oncologia
clinico
Infermieristica in
del oncologico
di S.gnecchi@docenti.unisr.it
percorso cura pz Gnecchi.silvia@unisr.it
TUMORE/neoplasia
= termine generico che indica una crescita e moltiplicazione incontrollata e anomala di cellula. Non per forza indica qualcosa di maligno
CANCRO = termine maligno
—> tumore benigno = proliferazione celulare in uno speci co tessuto rimane localizzata e circoscritta
—> tumore maligno = cancro = le cellule sono morfologicamente e funzionalmente slide
In Italia, e UE, i pz oncologici sono molto diffusi.
È una problematica che si deve prendere in carico, anche per poter organizzare, pianiifcare un’assistenza infermieristica personalizzata.
Il pz oncologco è un pz molto complesso. Tende spesso a cronicizzare la sua patologia e a seconda del distretto in cui è localizzato il tumore ci possono
essere diversi s/s, diversi effetti avversi, diverse complicanze. Alcuni comuni a piu localizzazioni: nausea/vomito (!! Chemio), dolore (per masssa
occludente o complicazne come mucosite), mucosite e faringodinia, diarrea! e stipsi, malnutrizione (corretala tanto al tipo di tumore, quindi spesso un pz
oncologico prima ancora della diagnosi ha un importante decremento ponderale; oppur epuo insorgere durante l’sopedalizzazione, perche spesso per
via dei tarttamento di hanno complicazne come la disgeusia = alterazione gusto)
EZIOLOGIA, INCIDENZA, PREVALENZA
= SECONDA CAUSA DI MORTE a livello globale (2024, riconfermato con le ultime analisi per il 2025). Spesso non è causa di morte, ma una causa
indiretta: spesso il pz non decede per la malattia in sé ma per le complicazne associate.
Incidenza —> in Italia nel 2023 ci sono state ca 395.000 nuove diagnosi di tumore
Prevbalenza —> in Italia sono piu di 3,7 milisrdi di persone in vita dopo una diagnosi di tumore (6,4% ca della popolazione italiana)
Sedi piu colpite:
• uomo —> polmone, prostata, colon-retto, stomaco, fegato
• Donna —> mamella, colon-retto, polmone, cervice uterine, tiroide)
Nella maggior parte dei casi l’insorgenza è dovuta non da ereditarietà ma da fattori ambientali:
90-95% x fattori ambientali
• stile di vita
• Infezioni (helicobacter pilori —> stomaco; papilloma virus —> cervice; epatitew b —> carcinoma bo)
• Inquinamento
• Agenti sici e chimici (esposizione a radiazioni inizzanti, raggi uv; esposizione ad alcol, benzene, alcuni farmaci - anche per gli oepratori sanitati)
5-10% per ereditarietà:
• mutazione genetica (Es BRCA 1 e 2)
CLASSIFICAZIONE —> benigno, maligno, metastatico, solido, liquido
STADIAZIONE —> dimensione e difffusione del tumore maligno. Si determina in base ad una classi cazione internazionale denominata TNM:
• T = tumour site and size
• N = node =. Interessamente linfonodale
• M = metastasis = cellule tumorali che si sono diffuse in altre sedi = tumori secondari originati da cellule che si sono staccate da un tumore
perimario, spesso per via ematica. Solo il tumore maligno da origine a metastasi.
PATOGENEESI —> accumulo di danni al sistema di controllo di replicazione cellulare con mutazione di geni proto-oncogeni, oncosoppressori e coinvolti
nella riparazione del DNA.
I PZ ONCOLOGICO. Chi è?
Pziente fragile e complesso e cronico, sottoposto spesso a lunghi trattamenti debilitanti che impattano sul modello bio-psico-sociale.
La patologia oncologica e la chemio-radioterapia producono effetti invalidanti e collaterali che rischiano di compromettere la qualita di vita
Ha bisogno di un supporto non solo dal punto di vista clinico, del trattamento, ma anche da un punto di vista psicologico.
