ISTITUZIONI DI DIRITTO DELL’ UNIONE EUROPEA
CAPITOLO 1:
ORIGINI,EVOLUZIONE E CARATTERI DELL’ INTEGRAZIONE EUROPEA
I PRIMI MOVIMENTI EUROPEISTI Richard Coundenhove-Kalergi
Uno dei primi promotori del progetto di unire gli Stati europei fu il conte ,il quale fondò nel 1924 un associazione denominata
Unione paneuropea,avente lo scopo di preservare l’ Europa,da una parte ,dalla minaccia sovietica e dall’ altra dalla dominazione economica degli Stati Uniti.
Fondamentalmente furono 3 le concezioni che ispirarono tale progetto:
visione di tipo confederale,avanzata Aristide Briand,il
1. da cui progetto prevedeva la creazione di una organizzazione politica tra gli Stati partecipanti
,che abbia obbiettivi comuni a tutti ma che non metteva in discussione la sovranità di ognunoPERMANENZA DEI NAZIONALISMI
visione di tipo federalista,visione E COLORNI. Manifesto di
2. che accomunava tre autori:SPINELLI,ROSSI Secondo tale impostazione,espressa nel
Ventotene, l’ obiettivo immediato era un unione politica europea secondo cui i Paesi europei ,al fine di assicurare la pace,avrebbero dovuto rinunciare
Federazione europea,dotata
alla propria sovranità,e secondo cui si sarebbe dovuti giungere ad una nuova entità,la di un proprio esercito,di una propria
moneta, di proprie istituzioni e di una propria politica estera.(NO NAZIONALISMI)
visione funzionalista e graduale,che
3. nonostante il comune obiettivo con la seconda concezione,si proponeva di costruire PROGRESSIVAMENTE
Monnet)
una situazione di integrazione tra i Paesi europei ( non immediata),attraverso forme di coesione e solidarietà tra gli stessi.(Jean
LE ORGANIZZAZIONE EUROPPE DEL SECONDO DOPOGUERRA
L’ OECE ,Organizzazione europea di cooperazione economica,creata George
Una delle prime organizzazioni europee fu nel 1948 sotto la spinta di
Marshall,il quale nell’ enunciare un piano di aiuti per la ricostruzione dell’ Europa sconvolta dalla guerra,chiedeva di attuare un istituzione che si prendesse il
compito di amministrare tale aiuti;richiesta accolta dai Paesi dell’ Europea occidentale e concretizzatasi appunto nell’ OECE.
Quest’ ultima è un organizzazione internazionale di carattere intergovernativo ,cioè destinata a operare mediante organi ;così come lo è anche l’ altra
CONSIGLIO D’ EUROPA
organizzazione europea creata in quegli anni e cioè il del 1949.
LA NASCITA DELLA COMUNITA’ EUROPEA DEL CARBONE E DELL’ ACCIAIO
CECA
La nasce come una comunità sopranazionale e non più quindi come un organizzazione internazionale. La novità è principalmente il trasferimento
enti
dei poteri sovrani da parte degli Stati membri a ,appunto le comunità sopranazionali.
Robert Schuman PROPOSTA,
All’ origine della Ceca vi è la celebre dichiarazione di ,che contiene LA rivota anzitutto alla Germania (in relazione allo storico
contrasto Francia - Germania),ma anche agli altri Stati Europei che intendevano aderirvi, DI METTERE IN COMUNE,sotto un Alta Autorità,l’ insieme della
produzione di carbone e di acciaio ,assicurando allo stesso tempo la loro libera circolazione,al fine di favorire una solidarietà tra i due Stati principalmente
coinvolti. L’ apparato organizzativo sarebbe stato formato da
Alta Autorità
-un’ , composta da personalità indipendenti che avrebbero avuto poteri sia esecutivi che normativi nei confronti dei Paesi aderenti ma soggette
un Assemblea comune,composta Consiglio speciale dei
a un controllo giurisdizionale a livello europeo ,da dai rappresentati dei popoli degli Stati mebri,dal
ministri Corte di Giustizia
e dalla Aprile del 1951
Questa proposta fu accettata da sei Stati e nell’ essi firmarono il trattato istitutivo della CECA,che prevedeva la creazione di un mercato
comune dei prodotti carbo-siderurgici,delle condizioni di concorrenza da rispettare come l’ eliminazione e il divieto dei dazi e delle restrizione quantitative alla
circolazione di tali prodotti tra i Stati membri ,degli aiuti e sovvenzioni statali.
