ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI 1
CAPITOLO 1 – PERCHE’ STUDIARE I MERCATI E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE
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CAPITOLO 1 PERCHÉ STUDIARE I MERCATI E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE
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1.1 IL SISTEMA ECONOMICO
Nel sistema economico operano determinati agenti:
Famiglie
Imprese
Pubblica amministrazione
Famiglie non residenti
Ognuno di questi soggetti ha un reddito Y: le famiglie i salari, le imprese i ricavi, la pubblica amministrazione il
gettito fiscale. Sostengono anche dei costi: − = →
Il risparmio viene destinato a investimenti in attività reali ( )
l'impresa si amplia
lo Stato costruisce nuove infrastrutture
Queste sono tutte grandezze flusso; i flussi modificano gli stock ovvero le consistenze riportate nello Stato Patri-
moniale. ATTIVITA' REALI PASSIVITA' FINANZIARIE
ATTIVITA' FINANZIARIE PATRIMONIO
Posso avere due casi:
>
1) unità in surplus: tipico delle famiglie che risparmiano per investire in attività reali come la casa
<
2) unità in deficit: tipico delle imprese che investono più di quanto guadagnano
Per la P.A. in Italia i consumi sono addirittura maggiori delle entrate.
Questo ci permette di definire il compito del sistema finanziario: esso è quel meccanismo che permette alle fami-
glie che hanno risparmiato di trasferire i fondi alle imprese e alla P.A.
Il trasferimento dei fondi può avvenire solo se c'è una concordanza di alternative (le parti sono d'accordo sulle con-
dizioni):
valuta (€, $, ...)
importo
scadenza
titolo giuridico (scadenza, remunerazione) Scadenz
Informazioni a
STRUMENTO Titolo
giuridico
FINANZIARIO
Valuta Importo 2
CAPITOLO 1 – PERCHE’ STUDIARE I MERCATI E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE
Nel caso di titolo azionario, il guadagno sotto forma di dividendo dipende da alcuni fattori:
dall'utile della società: ad esempio, se la FIAT chiude in perdita, gli azionisti non ottengono alcun dividen-
do;
dalla decisione dell'Assemblea di distribuire o meno gli utili
Il titolo azionario non ha scadenza, a meno che la società non fallisca o l'azionista non decida di vendere il titolo (in
questo caso può guadagnarci, capital gain, o rimetterci, capital loss).
Ognuno di noi è caratterizzato da 3 variabili:
1) rischio: probabilità che il risultato effettivo a scadenza differisca da quello atteso
17-9-2014 17-9-2015
100 € + 110 € (98% di probabilità)
- 0 € (2% di probabilità)
2) rendimento: differenza tra l'investimento iniziale e quello finale, nell'esempio è 110 - 100 = 10
3) liquidità: attitudine di uno strumento finanziario a trasformarsi in cassa nel breve periodo.
Maggiore è il rischio, maggiore è il rendimento; maggiore è il rendimento, minore è la liquidità..
In Italia si ritiene che i titoli di Stato siano titoli risk free, ovvero con rischio pari a 0; essi sono molto liquidi per-
ché possono essere venduti in poco tempo e a costi bassissimi.
Pur essendo a rischio 0 i titoli di Stato hanno un rendimento giustificato dal sacrificio di liquidità.
Gli strumenti finanziari possono essere venduti:
sul mercato primario: mercato in cui vengono collocati per la prima volta;
sul mercato secondario: mercato in cui vengono negoziati gli strumenti già emessi.
LIQUIDITA'
RISCHIO ETICA
RENDIMENTO PRIVACY
L'etica e la privacy sono due fattori "facoltativi".
Per stimare il grado di rischio bisogna prima stimare la capacità di generare un cash flow sufficiente; per far ciò ci
servono informazioni.
Articolo di Akerloff: "A market for lemons"
Trattava delle macchine di seconda mano: una macchina di seconda mano poteva essere un lemon (un bidone) op-
pure un peach, una pesca.
Sulla macchina si crea uno squilibrio informativo: il venditore ha molte più informazioni sulla macchina rispetto al
compratore (e quest'ultimo ne è conscio).
Questa asimmetria informativa produce due effetti:
1. adverse selection o selezione avversa: è il timore come investitori che chi vi viene a chiedere maggior-
mente prestiti siano quelli con rischio maggiore;
2. moral hazard o azzardo morale: l'investitore è conscio del fatto che la somma prestata non verrà destina-
ta come dovrebbe, come gli è stato promesso.