CANCER CENTER - ospedale San Raffalee
Accreditato da OECI = organizzazione europea dei centri oncologici
Avere a disposizione risorse che permettono di prendere iin cura il pxz dal momento della diagnoi fino al follow-up
Diverse discipline cooperano per prendere in carico il pz durante il lungo percorso di cura.
• sinergia orgaizzata di professionisti ad altissimo livello;
• Approccio multidisciplinare per garantire la migliore cura possibile ai pz oncologici;
• Progetti di ricerca traslazionale e studi clinici di fase I, II, III, IV => avanzare le conoscenze in campo ongologico per migliorare le possibilità di cura
per i pz e migliorare la loro qualità di vita;
• Risorse tecnologiche all’avanguardia.
fi fi
IL PERCORSO DI CURA DEL PZ ONCOLOGICO
Si parte da prevenzione e screening = esami diagnostici, bo
Inizo del trattamento: chirurgico e non chirurgico (radio-chemioterapia)
PREVENZIONE E SCREENING IN ONCOLOGIA
Primaria
Approccio ad uno stile di vita sano. Alcuni dei fattori che possono far insorgere il tumore, possono essere corretti col cambiamento salutare dello stile di
vita
Secondaria
= screening = identificazione della patologia tumorale in fase precoce e iniziale in soggetti asintomatici => piu facilmente trattabile
Esempi:
• familairità ed ereditarietà
• Popolazione a rischio
• Programmi nazionali e internazionali (mammogra a, pa test, SOF - ricerca sangue occulto nelle feci -, rettosigmoidoscopia)
Terziaria
= trattamento di una patologia gia in stadio avanzato, presa in carico di un pz già recidivato.
= minimizzare complicazne, recidive e favorire la gestione della patologia tumorale e della ripresa post trattamento
DIAGNOSI
• L’analisi dei sintomi e un’anamnesi accurata possono fornire le prime indicazioni sulla posizone del tumore primaria (Es perdita di peso involontaria,
spesso associata ad una patlogia maligna)
• Esmi di lab analisi microbiologiche su sangue, ruine ed altro matriale biologico
• Dianfostica per immagini (raggi x, TAC, risonamza magnetica, PET, scintigra a…) =>determinare estensione del tumore e eventuali metastasi
• Biopsie percutanee o endoscopiche —> anatomia e istologia patologica: effettua analisi macroscopiche, microscopiche, genetiche e molecolari su
cellule, tessuto, organi e liquidi biologici umani
TC, risonanza….
Altro esame diagnostico piu speci co per chi ha tumori solidii = PET = tomogra a ed emissione di positroni = esame diagnostico medicina nucleare che
mappa e studia tutto il corpo con un elevata risoluzione funzionale => informazioni sul metabolismo degli organi interni e tessuti = iniettare un
radiofarmaco = farmaco composto da una molecola tracciante, legata ad un isotopo radioattivo che si accumula nei tessuti ad elevata attività metabolica
(come spesso accade nei tumori), rendendoli visibili alle immagini.
—> no raccolta urine: nocivo anche per noi (radioattive fino al decadimento del radionuclide)
VISITA SPECIALISTICA - TUMORBOARD
= equipe multidisciplinare composta da diversi specialisti: oncologici/ematologi, chirurghi, radioterapisti, radiologi… sulla base dei referti bioptici e/o
esami clinico-strumentali, tali professionisti formulano la diagnosi de nitiva e decidono collegialmente, basandosi sulle linee guida scientiiche più recenti,
l’opzione terapeutica più indicata.
=> visione equilibrata e completa della situazione clinica del pz eformulazione di un percorso terapeutico perdsonalizzato.
