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I.G. DEP9

anni '70.

La conferenza fu organizzata dalla OMS e dall'UNICEF.

La Dichiarazione di Alma Ata, sottolinea l'importanza della attenzione primaria della salute

come strategia per ottenere un miglior livello di salute della popolazione. Il suo motto fu:

Salute per tutti entro il 2000.

La Conferenza espresse la necessità urgente di azioni da parte di tutti i governi, degli

operatori della salute, e della comunità internazionale, per proteggere e promuovere il

modello di attenzione primaria della salute.

Sviluppare e implementare l'assistenza sanitaria primaria in ogni parte del mondo e in

particolare nei paesi in via di sviluppo.

Conferenza Internazionale di Ottawa 1986:

La salute fu definita come la misura della capacità di una persona o di un gruppo di

persone di realizzare le proprie aspirazioni e di soddisfare i propri bisogni e di adattarsi

all’ambiente.

La legge del 19 novembre 1990, n. 341:

Sulla riforma degli ordinamenti didattici universitari; istituisce, tra l'altro, il “diploma

universitario di primo livello in Scienze infermieristiche”. Secondo questa legge il nuovo

titolo di studio "ha il fine di fornire agli studenti adeguata conoscenza di metodi e contenuti

culturali e scientifici orientata al conseguimento del livello formativo richiesto da specifiche

aree professionali".

Il Dlgs 502 del 1992:

E successive modificazioni sancisce - dopo un breve periodo di transizione (“doppio

binario”) - il definitivo passaggio alla formazione universitaria. Il 502/92 prevede, di

conseguenza, come requisito obbligatorio per l’ammissione il possesso del diploma di

scuola secondaria superiore di secondo grado.

DM 739/94

ART 1:

1 - è individuata la figura professionale dell'infermiere con il seguente profilo: l'infermiere è

l'operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell'iscrizione

all'albo professionale è responsabile dell'assistenza generale infermieristica.

2 - L'assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura

tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie,

l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l'educazione sanitaria.

3 - L’infermiere:

a) partecipa all'identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività;

b) identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e

formula i relativi obiettivi;

c) pianifica, gestisce e valuta l'intervento assistenziale infermieristico.

d) garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche;

e) agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;

f) per l'espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell'opera del personale di

supporto;

g) svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio

e nell'assistenza domiciliare, in regime di dipendenza o libero-professionale.

4 - L'infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre

direttamente all'aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca.

5 - La formazione infermieristica post- base per la pratica specialistica è intesa a fornire

agli infermiere di assistenza generale delle conoscenze cliniche avanzate e delle capacità

che permettano loro di fornire specifiche prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree:

I.G. DEP10

Sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica; -

Pediatria: infermiere pediatrico; -

Salute mentale – psichiatria: infermiere psichiatrico; -

Geriatria: infermiere geriatrico; -

Area Critica: infermiere di area critica.

6 - In relazione a motivate esigenze emergenti dal Servizio Sanitario Nazionale, potranno

essere individuate, con decreto del Ministero della Sanità, ulteriori aree richiedenti una

formazione complementare specifica.

7 - Il percorso formativo viene definito con decreto del Ministero della Sanità e si conclude

con il rilascio di un attestato di formazione specialistica che costituisce titolo preferenziale

per l’esercizio di funzioni specifiche nelle diverse aree, dopo il superamento di apposite

prove valutative. La natura preferenziale del titolo è strettamente legata alla sussistenza di

obiettive necessità del servizio e recede in presenza di mutate condizioni di fatto.

Art. 2:

Il diploma universitario di infermiere, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3 , del Decreto

Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all’esercizio della

professione, previa iscrizione al relativo albo professionale.

Articolo 3

1 - Con decreto del Ministro della Sanità di concerto con il Ministro dell’Università e della

Ricerca Scientifica e Tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in

base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui

all’art. 2 ai fini dell’esercizio della relativa attività professionale e dell’accesso ai pubblici

uffici.

42 del 99 - La legge sull’abrogazione del mansionario.

1. La denominazione "professione sanitaria ausiliaria" nel testo unico delle leggi sanitarie,

approvata nel 1934 è sostituita dalla denominazione "professione sanitaria”.

