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Infermieristica in area medica

Prof.ssa Mihaela Badica

Email: mihaela.badica@asf.toscana.it

Esame

Una sola prova scritta in itinere al termine del modulo (stesse modalità di A1). Si può accedere allo scritto anche se non si sono chiuse le propedeuticità. Se valutazione ≥ 21, colloquio orale il giorno dell'appello su CC. Se sufficiente, verbalizzazione; se insufficiente, infermieristica all'appello successivo colloquio orale. Se valutazione minore o uguale a 21 colloquio orale su argomenti del programma. Se sufficiente, segue CC; se insufficiente, all'appello successivo colloquio orale sugli argomenti del programma.

Cuore: cenni di anatomia

Il cuore è un organo muscolare cavo presente nella maggior parte degli organismi animali. Negli esseri umani è posto al centro della cavità toracica, più precisamente nel mediastino anteriore fra i due polmoni, dietro lo sterno e le cartilagini costali, che lo proteggono come uno scudo, davanti alla colonna vertebrale, da cui è separato dall'esofago e dall'aorta, e appoggiato sul diaframma, che lo separa dai visceri sottostanti.

Costituito pressoché esclusivamente da tessuto muscolare striato, è circondato da un sacco fibroso che prende il nome di pericardio. Il cuore ha la forma di un tronco di cono ad asse obliquo rispetto al piano sagittale: la sua base maggiore guarda in alto, indietro e a destra, mentre l'apice è rivolto in basso, in avanti e a sinistra; pesa nell'adulto all'incirca 250-300 g, misurando 13–15 cm in lunghezza, 9–10 cm in larghezza e circa 6 cm di spessore (si sottolinea che questi dati variano con età, sesso e costituzione fisica).

L'organo si divide in due cavità: la sinistra, dove circola sangue arterioso ricco di ossigeno, e la destra, dove circola sangue venoso desaturato; ognuna di queste cavità comprende una parte superiore, atri a pareti sottili, e una parte inferiore, ventricoli a pareti più spesse. Ciascun atrio è in connessione con il ventricolo sottostante per mezzo dell'orifizio atrioventricolare; il cuore sinistro è separato da quello destro a livello atriale dal setto interatriale e a livello ventricolare dal setto interventricolare.

Il cuore è l'organo centrale dell'apparato circolatorio; funge da pompa capace di produrre una pressione sufficiente a permettere la circolazione del sangue.

Le malattie cardiovascolari

Il paziente con patologie cardiovascolari è un paziente molto fragile e delicato, e di solito questa patologia è al primo posto di prevalenza. L'abilità e le competenze infermieristiche per trattare un paziente cardiovascolare devono essere elevate.

La malattia cardiovascolare è caratterizzata da una fase acuta, fase post acuta, fase di educazione e prevenzione. La MCV prende forma in diversi setting, per questo è fondamentale un ottimo handover e un'ottima gestione in equipe.

  • Setting emergenza urgenza: il primo a trattare la MCV nella fase acuta, quando il paziente allerta il 118 per aver accusato un improvviso malore.
  • Setting TI: viene trattato il paziente da un'equipe di terapia intensiva cardiologica al fine di trattare la fase acuta del problema.
  • Setting Degenza: passata la fase acuta, il paziente viene trattato nel reparto di medicina o di degenza fino alla completa ripresa e all'attivazione dei servizi infermieristici territoriali.
  • Setting territoriale: proseguiranno, nella fase cronica, il monitoraggio, la terapia e l'assistenza a livello domiciliare in equipe con il mmg.

Handover nelle MCV

Handover significa letteralmente consegnare, porgere. In ambito sanitario l’handover viene inteso come il passaggio di consegne, ovvero la pratica di scambiare informazioni cliniche riguardanti i pazienti all'interno del team assistenziale (medici, infermieri, personale tecnico) al momento del cambio turno o del trasferimento del paziente in altro reparto, o ancora da operatore sanitario ai familiari al momento della dimissione.

L’handover implica un vero trasferimento di responsabilità (anche medico-legale) e del ruolo di referente per la cura di un paziente nelle varie fasi del percorso di cura. Il momento dell’handover rappresenta, un momento critico della cura del paziente poiché l’80% degli errori è legato a una comunicazione inefficace al momento del passaggio di consegne. Per questo nel 2009 l'UE ha finanziato un progetto volto a definire strumenti che rendessero più efficace e sicuro l’handover.

Accertamento infermieristico nel paziente con MCV

Il modello dell'accertamento infermieristico è basato sugli 11 modelli Gordon. L'intervista al paziente o al caregiver è fondamentale; attraverso questa dobbiamo capire la percezione del paziente sulla malattia.

