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I.G. DEP1 Infermieristica De Paola

Parole chiavi

Persona: Considerato sia come elemento a sé stante sia come facente parte di un gruppo o di una collettività.

Cultura:

  • Concezione antropologica: È quell’insieme complesso che include il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società.
  • Concezione classica: Processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dall’assimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell’età moderna.

Il termine ha acquisito, oltre all'accezione di 'coltivazione' (rispetto alla quale però prevale in italiano la forma coltura), quella metaforica di 'cura, attenzione, coltivazione di un sapere, educazione'. Il termine cultura conserva l'idea della 'trasformazione', da intendersi tanto come perfezionamento della persona quanto come intervento sulla natura e sull'ambiente sociale.

Disciplina: L’atto con il quale si ottiene la disposizione personale ad apprendere e a perfezionarsi.

Ruolo: Spazio ricoperto da una figura professionale nell’ambito di un’organizzazione. Il suo svolgimento si esplica mediante l’esercizio di una serie di funzioni. Ricoprire un ruolo comporta dei doveri e dei diritti.

Funzione: È una larga area di responsabilità, consiste nell’insieme delle attività concorrenti ad uno scopo che una persona svolge per esercitare il suo ruolo nell’organizzazione e nella società.

Le funzioni non sono condizionate né dalle risorse disponibili né dal tempo richiesto: rimangono le stesse quali che siano le possibilità di esercitarle nelle condizioni date.

Compito: Rappresenta la componente elementare e va definito attraverso:

  • L’azione da porre in essere
  • Il contenuto, cioè l’oggetto a cui è rivolta
  • Le condizioni nelle quali viene compiuta
  • Il livello qualitativo o standard, che deve essere raggiunto nell’eseguirla

Compito/prestazione: L’atto o l’insieme di atti sono eseguiti con la consapevolezza dell’obiettivo e l’orientamento a conseguire un risultato.

Educazione alla salute: Capacità di tirar fuori il meglio da ogni persona nell’ambito delle conoscenze (sapere), abilità (saper fare) e motivazioni (saper essere). Indirizzata sia alle persone malate che al loro contesto familiare e di vita.

Cura: I.G. DEP2

Concetto di cura

Essere curati... curare... curarsi.

Prendersi cura: Assicurare la sopravvivenza era ed è un fatto quotidiano, da qui deriva: prendersi cura di. Con il passare dei secoli alle cure di mantenimento della vita nate dalle scoperte empiriche fatte in occasione delle cure stesse, si sostituiscono le cure mediche, le sole riconosciute come scientifiche.

Per definire la pratica assistenziale occorre ricollocarla in rapporto al suo fine ultimo: permettere alla vita di svilupparsi e di riprodursi.

Cosa vuol dire essere curato:

  • Guarire dall’essere assistito in tutte le mie esigenze
  • Avere chi si prende cura della mia salute fisica e psichica
  • Essere aiutati nel momento del bisogno
  • Essere rispettati
  • Essere accudito e assistito nel momento di bisogno
  • Permettere a qualcuno che si prenda cura di te

Salute

Salute umana

La mappa del corpo umano: come una grande città, anche il corpo è un sistema molto complicato, dove ogni parte svolge una funzione specifica, e tutte lavorano insieme, in modo che si possa ogni giorno mangiare, respirare, fare pipì, giocare, dormire. (enciclopedia dei ragazzi)

Salute: Stato di benessere fisico e psichico, espressione di normalità strutturale e funzionale dell’organismo considerato nel suo insieme; il concetto di salute non corrisponde pertanto alla semplice assenza di malattie o di lesioni evolutive in atto, di deficit funzionali, di gravi mutilazioni, di rilevanti fenomeni patologici, ma esprime una condizione di complessiva efficienza psicofisica. (Enc. Treccani)

OMS: Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia e infermità. - 1949

Il concetto di salute: Dalla netta divisione delle cure mediche da quelle assistenziali originano le prime definizioni del concetto di salute.

Il suo modo più comune per definirla è pertanto quello negativo dell’assenza di malattia.

Salute:

  • Avere le forze necessarie per far fronte a qualsiasi problema; equilibrio e sensazione
  • Capacità di adattamento di fronte alle sfide sociali ed emotive, convivere con la cronicità
  • Salute intesa come benessere fisico, psichico e spirituale
  • Salute come salvezza, incolumità, integrità; salute affine a salvus = salvo
  • Salute come armonico equilibrio fisico e psichico dell’individuo dinamicamente integrato nell’ambiente naturale e sociale

Carta di Ottawa: La salute come capacità di realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, cambiare l’ambiente circostante o farvi fronte e per questo la salute è vista come una risorsa per la vita quotidiana e non come un obiettivo del vivere. Condizioni e risorse fondamentali: pace, abitazione, istruzione, cibo, reddito, ecosistema sostenibile, giustizia sociale ed equità.