L 251/2000:

Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche tecniche, della riabilitazione, della

prevenzione, nonché della professione ostetricia: è il primo atto normativo che riconosce la

dirigenza infermieristica, quindi riconosce la possibilità di gestire i processi di lavoro,

anche ad altri profili come i fisioterapisti, tecnici sanitari ecc. Attiva il corso di Laurea

magistrale in Scienze Infermieristiche.

INFERMIERISTICA MODI

Origini dell’arte del guarire:

_Nursing - to-nurse, nutrire, allevare bambini.

Può essere usato in italiano oppure essere sostituito con Infermieristica, o Assistenza

Infermieristica.

Gli aspetti del nursing non sono esclusivamente associati all’infanzia, ma a tutte le fasi dello

sviluppo.

Questo rappresenta il linguaggio condiviso dell’infermieristica.

Con la parola nursing si va a dare un senso più ampio di quella che è l’infermieristica, che

racchiude in sé la parte disciplinare e tecnica.

Il nursing come significato più ampio di infermieristica, è dovuta ad una condizione reale in cui

l’infermiere era il manovale dell’assistenza, parliamo di un periodo in cui l’infermiere doveva

seguire rigorosamente una lista di cose da fare/non fare – mansioni.

Infermieristica, infermiere, infermo.

Sono termini chiari e conosciuti, ma fanno pensare all’assistenza ai malati e disabili, e non

all’educazione alla salute, alla prevenzione delle malattie, alla formazione, alla ricerca. I.G. DEP11

_Le cure infermieristiche presentano termini molto spesso equivocati:

_Cura – Cure

_Aver cura – Care - Accogliere, assumere, ospitare, intrattenersi, ascoltare, implica capacità di

ascolto e affettività. Non si parla di deficit ma di persona con deficit, il soggetto è sempre la

persona.

_Assistenza infermieristica – Nursing Care

_Farsi carico – Caring – A contatto con l’evoluzione attraverso il modello teorico di Watson,

(Human Caring) ha la caratteristica di un significato molto più specifico dal punto di vista

assistenziale, lo stare accanto, il caring è un aspetto dell’assistenza apportato esclusivamente dal

professionista Infermiere. Il soggetto è il rapporto tra la persona e l’ambiente.

_La cura ha 2 significati:

1_ Amministrare, farsi carico, gestire

2_ Terapia, trattamento, guarigione

Le teorie modello-concettuali servono a dare le indicazioni su quale sia lo spazio di intervento

dell’infermiere, da un punto di vista della concezione professionale.

Interiorizzare un modello concettuale comporta la piena legittimazione del ruolo professionale.

Conducendo gli infermieri verso una maggiore chiarificazione della loro ragione d’essere,

rafforzando in tal modo l’identità professionale.

Un modello concettuale è una struttura o un paradigma della scienza infermieristica e si riferisce ai

concetti centrali del meta-paradigma.

È un quadro di riferimento dal quale guardare la persona che si sta assistendo, indica l’approccio

da adottare per prestarle assistenza, il ragionamento e la presa di decisioni per l’attività pratica.

L’infermieristica è una scienza che necessita di Ricerca, Pratica e Teoria.

_La teoria è un insieme di concetti, definizioni, proposizioni e relazioni tra i concetti che danno una

visione sistematica di determinati fenomeni:

_La salute

_Il rapporto relazionale

_L’autonomia nelle avvitò di vita

_Le funzioni infermieristiche

La teoria infermieristica:

Guida la pratica professionale, contribuendo a migliorarla.

Consente al professionista che la applica di motivare il proprio operato qualora venga messo in

discussione.

Elementi fondamentali dell’infermieristica:

_L’uomo e i suoi bisogni di assistenza - Oggetto di studio

_La risoluzione dei bisogni di assistenza infermieristica – Scopo

_Il processo di assistenza infermieristica – Metodo

_Protocolli, procedure, cartella infermieristica, ecc... – Strumento

Dall’infermiera modello al modello per infermiere, con questa frase ci si sposta da quella che è la

concezione del lavoro dell’infermiera (periodo pre-Nightingale).

Non era una cosa certificata, era il medico che dichiarava che una donna potesse/non potesse fare

l’infermiera.

Il cambiamento ci fu con l’avvento della Nightingale, questa non ha formulato un modello, ma è

riuscita a spostare l’attenzione dall’infermiera alla persona, formulando quindi il sistema

dell’assistenza infermieristica. Ha dato la possibilità di rendere l’infermieristica una professione,

l’infermiera diventava la persona con nozioni tali da poter esercitare l’assistenza infermieristica.