TRATTAMENTI
• radioterapia
• Chemioterapia
• Chirurgia
CHIRURGIA IN ONCOLOGIA
Spesso è il primo passo, ma non sempre —> preuspposit:
• massa tumorale piccola, circoscritta, non già metastatizzata
L’intervento potrebbe essere sufficiente da solo a guarire il canro.
Nella maggior parete dei casi la chirurgia la si applica dopo un ciclo di chemioterapia = chirurgia adiuvante slide
Chemioterapia adiuvante o neoadivuante
• adiuvante = aiuta, che si aggiunge.
• Neoadiuvante = prima della chirurgia. X massa estesa, dove con la chirurgia potrebbe metastatizzare
RADIOTERAPIA
= terapia medica che utilizza radiazioni ionizzanti x distruggere cellule tumorali, cercando di preservare le cellule sane.
Diversi scopi —> preventivo/profilattico; palliativo; curativo.
Gli effetti collaterali sono spesso associati alla sede di attacco.
Più comune = radiotermite = infiammazione della pelle, causata dall’esposizione a radiazioni ionizzanti.
fi fi fi fi fi
Utile in ambito oncologico perché le radiazioni ionizzanti non permettono alle cellule cancerose di moltiplicarsi.
Nonostante la radioterapia sia spesso targetizzata in una speici ca sede, non è in grado di identi care solo le cellule malate: colpisce tutte le cellule =>
rischio insorgenza, complicanze, a livello del derma
Diversi tipi di radio :
• a fasci esterni = utilizza macchinario acceleratore linerare LINAc, piu refrequentemente utilizzato. Mappatura pre radio che permette di identi care i
punti esatti in cui somministrare la radioterpaia. Questo emette radiazioni loalizzate solo in quel punto. Usata generalmente per massa tumorale
localizzata.
• tbi = total body radiation = irradiazione di tutto il corpo. Utilizzata quando ci sono metastasi + tumore al sangue = non si ha un organo bersaglio,
non si ha un target speci co. MA radiazioni su tutto il corpo possono provocare danni più estesi.
• Brachiterapia = da vicino. Consiste di iniettare una sostanza radioattiva nelle vicinanze del tumore o direttamente all’interno del tessuto.
• Intraoperatoria (brachiterapia) = una singola elevata. Dose di radiazioni viene somministrata nella sede tumorale dopo l’asportazione chir
• Metabolica == prevede utilizzo di radiofarmaci, metabolizzati dall’organismo
Ruolo dell’infermiere con la radioterapia
Assistenza pre-procedura = fare una premedicazione = farmaci ancillari = di accompagnamento a una terapia = farmaci che permettono di prevenire
insorgenza di alcuni effetti avversi. Nel caso della radioterapia, che può provocare nausea-vomito, spesso si somministra un antinausea, come
l’ondansetron (Zofran).
Assistenza post-procedura = riconoscere eventuali effetti collaterali, s/s e monitorare zona irradiata (occhio radiotermite —> cute iperemica).
Per evitare questo arrossamento:
interventi educativi = informare la persona assistita circa modalità di esecuzione della seduta radioterapica e dei possibili effetti collaterali. Gestione della
cute
Effetti collaterali
Variabili a seconda della sede.
Variabili:
• tipo di tumore
• Sede di trattamrnto
• Dose irradiata (grey = gy = unità internazionale di dose assorbita di radiazione)
• Durata trattamento (solitamente 32-3 sett, circa 20 sedute)
• Caratteristiche intrinseche del pz
• Slide
Effetti collarerali correlati alla sede
TESTA-COLLO —> disfagia, mucosite e stomatite, dif colta di linguaggi, inappetenza, faringodinia (dolore) , zerostomia (secchezza fauci), disgeusia
(alterazione gusto, spesso sapore metallico => inappetenza), afonia, alopecia, dolore.
È un circolo vizioso
ADDOME-PELVI —> stipsi, diarrea, gon ore, nausea-vomito, dolore, alterazione della sfera sessuale
MAMMELLA —> rigon amenti, asimmetria, radiotermite, aterazioni cutanee, sensazione di “tensione mammaria”, aumentata consistenza, dolore
Radiotermite
= infiammazione cutanea prococata dall’esposizione alle radiazioni inizzanti.
