Innovazione tecnologica dei prodotti e dei
processi
LEZIONE 1
24 settembre 2019 CAPITOLO 1
L’INNOVAZIONE religione industriale della fine del XX secolo
L’innovazione è definita come la
che ha poi trovato negli anni 2000 grosso sviluppo. È indubbio che qualsiasi
innovazione viene vista come strumento chiave per migliorare i profitti, i ricavi
e le quote di mercato tramite differenziazione, la quale consente di raggiungere
un target maggiore di clienti. I governi, inoltre, tentano di inserire programmi di
innovazione all’interno di qualsiasi politica industriale.
Il termine “innovazione” può essere collegato a quello di BENESSERE in quanto
dove c’è miglioramento dei prodotti è molto probabile che si verifichi anche un
aumento del benessere sociale.
L’innovazione è uno dei fattori determinanti del successo delle imprese. Inoltre,
importante è l’aggiunta del termine SOSTENIBILITA’ accanto a quello di
innovazione; il successo deve essere sostenibile perché un successo a breve
termine impatta negativamente su un qualsiasi tipo di attività (sociale o
economica). Quando parliamo di “sostenibilità economica” intendiamo il
riuscire a garantire un equilibrio economico finanziario a lungo termine senza
intaccare lo stock di capitale di partenza destinato alle generazioni successive.
Per riuscire ad avere questo tipo di output è necessario un successo che deve
essere poi sostenibile.
Una prima differenza è tra innovazione di prodotto e innovazione di
processo.
INNOVAZIONE DI PROCESSO: l’obiettivo è sempre quello di ridurre i costi, le
tempistiche e i cicli produttivi; l’innovazione di processo mi consente una
maggiore efficienza di tutti i processi di produzione.
INNOVAZIONE DI PRODOTTO: l’obiettivo è aumentare margini di profitto, le
transazioni e i ricavi. Devo in questo caso “rinfrescare” il portafoglio prodotti,
ragion per cui innovazione è anche differenziazione differenzio i vari prodotti
per aumentare la mia offerta e acquisire il maggior numero di clienti possibili.
Un primo esempio può essere fatto con riferimento al SUV della Fiat. Nel box
viene presentata la differenziazione di prodotto introdotta dalle strategie di
Marchionne per l’immissione sul mercato di nuovi modelli. Quella presa come
riferimento è la fabbrica di Melfi, una delle più avanzate a livello di
automazione, progettazione virtuale e progettazione 3D. Ormai quasi tutte le
case automobilistiche utilizzano le PIATTAFORME ovvero architetture di base,
normalmente modulari, che consentono di utilizzare stesse architetture per più
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modelli. L’utilizzo di queste piattaforme diventa fondamentale per ridurre gli
investimenti e suddividere i costi all’interno di più modelli. La fabbrica è
diventata simbolo di altissima qualità tramite il modello della piattaforma
modulare, capace di generare più modelli tramite una progettazione virtuale
progettazione che avviene in scala 3D sui software e computer per poi
riproporla su modello reale, ma riducendo notevolmente costi e tempistiche
(pilotino). L’operazione è eseguita per l’80% da macchine e robot. Come effetto
da un lato si hanno vantaggi, dall’altro si perde forza lavoro che va riciclata e ri-
aggiornata su altre tipologie di competenze.
La differenziazione del prodotto diviene fondamentale per aumentare l’offerta.
Su questo ha inciso da una parte la GLOBALIZZAZIONE in quanto ha aumentato
la necessità di dover rimodulare l’offerta in funzione delle diverse esigenze. A
livello sociale la differenza di usi, costumi, religioni, normative ecc., necessitano
di una differenziazione spinta anche in termini di globalizzazione (es. McDonald
deve modulare la sua offerta in funzione del luogo in cui si trova in quanto sarà
differente, ad esempio, tra Italia e Grecia poiché la base della cultura e di usi e
costumi sono differenti). Dall’altro lato le nuove tecnologie hanno aumentato la
capacità di innovazione.
Un altro esempio è quello fatto in riferimento alla Ferrero: ha condotto
un’enorme differenziazione di prodotto basandosi su prodotti base che hanno
avuto successo come Nutella, Rocher ecc.
