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Parole: espressioni usate, semplicità discorsiva, ecc.

Le difficoltà che si possono incontrare sono ad esempio la difficoltà di reperire

personale a proprio agio sia nel ruolo operativo che nel ruolo relazionale,

oppure la declassazione dell’infermiere visto che occupa la parte inferiore della

scala, sia come livello gerarchico e sia come retribuzione, o ancora la

ripetitività del proprio lavoro che può trasformarsi in noia.

Una cosa molto importante nel personale di contatto è quello di definire e

limitare i ruoli da coprire e questo porta alla limitazione dell’area di

discrezionalità (con una posizione psicologica difficile).

2 – IL CODICE DEONTOLOGICO

Il codice deontologico è un elemento irrinunciabile per l’infermiere e il suo

esercizio professionale, e serve a guidare l’infermiere nelle scelte morali e

bioetiche.

Il codice ci dice che l’infermiere è un care manager, ossia un manager della

cura, del curare il malato.

Il codice è formato in modo che ogni articolo o concetto è sostenuto dagli

organismi di rappresentanza degli infermieri.

Il codice indica un modello etico da seguire e chiede agli infermieri di

conoscerlo e riconoscersi in esso.

I principi bioetici riferiti al paziente sono: autonomia, giustizia, beneficio delle

cure e libertà di scelta.

Il codice deontologico definisce i modelli di comportamento con particolare

riferimento alla responsabilità.

Le norme generali di un buon esercizio professionale sono:

Formazione

• Aggiornamento

• Atteggiamento critico

• Ricerca

• Autovalutazione

La parte più dettagliata del codice deontologico definisce i rapporti con la

persona assistita. 2

3 – PROTOCOLLO PER L’ACCOGLIENZA DEL CLIENTE

Lo scopo di questo protocollo è quello di ridurre lo stress da ospedalizzazione e

della famiglia e di orientarlo nell’unità di degenza riconoscendolo come

persona.

In questa fase preliminare il cliente e l’infermiere danno inizio ad una relazione

di fiducia.

Le risorse che l’infermiere ha a disposizione per attuare questo protocollo sono

le sue conoscenze, uno spazio dove si ha la necessaria riservatezza e del

materiale cartaceo come la documentazione amministrativa e gli opuscoli

informativi.

La routine di questo protocollo per l’infermiere prevede:

Presentarsi e far accomodare il cliente

• Si chiede al cliente come sta e se ha qualcosa da domandare

• Si provvede alle attività amministrative

• Si accompagna il cliente in camera e lo si presenta agli altri degenti

• Si mostrano al cliente gli accessori del letto, il comodino, l’armadietto e il

• campanello di chiamata

Ascolta le domande che cliente e famiglia hanno da esporgli

• Si spiega la funzione dei diversi operatori e come riconoscerli

• Si spiega la necessità della visita medica e del colloquio per la raccolta

• dati

Si consegna l’opuscolo informativo, ove presente, e ne spiega i contenuti

• essenziali

Il cliente accolto male è bloccato in partenza e troverà difficoltà nell’instaurare

con l’infermiere una relazione di fiducia, inoltre la freddezza dell’accoglienza

suscita nel cliente il senso di “sentirsi di disturbo”.

I rischi a cui si va incontro nell’accoglienza del cliente sono ad esempio il fare

stereotipi (classificare il cliente in categorie), le interviste modello polizia

giudiziaria (con risposte frettolose, superficiali e difensive) e la frettolosità

(l’agitazione è la morte dell’accoglienza e della disponibilità).

4 – ADATTAMENTO INEFFICACE DELLA FAMIGLIA 3

Il ricovero di un paziente può causare una crisi all’interno della famiglia perchè

gli usuali meccanismi di adattamento e sostegno possono essere sconvolti.

I fattori scatenanti possono essere:

Malattia di un membro familiare

• Alterazione della normale routine familiare

• Mancanza di unione familiare

• Perdita di controllo

• Ambiente ospedaliero inconsueto o restrizione delle visite

• Costo delle cure

La conseguenze derivanti da questi fattori possono essere:

Malnutrizione dei familiari

• Riposo inadeguato

• Incapacità di adattamento alla situazione presente

• Espressioni di ansia, rabbia o paura

• Espressione di sensi di colpa e di ostilità che non riescono a superare

L’infermiere deve aiutare i familiari dimostrando interesse e riconoscendo i loro

sentimenti, fornire tempestive ed adeguate informazioni sui trattamenti del

paziente, accertare che i familiari abbiano appreso bene le informazioni

ricevute, prendersi cura dei loro bisogni fisici e psicologici esortandoli a

mangiare e a riposare bene, ecc.

5 – ADATTAMENTO INEFFICACE DEL SOGGETTO

Consiste nell’incapacità di utilizzare comportamenti di adattamento in risposta

alla percezione di una minaccia con conseguente alterazione dell’equilibrio

psico-fisico.

I fattori scatenanti possono essere:

Dolore o inabilità

• Privazione del sonno

• Lo stesso ambiente ospedaliero

• Perdita della speranza

• Futuro incerto

Le condizioni necessarie perché uno stimolo provochi un disadattamento sono:

Percezione di uno stimolo dannoso

• Percezione di minaccia per i valori della persona

• Percezione di possedere risorse inadeguate per far fronte alla minaccia

I sintomi riferiti dal soggetto disadattato possono essere: 4

Anoressia, nausea o vomito

• Perdita di peso

• Bulimia

• Diarrea o stitichezza

• Iperattività e incapacità a riposare

• Tendenza ad isolarsi

• Disturbi del sonno

• Si sospetta degli operatori

• Difficoltà a controllare gli impulsi

• Perdita della libido, impotenza e disfunzioni dell’orgasmo

• Reazioni correlate alla stimolazione del sistema nervoso centrale

• (tachicardia)

Si può negare i propri sintomi

• Collera, ostilità, ansia, depressione

• Perdita di fede e disperazione

All’esame obiettivo possono riscontrarsi:

Espressione che indica ansia o apatia

• Scarso contatto visivo

• Ipertensione

• Tachicardia

• Aritmie

• Aumentata frequenza e profondità degli atti respiratori

• Vomito o diarrea

• Inquietudine

• Letargia

• Sudorazione

L’importante per evitare o quantomeno diminuire questi sintomi è molto

importante stabilire un rapporto di fiducia con il paziente, trasmettendogli

fiducia e benessere, mantenere un contatto visivo appropriato, assicurando

sonno e nutrizione adeguata, ecc.

Anche la mancanza di conoscenze possono creare problemi nell’adattamento

del cliente, infatti la modificazione di un problema di salute, una nuova

diagnosi, una nuova procedura terapeutica, ecc., possono creare ansia,

problemi di varia natura e negazione della nuova situazione.

L’infermiere deve cercare di fornire le conoscenze necessarie al cliente per

capire ed accettare la malattia.

6 – LINEE GUIDA E PROTOCOLLI

La Legge 251/00 art. 1 comma 1 dice che: “Gli operatori della professioni

sanitarie dell’area delle scienze infermieristiche svolgono con autonomia 5


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Infermieristica generale sull'infermieristica relazionale e sulla figura dell’infermiere è il personale di contatto con il paziente e impersonifica la struttura ai suoi occhi. L’importanza dell’infermiere è rafforzata dalla simpatia, indifferenza o antipatia che suscita nel cliente e soprattutto dalla professionalità e credibilità che sa ispirare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wallacekr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Gigliotti Fulvio.

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