L'asimmetria informativa è un'imperfezione di mercato, ovvero non permette il trasferimento di fondi dalle unità in
surplus e quelle in deficit. 3
CAPITOLO 1 – PERCHE’ STUDIARE I MERCATI E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE
Un'altra imperfezione di mercato sono i costi di transazione, ovvero costi di scrittura che rendono uno strumento
impraticabile.
Nel mercato delle Securities il trasferimento di fondi avviene direttamente (è un circuito finanziario diretto).
Abbiamo tre tipi di mercati:
1) Mercato azionario: sul quale vengono scambiate le azioni (stocks), ovvero strumenti finanziari che rap-
presentano quote di proprietà in una società (diritti sui redditi e sul patrimonio). Spesso le azioni ordinarie
corrispondono pagamenti periodici (dividendi) ai loro titolari e sono considerate titoli a lungo termine per-
ché sono perpetui (non hanno scadenza).
2) Mercato obbligazionario: sul quale vengono scambiate le obbligazioni (bonds), ovvero titoli di debito
che contengono la promessa di pagamenti periodici a titolo di interesse per un determinato lasso di tempo.
Il tasso di interesse (interest rate) rappresenta il costo del credito o la remunerazione corrisposta a fronte
del prestito di fondi. mercato sul quale avvengono le conversioni delle valute del Paese d’origine in valute
3) Mercato valutario:
del Paese di destinazione 4
CAPITOLO 2 – SISTEMA FINANZIARIO: UNO SGUARDO DI INSIEME
– SISTEMA FINANZIARIO: UNO SGUARDO D’INSIEME
CAPITOLO 2
La funzione principale del sistema finanziario è quella di trasferire risorse finanziarie dagli operatori in surplus
(imprese, Pubblica Amministrazione, …).
(famiglie, aziende, governi) agli operatori in deficit
I mercati finanziari, inoltre, permettono un’efficiente allocazione del capitale, che contribuisce ad accrescere la
produzione e l’efficienza dell’intera economia, e accrescono direttamente il benessere dei consumatori.
Abbiamo due circuiti:
1. Circuito diretto: le unità in deficit prendono a prestito i fondi direttamente dai risparmiatori nei mercati fi-
mediante l’emissione di titoli;
nanziari
2. Circuito indiretto: tra i risparmiatori e i mercati finanziari si interpone un intermediario finanziario.
CIRCUITO INDIRETTO
INTERMEDIARI
RISORSE FINANZIARIE RISORSE FINANZIARIE
FINANZIARI
FINANZIARIE RISORSE Prenditori
Datori di Mercati di
RISORSE RISORSE
fondi/unità fondi/unità
finanziari
FINANZIARIE FINANZIARIE
in surplus in deficit
FINA FINA
CIRCUITO DIRETTO
Distinguiamo:
Mercati creditizi (dove si negoziano strumenti non trasferibili, come mutui e depositi bancari) e i mercati
mobiliari (dove si negoziano strumenti trasferibili come azioni e obbligazioni);
(mercati finanziari in cui l’impresa o l’amministrazione pubblica che prende a prestito le
Mercati primari
risorse finanziarie emette nuovi titoli che sono collocati presso investitori inziali) e mercati secondari
(mercati finanziari in cui possono essere rivenduti o acquistati titoli già in circolazione, un esempio è la
Borsa valori). Questi ultimi svolgono due importanti funzioni:
Rendono più agevole la vendita degli strumenti finanziari (ossia rendono questi ultimi più “liqui-
o di”);
o Definiscono il prezzo a cui la società emittente può collocare i titoli sul mercato primario (> prez-
zo di mercato > prezzo di emissione);
I mercati secondari possono essere organizzati in due modi:
dall’ordinamento e che sono oggetto di
Mercati regolamentati (borse valori espressamente riconosciute
autorizzazione ad operare e alle regole organizzative e di funzionamento) oppure i cosiddetti mercati
“Over-The-Counter”, non regolamentati in cui operatori in sedi differenti hanno un “ma-
OTC, (mercati
gazzino di titoli che sono pronti ad acquista e vendere a chiunque si faccia avanti e sia disposto ad accettare
i loro prezzi).
(dove vengono scambiati i titoli con scadenza originale inferiore all’anno, quindi titoli a
Mercati monetari
breve termine) e mercati dei capitali (vengono scambiati titoli di debito con scadenza più lunga). 5
CAPITOLO 2 – SISTEMA FINANZIARIO: UNO SGUARDO DI INSIEME
2.1 - IL CIRCUITO INDIRETTO
Coinvolge un intermediario finanziario che si frappone tra datori e prenditori di prestiti, agevolando il trasferimento
delle risorse dagli uni agli altri; il processo di finanziamento indiretto è chiamato intermediazione finanziaria.