Il RISCHIO DI INNOVAZIONE non deve essere visto con paura o solamente come
costo, ma come un’opportunità di migliorare. Tuttavia, ci sono prodotti Ferrero,
ad esempio, che non sono andati bene quali il Gran Soleil.
Altro esempio che propone il testo è con riferimento ad Illy, un’innovazione
italiana in un determinato settore che ha consentito all’impresa di raggiungere
ottimi risultati (player di alta gamma). Si sono posizionati su un caffè di qualità
però ricerca e tecnologia sono stati sempre il primo obiettivo tramite
innumerevoli innovazioni storiche (sono stati i primi a sviluppare la cialda negli
anni ’70 e poi il business si è evoluto a distanza di 30 anni), tramite altre
metodologie di produzione (grazie a 5 motori di ricerca che operano all’interno
di determinati settori). Aspetto da sottolineare è la complementarietà delle
discipline: lavorare da prospettive diverse facilita lo sviluppo della tecnologia
(nel caso di Illy, chimica, fisica e botanica riescono a creare un mix
particolarmente innovativo).
Dal punto di vista teorico l’obiettivo è:
Capire che il ciclo di vita dei prodotti si è accorciato in quanto
l’innovazione è talmente spinta che nuovi prodotti generano rapidamente
l’obsolescenza dei precedenti;
L’introduzione di nuovi prodotti deve essere più rapida;
La differenziazione diventa fondamentale per raggiungere un segmento
particolarmente elevato di clienti.
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L’innovazione + importante non solo per la riduzione dei costi ma anche per:
maggior qualità dei prodotti, servizio, tempi di consegna ecc. Il discorso
dell’innovazione deve riguardare tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla
creazione fino alla consegna. Possiamo operare in termini innovativi tentando
di migliorare ogni fase di creazione e tutto deve essere gestito per riuscire a
creare nuove opportunità di business, tenendo conto che le levi principali del
cambiamento sono legate:
Alla cultura
All’apertura del management a gestire opinioni, coinvolgere chi lavora e
riuscire a condividere il più possibile all’interno dell’organizzazione tutte
le nuove idee, tentando di evitare problematiche legate a sviluppi di
carriera che possono incidere su favoritismi o mantenimento del sapere
Al vedere innovazione e cambiamento non come rischio, ma come
opportunità su cui investire.
Impatto dell’innovazione sulla società:
Riesce a creare nuovi mercati
Generazione di occupazione può far generare nuove competenze,
ne può far perdere di altre. È importante reagire sempre al cambiamento
e capire quali sono i mestieri del futuro e quali sono invece le attività e le
competenze che potranno essere sostituite nel futuro dalla macchina e
dai robot. Ci sono studi che testimoniano come determinate discipline
siano con l’andare del tempo a rischio; un numero elevato di avvocati e
commercialisti potranno essere sostituiti da attività legate a robot,
intelligenza artificiale. Allo stesso modo, tutte le competenze legate al
mondo informatico potranno acquisire più valenza. La variabile che il
progresso tecnologico mette più in risalto è il TEMPO e un esempio in cui
questo è particolarmente visibile riguarda la guida automatica (se ho
qualcun altro che guida per me io nel frattempo posso utilizzare il tempo
per svolgere altre attività).
Incremento della redditività
Diminuzione dei costi di produzione
Aumento di quote di mercato
Aumento della competitività
Dal punto di vista del BENESSERE, prodotti e servizi sempre più ampli
dovrebbero significare maggior benessere in quanto ho la possibilità di vivere
meglio. Riferendoci ad un grafico e mettendo velocità del cambiamento
tecnologico visto come impatto sul benessere e sulla società sull’asse delle
ordinate e sull’asse delle ascisse il tempo, si nota come dall’invenzione
dell’automobile in poi ci sia una crescita esponenziale testimoniata da tutta
una serie di tecnologie. 3
Negli anni ’70 si era già provato a spiegare quanto sia importante l’impatto
dell’innovazione tecnologica sulla società e la base di partenza è l’analisi del
PIL visto come valore complessivo di beni e servizi prodotti in territorio
nazionale comparato al loro prezzo. Nell’ambito di una funzione di produzione,
la crescita del PIL viene spiegata in termini di aumento della produttività del
lavoro ed efficienza degli investimenti (residuo di Solow). L’economista Solow
è andato ad attribuire la crescita dei singoli fattori di produzione proprio al
contributo dell’innovazione tecnologica. Chi investe di più in innovazione e
progresso riesce poi ad avere un PIL maggiore in termini di capitale e lavoro
quindi a livello di rendita e produttività. Il tasso di crescita del PIL è attribuito in
sostanza agli input: lavoro, capitale e progresso tecnico; non tutta la crescita
del prodotto è imputabile alla crescita dei singoli fattori di produzione. La parte
della crescita che eccede il contributo è chiamata RESIDUO DI SOLOW. Il
cambiamento tecnologico non produce solo effetti positivi, ci sono anche effetti
negativi racchiusi nelle “esternalità negative” (come l’inquinamento, erosione
delle coste, batteri potenti)
Ogni volta che c’è un’innovazione si genera nuova conoscenza e nuova cultura
che dovrebbe provocare un aumento di interesse (conoscenza applicata a
problemi di ordine pratico risolvo problematiche a livello di utilizzo di nuovi
prodotti).