IL FALLIMENTO DELLA COMUNITA’ EUROPEA DI DIFESA(CED) E IL RILANCIO DEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA:LA CEE E LA CEEA
CED Comunità Europea di Difesa,che
Gli stessi Stati che sottoscrissero il Trattato CECA ne firmarono ,nel 1952, un altro a Parigi ,istitutivo della ossia la
comportava la creazione di un esercito europeo,di un apparato istituzionale di un meccanismo di reazione a qualsiasi aggressione contro uno Stato membro.
Tale trattato non entrò però mai in vigore poiché non fu ratificato dalla Francia; tale fallimento, portò al rilancio del processo di integrazione che condusse alla
firma, a Roma , nel marzo del 1957, CEE,e CEEA.
del Trattato Istitutivo della COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA,LA della COMUNITA’ EUROPEA DELL ENERGIA ATOMICA ,la
La CEE ha natura prevalentemente economica e commerciale,come quello della CECA ma a differenza di quest’ ultima non ha un intervento settoriale ma
generale. Stabilisce quindi un unione doganale,l’ eliminazione dei dazi,delle restrizioni quantitative e di ogni altro ostacolo agli scambi di merci tra gli Stati
membri,nonché degli ostacoli alla libera circolazione di persone,servizi e capitali tra gli stessi. La CEE quindi si propone di intervenire soprattutto in quei
segmenti dell’ economia più deboli,in quelle fasce sociali fragili e in zone di geografiche in ritardo di sviluppo.
Quanto alla CEEA,essa nasce con lo scopo di contribuire ad elevare il tenore di vita degli stati membri e far sviluppare gli scambi con gli altri paesi.
IL CARATTERE SOPRANAZIONALE DELLE COMUNITA’ EUROPPE:IL PARZIALE TRASFERIMENTO DI POTERI LEGISLATIVI
La differenza principale tra le comunità di cui si è appena parlato(CECA,CED,CEEA)e le comuni organizzazioni internazionali è proprio il loro – CARATTERE
SOPRANAZIONALE-
Entrambe nascono dalla conclusione di un accordo tra gli Stati membri con il quale si stabiliscono degli scopi comuni ma:
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALE CLASSICHE: COMUNITA’ SOPRNAZIONALI:
gli Stati membri sono rappresentati dai propri governi nei vari partecipazione dei cittadini alla vita della Comunità mediante il
organi dell’ organizzazione Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale
assenza della partecipazione dei popoli di tali Stati trasferimento parziale di sovranità dagli Stati membri alle
Comunità,i cui organi hanno il potere di adottare atti obbligatori e
gli atti di queste organizzazioni hanno come destinatari gli Stati applicarli all’ interno della comunità,senza alcuna mediazione da
membri,i quali daranno poi esecuzione agli obblighi che nascono parte degli stati membri (CARATTERE DI DIRETTA E IMMEDIATA
da tali atti. APPLICABILITA’)
i destinatari dei diritti ,degli obblighi che derivano dagli atti
comunitari non sono solo gli Stati membri ma anche i loro cittadini
IL PARZIALE TRASFERIMENTO DI POTERI GIUDIZIARI E DELLA SOVRANITA’ MONETARIA
potestà legislativa ma anche quella giudiziaria.