Ci sono tre fattori che impediscono il trasferimento diretto di risorse da operatori in surplus a operatori in deficit e
che gli intermediari finanziari sono in grado di eliminare o quantomeno diminuire:
un’operazione finanziaria. Alti costi di
a) Costi di transazione: sono il tempo e il denaro spesi per effettuare
transazione impediscono il trasferimento di fondi dalle unità in surplus a quelle in deficit (soprattutto se le
unità in surplus sono i piccoli risparmiatori). Gli intermediari finanziari sono in grado di ridurre i costi di
transazione rendendo possibile i trasferimenti di risorse finanziarie.
b) Ridistribuzione del rischio: talvolta chiamato trasformazione delle attività finanziarie, gli intermediari
finanziari sono in grado di utilizzare le risorse provenienti dall’emissione e dalla vendita di strumenti fi-
nanziari meno rischiosi in altre attività che presentano un livello di rischio meno elevato. Per questo motivo
riducono l’esposizione degli investitori al rischio e trasformano strumenti finanziari rischiosi in attività più
sicure per gli investitori. condizione di “disuguaglianza” tra i soggetti che partecipano allo scambio fi-
c) Asimmetria informativa:
nanziario (solitamente i prenditori di fondi dispongono di informazioni più precise e dettagliate rispetto ai
datori di fondi). Si creano due problemi, prima e dopo la transazione:
1) Selezione avversa: generata prima della transazione, è più probabile che i prenditori di fondi che
hanno maggiore probabilità di essere insolventi siano proprio quelli che si attivano di più per ri-
chiedere un finanziamento. Sapendo ciò i risparmiatori, per non rischiare, non concedono più pre-
stiti a nessuno.
Esempio: supponiamo di avere due zie, Bianca e Viola. La prima è una persona molto prudente e
non ti chiede mai prestiti se non è sicura di poterti restituire i soldi; la seconda, Viola, è una specu-
latrice incallita sicura di poter fare un sacco di soldi se solo tu le prestassi 1.000€ ed è proprio zia
Viola che ti chiede insistentemente il prestito. Tu conoscendo le due zie saresti più propenso a pre-
stare i soldi a zia Bianca e non a zia Viola, perché con la seconda il rischio è quello di non riavere
il denaro.
Tuttavia noi le due zie non le conosciamo e la selezione avversa potrebbe portarci a non concedere
il prestito né a una né all’altra.
2) Azzardo morale: generato dopo, è il rischio che il prenditore di fondi possa compiere azioni che
accrescono la sua probabilità di insolvenza e che pertanto sarebbero sgradite al datore.
supponiamo di aver concesso un prestito di 1.000€ a zio Pasquale
Esempio: per avviare la sua atti-
vità, un bar. Supponiamo poi che zio Pasquale invece di investire i soldi nel bar li usi per scommet-
tere sui cavalli e, quindi, la probabilità che vi restituisca i soldi diminuisce.
Se conoscessimo le intenzioni dello zio non gli concederemmo il prestito o gli impediremmo di
scommettere sui cavalli; tuttavia noi lo zio non lo conosciamo e potremmo essere scoraggiati a pre-
stargli i 1.000€ anche se fossimo sicuri che egli li userebbe per la sua attività e che ce li restituirà
ricavati da quest’ultima.
con i guadagni
–
2.2 INTERMEDIARI FINANZIARI
Si dividono in tre gruppi:
1) Intermediari creditizi:
Banche: raccolgono fondi attraverso i depositi in conto corrente, le obbligazioni bancarie e i certi-
ficati di deposito per concedere a loro volta presiti a imprese e individui (attività di intermediazio-
ne creditizia)e per acquistare titoli di Stato e obbligazioni;
Altri intermediari finanziari: a differenza della banche si finanziano attraverso azioni e obbliga-
zioni (società di credito al consumo, di leasing e di factoring).
2) Intermediari assicurativi:
Imprese di assicurazione vita: assicurano i titolari della polizze offrendo loro indennizzi (in
un’unica soluzione o sotto forma di rendita) al verificarsi di determinati eventi, come la morte (ca-
so morte) o la vita (caso vita), a una certa data futura e contro il pagamento di premi (unici o perio-
dici), i quali vengono investiti dall’impresa di assicurazione in obbligazioni e titoli di Stato.
Impresa di assicurazione danni: assicurano i titolari delle polizze contro eventi che possono col-
pire le persone (infortuni), le cose (furto e incendio) o il patrimonio (responsabilità civile). Come
6
CAPITOLO 2 – SISTEMA FINANZIARIO: UNO SGUARDO DI INSIEME
per le assicurazioni vita i fondi derivano dal pagamento di premi, che vengono investiti in titoli a
breve termine in quanto la durata delle polizze è tipicamente non superiore all’anno.