Domande da fare al paziente/caregiver:

  • Data di insorgenza DT.
  • Tipo di dolore: retrosternale oppressivo e irradiato alla fascia mediale di un arto.
  • Dispnea.
  • Afaresi.
  • Sudorazione fredda.

Analisi paziente cardiopatico:

  • DT o fastidio.
  • Tachipnea o dispnea.
  • Edema periferico e aumento di peso.
  • Palpitazioni.
  • Affaticamento.
  • Vertigini, sincope o alterazioni dello stato di coscienza (legati a ipoperfusione cerebrale).

Le principali problematiche psicologiche sono: ansia, depressione, perdita di interesse per le attività quotidiane, incapacità ad accettare la situazione, frustrazione. Spesso attivata la rete territoriale degli psicologi.

I principali problemi sociali: caregiver, sicurezza ambiente domestico, cambiamento del ruolo dell'assistito nella famiglia e società, copertura economica e assicurativa. A causa dell'alta incidenza di queste patologie è inevitabile che l'infermiere venga in contatto con queste.

La valutazione dello stato funzionale

Accertamento infermieristico è formato da EO, accertamento sulla storia e manifestazioni cliniche, monitoraggio emodinamico, accertamento fisico.

Accertamento fisico

  • Valutazione dello stato di coscienza: valutazione dei processi di pensiero (eventuale ipoperfusione cerebrale), livello di ansia, scale per la valutazione dell'ansia-HRSA, STAI, SAS.
  • Ispezione della cute: pallore cutaneo, cianosi periferica e centrale, xantelasmi, riduzione del turgore della cute, temperatura e umidità della cute, ecchimosi, esaminare ferite, cicatrici, tessuti adiacenti agli apparecchi sottocute.
  • Pressione arteriosa: deve essere misurata la pressione differenziale (differenza tra sistolica e diastolica) e l'ipotensione arteriosa posturale (ortostatica). La pressione differenziale diminuisce a seconda del volume di eiezione. Il valore normale della PA differenziale è 30-40 mmHg. Ipotensione ortostatica: diminuisce significativamente all'assunzione della posizione eretta, può essere sintomatica (vertigini, obnubilamento e sincope), le 3 cause più comuni sono: diminuzione del volume intravascolare, meccanismi di vasocostrizione, insufficienza SNA. Nella misurazione dell'ipotensione arteriosa posturale il manicotto deve essere sempre mantenuto.
  • Polsi arteriosi: frequenza, ritmo, ampiezza, effetto della qualità del vaso sul polso. I polsi temporali o i carotidei non devono essere rilevati contemporaneamente poiché si può determinare una riduzione del flusso ematico cerebrale.
  • Polsi venosi giugulari: una distensione evidente delle vene quando la testa della persona è sollevata di 45-90° indica un aumento anomalo del volume del sistema venoso, ed indica un'insufficienza del cuore destro.
  • Ispezione e palpazione del cuore.
  • Auscultazione cardiaca: auscultazione dei suoni cardiaci prodotti dalla chiusura delle valvole cardiache (polmonare, aortica, bicuspide, tricuspide).
  • Ispezione delle estremità: riduzione tempo di refill capillare, riduzione della circolazione arteriosa, ematomi, edema periferico, ulcere agli arti inferiori, ippocratismo digitale.

Esami di laboratorio

  • Marker cardiaci: troponine T e I, mioglobina, CK.
  • Esami ematologici: PCR, VES, HDL, LDH, valori glicemia.
  • Coagulazione.
  • Esami strumentali:
    • ECG (NB: SAPER LEGGERE ECG ALL'ESAME).
    • Radiologici.
    • Prove da sforzo.
    • Ecocardiografia.
    • Scintigrafia.
    • Cateterismo cardiaco.
    • Angiografia.
    • Studi elettrofisiologici.

Quando si usano antiaritmici l'ECG si fa prima e post assunzione del farmaco per vedere l'efficacia di quel farmaco. NB: CONOSCERE LE ALTERAZIONI DEI PV!

Scale di valutazione

  • VAS: scala per misurazione del dolore.
  • MEWS: per urgenza di intervento sul paziente.
  • BRADEN: Ulcere da pressione.
  • CONLEY: rischio di cadute.
  • BRASS: definisce il grado di autonomia della persona.
  • GCS: valutazione dello stato di coscienza.

