utili) anche indicato come price earnings ratio (P/E) indica quante

volte la quotazione di un titolo azionario è multipla dell’utile netto unitario

ottenuto dividendo l’utile totale dell’ultimo bilancio per il numero di azioni in

circolazione.

In ipotesi di costanza di utili il P/E indica il numero di anni necessari per

recuperare con gli utili l’esborso per l’acquisto del titolo ma se l’ultimo

bilancio è in perdita, il rapporto è privo di significato.

La decisione di investimento richiede il confronto tra il P/E del titolo con il valore del

P/E medio del settore.

D=( )∗U

1−b quindi può essere riscritto , e si ottiene

. (1−b)

b è il tasso di ritenzione degli utili aziendali e è il tasso di distribuzione

degli utili aziendali.


PAGINE

88

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2 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoorla97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Landi Andrea.

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