Esami di passaggio 1°, 2°, 3° anno infermieristica
Indice
- D.M. 739/94, Legge 42/99, 251/2000, 43/2006. PAG. 3
- Il codice deontologico. PAG. 3
- Il lavaggio delle mani sociale, antisettico, chirurgico. PAG. 3
- Smaltimento dei rifiuti ospedalieri. PAG. 4
- Trattamento del materiale sanitario sottoposto a sterilizzazione. PAG. 4
- Igiene completa della persona (occhi, naso, capelli, perineale). PAG. 5
- Mantenimento dell'integrità della cute/mucose: valutazione e prevenzione del rischio di lesioni da pressione. PAG. 5
- Classificazione delle lesioni da pressione e relativi trattamenti preventivi. PAG. 5
- Misure antropometriche (peso, altezza e BMI). PAG. 7
- Posture specifiche in relazione alle necessità della persona. PAG. 7
- Misurazione e valutazione parametri vitali. PAG. 7
- Prelievo di sangue venoso e capillare. PAG. 9
- Raccolta, conservazione e modalità di trasporto del materiale biologico al fine di esecuzione esami chimico/fisico, colturali e istologici. PAG. 10
- Esecuzione e valutazione esame delle urine con striscia reattiva. PAG. 10
- Determinazione glicemia con glucometro su prelievo capillare. PAG. 10
- Esecuzione ECG a 12 derivazioni. PAG. 12
- Medicazioni chirurgiche semplici e complesse. PAG. 14
- Le diverse tipologie di drenaggio. PAG. 16
- Assistenza alla persona nel pre, intra e post-operatorio. PAG. 18
- Monitoraggio idroelettrolitico. PAG. 17
- Cateterismo vescicale. PAG. 18
- Stomie urinarie e intestinali. PAG. 19
- Clistere evacuativo. PAG. 20
- Sondino naso-gastrico. PAG. 21
- Gastrostomia endoscopica percutanea (PEG). PAG. 21
- Alimentazione enterale. PAG. 22
- Tracheostomia. PAG. 22
- Le aspirazioni oro/naso/faringe e tracheali. PAG. 24
- Ossigenoterapia. PAG. 25
- Gestione della farmacoterapia. PAG. 26
- Assistenza alla persona sottoposta a trasfusioni e emoderivati. PAG. 28
- La gestione dei cateteri venosi. PAG. 29
- Le pompe infusionali. PAG. 32
- Gli elastomeri. PAG. 33
- L'emocoltura. PAG. 10
- Gestione della persona sottoposta a indagine diagnostiche. PAG. 33
- Persona sottoposta a punture mediche, prelievo del midollo e biopsia epatica. PAG. 34
- Esecuzione di clistere con sonda rettale. PAG. 39
- Rilevazione della pressione venosa centrale (PVC). PAG. 39
- Monitoraggio della pressione intra-cranica (PIC). PAG. 40
- La sicurezza del paziente (posizione, ABCDE). PAG. 42
- Attribuzione del codice colore nel ambito del TRIAGE. PAG. 43
- Assistenza infermieristica durante l’intubazione. PAG. 44
- I sistemi di ventilazione meccanica invasiva e non invasiva. PAG. 45
- Interpretazione elettrocardiografica delle principali aritmie. PAG. 46
- Somministrazione di farmaci stupefacenti. PAG. 47
D.M. 739/94
Questo decreto determina il profilo professionale dell'infermiere. Quest'ultimo viene riconosciuto come responsabile dell'assistenza generale infermieristica, precisando la natura dei suoi interventi, gli ambiti operativi, la metodologia del lavoro, le relazioni con altri operatori, gli ambiti professionali di approfondimento culturale e operativo, e le cinque aree della formazione specialistica: sanità pubblica, area pediatrica, area critica, geriatria, salute mentale/psichiatria. Il profilo disegnato dal decreto è quello del professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile.
Legge 42/99
Questa legge abolisce la precedente denominazione “professioni sanitarie ausiliarie” in Professioni sanitarie; inoltre c'è l'abrogazione dei mansionari (documento aziendale che evidenzia in forma scritta, funzioni e compiti) dando così più responsabilità all'infermiere.
Legge 251/2000
Attribuzione a tutte le aziende sanitarie la diretta responsabilità e gestione delle attività di assistenza infermieristica. Lo stato inoltre, valorizza e responsabilizza le funzioni del ruolo infermieristico, al fine di contribuire al diritto alla salute. Con questa legge c'è anche l'equipollenza dei titoli di studio precedenti con quelli attuali.