Cardiopatie ischemiche

Si intendono tutte le malattie in cui il fattore unificante fisiopatologico è rappresentato da uno squilibrio tra richiesta metabolica e apporto di ossigeno al miocardio.

Infarto: crea necrosi cellulare. Angina: non crea danno permanente ma solo sofferenza miocardica. Una delle cause principali è l'aterosclerosi coronarica, accumulo di lipidi e/o tessuto fibroso che si accumula all'interno della parete interna arteriosa che si deposita sul vaso e occlude parzialmente o totalmente il vaso, creando sofferenza del miocardio.

La placca si forma in due modi differenti:

  • Danno endoteliale.
  • Nel periodo infantile inizia la deposizione di depositi grassi nell'intima solo in alcune persone.

La placca ha un cuore lipidico e intorno un cappuccio fibroso. Esistono altri fattori di rischio che possono causare cardiopatia ischemica, questi possono essere modificabili o non modificabili.

  • Fattori non modificabili: storia familiare positiva per cardiopatia, età, sesso e razza.
  • Fattori modificabili:
    • Fumo.
    • Ipertensione.
    • Iperlipidemia.
    • Diabete mellito.
    • Obesità.
    • Scarsa attività fisica.
    • Menopausa e mancanza di estrogeni nelle donne.

Il percorso ospedaliero

Inizia in PS, i pazienti si presentano con DT, il primo approccio è sempre quello farmacologico, eventualmente chirurgico, interventi coronarici percutanei e di bypass coronarico. Successivamente percorso riabilitativo con tratt farmacologico e recupero fisico. Si passerà poi al trattamento territoriale.

Angina pectoris

Si tratta di una sindrome clinica caratterizzata da episodi di dolore parossistico o da una sensazione di compressione al torace in zona sternale.

Classificazione dell'angina

  • Angina stabile: DT insorge a seguito di attività fisica o di sforzi. Questo tipo di angina è prevedibile, il paziente conosce la sintomatologia, aumenta con l'aumento dell'attività e scompare a riposo o con assunzione di terapia.
  • Angina instabile: DT non prevedibile, non si conosce la sintomatologia, spesso prolungato, non scompare con terapia o con il riposo.
  • Refrattaria: sensazione di costrizione che dà sensazione di morte, si trasforma immediatamente in infarto. Dovuta a vasospasmo della coronaria.
  • Prinzmetal: DT notturno, si evidenzia su ECG con sovraslivellamento ST.
  • Infarto silente: paziente totalmente asintomatico, in genere diagnosticato con test da sforzo (cicloergometro) o durante ECG.

La gravità dell'angina dipende da quanto impedisce le attività quotidiane, più queste attività vengono impedite più l'angina è grave.

I fattori che causano angina stabile sono:

  • Attività fisica.
  • Esposizione al freddo.
  • Alimentazione pesante.
  • Tensione emotiva.

Sintomatologia

  • Dolore profondo localizzato al torace al livello del terzo medio o superiore dello sterno irradiato all'epigastrio, mandibola, collo e arti.
  • Sensazione di soffocamento, costrizione, strangolamento.
  • Pesantezza a livello gastrico.
  • Astenia.
  • Parestesie delle braccia.
  • Tachipnea.
  • Pallore.
  • Diaforesi.
  • Sudorazione.

Terapia farmacologica

  • Nitroglicerina.
  • B-Bloccanti.
  • Calcio antagonisti.
  • Antiaggreganti e anticoagulanti.
  • O2.

La presa in carico secondo il metodo PQRST

P: posizione e produzione - dove si localizza il DT? Può indicarmi la sede? Cosa stava facendo quando è iniziato?

Q: qualità e quantità - Come mi descrive il dolore? Ha mai avuto precedentemente questa sintomatologia? Il dolore è continuo?

R: irradiazione e remissione - Sente dolore da altre parti? C'è qualcosa che lo fa ridurre?

S: severità e sintomatologia - Che punteggio assegna al dolore da 1-10? Quali altri sintomi avverte con il dolore?

T: tempo - Da quanto tempo dura il dolore?

Problemi collaborativi

Se il paziente ha una sofferenza del miocardio, potrebbe avere altre complicanze a livello clinico quali: shock cardiogeno, EPA, insufficienza cardiaca, aritmie e ACR, IMA. L'obiettivo infermieristico è quello di gestire e ridurre al minimo le complicanze.

Diagnosi infermieristiche

  • Inefficace perfusione tissutale miocardica correlata alla CI manifestata con DT o sintomi equivalenti.
  • Ansia correlata alla situazione.
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irehhh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica in area Medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Badica Mihaela.
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