Estratto del documento

Capitolo 1: La definizione di professione

La definizione di professione è data per la prima volta da Greenwood. Una professione è definita come un gruppo organizzato che ha scambi con la società. Gli elementi cardini sono:

  • Teoria sistematica
  • Autorità professionale
  • Sanzioni della comunità
  • Codice etico
  • Cultura professionale

Queste caratteristiche si originano e si sostengono attraverso un corpo di teoria (conoscenze organizzate in un sistema; questo sistema è di tipo proporzionale e descrive in generale i fenomeni contenenti il fulcro di interesse della professione). Le teorie hanno un'abilità professionale, che è data attraverso la pratica e la teoria, e la si acquisisce in una sede accademica, cioè scuole professionali affiliate alle università al fine di ottenere un'educazione formalizzata.

La professionalizzazione dell'infermiere

La professionalizzazione dell’infermiere ha subito varie modifiche. Inizialmente, l’infermiere veniva visto come esecutore, come riscontrato nel Regio Decreto del 1940:

  • L'infermiere poteva lavorare solo in settore ospedaliero.
  • Doveva effettuare esclusivamente norme e disposizioni (sotto controllo diretto del medico).
  • Doveva osservare, rilevare dati ed effettuare trasmissioni scritte.

Con il Decreto del Presidente della Repubblica 225/74 vengono apportate modifiche al R.D.:

  • Vengono aggiunte istruzioni professionali, educazione sanitaria e lavoro d’equipe. L'infermiere può lavorare anche nel territorio ed ottiene una sorta di autonomia nell'ambito lavorativo, in particolare nell'effettuare prestazioni (programmazioni).
  • Un altro lavoro essenziale è quello d’equipe; infatti l'infermiere coopera con altre figure sanitarie al fine di effettuare prestazioni e cure ottimali, effettuando lui stesso prestazioni e incorrendo in responsabilità.
  • Controllo da parte del medico
  • Informazione e prevenzione
  • L’interazione infermiere-paziente sempre nel rispetto dei diritti dell’assistito
  • L’assistenza globale, dove non troviamo esclusivamente la comunicazione tra infermiere e paziente ma anche col nucleo familiare.

Aree del decreto

In questo decreto vengono riportate sei aree:

  • Lavoro d’equipe: coopera con altre figure sanitarie al fine di effettuare prestazioni e cure ottimali.
  • Comunicazione: deve essere essenziale e costante perché l'infermiere coopera con altri operatori.
  • Analisi obiettivi: condotta dall'infermiere che valuta l'assistenza infermieristica erogata.
  • Prevenzione: intervenire non solo quando vi è la diagnosi precoce della malattia, ma evitare le cause che la provocano.
  • Educazione sanitaria: intervento sociale volto a modificare i comportamenti sociali nel confronto della salute.
  • Istruzione professionale: si ha crescita professionale ottenuta attraverso sedi accademiche al fine di esercitare le proprie funzioni.

Con questo decreto vi è modifica al mansionario del 1940. Nel 1986 non vi è ancora il mutamento del mansionario, tanto è vero che l’autonomia auspicata nel 1974 ancora non è riconosciuta a livello normativo, però l’infermiere effettua delle prestazioni non inerenti al suo ambito, e la federazione dei collegi non potendo tutelare questi infermieri, li invita ad erogare prestazioni inerenti a quanto prescritto nel mansionario.

IPASVI e le riforme

Nel 1954 nasce l’I.P.A.S.V.I. (infermiere professionale assistente sanitario vigilatrice d’infanzia). La P cade con la legge 42/99. A.S. sono profili professionali di specializzazione dopo la scuola di infermieri professionali (1 anno) viene sostituita con l'infermiere generico, V.I. sostituiti con l'infermiere pediatrico.

Decreto Ministeriale 739/94 - Il profilo professionale

I cambiamenti che si andranno ad effettuare riguardano un tipo di assistenza infermieristica intesa ora come campo specifico. Viene introdotto il regime di libera professione in aggiunta ai 6 punti del DPR 225/74. Viene introdotta la formazione complementare che è obbligatoria (prevede E.C.M. - educazione continua in medicina - e master di 1° e 2° livello, non sono obbligatori). Vengono identificate 5 aree:

  • Sanità pubblica
  • Pediatria
  • Salute mentale
  • Geriatria
  • Area critica