Legge 43/2006
L'esercizio della professione sanitaria è subordinato dal conseguimento del titolo di studio universitario, rilasciato a seguito di un esame finale con valore abilitante all'esercizio della professione. Tale titolo è valido su tutto il territorio nazionale nel rispetto della normativa europea. L'iscrizione all'alo è obbligatoria per esercitare, come anche l'aggiornamento professionale personale.
Il codice deontologico
Venne approvato dal comitato centrale della federazione il 10/01/2009, e dal consiglio nazionale dei collegi IPASVI il 17/01/2009. È formato da 51 articoli, la loro inosservanza è sanzionata dal Collegio professionale. Il collegio si rende garante della qualificazione dei professionisti e della competenza acquisita e sviluppata.
Es. articoli:
- Art.1 – L'infermiere è il professionista sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica;
- Art.4 – L'infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, rispettando valori etici, culturali e religiosi;
- Art.20 – L'infermiere ascolta, informa e valuta i bisogni dell'assistito;
- Art.26 – L'infermiere assicura e tutela la riservatezza dei dati;
Il lavaggio delle mani sociale, antisettico e chirurgico
L'igiene delle mani, a seconda della tecnica utilizzata, si distingue in:
- Lavaggio sociale – con l'impiego di acqua e sapone liquido;
- Lavaggio antisettico – eseguito con sostanze ad azione detergente/disinfettante ed acqua;
- Lavaggio chirurgico – si divide in due fasi: la prima prevede il lavaggio con acqua e sapone semplice; la seconda fase prevede la disinfezione delle mani e degli avambracci con sostanza antisettica. Tale disinfezione può essere ottenuta o mediante frizione con soluzione idroalcolica (concentrata all'85%) o mediante lavaggio con detergente antisettico;
Lavaggio delle mani sociale
Serve ad allontanare fisicamente lo sporco e la maggior parte della flora transitoria dalla cute.
Quando:
- Ad inizio e fine turno;
- Prima e dopo la distribuzione degli alimenti;
- Prima e dopo il rifacimento dei letti;
- Prima e dopo l'uso dei guanti;
- Prima e dopo la somministrazione di terapie;
Lavaggio delle mani antisettico
Serve a distruggere rapidamente tutta la flora occasionale, a ridurre la carica microbica della flora residente e a prevenire le infezioni ospedaliere.
Materiale: Acqua, detergente antisettico (clorexidina) e salviettine monouso;
Quando:
- Prima e dopo le procedure invasive (cateterizzazione vescicale, aspirazione tracheali, medicazione ferite);
- In occasione di tecniche che richiedono l'utilizzo di guanti sterili;
- Dopo il contatto con pazienti contagiosi;
- Dopo manipolazione di secreti, escreti, sangue o altri materiali biologici;
Lavaggio delle mani chirurgico
Questo tipo di lavaggio deve essere applicato da tutta l'equipe chirurgica prima degli interventi. L'obiettivo principale è quello di ridurre batteri cutanei dalle mani, in modo che, in caso di ipotetica rottura non rilevata del guanto chirurgico/sterile, i batteri non contaminino il campo operatorio. L'antisepsi chirurgica va eseguita utilizzando o un sapone antisettico o la frizione con prodotti in base alcolica, preferibilmente ad attività prolungata, prima di indossare guanti sterili.
Smaltimento dei rifiuti ospedalieri
Le strutture sanitarie devono usare contenitori separati per i rifiuti e quelli per il materiale infetto e per il materiale contaminato da sangue devono recare la scritta "Pericolo biologico" a chiare lettere. Esistono tre categorie principali per lo smaltimento dei rifiuti e sono:
- Rifiuti infetti: sangue e prodotti del sangue, colture di laboratorio, parti anatomiche derivanti interventi chirurgici, materiale contaminato (es. sondini per l'aspirazione), alimenti, pannolini per neonati e assorbenti per gli adulti;
- Rifiuti taglienti: aghi, lame, lancette pungidito, frammenti di vetro, pipette per l'aspirazione, fiale da aerosol;
- Rifiuti pericolosi: materiale radioattivo, medicinale chemioterapici, sostanze chimiche caustiche;
Trattamento del materiale sanitario sottoposto o da sottoporre a sterilizzazione
La sterilizzazione è la distruzione completa di tutti i microrganismi, comprese le spore. Il processo di sterilizzazione può essere lesivo, perché richiede elevate temperature, potenti sostanze chimiche o gas che non possono essere utilizzati sui tessuti corporei. Ogni processo utilizzato per sterilizzare le attrezzature deve essere efficace nel distruggere i microrganismi, ma non deve danneggiare lo strumentario. Molti oggetti sono acquistati come sterili o vengono sterilizzati in autoclave. Se l'oggetto può essere danneggiato dal calore prodotto in autoclave può essere sterilizzato tramite ossido di etilene o soluzioni chimiche. I metodi più comuni sono la sterilizzazione a vapore e la sterilizzazione a gas con ossido di etilene. È fondamentale verificare l'integrità delle confezioni prima di utilizzare il materiale sterilizzato. Dal momento che l'oggetto viene considerato sterile solo per un determinato periodo di tempo è indispensabile controllare sempre la data di scadenza.