3) Intermediari mobiliari:
SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) e banche di investimento: svolgono attività che han-
valori mobiliari e l’attività di
no per oggetto gestione di portafoglio su base individuale.
SGR (Società di Gestione del Risparmio): sono intermediari che raccolgono fondi dai singoli ri-
sparmiatori o dalle imprese per investirli in fondi comuni di investimento o SICAV (Società di In-
vestimento a Capitale Variabile, che investono in modo collettivo il patrimonio raccolto esclusiva-
mente attraverso l’emissione di proprie azioni). 7
CAPITOLO 3 – I TASSI DI INTERESSE E IL LORO RUOLO NELLA VALUTAZIONE
–
CAPITOLO 3 I TASSI DI INTERESSE E IL LORO RUOLO NELLA VALUTAZIONE
–
3.1 CAPITALIZZAZIONE E ATTUALIZZAZIONE
CAPITALIZZAZIONE ATTUALIZZAZIONE
’
R
EGIME DELL INTERESSE SEMPLICE
= (1 + ∙ ) =
Dove: 1+ ∙
Dove:
M = montante M = montante
C = capitale C = capitale
i = tasso di interesse i = tasso di interesse
t = tempo t = tempo
’
R EGIME DELL INTERESSE COMPOSTO
= (1 + )
= = = ∑
Dove:
(1 + ) (1 + )
M = montante =1
Dove:
C = capitale M = montante
i = tasso di interesse C = capitale
t = tempo i = tasso di interesse
t = tempo
TASSI EQUIVALENTI
DELL’INTERESSE DLEL’INTERESSE
REGIME SEMPLICE REGIME COMPOSTO
(1
= + ∙ ) − 1 = (1 + ) − 1
Dove: Dove:
= tasso annuale = tasso annuale
numero di volte in cui l’interesse viene capitaliz- numero di volte in cui l’interesse viene capitaliz-
k k
zato nel corso dell’anno zato nel corso dell’anno
= 2 = 2
tasso semestrale tasso semestrale
= 3 = 3
tasso quadrimestrale tasso quadrimestrale
= 4 = 4
tasso trimestrale tasso trimestrale
3.2 - QUATTRO TIPI DI STRUMENTI NEL MERCATO DI CREDITO
1) Prestito semplice: il creditore fornisce al mutuatario una determinata quantità di fondi che gli devono esse-
re rimborsati alla data di scadenza, con un pagamento supplementare per l’interesse;
2) Prestito a rata costante (ammortamento francese): il creditore fornisce al mutuatario alcuni fondi che de-
vono essere rimborsati restituendo periodicamente (ad esempio ogni mese) un medesimo quantitativo com-
posto da una quota di capitale e una di interesse;
3) Obbligazione con cedola (obbligazione con coupon): assicura a proprietario il pagamento di una cedola
ogni anno fino alla data di scadenza, quando verrà rimborsato un determinato importo finale, il cosiddetto
valore nominale o par value.
⋯
0 1 2
= 100 = 100 ⋯ + = 100 + 1000
A 1 2
4) Titolo a sconto, chiamato anche obbligazione senza cedola o zero-coupon bond: viene acquistato ad un
valore inferiore al suo valore nominale (quindi, con sconto) e viene rimborsato al suo effettivo valore no-
ma l’interesse è rappresentato dalla dif-
minale. Questo titolo non riconosce il pagamento di alcun interesse
ferenza tra il prezzo di acquisto e il valore nominale. 8
CAPITOLO 3 – I TASSI DI INTERESSE E IL LORO RUOLO NELLA VALUTAZIONE
3.3 - IL RENDIMENTO A SCADENZA
1) Prestito con un unico flusso di cassa: per i prestiti che prevedono un unico pagamento a scadenza il tasso
di interesse è uguale al rendimento a scadenza.
Supponiamo di prestare 100€ a Roberto e che lui tra un anno ci restituirà 110€: equiparando il VA dei flus-
si di cassa futuri al valore odierno del prestito otteniamo il rendimento a scadenza:
110 110
(1
100 = → + ) =
1
(1 + ) 100
110
= − 1 = 0,10 = 10%
100
2) Prestito a rata costante: si usa lo stesso metodo utilizzato per il prestito semplice, ovvero si equipara il va-
lore odierno del prestito al valore attuale dei vari flussi di cassa, l’unica differenza è che qui il flusso di cas-
sa non è uno ma
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