L'allargamento dell'UE
Cronologia dell'allargamento
- 1973: Regno Unito, Irlanda, Danimarca
- 1981: Grecia
- 1986: Spagna, Portogallo
- 1995: Austria, Finlandia, Svezia
Articolo 49 del trattato
Ogni stato europeo che rispetti principi come libertà, democrazia, diritti umani, libertà fondamentali, stato di diritto, può domandare di diventare membro dell'UE. Esso trasmette la sua domanda al consiglio che si pronuncia all'unanimità previa consultazione della Commissione e previo parere conforme del Parlamento Europeo che si pronuncia a maggioranza assoluta dei membri che lo compongono.
9 novembre '89 → Caduta del muro di Berlino (fine secessione europea, riunificazione dell'Europa), dopo di che i paesi dell'Europa centro-orientale più Cipro e Malta chiedono di entrare nell'UE. Con questa richiesta si passa da 370 a 500 milioni di abitanti.
I paesi dell'Europa centro-orientale vanno sotto il nome di PECO, la cui popolazione è pari al 28% di quella dell'attuale UE. Questi sono paesi con un'economia poco avanzata. Il loro PIL complessivo è solo il 4% della produzione dell'UE, essi sono però arretrati in senso economico e caratterizzati da un buon livello di sviluppo (educazione).
Con l'entrata dei PECO, le risorse si sposterebbero, con una forte diminuzione per le aree arretrate dell'attuale unione, come Spagna, Portogallo, Grecia e Italia, che perderebbero quote rilevanti dei fondi strutturali.
Verso un'Europa integrata
Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale si assistette a diverse iniziative volte alla costituzione di una federazione di stati europei, grazie anche alla riconciliazione franco-tedesca, diventata il motore delle iniziative comunitarie.
Allargamenti 2004 (25) e 2008 (27). Il problema dell'allargamento risulta molto importante date le condizioni disastrose dei nuovi paesi membri.
1945 conferenze di Yalta e Potsdam → Europa divisa fra dominio sovietico e occidentale (difficile integrazione).
I paesi satelliti dell'Unione Sovietica si liberarono e chiesero l'adesione all'UE. Fra questi vi erano paesi come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, in più paesi facenti parte dell'Unione Sovietica come Lituania, Lettonia ed Estonia. Anche Cipro e Malta chiesero di entrare nell'UE nonostante non fossero "europei". La Slovenia non era né satellite, né parte dell'Unione Sovietica, ma molto sviluppata e con caratteristiche simili all'Austria.
Bulgaria e Romania sono gli stati satelliti più poveri (arretrati) e con alta criminalità. Infine la Turchia (domanda 1987), la cui richiesta non decollò perché non europea e priva di rispetto per le minoranze e i diritti civili (eccidio armeno).
Per entrare nell'UE è necessaria l'unanimità degli stati membri. Gran parte di questi paesi sono slavi o protoslavi (lituani e lettoni) e sostennero l'invasione di alcuni popoli asiatici (unni etc). Alcuni storici sostengono che le popolazioni slave vengono dal versante nord-orientale Carpazi, altri fra la Vistola e il Dnepr, una terza teoria localizza invece il ceppo slavo nella Persia.
Come allargare l'Europa (2002-2003)
Modello a geometrie variabili → consiste in un nocciolo duro di paesi ben integrati (attuali stati membri), più, ad esempio:
- Una confederazione nordica con i baltici
- Una centroeuropea con Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia
- Una est-europea con Romania e Bulgaria
- Una balcanica (nel futuro)
La risposta attuata: accettare come nuovi membri dell'UE quegli stati che dimostrino di aver soddisfatto una serie di criteri formulati in modo da rendere i nuovi entranti omogenei alla media dei componenti attuali.
I criteri di Copenhagen
1993 consiglio europeo di Copenhagen → definì i criteri ma non i tempi che i paesi candidati avrebbero dovuto rispettare. Essi riguardano:
- La presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto e la tutela delle minoranze.
- L'esistenza di un'economia di mercato efficiente, nonché la capacità di far fronte alla pressione della concorrenza ed alle forze di mercato all'interno dell'UE → ciò implica che:
- L'equilibrio tra domanda e offerta sia stabilito dal libero gioco delle forze di mercato.
- Equilibrio fra domanda e offerta.
- Prezzi e scambi liberalizzati.
- Non esistano ostacoli significativi all'ingresso sul mercato.
- Ordinamento giuridico che regoli i diritti di proprietà.
- Stabilità macroeconomica, comprendente una stabilità dei prezzi, nonché finanze pubbliche e conti con l'estro sostenibili.
- Vasto consenso sugli elementi essenziali della politica economica.
- La capacità del paese candidato di assumersi gli obblighi e in particolare di aderire agli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria.
Consiglio europeo di Madrid 1995
La Commissione Europea, nella relazione intermedia sul processo di allargamento, espone le condizioni sine qua non dell'adesione e l'adozione dell'acquis communitaire.
Motivazioni per far parte dell'UE:
- Socioeconomiche
- Politiche
- Comune identità europea, basata su esperienze storiche passate (Sacro romano impero, impero austro-ungarico) o sulla condivisione di valori religiosi.
Le diversità in seno ai paesi candidati sembravano, nell'ultimo decennio, aumentare e la futura adesione all'UE avrebbe potuto aumentare le distanze ed inasprire gli antagonismi interni.
Le inchieste dell'Eurobarometro
Sia nei paesi membri che negli stati candidati vengono effettuate delle indagini:
- Novembre e dicembre 2000:
- 44% cittadini pro all'allargamento
- 35% contro
- 60% priorità
- 27% no priorità
- Nei paesi candidati, nel 2001, il 59% dei cittadini pensava che l'adesione all'UE fosse positiva (80% Romania, 33% Estonia e Lettonia.)