Nota: A differenza della sterilizzazione, la disinfezione serve a ridurre il numero di microrganismi patogeni potenzialmente presenti sulla superficie di un oggetto. Per quanto riguarda gli oggetti, vengono usati dei disinfettanti, mentre per gli esseri viventi, degli antisettici.
Igiene completa della persona
Igiene del cavo orale
Ha lo scopo di mantenere la mucosa orale e la lingua pulite, idratate ed integre; previene complicanze infettive della mucosa orale e dell'apparato respiratorio. Se il paziente non si alimenta la procedura va effettuata tre volte al giorno; se il paziente si alimenta, la procedura va effettuata dopo ogni pasto.
Igiene del capo
Ha lo scopo di mantenere sani e puliti i capelli, stimola la circolazione sanguigna a livello del cuoio capelluto e conserva la dignità e l'immagine della persona. Questa procedura va applicata almeno una volta alla settimana durante il ricovero e in presenza di sangue o secrezioni.
Igiene degli occhi, delle orecchie e del naso
Gli occhi richiedono una cura minima, in condizioni normali, poiché il liquido lacrimale li deterge costantemente mentre le palpebre e le ciglia impediscono l'ingresso di corpi estranei. Le orecchie non richiedono particolari attenzioni, a parte una regolare pulizia del padiglione auricolare, alcune persone presentano un accumulo eccessivo di cerume, che richiede un'accurata rimozione. I bastoncini cotonati non devono essere inseriti nel condotto uditivo poiché spingono il cerume ancora più all'interno del condotto uditivo. Le narici invece vengono pulite soffiando delicatamente il naso, senza chiudere una narice mentre si soffia, poiché si rischia di far penetrare un corpo estraneo nelle tube uditive.
Igiene del corpo
È una pratica quotidiana di igiene totale o parziale che favorisce il benessere psico-fisico del paziente, preservando l'integrità della cute. Mantiene pulito il corpo, evita la formazione di odori sgradevoli, permette la scrupolosa osservazione dello stato generale della cute. L'igiene totale del corpo va effettuata tutti i giorni durante la mattina, mentre quella parziale, durante i turni di pomeriggio e notte, in caso di: evacuazioni, vomito o sudorazione profusa.
Mantenimento dell'integrità della cute/mucose: valutazione e prevenzione del rischio di lesioni da pressione
La principale funzione della cute è quella di protezione da microrganismi. Per mantenere questa funzione protettiva, l'epidermide dovrebbe essere priva di qualsiasi tipo di interruzione. È necessario mantenere la naturale umidità della pelle, perché una secchezza anomala può causare microscopiche lesioni cutanee. L'umidità eccessiva invece, può predisporre la cute a lesioni. La pelle che è continuamente esposta a umidità tende a macerarsi, aumentando la sua suscettibilità a traumi e infezioni. Il tessuto macerato risulta più chiaro e grinzoso all'osservazione.
La pressione è la causa principale nella formazione delle ulcere da pressione. L'intensità e la durata della pressione su un tessuto, influenzano gli aspetti della pressione sulla cute. Sia basse intensità di pressione a lungo tempo o alte intensità di pressione con poco tempo, possono creare un danno tissutale. Un'ulcera da pressione è un'area circoscritta di distruzione tissutale causata dalla compressione di tessuti molli tra una prominenza ossea e una superficie esterna per un periodo prolungato di tempo. Questa compressione causa una riduzione del flusso ematico, alterando l'apporto di nutrienti e ossigeno alla pelle e ai tessuti sottostanti. Le cellule muoiono, si decompongono e generano un'ulcera. Le ulcere da pressione si sviluppano più comunemente sopra le prominenze ossee, zone maggiormente colpite sono: regione sacrale (30-40%), talloni (15-20%), regione ischiatica (5-15%), trocanteri (10-15%), malleoli laterali (6-7%).
Le ulcere da pressione, possono essere classificate tramite delle "scale di valutazione del rischio", la Scala di Norton Plus, che fornisce un punteggio numerico per individuare il livello di stadi azione. Abbiamo 4 stadi diversi:
- I stadio – Iperemia ed eritema persistente che non scompare dopo la digitopressione. In soggetti con la carnagione scura la discromia, il calore, l'edema e l'indurimento della cute, sono i segni più frequenti.