• acuta: subito dopo il trattamento, a distanza di max una settimana
• Cronica (permanente) dopo mesi o dopo anni
—> atrofia cutanea, teleangectasie (ingrossamento capillari), iperpigmentazione e fibrosi;
Posono presntarsi delle cheratosi (con rischio di evoluzione in carcinoma)
il tessuto cicatriziale che ptorebbe formarsi lo si riconosce comwe un tesuto glabro (senza peli) e asciutto (no ghandole sudoripare)
Diversi gradi (1-4), che spesso corrisponde anche alla dose di radiazioni ricevute. Flitteni = bolle piene di liquido, giallastre. Puo
insorgere anche dopo un’ustione
fi fi fi fi fi
TRATTAMENTO X RADIOTERMITE
Azione prettamente infermieristica, per cui può essere d’aiuto una mano dai vulnologi
Grado 1:
• igiene e idatazione della cute. Accurata detersione con saponi non aggressivi, neutri. Tamponando, non stro nando. Indicazioni molto semplici
• Eventali creme anti-in ammatorie
Grado 2:
• detergere con soluzione siologia —> gestione dell’essudato (idrocolloide o cellulosa biosijntetica) e della carica batterica (antimicrobici
topici). !!! Flubason (bustine monouso di crema, costituita da cortisone), spesso mischiata ad altre creme, come POL, che abbiano un pH neutro
Se c’è perdita di essudato è importante fare una detersione con fisiologica
• No medicazioni adesive o troppo aderenti per evitare lacerazioni
Grado 3
• detergere con siologica e utilizzare schiume di poluretano, spesso usando alginato di calcio (garze che sembrano di tessuto, lana —>
medicazione a piatto + piccolo bordo di xomul) e idro bra
• Eventuali antibiotici sistemici
Grado 4
• detergere con soluzione siologica e gestione dell’emorrgia con alginato di calcio e lieve compressione; debridement autolitico, enzimatico o
chirurgico (in so, o con elettrobisturi)
PREVENZIONE
Ci sono persone piu a rischo di altre: per esempio, chi ha la pelle molto chiara (attenzione all’esposizione solare)
Ci sono dei farmaci particolarmente radiosensibili: il farmaco, insieme alla radioterapia, possono aumentare in modo esponenziale il rischio di
radiotermite
!!! Igiene —> saponi neutri; asciugare la cute sempre bene, non lasciarla mai umida; tamponare e non strofinare.
!! Creme idratanti, come POL = pre olimental lipids => ridare alla pelle turgore, creare una barriera protettiva.
ACCORTEZZA: quando si mette la crema al pz? NON subito prima: quando io infermiera sto preparando un pz che deve fare radioterapia, mi devo
assicurare che abbia la cute completamente asciutta per permettere un corretto assorbimento. Una cute umida o anche cosparsa di crema, può
interferire con queste interazioni e non solo diminuire lassorbimento, ma anche provocare danno: pup aumentare in modo esponnziale il rischio di
radiotermite.
—> metterla un paio di ore prima della radioterapia e dopo.