Tale trasferimento dagli Stati membri alle Comunità europee non riguarda solo la Nelle comunità sono
presenti una pluralità di competenze,tra le quali quella attribuita alla CORTE DI GIUSTIZIA,detta “pregiudiziale”.Essa è regolata nel Trattato sulla Comunità
europea,dall’ art 234 secondo il quale,nel caso si presentasse un dubbio circa l’ interpretazione o la validità di un atto o di un diritto comunitario, la Corte di
giustizia non può decidere circa il caso concreto o risolvere la questione presa in considerazione,ma deve limitarsi solo a pronunciare la CORRETTA
interpretazione della norma comunitaria e decidere se l’ atto in questione sia valido o meno;spetterà poi al giudice nazionale la decisione del caso e l’
applicabilità della norma o dell’ atto al caso in questione. La corte di Giustizia condiziona quindi,l’ esercizio e risultati della potestà giudiziaria
nazionale,producendo effetti a livello generale. RIPRENDE NEL CAPITOLO 7
L’ ALLARGAMENTO DELLE COMUNITA’ E DELL’ UNIONE EUROPEA
Attualmente il quadro dell’ integrazione europea si è arricchito e ampliato. Per quanto riguarda gli Stati membri,da sei il numero degli Stati appartenenti alle
27
Comunità e all’ Unione europea si è ampliato agli attuali stati. Le differenze che sussistono tra gli stati preesistenti e quelli nuovi hanno reso necessario
introdurre negli atti di adesione delle “clausole di salvaguardia” che possono essere usate per evitare di applicare delle disposizioni a nuovi stati membri, e
anche delle deroghe temporanee o permanenti nell’ applicazione delle norme comunitarie ;tutto ciò per tenere conto delle difficoltà che i nuovi Stati membri
potrebbero incontrare per adeguarsi ai preesistenti standards normativi europei e per tutelare gli interessi di tutti.
GLI SVILUPPI DELL’ INTEGRAZIONE EUROPEA:IN PARTICOLARE L’ ATTO UNICO EUROPEO DEL 1986
Essenzialmente, è dagli anni 80 che si è messo in moto il processo che ha condotto poi all’ attuale Unione europea. Uno dei passaggi più significativi fu la
ATTO UNICO EUROPEO,
sottoscrizione dell’ entrato in vigore il 1° luglio del 1987 e che fa seguito ad un Trattato ,approvato dal Parlamento europeo nell’
Trattato Spinelli”.Esso
84, e noto come” stabiliva che il Parlamento e il Consiglio dell’ Unione esercitino congiuntamente il potere legislativo e che una legge
fosse adottata solo se approvata da entrambi. Nonostante tale trattato fu un insuccesso, esso fece comunque da base all’ Atto unico,il quale
istaurò una cooperazione europea in materia di politica estera,basata sull’ informazione reciproca ,sulla cooperazione e sul coordinamento tra gli stati
membri la possibilità al Consiglio si adottare un atto anche contro la volontà del Parlamento (≠ trattato Spinelli)
dava una data precisa entro cui la CEE avrebbe dovuto adottare le misure necessarie per completare il mercato interno;completamente che sarebbe
fissava
dovuto scaturire dalla realizzazione delle 4 fondamentali libertà di circolazione: 1- merci 2 – persone 3 – servizi 4 - capitali .La fissazione di tale termine
fu prevista per il 31 dicembre del 1992 un successo!
fu
IL TRATTATO DI MAASTRICHT DEL 1992 E LA NASCITA DELL’ UNIONE EUROPEA
Trattato di Maastricht
La struttura portante dell’ odierna Unione europea è rappresentata dal del 7 febbraio del 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre
1993. Esso riunisce tutte le tre originarie Comunità europee (CECA,CEE E CEEA)e si fonda su tre pilastri:il primo,rappresentato dalle Comunità europee,il
secondo consiste nella politica estera e di sicurezza comune,il terzo è relativo alla giustizia e affari interni.