La salute è una risorsa della vita quotidiana che consente di vivere in modo produttivo a livello: individuale, sociale ed economico.

I.G. DEP3

La salute è uno stato di pienezza che comprende: corpo, mente, emozioni ed espressione del sé nel sociale. La salute di tutti i popoli è fondamentale per il raggiungimento della pace e della sicurezza e dipende dalla più ampia cooperazione degli individui e degli stati.

Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia e infermità. - 1949

Questa definizione ampia e generale ha rimosso il dualismo concettuale salute-malattia e offerto una visione dello stato di benessere di una persona o di una popolazione non unicamente correlato con ‘intervento sanitario, sia esso preventivo, curativo o riabilitativo.

Nella Conferenza di Alma-Ata nel 1978 si rafforzò questa concezione definendo la salute come un diritto fondamentale dell’uomo e l’accesso ad un livello più alto di salute è un obiettivo sociale estremamente importante, di interesse mondiale e presuppone la partecipazione di numerosi settori socio-economici oltre che di quelli sanitari.

Pertanto la salute è concepita come il prodotto complessivo e coordinato di una serie di azioni che fanno capo a vari settori della vita civile e sociale di un paese e di una comunità come l’educazione, l’agricoltura e la produzione alimentare in genere, l’approvvigionamento idrico, l’industria e le infrastrutture, i lavori pubblici e gli alloggi. (ITALIA art. 32 della Costituzione e L.833/1978).

La salute nel mondo

Ma tale concezione se pur chiara nella sua definizione teorica non trova rispondenza nella sua applicazione nella gran parte del mondo. I sistemi sanitari sono responsabili di molti progressi avvenuti nel tempo; ma gli stessi sono ben lungi dall’essere uniformi in un dato momento e tra i vari paesi, anche tra quelli con simile livello di reddito e di spesa sanitaria; allo stesso tempo emerge anche che gli errori del sistema diminuiscono senza annullare del tutto il bene che realizzano.

È del tutto evidente che il tasso di mortalità in alcuni paesi europei e latino-americani fra il 19° e 20° secolo, è attribuibile più a fattori quali il miglioramento della dieta ed altri progressi socio-economici che all’assistenza medica alla persona.

Diventa pertanto particolarmente rilevante il ruolo della sanità pubblica nel sapere sintetizzare l’orientamento tecnico con quello politico per migliorare la salute della popolazione e rendere più efficaci, equi ed efficienti i sistemi sanitari.

È necessario infatti l’approccio tecnico-scientifico per utilizzare al meglio la ricerca nel campo assistenziale e biomedico, quello politico per applicare a qualsiasi livello di territorio le cause dello stare male.

Modelli di salute

  • Modello biomedico: La salute è lo stato normale e naturale (fisiologico) del corpo umano; è il normale funzionamento dell’organismo.
  • Modello olistico: La salute è una condizione individuale, particolarmente centrata sul benessere fisico e psichico.
  • Modello armonico dinamico: La salute è una condizione di equilibrio che si realizza sia all’interno del corpo umano sia nella sua interazione con l’ambiente.

Modello biomedico = Ospedale
Modello olistico = Casa
Modello armonico = Società

Assistenza: I.G. DEP4

Assistenza infermieristica

Inizia come scienza, prosegue come metodo e termina come arte.

Cosa vuol dire assistere:

  • Stare accanto a qualcuno, accudire una persona malata.
  • Essere guidato perché la cura funzioni.
  • Prendersi cura di una persona.
  • Stare accanto a persone con problemi e con bisogni particolari.
  • Seguire costantemente in modo professionale le necessità dei malati.
  • Aiutare le persone.
  • Rendersi disponibili nei confronti di una persona dandogli sostegno.
  • Aiutare chi ha bisogno di cure.
  • Prendersi cura con particolare attenzione.

Concetto di assistenza

La pratica assistenziale è senza dubbio la pratica più vecchia del mondo, insieme all’alimentazione a cui è strettamente legata. Quando la vita è apparsa, è apparsa anche l’assistenza, in quanto bisogna “prendersi cura” della vita perché questa possa evolversi. Per migliaia di anni, l’assistenza non fu propria di un mestiere e ancor meno di una professione. Essa era propria di qualsiasi persona che aiutava un’altra a provvedere a tutto ciò che era necessario per sopravvivere, in relazione alla vita di gruppo. Le cure infermieristiche rappresentano una branca molto recente di questa evoluzione millenaria.

