Appunti di infermieristica generale
Riccardo Pizzolitto
Università degli Studi di Udine
Facoltà di Medicina - CdL in Infermieristica
Anno Accademico 2019/2020
Prof.ssa Alvisa Palese
Esame Integrato « Fondamenti Infermieristica-Relazione assistenziale (FI) »
Insegnante: Prof.ssa Avisa Palese
Ore di corso: 36
Programma del corso
- Descrivere il campo di attività dell'infermiere, le sue basi, potenzialità e confini definiti dalla normativa.
- Descrivere la storia e lo sviluppo della disciplina e della professione infermieristica in Italia confrontando le tendenze nazionali e internazionali.
- Individuare i livelli della competenza infermieristica di base, esperta ed avanzata, i percorsi professionali, formativi e di carriera possibili in Italia.
- Definire il concetto di assistenza da quello di assistenza infermieristica differenziando il contributo degli operatori di supporto da quello degli infermieri.
- Descrivere il profilo degli operatori dell'area sanitaria e il loro contributo nei percorsi diagnostici-terapeutici-riabilitativi ed assistenziali dei pazienti.
- Descrivere il concetto di caring ed i principi/teorie che guidano la pratica clinica degli infermieri.
- Discutere le tappe della metodologia clinica infermieristica.
Modalità dell’esame
Esame scritto con quesiti a risposta multipla e domande aperte.
Indice
- NUCLEO 1 pag 1
- NUCLEO 2 pag 8
- NUCLEO 3 pag 12
- NUCLEO 4 pag 14
Materiale di studio
- Appunti delle lezioni
- Materiale consegnato, domande guida e slide
- Testo « Trattato di Cure Infermieristiche » L. Saiani, A. Brugnolli capitoli 1, 2, 5 e 6.
INFG Infermieristica generale
Fondamenti infermieristica-relazione assistenziale (FI)
Infermieristica generale (INFG) A. Palese
NUCLEO 1
-
Storia della professione infermieristica in Italia
Si tratta di una determinata attività lavorativa, l’operatore ha alle spalle un percorso di formazione ed esercita in modo organizzato, sistematico e continuo. Funzioni: Si tratta di un’occupazione, ovvero una mansione.
Nel 1832, attraverso un Regio Decreto, vengono riconosciute le scuole per infermierie professionale (IP). Si tratta di corsi biennali di tipo teorico/pratico (=diploma di Stato). I docenti erano principalmente medici e le parti pratiche venivano svolte mediante tirocini nei reparti (affiancamento). -
Caratteristiche:
- Convitto prettamente femminile (così fino al 1973);
- Accesso al corso dai 16 anni, non serviva il diploma. A 17 si iniziava la pratica in reparto;
- Addestramento: nel corso del tirocinio veniva semplicemente tramandato il mestiere. Veniva insegnato solamente come fare una determinata procedura, non il perché;
- Gestione quasi esclusiva del clero.
-
Negli anni ’70 del Novecento cambiano una serie di cose: (DPR 225/74)
- Vengono chiuse le scuole convitto (1971);
- Possono accedere al corso anche i maschi (1973);
- Le lezioni vengono gestite anche dal personale infermieristico;
- La direzione passa in mano ai laici.
-
Nota: la preparazione e il metodo non cambia rispetto a prima. —> Si distinguono da questo momento due figure:
- IG: (infermiere generico) percorso dalla durata breve di un anno, poi può operare;
- IP: (infermiere professionale) dopo il diploma lavora in ospedale sotto controllo medico.
-
Mansionario: ovvero l’elenco di tutti i compiti che l’IP poteva svolgere (IG ha mansionario a parte), cose su cui erano formati. L’utenza si aspettava esattamente quel tipo di servizio:
- Parametri vitali semplici;
- Pasti;
- Igiene;
- Somministrazione della terapia (solo certi metodi).
-
Rivoluzione del 1992
L’infermieristica viene riconosciuta come una professione, per accedervi è necessario affrontare un corso di laurea che fornisce competenze e conoscenze esclusive. Si tratta di un titolo abilitante, che richiede l’iscrizione ad un ordine-collegio. Nello stesso anno si decide di chiudere le scuole e di utilizzare solo le università (vengono lasciati 4 anni per l’attivazione dei corsi). Il 1° luglio del 1994 si svolse un importante sciopero del settore infermieristico. 60/70 mila infermieri chiedono l’eliminazione del mansionario e il riconoscimento profilo-funzioni dell’infermiere (che vale oggi).