Infermieristica = scienza inesatta.

L’infermieristica si divide in 3 scuole:

_Scuola dei bisogni (Henderson)

_Scuola dell’interazione (Peplau) I.G. DEP12

_Scuola dei risultati (Rogers, Roy)

JACQUELINE FAWCETT (1995)

Il meta-paradigma di ogni disciplina è dato dai concetti globali che identificano i fenomeni di

interesse della disciplina e dalle proposizioni che spiegano il concetto stesso:

Le azioni sono operate mediante un processo sistematico di raccolta dati (assessment),

classificazione dei problemi, pianificazione, intervento e valutazione.

I quattro concetti del meta-paradigma sono collegati tra loro:

Persona-Salute: si tratta di conoscere i principi che regolano i processi del vivere e del morire, del

funzionamento dell’essere umano sano e malato.

Persona - Ambiente – Salute: L’ottica è quella della globalità della salute della persona, che

cambia in costante interazione con l’ambiente di riferimento, e il modo in cui la persona la vive.

Salute – Assistenza infermieristica: Comprendere e valutare quali processi e azioni

dell’infermiere comportano cambiamenti positivi nello stato di salute, inteso in senso olistico.

Persona – Ambiente: Il legame è dovuto al fatto che il comportamento umano si modella in

interazione con il contesto sia nei normali eventi della vita sia nelle situazioni di alterazione.

FLORENCE NIGHTINGALE (1820-1910)

Per Nightingale l’essere infermieri stava aldilà del concetto scientifico, non era perciò interessata

ad inserire l’assistenza infermieristica in ambito scientifico.

Fondatrice dell’assistenza infermieristica e dell’infermieristica moderna. Nata a Firenze, origini

inglesi. Non esisteva la possibilità nelle donne (per via dell’istruzione incompleta) di contestare

argomenti di tipo politico, economico o scientifico.

Ha condotto una vita che è andata contro gli schemi sociali di quel periodo.

Aveva una grande empatia verso gli altri, aiutare le persone con problemi di salute ed educare le

persone ‘sane’.

_I CoxcCmbs (diagrammi ad aree polari) furono inventati da Florence Nighitingale nel 1856 per

evidenziare il numero di decessi evitabili avvenuti negli ospedali militari durante la guerra di

Crimea.

Essi misurano gli effetti benefici dell’assistenza infermieristica.

Aveva messo su un ospedale da campo assieme ad altre 40 infermiere. Era riuscita a dimostrare

che migliorando l’assistenza sarebbe diminuita la mortalità dei soldati.

Applicando le sue indicazioni assieme alle altre infermiere formate da lei, ha diminuito fortemente

la mortalità e l’ha dimostrato con questi CoxCombs. Grazie a questi grafici Florence Nightingale si

definisce una delle più grande statistiche oltre ad una delle più grandi infermiere della storia.

Al ritorno dalla guerra in Crimea, è entrata al S. Thomas Hospital di Londra, riportando le stesse

modalità assistenziali che utilizzava negli ospedali da campo. A Londra è riuscita a diminuire il

tasso di mortalità ed a fornire una migliore qualità della vita.

13 canoni di Florence Nightingale

1_ Ventilazione e calore

2_ Luce (importante, ottimo battericida, influenza specifica sulle attività cerebrali, stimola la

produzione di serotonina)

3_ Pulizia delle stanze e delle pareti

4_ Salubrità delle case (Buona temperatura ecc.)

5_ Rumore

6_ Letto e biancheria

7_ Varietà (Un degente allettato ha bisogno di stimoli continui a fare o provare cose diverse e

nuove, creare un ambiente che rompa le monotonie)

8_ Pulizia personale I.G. DEP13

9_ Dare speranze e consigli (Non dare speranze inutili o consigli scorretti, non mentire ad una

persona per farla contenta,)

10_ Assumere alimenti

11_ Quali alimenti

12_ Gestione dei piccoli dettagli (Gestione della continuità assistenziale).

13_ Osservazione del malato.

Definizione di infermieristica secondo Nightingale: Consiste nel farsi carico della salute personale

di qualcuno, ciò che essa deve fare è mettere il paziente nelle migliori condizioni affinché la natura

agisca su di lui.