Così come negli animali, la pratica assistenziale corrisponde al riconoscimento ed al prolungamento di una funzione sociale: quella elaborata attorno alla fecondità femminile, che partecipa direttamente a tutto ciò che contribuisce al mantenimento e allo sviluppo della vita, e quella che consiste nell’allontanare la morte negli uomini. Perché la nostra società non ha mai potuto eliminare dal comportamento umano quello che pratiche ed esperienze millenarie hanno trasmesso.

La storia dell’assistenza si delinea attorno a due grandi assi che hanno generato due orientamenti:

  • Garantire lo sviluppo della vita
  • Allontanare la morte

Storia dell’assistenza infermieristica

Fu con la diffusione del cristianesimo e la sua concezione di carità che si diffuse l’abitudine a prestare interventi assistenziali; ogni cristiano era tenuto alla solidarietà sociale nei confronti del prossimo bisognoso. Sino al 1200, le istituzioni monacali gestirono l'area della povertà e della malattia con molteplici “istituzioni ospedaliere”. Gli Ospizi, dal termine latino ‘ospes’, aprono le loro porte ai viandanti, ai poveri, ai vecchi, ai bambini abbandonati e ai malati cronici. Nel corso del ‘500 nel tentativo di risolvere il problema dei poveri e della povertà, si fa strada un grande sforzo di controllo e di organizzazione, volto a diminuire le tensioni sociali con il soccorrere metodicamente gli inabili.

Illuminismo

Si compì in modo definitivo la frattura fra visione medievale dell’assistenza come carità e visione moderna di assistenza e beneficenza, attraverso l’introduzione del concetto di diritto all’assistenza. La carità veniva spogliata del suo valore religioso per diventare un dovere sociale dello Stato e ad essa si voleva sostituire la filantropia che, nella sua formulazione moderna, affermava l'uguaglianza dei diritti dell'uomo.

I.G. DEP5

Le concezioni illuministiche investono anche il settore dell’assistenza: alla carità cristiana si tende a sostituire una solidarietà laica fondata sulla ragione. Si afferma così che gli uomini sono tutti uguali e vengono messi in luce i diritti dei bisognosi. L’ideologia illuminista contestò la massiccia istituzionalizzazione degli emarginati e dei malati poveri proclamando l'obbligo della società verso il povero, le cui sorti non potevano essere affidate alle cure dei privati, ma ad un’assistenza e cure mediche a carico dello Stato (ed erogate il più possibile a domicilio).

È con la Rivoluzione francese e con i concetti di libertà-uguaglianza-fraternità, che anche il povero diviene, in quanto cittadino, soggetto di diritto. L'assistenza viene assunta come compito dello Stato laico attraverso le istituzioni pubbliche e conseguentemente inizia la soppressione delle istituzioni private di beneficenza, degli enti religiosi e delle confraternite. Fu però il processo di industrializzazione, in piena espansione tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, e la conseguente diffusione del movimento socialista, a dare ulteriore slancio all’assistenza: la difesa del diritto al lavoro e alla protezione sociale di tutti i lavoratori, affermava al contempo il riconoscimento giuridico dei diritti sociali dei poveri e dei bisognosi.

In Italia

Condizione igieniche pessime. Alto tasso di mortalità infantile.

In Italia la regolamentazione della formazione infermieristica avviene a partire dal 1925: infatti le prime Scuole vengono istituite con Rdl 15 agosto 1925, n. 1832 (Facoltà della istituzione delle Scuole-convitto professionali per infermiere e di Scuole specializzate di medicina, pubblica igiene ed assistenza sociale per assistenti sanitarie visitatrici). Per accedervi viene richiesta la licenza elementare, che però di fatto non è obbligatoria in mancanza di candidate che ne siano in possesso.

Assistenza infermieristica è:

  • Presenza
  • Ascolto
  • Contatto fisico

Infermiere

Infermieristica come scienza: Oggetto di studio: persona + contesto in cui vive. Scopo: Soddisfare i bisogni infermieristici di una persona o di una collettività. Infermieristica → ponte tra scienza umanistica e scienza naturale.

Contesti operativi:

  1. Distretto
  2. Presidio ospedaliero
  3. Presidio distrettuale
  4. Casa di Riposo
  5. Residenza Sanitaria Assistita
  6. Centro Diurno
  7. Nave
  8. Elicottero
  9. A casa delle persone (domicilio)
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher n.ignesti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof De Paola Alberto.
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