DM (salute) 739/94
(essendo un DM non supera il mansionario previsto dal DPR) Non ci sono proteste, i precedenti titoli vengono automaticamente riconosciuti (IDU: Infermiere Diploma Universitario). L’interesse unico di tutti era quello di migliorare il sistema di assistenza infermieristica. Inoltre, l’eliminazione del canale scuola non crea figure infermieristiche di serie A-B.
Art. 1
- Comma 1. Da occupazione si passa a professione. L’università prepara infermieri preparati nell’ambito generale. Dopo il primo percorso si può passare agli studi specialistici (master).
- Comma 2. Gli infermieri hanno 4 funzioni principali a cui devono sottostare. Essi hanno una natura tecnica che gli permette di compiere gesti e azioni. Per fare ciò hanno bisogno di relazionarsi (psicologia). Non imparano più solo semplici azioni come prima.
- Comma 3. (a) L’infermiere è incaricato di identificare i bisogni e pianificare la giusta assistenza; (b) deve inoltre collaborare con il personale medico per quanto riguarda la somministrazione della terapia. Ha le competenze per capire cosa fa e cosa comporta la somministrazione di un determinato farmaco.
- Comma 4. Ora l’infermiere deve aggiornarsi ogni anno (50 ECM), preferibilmente nel proprio ambito.
- Comma 5. L’infermiere può accedere, dopo la laurea triennale ad un percorso post base, ovvero alla pratica specialistica. Questo titolo (comma 7) è un titolo preferenziale ma non condizione necessaria per l’accesso alla determinata area.
Legge 42/99
Definisce i vari ruoli.
- Ausiliari
- OTA
- IPOSS
- IDU
- MEDOSS-C
- ILIG
Assistenza - Assistenza infermieristica - Diagnosi-Terapia
—> MASTER: permette di acquisire sempre più competenze e autonomie che permettono di allontanare sempre di più questo confine. NON saremo comunque mai in grado di fare diagnosi e terapia.
Altro aspetto fondamentale è l’eliminazione del mansionario. Come vengono allora definite le cose che un infermiere può fare? Profilo DM 739/94: l’infermiere è un professionista preparato dall’ente universitario; Piano di Studio Profilo DM 739/94 Codice Deontologico: vedi dopo; Piano di Studio: dev’essere BEN DEFINITO, l’infermiere può fare tutto ciò che ha imparato e che sia stato valutato o certificato. Non si parla di mansionario ma di SKILLS —> legittimano cosa posso fare.
Sviluppo professionale dell’infermiere
Si distinguono vari tipi di competenze: base, esperta e avanzata.
« Come si sviluppa la competenza dell’infermiere nel tempo? »
- Sviluppo professionale: punti ECM, studio continuo e aggiornamento, sviluppo del pensiero critico-riflessivo, supervisione e valutazione dai più esperti, pratica continua.
- Sviluppo di carriera: curriculum, occupare posizioni sempre più elevate.
NB: lo sviluppo professionale non corrisponde con l’avanzamento di carriera. I titoli e la formazione sono però necessari per raggiungere posizioni elevate.
« Come posso evolvere le competenze lavorando? »
- Novizio: non vedo tutto, mi concentro solo sui protocolli;
- Novizio avanzato/competente-abile: mix teoria universitaria e pratica;
- Esperto.
Il processo vale se passo molti anni nella stessa area, se cambio frequentemente reparto riparto dalla condizione di novizio.
Post laurea
Sviluppo ORIZZONTALE: infermiere con gradi diversi di competenza clinica, può svolgere pratiche avanzate. Questo migliora l’aspetto clinico, la competenza nel campo. Non c’è, però, alcuna retribuzione monetaria aggiuntiva.
Sviluppo VERTICALE: coordinatore, responsabile del servizio, direttore del servizio —> laurea magistrale
| Avanzata | Generale | Specialistico | Di base |
|---|---|---|---|
| Studi generali, non viene approfondito un ambito clinico. | Questioni specifiche (area critica, CMS, pediatrico...). |
NOTA: è consigliabile seguire sempre una linea di formazione specifica e determinata.
Espansioni
- Task Shifting: sposta la linea di confine verso l’area medica. Espandere le competenze in un’area non più infermieristica. Nel Regno Unito queste figure sostituiscono i medici generali (prescrivono i medici Tabacco). Oppure possono anche fare da secondo chirurgo in sala operatoria. In Italia: figura “diversa” in area critica. Lo stesso processo potrebbe essere svolto anche verso altre professioni. Vedi tecnici di laboratorio (non posso fare prelievi) o OSS/OSS-C (guarda nucleo 2).