Come definirla?
INNOVAZIONE= flusso organizzato e strutturato di tutte le attività che
consentono di adeguare* i prodotti e i processi produttivi e organizzativi alle
esigenze dei mercati e dei clienti.
*: dove c’è cambiamento deriva un adeguamento.
Il progresso potrebbe essere generato sia dal mercato e dal cliente, sia senza
implicazioni legate al mercato, ma derivante da attività interne all’impresa.
Possiamo definirla anche come creazione di nuova conoscenza, applicata ai
problemi di ordine pratico.
L’innovazione tecnologica è il principale fattore competitivo in
un’economia basata sulla conoscenza.
L’Asset critico è la CONOSCENZA, in quanto:
La conoscenza è un bene economico con caratteristiche particolari tra cui il
fatto che va trasferita, non è un bene pubblico e non possono accedervi tutti
facilmente. Quella delle piccole imprese è spesso collegata a processi taciti
quindi è una conoscenza non codificata (es. settore scarpe: le imprese italiane
sono leader a livello di competenze, con riguardo agli scarpini da calcio ne
vengono fatti di un certo tipo in territorio veneto, ma con competenze non
trasferibili. Le stesse scarpe sportive di vari modelli generano una difficile
inimitabilità e un difficile trasferimento di conoscenza. La Nike ha tentato di
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instaurare centri di ricerca in determinati territori proprio perché aveva
difficoltà nel riuscire ad acquistare competenze che si radicano e si
trasferiscono solo attraverso una forma di collaborazione face-to-face). Allo
stesso tempo la conoscenza difficilmente è acquistabile attraverso transazioni
di puro mercato; le fonti della conoscenza sono molteplici e l’acceso a tali fonti
non è libero ma regolato da processi complessi (non istantanei; path dependet;
non sostituibili con transazioni di mercato).
PATH DEPENDENT spesso l’accesso e la creazione di conoscenza non è
spiegabile ed è collegata a percorsi che hanno reso determinati processi
particolari (come fossero codici genetici) non facilmente identificabili. Proporre
un determinato bene all’interno di un certo territorio può essere un’azione
svolta solo in quel territorio seguendo determinati procedimenti e processi che
non sono facilmente identificabili e distinguibili.
Gli ostacoli all’innovazione sono:
Archetipi mentali
Scarso coinvolgimento del personale (il commitment è proprio
quell’impegno dell’organizzazione nel supportare determinate tematiche)
Mancanza di cultura e conoscenza (è la base del degrado sociale a cui
stiamo assistendo)
RESISTENZA AL CAMBIAMENTO percepito come minaccia è una delle
fonti principali di ostacolo all’innovazione. È testimoniata da aziende
come Kodak che si sono trovate di fronte al cambiamento tecnologico e
non sono state in grado di reagire.
SINDROME DEL NIH (Not Invented Here) in termini di decentralizzazione
della produzione, si fa fatica ad accettare all’interno della stessa azienda
nuove idee e nuovi prodotti provenienti da una divisione collaterale e
questo perché manca un “gioco di squadra”
Abitudini
Mancanza di metodi e tecniche
PASSATE ESPERIENZE (Path Dependence) avere passate esperienze che
possono essere negative e possono incidere sul raggiungimento di un
certo risultato
INCAPACITA’ DI ACCETTARE IL RISCHIO il rischio va visto come
opportunità quindi né come un costo né come una cosa grave. Chi svolge
tante attività innovative vedrà tanti progetti e idee fallaci, ma fa parte del
gioco. L’accettazione del rischio riesce a generare maggiore conoscenza.