Inoltre,mentre nel primo pilastro prevale il carattere sopranazionale delle Comunità e quindi operano le istituzioni i procedimenti,
negli altri due pilastri prevale il carattere intergovernativo nel quale operano soprattutto gli stati membri,rappresentati dai rispettivi governi.
Sviluppo fondamentale,con tale Trattato ,è il passaggio a una moneta europea unica,l’ euro;inoltre mostra una spiccata sensibilità per i diritti della persona
istituendo una cittadinanza europea ,consistente in uno status giuridico spettante ad ogni cittadino di uno Stato membro.
Altre due innovazione del Trattato sono
una nuova procedura di adozione degli atti comunitari denominata ”codecisione”,la quale comporta che l’ atto sia adottato solo se sul suo testo si
registra la comune volontà sia del Parlamento europeo ,che dal Consiglio
l’ accettazione di un modello di integrazione europea non necessariamente uniforme per tutti gli Stati membri. E’ il modello chiamato a “geometria
variabile” ,”a cerchi concentrici”,a “integrazione differenziata” o flessibile.
CAPITOLO 2:
STRUTTURA,OBIETTIVI E PRINCIPI DELL’ UNIONE EUROPEA
LA STRUTTURA IN TRE PILASTRI DELL’ UNIONE EUROPEA
Il quadro attuale dell’ Unione europea si articola in 3 pilastri.
IL PRIMO trova la sua disciplina nel Trattato sulla Comunità europea ed è caratterizzato dalla “sopranazionalità”,il SECONDO e il TERZO trovano la loro
disciplina nel Trattato sull’ Unione europea e sono caratterizzati dal metodo intergovernativo. Quest’ ultimo trattato dedica il titolo V alla politica estera e di
sicurezza comune,costituendo il secondo pilastro,mentre il titolo VI è dedicato alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale ,costituendo il terzo
pilastro. nel secondo pilastro
Inoltre mentre
- il Parlamento ha un ruolo puramente informativo ,la Corte di Giustizia è del tutto assente egli atti previsti sono molto diversi da quelli comunitari
nel terzo pilastro
- il Parlamento ha un ruolo di consultazione obbligatoria,la Corte di Giustizia ha varie competenze e alcuni atti hanno alcuni tratti in comune con quelli
comunitari.
L’ articolazione in tre pilastri tuttavia NON SCALFISCE il carattere unitario delle istituzioni dell’ Unione europea ,costituita quindi da:
Consiglio europeo(capi Commissione Corte di giustizia Corte dei conti 5.
1. di stato,capi di governo,presidente della commissione) 2. 3. 4.
Parlamento 6.Consiglio
Come accennato,il Trattato UE delimita le sfere di applicazione dei tre pilastri. A tal proposito si riferiscono gli articoli 47 e 29:
ARTICOLO 47 mostra che le politiche e le forme di cooperazione inserite dal Trattato devono attuarsi nel rispetto delle competenze istituzionali e del
sistema normativo propri del diritto comunitario. Tali disposizioni implicano quindi,che l’Unione non può sconfinare nelle materie di competenza comunitaria e
che la Corte di giustizia può ritenere nulli o illegittimi gli atti che l’ Unione potrebbe adottare in tali materie.
l’ articolo 42 trasferire
Sui rapporti tra i pilastri va ricordato ,il quale contiene la cosiddetta disposizione “passerella” che consente di nel pilastro comunitario
azioni attualmente previste nell’ ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria penale. A questa disposizione si ricorre sulla base dell’ unanimità del
Consiglio e sulla base della previsione che gli Stati membri eseguano la decisione in conformità delle proprie norme costituzionali. La deliberazione del
Consiglio è raccomandata agli Stati membri e non è da considerarsi obbligatoria nei loro confronti.