Fino alla formulazione del concetto di salute e malattia dell’OMS (metà 1900) rimane questo

concetto in cui la malattia è un guasto e l’uomo è un insieme di organi da riparare/sostituire.

Nonostante all’epoca ci fosse ancora il modello biomedico come unica verità, dagli scritti di

Nightingale è stato estrapolato quanto questo termine le stesse stretto.

VIRGINIA HENDERSON (1897-1996)

Infine, e fondamentalmente, la qualità dell’assistenza infermieristica dipende da coloro che la

erogano. –

L’infermieristica agisce per soddisfare i bisogni della persona, in questo caso il modello concettuale

si fonda esclusivamente sui bisogni della persona.

Nasce alla fine del 1800, si diploma in infermiera in una scuola di infermieristica militare.

Henderson era molto patriottica, interessata alla politica.

Prosegue la sua carriera lavorativa lavorando principalmente negli ambulatori. Continua a studiare

per ottenere il Master in Nursing e viene chiamata in un importante college per insegnare, parte qui

questo suo doppio interesse, la formazione e il lavoro come infermiera.

Inizia la ricerca, e scrive un testo sui principi e la pratica del nursing.

Scrive una specie di catalogo, il primo in assoluto riguardante tutte le attività del Nursing. Non

concepisce più l’assistenza secondo Nightingale in quanto la considera superata.

Questo catalogo viene notato dal consiglio internazionale delle infermiere, viene fatta una sintesi,

poi distribuita in 29 paesi nel mondo. Questo rappresenta un tentativo di omogeneizzare il

significato di infermieristica in tutto il mondo.

Continua la sua ricerca e continua nel tempo aggiornando questo catalogo fino all’età di 75 anni.

Definizione funzione specifica dell’infermiere secondo Henderson

La funziona specifica dell’infermiere è quella di assistere la persona, sana o malata, per aiutarla a

compiere tutti gli atti che tendono al mantenimento della salute, o della guarigione (oppure a

prepararla ad una morte serena); atti che la persona compirebbe da sola se disponesse della forza

di volontà, o delle conoscenze necessarie; è inoltre quella di favorire la partecipazione della

persona, in modo da aiutarla a riacquistare prima possibile la sua indipendenza.

EVELYN ADAM (1929)

Si occupa principalmente di formazione.

Il modello concettuale per il nursing:

Evelyn Adam si serve del modello di Dorothy Jhonson per dimostrare come i 14 bisogni di

Henderson possano essere centralizzati nel processo infermieristico.

Il modello concettuale di Henderson e Adam è composto da postulati, valori ed elementi.

Postulati:

_Ogni persona tende all’indipendenza e la desidera

_La persona forma un tutto che presenta dei bisogni fondamentali

_Quando un bisogno non è soddisfatto, ne consegue che la persona non è completa, intera,

indipendente. I.G. DEP14

Per Henderson un bisogno è una necessità piuttosto che una mancanza.

Non soddisfacendo i bisogni si va in contro a problemi, che comportano la formazione di coping,

capacità di adattamento.

Quando si parla di bisogni bisogna prendere in considerazione tre dimensioni:

_Dimensione bio-fisiologica.

_Dimensione psicologica.

_Dimensione socio-culturale.

Bisogno e abitudine: Alcune abitudini pur facendo parte del comportamento umano non sono dei

bisogni, perché non derivano da necessità fondamentali dell’essere umano.

Bisogno specifico:

1_ Proviene da un bisogno fondamentale

2_ Costituisce una necessità individuale della persona, perché conservi o ritrovi la sua

indipendenza nella soddisfazione dello stesso bisogno fondamentale.

3_ Compatibile con le conoscenze attuali, secondo le esigenze dell’essere umano.

Valori:

1_ L’infermiere ha funzioni proprie, anche se ne condivide alcune con altri professionisti

2_ Quando l’infermiere usurpa il ruolo del medico, delega le sue funzioni proprie a un personale

non qualificato

3_ La società desidera un servizio (la funziona propria dell’infermiere) e conta su questo servizio:

nessun altro operatore può svolgere questo servizio al posto dell’infermiere.