Questi numeri devono però essere sempre interpretati relativamente alla realtà. Nei PECO, dopo l'entusiasmo generale avutosi dopo il 1989 è seguito un restringimento del margine dei cittadini in favore a quelli contro la partecipazione comunitaria. La caduta del supporto dell'opinione pubblica nei PECO è stata dovuta agli sviluppi nelle contrattazioni riguardanti i negoziati di adesione che hanno fatto aumentare la percezione dello svantaggio di posizione.
Dagli accordi di associazione ai negoziati di adesione
Gli accordi di associazione europei
Paesi coinvolti: Polonia, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia, Romania.
Accordi di I generazione → (semplici) volti alla realizzazione di una maggiore cooperazione ed un migliore accesso ai mercati.
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3 principi cardine:
- Principio di condizionalità politica ed economica comporta la sospensione degli accordi qualora un paese interrompa i progressi verso la democrazia e l'economia di mercato.
- Principio di riavvicinamento delle legislazioni → armonizzazione delle legislazioni.
- Principio di asimmetria → mentre l'Europa eliminava automaticamente e direttamente le sue restrizioni quantitative e i suoi dazi per tutti i prodotti industriali, per i PECO (Estonia esclusa) l'eliminazione è scaglionata nel tempo.
- Accordi di associazione di II generazione → una collaborazione più intensa rispetto agli accordi commerciali. Essi costituiscono il quadro giuridico dei rapporti fra i paesi candidati e l'UE, costituendo il forum principale per l'approfondimento delle relazioni politiche ed economiche fra le controparti al fine di creare un quadro adeguato per la progressiva integrazione di paesi candidati. Conclusi con la Bulgaria, la Repubblica Ceca, l'Ungheria, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, l'Estonia, la Lettonia e la Lituania.
Agenda 2000 e la prima ipotesi di adesione
All'inizio degli anni '90 era impensabile l'adesione dei PECO alla comunità europea a breve termine, dato l'enorme divario esistente tra le rispettive situazioni economiche e sociali. Strategia: promozione dello sviluppo dei PECO come produzione importante per considerare poi, in una seconda fase, il loro inserimento nella comunità.
Agenda 2000 → primi pareri della commissione sui PECO rispetto ai criteri di Copenhagen. Solo 5 paesi tra i 10 avevano economie di mercato vitali (Estonia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia), dunque la commissione suggerì l'allargamento solo a questi. Infine giunse alla conclusione che sarebbe stato necessario un sostegno di preadesione per i paesi candidati di 2 miliardi di euro.
Consiglio europeo di Lussemburgo dicembre 1997
Inizio dei negoziati con i 5 paesi candidati + Cipro, in quanto considerato paese con economia di mercato. 1997 → conferenza europea per sviluppare e intensificare la cooperazione nel settore della politica estera e sicurezza comune (PESC), della giustizia e degli affari interni ed in altri settori di interesse comune soprattutto in materia economica e di cooperazione regionale.
Strumenti di pre-adesione
- Accordi europei che riguardano questioni commerciali, dialogo politico e altri settori di cooperazione
- Partenariato per l'adesione: tutte le forme di assistenza ai paesi candidati in un quadro unico → fissate priorità per ciascun paese candidato (democrazia, stabilizzazione macroeconomica, sicurezza nucleare e recepimento dell'acquis.)
- Partecipazione a programmi comunitari che riguardano la maggior parte delle politiche comunitarie e costituiscono un efficiente mezzo di familiarizzazione per i paesi associati e i loro cittadini alle politiche dell'unione.
- Avvicinamento delle legislazioni
- Gemellaggio: che comporta l'invio di esperti dell'unione nei paesi candidati, con il compito di favorire il rafforzamento delle istituzioni responsabili dell'attuazione e dell'applicazione dell'acquis comunitario.
I negoziati di adesione
Iniziati il 30 marzo 1998:
- Analizzata la capacità dei candidati di rispettare tutti gli obblighi di uno stato membro dell'UE e di applicare l'acquis comunitario
- La linea stabilita dall'UE è quella di escludere qualsiasi possibilità di adozione parziale dell'acquis
- Misure transitorie di breve periodo
Al consiglio di Helsinki (dic 1999) si è deciso di avviare i negoziati anche con i restanti 5 paesi candidati. Turchia: nello stesso consiglio fu riaffermata la piena dignità di tale paese per la candidatura all'UE a condizione che esso rispettasse i criteri di Copenhagen.
Lo screening dell'acquis comunitario
La negoziazione tra i paesi candidati e l'UE comportano la piena accettazione dell'acquis comunitario (31 capitoli) cioè le regole adottate sulla base dei trattati di Roma, Maastricht, Amsterdam e Nizza. Tale processo si basa su un continuo confronto e contrapposizione tra le due parti in sessioni bilaterali e multilaterali.
La chiusura provvisoria
Durante i negoziati, una volta aperti determinati capitoli, l'UE accorda una loro chiusura provvisoria se sussistono le condizioni:
- Acquis pienamente accettato
- Nessuna richiesta di periodi transitori
- Risposte soddisfacenti alle domande dell'UE
Le riforme istituzionali e la convenzione europea
Riforme istituzionali nel consiglio di Nizza (dic 2000) con l'approvazione del nuovo trattato UE (basato su tutti i trattati precedenti). Convenzione europea → assemblea precostituente con il compito di studiare soluzioni per le riforme istituzionali approdando alla formulazione di un nuovo trattato.
Vertice di Laeken
I 15 hanno ribadito la volontà dell'unione di procedere all'allargamento indicando il 1
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