Il D.M. 739/94 è importante perché va ad identificare il profilo dell’infermiere. L’infermiere era l’esecutore, ma ora diventa un operatore sanitario. Viene introdotto il diploma universitario abilitante che porta l’infermiere ad essere immediatamente idoneo alla professione. Si ha iscrizione all’albo professionale, essenziale perché così il legislatore garantisce una sorte di tutela. Vengono introdotti dei campi innovativi d’intervento per le prestazioni erogate, come: cure palliative, lavoro d’equipe. L’infermiere si può avvalere di ausiliari e lavorare in ambito extra ospedaliero. Gli infermieri che hanno conseguito il diploma nelle scuole convitto (prima del ’94) hanno lo stesso valore giuridico degli altri che lo hanno conseguito dopo il ’94. Viene redatto il codice deontologico. Con la legge 42/99 il mansionario viene abrogato e non si usa più la terminologia di professione sanitaria ausiliaria ma solo professione sanitaria. L’infermiere deve rispettare il codice deontologico, le norme penali e civili. Con queste normative si ha una sorta di autorità professionale raggiunta in parte. Questa autorità garantisce il riconoscimento sociale attraverso la sanzione della comunità, che dà privilegi:

  • Segreto professionale e immunità dal giudizio della comunità
  • Introdotto patto infermiere-cittadino

Storia della formazione infermieristica

La formazione dell’infermiere si ha già nel 1500 con San Camillo e nel 1633 con San Vincenzo. San Vincenzo istituisce 4 categorie di suore che si occupano di assistenza ai malati di mente, carcerati, degenti e assistenza domiciliare. La vera e propria formazione si ha con Nightingale nel 1860 a Londra dove fonda l’ospedale S. Thomas, una scuola volta a formare le infermiere. Con lei nasce l’infermiere professionista che si occupa di cura e prevenzione. In Italia le prime scuole nascono a Napoli. Queste scuole verranno poi riconosciute nel 1931 e 1932. Il Regio Decreto del 1920 stabilisce che le scuole convitto hanno come obiettivo una funzione didattica. I criteri per essere ammessi erano:

  • Avere licenza media inferiore
  • Integrità fisica e morale
  • Avere un impegno costante

Afferma anche che devono avere una disciplina interna e vengono indicate le modalità d’esame e le prove in itinere. Nel 1954 vengono istituite le scuole per infermieri generici, vengono istituiti i requisiti d’accesso, le modalità di tirocinio (si svolgono nei reparti, attraverso un turno completo con infermieri professionali, o in assenza di esso, da medico o affidato al capo sala). L’ esame è orale con una prova pratica, se positivo viene rilasciato un certificato di abilitazione per svolgere l’attività di infermiere generico.

Progressi e riforme

1965: primo inserimento della formazione in università

1971: estensione al personale maschile e modifica del titolo di accesso alle scuole di infermieristica professionale. Viene abolito l’internato obbligatorio nelle scuole convitto. La regione ammette un numero massimo di allievi.

1974: attraverso un D.P.R. viene stabilito l’istituzione di scuole universitarie a fini speciali di discipline infermieristiche presso la facoltà di medicina e chirurgia della statale di Milano, nell’istituto d’igiene.

1975: nuovi programmi con inserimento discipline umanistiche.

1975/76: istituito corso di infermeria professionale di 3 anni.

Per Greenwood è essenziale l’apprendimento in sede accademica. Si ha la nascita di scuole professionali spesso affiliate ad università, ma queste davano solo una formazione professionale, infatti nel 1975 la professione infermieristica diventa una professione. Nel 1990 inizia il processo per arrivare ad una riforma inerente alla professione infermieristica. Il testo definitivo si avrà nel 1992.

Nel 1990 si ha riforma ordinamento della didattica universitaria che prevede 4 livelli di formazione:

  • D.U.: diploma universitario
  • D.L.: diploma di laurea
  • D.S.: diploma di specializzazione
  • D.R.: dottorato di ricerca

Tra il 91 e il 93 un decreto del ministro stabilisce che c'è un unico diploma universitario con 3 indirizzi:

  • Cure generali
  • Pediatria
  • Ostetricia

Queste 3 verranno eliminate perché si creerà un unico corso di studi in aree generali e la specializzazione sarà prossima.

La 509/99 prevede autonomia didattica degli atenei attraverso l’ordinamento per gli studi universitari e prevede:

  • C.L. di 1° livello
  • C.L. di 2° livello
  • C.M.U. di 1° livello
  • C.M.U. di 2° livello
  • D.S.
  • D.R.

L’assistenza infermieristica per essere una professione deve basarsi su:

  • Abolizione mansionario
  • Codice deontologico
  • Cultura professionale

Il mansionario era uno strumento limitativo, infatti è un insieme di compiti, che stabiliscono come ottenere un risultato, l’arricchimento della mansione porta alla prestazione. Abbiamo il:

  • Compito
  • Mansione
  • Prestazione
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 14
Infermieristica generale Pag. 1 Infermieristica generale Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Infermieristica generale Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Infermieristica generale Pag. 11
1 su 14
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nanita-cz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze infermieristiche e generali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Rippa Paola.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community