Elementi:

_Lo scopo della professione infermieristica è conservare o ristabilire l’indipendenza della persona

_Il beneficiario forma un tutt’uno che presenta 14 bisogni fondamentali, che è vero sono comuni a

tutti gli individui, ma le loro manifestazioni variano da individuo a individuo, la soddisfazione dei

bisogni per mantenimento della sua indipendenza lo rendono differente dai suoi simili

_Il ruolo dell’infermiere è un ruolo di supplenza

_La fonte di difficoltà si trova nella mancanza di forza fisica, volontà e conoscenze

_ L’intervento è un punto focale dell’azione dell’infermiere è il deficit o l’ambito di dipendenza della

persona

_ Le conseguenze volute sono l’aumento dell’indipendenza nella soddisfazione dei 14 bisogni o in

una morte serena. L’aumento dell’indipendenza può consistere in un semplice miglioramento o

nella ripresa totale dell’indipendenza alla fine di un periodo di dipendenza. Lo studio dei 14 bisogni

fondamentali rivela che quelli che sembrano appartenere alla bio-fisiologia comportano anche una

componente psico-socio-culturale.

HIDEGARD PEPLAU: 1909-1999

Il nursing è la scienza e l’infermiere l’artista che adatta la scienza personalizzando l’assistenza a

misura del suo assistito.

Nasce nel 1909, si diploma in infermiera, cerca approccio con la persona con disagio psichico, si

laureerà poi in psicologia-psicoterapeuta.

Nel suo prestare servizio come infermiera aveva avuto esperienza in luoghi con persone di

estremo disagio psichico, persone immigrate e persone con disabilità.

Si definirà un’infermiera con orientamento fortemente psicologico. Appartiene alla scuola delle

relazioni internazionali. È la prima infermiera che dopo Nightingale ha un’idea ben precisa di chi è

l’infermiere e cosa deve fare, dando importanza alla relazione, andando un po’ a discapito degli

aspetti tecnici della professione (‘della clinica’).

La Peplau è stata tenente durante la seconda guerra mondiale, anche lei è quindi di forte tendenza

militare. I.G. DEP15

4 Componenti di riferimento nel pensiero di Peplau

_Il processo interpersonale: è quello che si crea tra infermiere e assistito, non si parla solo di

relazione ma proprio di fasi all’interno della relazioni, questo processo di fasi cambia, ed è

determinante per riuscire a stabilire la relazione con la persona.

In sintesi il processo interpersonale porta alla riduzione dell’ansia, ma non all’eliminazione.

_L’infermiere: Assume ruoli diversi a seconda del processo, esiste una sorta di scambio tra lui e

l’assistito, per l’infermiere c’è un arricchimento dalla relazione con l’assistito quanto l’assistito trova

giovamento dall’infermiere.

_L’assistito.

_L’ansia: Energia che si forma tra assistito e alterazione delle condizioni di salute, che l’assistito

non riesce a fronteggiare, i livelli di ansia vanno a condizionare molti aspetti riguardanti la malattia

o la terapia stessa, quest’ansia non deve essere completamente eliminata, creandosi questa

energia se essa viene canalizzata in maniera positiva diventa un motore potentissimo per far

migliorare le condizioni dell’assistito. L’ansia attiva la persona, e può essere quindi un fattore

positivo.

Fasi del processo interpersonale tra infermiere ed assistito:

_Orientamento

_Identificazione

_Utilizzazione (Quando la persona riesce ad utilizzare ciò che è previsto dal processo)

_Risoluzione (La persona torna ad essere indipendente e si stacca dalla figura

dell’infermiere)

6 tipologie di ruolo infermieristico in base alle fasi del processo interpersonale:

1) Ruolo dell’estraneo --- Infermiere, che non dovrà avere pregiudizi.

2) Ruolo della persona di sostegno

3)Ruolo dell’educatore

4) Ruolo di leadership

5)Ruolo di sostituto

6)Ruolo di consigliere

4 Fasi Interpersonali – 4 Fasi Processo Di Nursing

Orientamento – Accertamento

Identificazione – Pianificazione

Utilizzazione – Attuazione

Risoluzione – Valutazione

DOROTHEA ELIZABETH OREM (1914-2007)

Teoria generale del Nursing.

La sua teoria è stata enunciata attorno agli anni ’60, è una delle teorie così dette generali, affronta

in maniera completa una teoria composta da 3 sotto-teorie.