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Rifiuto di idee passate o esterne
La maggior parte dei fondi per finanziare i processi di ricerca e sviluppo nei
principali paesi proviene dalle imprese private. In Italia però una quota ancora
dominante è coperta dagli investimenti pubblici.
LEZIONE 2
25 settembre 2019
INNOVAZIONE E IMPORTANZA DI UNA STRATEGIA
Con riferimento al mondo delle imprese la strategia è la ricerca delle
condizioni che consentono ad un’impresa di competere e di fornire la più
elevata possibile remunerazione del capitale investito.
Vista in un’ottica competitiva, la strategia di un’impresa è l’insieme delle
condizioni che ne garantiscono il successo economico (sostenibile nel
lungo termine), ovvero la capacità di stare sul mercato e in forza di ciò:
-determina il funzionamento strutturale (cioè stabile) rispetto ai mercati
di riferimento, realizzando posizioni di equilibrio che determinano
sopravvivenza e sviluppo, ricercando l’equilibrio dinamico, visto come
ricerca di un equilibrio di lungo termine, con gli stakeholders;
-l’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale nella definizione
delle strategie.
Le tecnologie, all’interno del loro percorso, non riescono ad arrivare al punto
massimo di maturità, ma vengono sostituite prima (concetto di tecnologia
discontinua). collegato a cicli di sviluppo brevi e obsolescenza dei prodotti
sempre maggiore.
Evoluzione dei principali “driver” della competitività delle imprese.
Driver = fattori chiave che incidono sulle capacità di business di creare valore.
Fino agli anni ’70 si parlava solo di produttività, i manager erano intenti a
cercare un aumento di valore nell’aumento della produttività.
Successivamente, si è cominciato a parlare di un’altra tematica: la qualità
non bisogna solo lavorare di più, ma bisogna lavorare con un livello qualitativo
più elevato. Subentra poi la produzione snella, si comincia a parlare di
flessibilità: riesco a garantire una produzione che riceva input dalle richieste
del mercato (logica pull parte dalle richieste del mercato). Con l’economia
della conoscenza diventa fondamentale gestire al meglio l’innovazione oltre
che flessibilità, qualità e produttività.
Quanto dura li processo di sviluppo di un nuovo prodotto?
Uno studio condotto da Abbie Griffin su 116 imprese B2B mostra che:
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La durata del ciclo di sviluppo varia con il grado di innovatività del
progetto
Per un’innovazione incrementale, occorrono 8/6 mesi dalla concezione
dell’idea all’introduzione nel mercato
Per l’introduzione di una nuova ‘generazione’ di prodotti occorrono 22
mesi
Per il lancio di linee di prodotto nuove per l’impresa occorrono 36 mesi e
53 per prodotti nuovi anche per il mercato
La metà delle imprese oggetto dell’indagine ha ridotto il proprio ciclo di
sviluppo negli ultimi 5 anni in media del 33%.
Strategia di business e innovazione
Business model = organizzazione delle attività all’interno dell’azienda che
conduce al raggiungimento di un ottimo risultato economico. È il riferimento
attraverso cui l’impresa riesce a coordinare al meglio tutte le attività che
possono essere messe a disposizione.
mappa delle innovazioni, 2 variabili: cambiamento dei business model
e cambiamento e delle tecnologie. Unendo queste 2 variabili ci si trova di
fronte a 4 possibili innovazioni:
-disruptive innovation = innovazione collegata ad un’evoluzione di
business model e non tanto delle tecnologie. Ha come protagonista
principale l’evoluzione della capacità da parte dell’azienda di creare
valore (e quindi l’evoluzione di business model).
-architetturale = è una “disruptive” collegata a nuove competenze,
comprende sia il cambiamento dei business model che il cambiamento
delle tecnologie.
-di routine = non cambia né business model né la tecnologie, parliamo di
nuove generazione di prodotti che mantengono l’organizzazione quindi
l’
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Innovazione tecnologica
-
Introduzione Innovazione dei prodotti
-
Crocette svolte esame Innovazione dei prodotti e dei processi
-
Tecnologia ed innovazione dei processi produttivi