- Specializzazione: occuparsi di un gruppo specifico di ammalati, acquisisco molte più competenze e posso utilizzare le cose imparate in più nella pratica. Ci sono molteplici campi, scava molto in profondità. Riflette il modello delle specialità mediche, ma è un titolo preferenziale, non necessario e vincolante. Gestire sempre meglio il paziente e avere sempre più competenze avanzate.
- Allargamento della pratica infermieristica: crescita dei bisogni dei pazienti e delle organizzazioni. Compare l’infermiere di comunità, gestisce il percorso del paziente, non la clinica. Non vengono occupati spazi altrui ma aree di bisogno che no venivano riempiti. Creiamo le condizioni per garantire i loro percorsi clinici.
Dopo triennio: l’infermiere può iniziare a lavorare, gli si aprono poi diverse opportunità formative.
- Laurea Magistrale: laurea di classe solo per gli infermieri-infermieri pediatrici-ostetriche. 120 CFU. Complessivamente 5 anni di formazione, ma è una laurea generale che verte su ricerca e aspetti clinici. Dovrebbe essere un percorso unico. Completa il percorso. Prepara a ruoli dirigenziali a cui non si può accede comunque subito. (vale in UE)
- Master I livello: ne esistono di due tipi, generalisti/specialistici. Durano solo un anno, solo recentemente sono disciplinati da norme. 60 CFU. Al seguito può passare verso la laurea magistrale. Il percorso così sarà più corto. (NON vale in UE)
- Master II livello: direzione di un distretto, igiene. 60 CFU. Può accedere il medico generalista. È necessaria la laurea magistrale per accedervi.
- Dottorato: ricerca. 60 CFU
Legge 1 febbraio 2006, n.43
Art. 6 Declina i titoli in 4 livelli. L’infermieristica italiana si basa su 4 livelli.
- Professionisti che hanno la laurea: generalista;
- Professionisti coordinatori in possesso del master di I livello in management;
- Professionisti specialisti in possesso del master di I livello;
- Professionisti dirigenti che hanno la laurea magistrale, con condizione di pratica. Devi essere un infermiere esperto prima di dirigere. Se vuoi dare il capo sala devi fare il master di coordinamento di I livello. Sono necessari 3 anni si esperienza prima di iniziare a lavorare.
Tipologie di master
- Master trasversali: aperti a tutte le professioni sanitarie —> coordinamento;
- Coordinamento (logiche dei processi)
- Tutor
- Professioni in ambito privato (logiche economiche)
- Forense (infermiere esperto di termini legali, di difesa)
- Ricerca
- Health Technology Assessment (è costo efficace?)
- Evidence Based Practice
- Risk management
- Inter-professionali: una parte è comune e un’altra no (specifica). Esempio problemi post parto: ambito sia degli ostetrici che dei fisioterapisti. C’è il bisogno di entrambe le professioni;
- Specialistici: ogni professione fa il suo.
- Infermiere: cure primaria, area critica e dell’emergenza (consigliato se si vuole lavorare nell’ambito+elisoccorso), chirurgia, area medica, area CSM e dipendenze, cure palliative…
- Infermiere pediatrico: area intensiva/emergenza neonata e pediatrica. (può accedere anche ai master per gli infermieri)
Legge 10 agosto 2000, n.251
Art. 1 operiamo in base al codice e alla nostra professione (non siamo ausiliari).
Punto 3 comma A: dev’esserci una posizione dirigenziale per ogni azienda. Promuove lo sviluppo di cure infermieristiche avanzata.
Situazione UE e nel Mondo
Percezione dell’infermiere nelle varie parti dell’Europa.
- Italia-Grecia-Spagna: modello simile, l’infermiere è l’interfaccia del matto, confinato alle strutture sanitarie.
- Paesi del Nord + Belgio, Paesi Bassi e Danimarca + UK: infermiere come punto di riferimento per le persone sane e malate. Agiscono anche in maniera preventiva, fuori delle mura ospedaliere. Sono molto diffusi nel territorio, vedi comunità e scuole (seguo i bambini dal punto di vista della crescita).
Formazione differente
NORD Sicurezza propria e dell’assistito, condivisione e confronto (meeting), incentivazione alla continuazione degli studi (incentivi economici), lavoratori e centri si simulazione —> reparto finto con manichini o simulatori, gli studenti possono esercitarsi (i primi sono stati loro). Puntano molto sulla presa di decisione veloce e sulle competenze.
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Infermieristica Generale
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Infermieristica generale - infermieristica relazionale
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Infermieristica generale
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Infermieristica generale