Alcuni infermieri si dimenticano, o non hanno mai capito, che il nursing è rivolto alle persone e,

quindi, tendono a porre l’accento sulla sequenza di azioni o mansioni che hanno imparato ad

eseguire in situazioni di assistenza infermieristica, oppure su cose che le persone in cura

dovrebbero o non dovrebbero fare. Questo tipo di visione del nursing annulla l’individuo come

fulcro della situazione: se le qualità peculiari di uomini, donne, bambini, vengono ignorate allora

l’individuo non sarà mai il centro dell’azione.

1_ Teoria del self-care: Il self care è un’attività appresa e finalizzata agli individui. Ogni individuo

ha in sé la caratteristica innata di prendersi cura di sé stesso e dell’ambiente che lo circonda

cercando di modificare i fattori che possono influenzare la vita, la salute, il benessere.

Le azioni che caratterizzano l’auto-assistenza (self-care) soddisfano la domanda di self-care.

I.G. DEP16

_Requisiti universali (8) comuni a tutti gli essere umani e comprendono la conservazione di aria,

acqua, cibo, eliminazione, risposo, solitudine, interazione sociale, prevenzione dei rischi.

_Requisiti evolutivi (10) che promuovono i processi della vita e della maturazione (infanzia,

adolescenza, vecchiaia, la gravidanza, etc..)

_Requisiti legati all’alterazione dello stato di salute (6) la malattia e il trauma non interessano solo

strutture specifiche o meccanismi fisici e psicologici, ma anche il funzionamento integrato

dell’essere umano.

Secondo Orem la persona è composta da questi suoi 3 gruppi di requisiti.

2_ Teoria del deficit della cura di sé: Spiega il perché e come l’individuo può essere aiutato dal

nursing. Nasce quando le capacità di cure di sé non sono in grado di sodisfare i requisiti di cura di

sé. Il soddisfacimento dei requisiti di cura di sé avviene attraverso i cinque metodi di assistenza.

Da distinguere con il deficit della cura di sé di Carpenito.

3_Teoria dei sistemi infermieristici: Descrive e spiega le relazioni che si devono determinare e

mantenere affinché si produca il nursing. Un sistema infermieristico si costituisce attraverso le

azioni.

Metodi di assistenza:

1_ Agire o fare per

2_Guidare

3_Insegnare

4_Sostenere

5_Offrire un ambiente favorevole allo sviluppo

Teoria Dei Sistemi Infermieristici:

La teoria dei sistemi di assistenza infermieristica costituisce la componente organizzativa del

nursing rispetto alle teoria del deficit di self-care, poiché descrive l’assistenza infermieristica e la

relazione tra infermiere e paziente necessarie a risolvere i deficit individuati. In tale teoria, occupa

una posizione centrale il concetto di capacità di assistenza infermieristica, intesa come elemento

che caratterizza la professionalità degli infermieri e che li pone nella condizione di progettare e

realizzare un’assistenza infermieristica efficace nei confronti delle persone con deficit di self-care.

Orem descrive tre principali sistemi:

1_ Il sistema di assistenza infermieristica totalmente compensatorio -> gli infermieri agiscono

direttamente per il soddisfacimento dei requisiti di self-care dei pazienti.

2_ Parzialmente compensatorio -> infermiere e paziente cooperano.

3_ Educativo o di supporto -> le azioni compensatorie di assistenza sono svolte dal paziente e

all’infermiere è richiesta un’assistenza di merito alle decisioni da prendere, al controllo del

comportamento dell’assistito e all’insegnamento di abilità e conoscenze.

NANCY ROPER (1918-2004)

Insieme a Logan e Tierney, definiscono la risposta europea alle correnti di pensiero create a livello

degli Stati Uniti. La loro caratteristica è stata la creazione di una visione diversa, che riprende

come spunto la teoria di Henderson, la amplificano dal punto di vista della ‘clinica’, creano una

teoria sulle attività di vita: le azioni che la persona mette in atto per poter soddisfare i bisogni.

Ogni persona ha un proprio modo di soddisfare i bisogni, mettendo in atto azioni personali.

Le operazioni sono quel contenitore di azioni che la persona deve svolgere (Camminare, fa parte

dell’operazione del movimento).

Le 12 Attività di vita:

1. Mantenere la sicurezza ambientale

2. Comunicazione

3. Respirazione

4. Alimentazione e idratazione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BORGO SAN LORENZO, EMPOLI, FIGLINE VALDARNO, FIRENZE, PISTOIA, PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher n.ignesti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof De Paola Alberto.

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