- II stadio – Lesione cutanea a spessore parziale dell'epidermide e/o del derma. La lesione è superficiale e si presenta clinicamente sotto forma di abrasione o di bolla o ti cratere poco profondo.
- III stadio – Lesione cutanea a spessore totale con danneggiamento o necrosi del tessuto sottocutaneo in grado di estendersi in profondità fino alla fascia sottostante, senza però attraversarla. Si presenta clinicamente sotto forma di cratere profondo più o meno infetto, spesso coperta da fibrina e/o tessuto necrotico con possibile presenza di escara molle o secca, con o senza bordi sotto minati.
- IV stadio – Distruzione estesa con necrosi e danno muscolare, tendineo, cartilagineo, od osseo. La lesione si presenta come un cratere a tutto spessore coperto da escara molle o secca, con bordi sottominati e frequente colliquazione ed infezione al di sotto.
Tutti i pazienti a rischio devono essere sottoposti ad un'ispezione cutanea sistematica almeno una volta al giorno, prestando particolare attenzione alle prominenze osse. La cute dovrebbe essere sempre pulita non appena si sporca. Deve essere accurata ma non aggressiva. Asciugare per tamponamento e non per sfregamento. Non vanno utilizzati acqua ossigenata, iodopovidone, alcool etilico. Mobilitare e riposizionare il paziente ogni due ore, alternando decubito sx e dx, se il paziente è allettato. Gli individui che non sono abituati devono essere educati a cambiare posizione ogni 10 minuti. La decompressione della zona lesionata è il presupposto fondamentale per la cura di qualsiasi tipo di lesione.
Materiale per la detersione della lesione: Sol. Fisiologica o Ringer Lattato, siringa da 20 ml, telino sterile salva letto, pinza chirurgica sterile, bisturi o forbici sterili, garze piccole sterili e non, guanti non sterili, contenitore per il materiale da eliminare, medicazione. NB. In caso di più lesioni lasciare per ultima quella più infetta.
Trattamento della lesione
- I stadio: utilizzare creme emollienti come la vaselina. Film trasparente semipermeabile in poliuretano (4-7 giorni). Obiettivo ripristinare la vascolarizzazione e prevenire l'ulcerazione;
- II stadio: detersione con Ringer Lattato (maggior concentrazione di potassio utile alla rigenerazione cellulare) a pressione adeguata. Per la medicazione usare Connettivina e copertura secondaria con Protection Film in caso di abrasione (in sede 4-7 giorni); idrocolloidi in placca Sureskin (in sede 3-5 giorni) per quanto riguarda vescicole o bolle; schiuma in poliuretano per lesioni con essudato (in sede 1-7 giorni in base all'essudato). Obiettivo favorire la ricostruzione cutanea.
- III stadio: la detersione avviene come nel II stadio. Poi abbiamo lo sbrigliamento ovvero, la rimozione del tessuto non vitale. Se è una necrosi secca si utilizzerà Farmactive Gel (in sede 1-3 gg) ricoperto da Protection Film. Se è una necrosi con infezione o grandi escare, procederemo alla toilette chirurgica, in seguito zafferemo con garze imbevute di iodiopovidone (in sede 24h), dopo di che potremmo usare Farmactive Gel e ricopriremo con Adaptic. Obiettivo rimuovere il tessuto necrotico e favorire la ricostruzione.
- IV stadio: Detersione come nel II stadio e sbrigliamento come nel III. Nella medicazione la differenza sostanziale consiste nel rischio maggiore di infezione legato sia alla penetrazione della lesione verso le strutture profonde, sia alle condizioni spesso critiche dei pazienti, e anche per l'abbondante presenza di essudato. Preferire medicazioni semiocclusive con carbone attivo e argento Actisorb (1-2 gg) ed antibiotico locale Sofargen pomata. In questo caso è ancora più importate il controllo del dolore.
Misure antropometriche (BMI, peso e altezza)
L'antropometria è una metodica descrittiva e come tale si basa su funzioni derivate statisticamente da studi di popolazioni; è facilmente applicabile, non invasiva e poco costosa che serve per determinare:
- Proporzioni;
- Dimensioni;
- Composizione del corpo umano;
Il peso corporeo può essere misurato con bilance meccaniche ad ago, bilance elettroniche o bilance a pesi mobili. La misurazione del peso viene effettuata nelle seguenti condizioni:
- Al momento della misurazione il soggetto indossa abiti leggeri, senza scarpe;
- Possibilmente dopo la minzione e l'evacuazione;
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