GLI OBIETTIVI DELL’ UNIONE EUROPEA E IL RISPETTO DELL’ ACQUIS COMUNITARIO
articolo 2
Gli obiettivi dell’ Unione Europea sono indicati dall’ del Trattato UE.
Il primo di tali obiettivi rinvia al primo pilastro ,ossia alla Comunità europea, e ,in sintesi ,promuove la creazione di uno spazio senza frontiere interne
,in cui ci sia progresso economico,uno sviluppo sostenibile e equilibrato,e la creazione futura di una moneta unica.
Il secondo obiettivo rinvia al secondo pilastro,ossia la PESC,e promuove di definire l’ identità dell’ UE sulla scena internazionale attraverso una politica
di difesa comune e di una politica estera
Il terzo obiettivo , si riferisce alla cittadinanza europea,affermando il rafforzamento della tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini dei suoi Stati
membri.
inoltre un altro obiettivo fa riferimento al terzo pilastro,e promuove la crescita dell’ Unione come spazio di libertà,sicurezza e giustizia assicurando
anche misure appropriate per quanto riguarda i controlli alla frontiere,l’ asilo,l’ immigrazione,e per ciò che riguarda la criminalità e la sua prevenzione.
L’ ACQUIS COMUNITARIO,con
infine un ultimo obiettivo è quello di mantenere integralmente cui si indica il complesso delle realizzazione ,dei risultati
sinora acquisiti nell’ ambito comunitario,e quindi regolamenti,direttive,decisioni,gli altri atti giuridicamente obbligatori ,come gi accordi conclusi dalla
Comunità con Stati terzi ,atti di carattere politico e dichiarazioni comuni. Tale obiettivo quindi,significa che l’ azione dell’ UE non può pregiudicare,né
rimettere in discussione quanto già conseguito,anche nell’ ambito della cooperazione politica e dei pilastri non comunitari.
GLI OBIETTIVI DELLA COMUNITA’ EUROPEA
obiettivi
Gli della C.E. sono enunciati dall’ articolo 2 del Trattato C.E. nel quale viene richiamato il compito della C.E. di promuovere essa stessa mediante l’
instaurazione di un mercato comune,di un unione economica e monetaria,mediante l’ attuazione di politiche e azioni comuni,di uno sviluppo sostenibile ed
equilibrato delle attività economiche ,di un elevato livello di occupazione e protezione sociale,e la parità tra uomini e donne.
mezzi
I di cui la comunità si serve per raggiungere tali obiettivi ,previsti dall’ articolo 3,consistono,anzitutto,in divieti per gli Stati membri,come per esempio il
divieto dei dazi doganali e di restrizioni quantitative all’ entrata e alla uscita delle merci negli scambi tra gli Stati ,la creazione di una tariffa doganale comune
nei rapporti con i Paesi terzi. Tali divieti e politiche economiche ,sono volte a garantire una serie di libertà nel quale rientrano anche quelle relative al mercato
interno e quindi la libera circolazione delle merci,persone,servizi e capitali.
Per ciò che riguarda le politiche della Comunità,più specificatamente ci si riferisce a una politica commerciale comune,a una politica nei settori dell’ agricoltura
e della pesca,nel settore dei trasporti,nel settore sociale,nel settore dell’ ambiente;al fine di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regione e il ritardo
delle regioni meno favorite. Inoltre l’ articolo 3 prevede che l’ azione della C.E. sia volta ad eliminare le ineguaglianze e a promuovere la parità tra uomini e
donne.
I fini,poi,stabiliti dall’ articolo 2 sono perseguiti anche mediante la politica monetaria ed economica;per cui bisogna che vi siamo prezzi stabili,finanza
pubbliche e condizioni monetarie sane e una bilancia dei pagamenti sostenibil
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Integrazione europea
-
Integrazione
-
Origini del processo di integrazione europea
-
Integrazione europea e dell'Europa dell'Est - Appunti