+ evitare esposizione prolungata al sole
QUINDI:
• identi care fattori di rischio: tabacco, fototipo chiaro, esposizione solre, chemioterapici o farmaci radiosensibilizzante/fotosensibilizzanti
(antracicline, gemcitabina)
• Indossare indumenti morbidi e di bra naturale, evitare di portare indumenti che siano troppo stretti o che procurino un attirto cutaneo nei punti
delicati inclusi il campo di trattamento
• Utilizzare solo cerotti anallergici o di carta, possibilmente applicandoli al di fuori dell’area irradiata. Lavarsi con acqua tiepida, saponi neutri e di
asciugarsi delicatamente, senza stro nare l’asciugamano
• Evitare impacchi caldi o freddi e lozioni, polveri cosmetiche, talco, profumi, deodoranti, saponi non neutri sulla zonna irradiata, usare solo creme
idratanti (NON subito prima della radio)
• Evitare l’esposizione prolungata al sole durante il trattamento: dopo il trattamento radioterapico è consigliabile non esposi in pieno alle radiazioni
solari per circa 3-6 mesi
CHEMIOTERAPIA
= terapia medica rivolta principalmente a olore tumori solidi ed ematologici e consiste nella somministrazione di farmaci detti citotossici o antiblastici che
ono impegnati nela distruzione della cellule tumorali:
• citotossico = tossico/dannoso per la cellula
• Antiblastico: fa riferimento ai blasti = cellule immature indifferenziate, che sono normalmente presenti nel midollo osseo (ok), se diffondono è un
camanello d’allarme. Se nel circolo ematico ci sono molte cellule immature è un campanello d’allsrme.
Ci son diverse tipologie di farmaco.
=> impedire crescita e sviluppo delle cellule tumorali
Problema: anche la chemio, spesos, ok che deve colpire le cellule malate, purtroppo colpisce anche le sane => effetti spiacevoli per il pz.
Nella maggior parte dei casi, vanno via anche questi effetticollaterali piu ci si allontana dall’ultima somministrazione di chemio.
Cicli di chemio = arco di tempo all’itnerno del quale è prevista una serie di somministrazioni di chemioterapia.
Nel caso del ciclo di condizionamentosi parla di somministrazione giornaliera dichemioterapia per 7 gg.
Ci sono alcuni tessuti che si replicano molto frequentemente = tessuti piu sensibili all’azione della chemitoerapia = midollo osseo mucosa orale, mucosa g-
i, cute e folllicoli pilireri. Risponsono alla terapia, am avolte sono particolarmente sollecitati e son i distretti che portano alla maggior parte delle
compicanze. Talmente tanto resposbini che anche l’effetto di colpire cellule sane porta a complicanze.
fi fi fi fi
fi fi fi fi fi
Tipi di cicli
Ciclo di induzione = primo ciclo a cui il pz è ottoposto
Di salvataggio = in un pz che non ha una buona prognnosi, tendenzialmente c’e un ristretto spazio terapeutico: le chance di sopravvivenza sono molto
basse = ultima spiaggia per cercare di provare a curar eun pz.
Associata alla rdioterapia
Adiuvante = Subito dopo lintervento chirurgico, ad alte dosi.
Neoadiuvante = prima della chirurgia. X massa estesa, dove con la chirurgia potrebbe metastatizzare
Condizionamento = spesso dopo un trapianto di midollo osseo, a distanza di mesi, per evitare che ci sia un a recidiva di malattia = permette di
consolidare il percorso fatto.
Palliativa = fare un accompagnamnto al pz nel periodo del ne vita
Mantenimento = terapia a basse dosi, che si fa dopo un intervento chirurgico (adiuvante), più contingentata nel tempo (Es diverse sedute a livello di
dayhospital con dosaggio piu bass)
Mieloablativa, condizionamento = x midollo osseo: abbatte tutte le difese immunitarie => pz immunodepresso: si svuota completamente il midllo
osseo, da cellul ebenigne e maligne => produzione di nuove cellule sane. Complicanze piu comuni = shock settico
Ruolo dell’infermiere
• conscere i farmaci che si stanno gestendo —> sicurezza pz e operstore e ambiente
• Manipolazione —> ALLESTIMENTO, SOMMINISTRAZIONE, SMALTIMENTO , + trasporto e conservazione
• Circuito chiuso
• Contaminazione e spandimento accidentale
• Gestione delle compli
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Infermieristica clinica
-
Infermieristica I - Infermieristica clinica
-
Infermieristica ostetrica
-
Infermieristica clinica