Infermieristica generale
Introduzione e concetti
Nursing è un termine inglese che deriva dal verbo to nurse (allattare), che significherebbe infermiera. Con il termine nursing si può anche intendere "fare l’infermiera" e origina da un termine latino che significa lo stesso, nutrire ed allattare. Questo perché storicamente si pensava che il ruolo dell’infermiere dovesse essere associato al ruolo di madre per il fatto che il paziente può essere rassomigliato ad un bambino che dipende dagli altri. Oggi però il nursing ha un significato ben diverso e contiene un insieme di responsabilità assistenziali che non possono essere ricondotte al tradizionale concetto di assistenza infermieristica.
Una teoria è un insieme di concetti, definizioni e proposizioni che forniscono un’idea sistematica dei fenomeni, predisponendo interrelazioni specifiche tra i concetti con lo scopo di descrivere, spiegare, prevedere e controllare i fenomeni stessi. Tra le affermazioni teoriche possiamo trovare:
- Leggi, affermazioni che descrivono una relazione nella quale gli scienziati credono fermamente da considerarla verità assoluta;
- Assiomi, insieme di affermazioni di base, ciascuna dipendente dalle altre e dalle quali si possono fare derivare affermazioni di teorie;
- Proposizioni, teoremi o affermazioni derivanti da assiomi, termine utilizzato anche al posto delle ipotesi;
- Ipotesi, affermazione di relazione che deve essere ancora verificata.
Un concetto è una nozione fondamentale che la mente si forma di una cosa, è una formulazione mentale che deriva dall’esperienza dell’individuo e può classificare i fenomeni in: concetto astratto, indipendente da tempo e stazione; concetto concreto, strettamente legato a tempo e spazio.
Un modello è una rappresentazione simbolica della realtà che pone in relazione gruppi di concetti e li organizza al fine di formulare una descrizione di un determinato fenomeno. Queste rappresentazioni possono essere verbali, schematiche o quantitative. Una ricerca, invece, è un’indagine sistematica, controllata ed empirica di affermazioni ipotetiche al fine di ottenere una conoscenza della realtà valida ed affidabile.
Il paradigma è un termine contemporaneo introdotto da Thomas Khun. I paradigmi della ricerca scientifica risultano costituiti da modelli i quali comprendono globalmente leggi, teorie, applicazioni e strumenti. Questo concetto si lega con il concetto di scienza normale intesa come ricerca fondata su uno o più risultati raggiunti dalla scienza in passato, ai quali viene riconosciuta la capacità di costruire il fondamento sulla sua prassi. Il metaparadigma è una struttura organizzativa concettuale o filosofica di una disciplina o di una professione; tutte le teorie infermieristiche, anche se diverse tra di loro, hanno infatti in comune concetti fondamentali, quindi i metaparadigmi, composti da persone, ambiente, salute e assistenza infermieristica.
L’epistemologia indica una riflessione critica sulla natura, sui fondamenti, sui limiti e sulle condizioni di validità del sapere scientifico, sia di quello considerato esatto, come la matematica e la logica, sia di quello empirico, come la fisica, chimica e biologia, sia di quello sociale come la psicologia, sociologia, antropologia e storiografia.
Teorie
L’argomento di una teoria può essere molto vasto e includere tutto, oppure ristretto e limitato, a seconda di ciò si possono dividere in tre gamme differenti:
- Teoria grande, riferite a scopi ampi, molto complesse e quindi richiedono una suddivisione interna per poter classificare e verificare le singole affermazioni;
- Teoria media, campo d’azione meglio fruibile delle precedenti in quanto valide e contengono contenuti meno complessi;
- Micro teoria, struttura molto semplice e diretta, fenomeni descritti in maniera diretta senza dilungazioni.
Possono essere classificate anche in base alla loro forma:
- Insieme di leggi, si tratta di un approccio di tipo induttivo che si avvale dei risultati della ricerca per ottenere modelli. I risultati vengono poi selezionati e classificati in categorie di leggi, generalizzazioni empiriche ed ipotesi;
- Forma assiomatica, consiste in un sistema logico di concetti, definizioni in relazione tra di loro e posti in maniera gerarchica;
- Processo causale, consiste in una forma che richiede concetti, definizioni ed affermazioni di relazione specificando la causa tra variabili dipendenti ed indipendenti.
Ogni autore utilizza però termini differenti e personali per descrivere i criteri di valutazione di una teoria, indipendentemente da ciò, i criteri più utilizzati si possono dividere in:
- Chiarezza, intesa come adeguatezza logica, in quanto i concetti devono risultare chiari e identificabili chiaramente;
- Semplicità, una teoria deve essere il più possibile esauriente e concreta, costituita dal minor numero di concetti;
- Generalità, si analizzano i vari concetti contenuti, in quanto più una teoria è generale più sono ampi gli obiettivi e i concetti che si pone;
- Precisione empirica, in relazione alla possibilità di verifica e di uso finale di una teoria, in quanto da affermazione teorica ed empirica ci deve essere una corrispondenza;
- Conseguenze derivabili, la professione infermieristica dovrebbe far uso delle teorie esistenti per poter prevedere certi risultati e controllare gli eventi in modo che i risultati siano raggiunti.
L’elaborazione e lo sviluppo di una teoria avviene attraverso un processo che può essere diviso in tre fasi:
- Induzione, modo di ragionare dallo specifico per sviluppare un assunto generale; una serie di particolari come i sintomi, vengono legati ad un insieme come la sintomatologia; l’osservazione e l’analisi di questi elementi viene combinata al fine di affermazioni teoriche generali e spesso definite teorie di base;
- Deduzione, si avvale di un ragionamento logico che dallo specifico arriva al generale, processo in cui due o più affermazioni teoriche formulano ipotesi empiriche e verificabili;
- Retroduzione, combinazione tra induzione e deduzione per arrivare alla formulazione della teoria vera e propria, utilizzando i contenuti e gli aspetti strutturali per far sì che si avanzino sempre teorie nuove.
Cenni storici sulla prima forma di assistenza organizzata
Una prima forma di assistenza non formalizzata è probabilmente sempre esistita dal ruolo che la donna ha sempre rivestito nella società come colei che istintivamente si preoccupava di occupazioni assistenziali ai propri cari. In Occidente, oltre che alla figura femminile, l’assistenza era legata anche all’avvento del cristianesimo dove i primi ordini monastici organizzavano degli hospitali medievali per i poveri, sofferenti ed ammalati. Successivamente è esistita una fase di declino, tra il 13 e 14 secolo, dove è comparso il personale laico ad occuparsi dell’assistenza e gran parte di questo personale era reclutato da classi sociali come i carcerati e le ex prostitute. Nel 16 secolo, con l’arrivo di nuovi ordini religiosi, si cerca di contrastare questo declino creando nuove congregazioni ospedaliere.
Con l’illuminismo si arriva a dare importanza alla scienza e ai problemi sanitari che iniziano a diventare di pertinenza delle istituzioni pubbliche. Si ha quindi che l’assistenza del malato veniva un po’ tralasciata e incentrata solamente alla cura del suo caso clinico. Ma i vari progressi scientifici successivi portarono ad una nuova contrapposizione di ideali in campo dell’assistenza. Tra questi spicca Camillo de Lellis che afferma il fatto che servano degli infermieri più preparati nel campo assistenziale per inserirsi in un patrimonio concettuale solamente del medico. Il concetto di nursing inizia a farsi strada da esperienze sviluppate nei paesi anglosassoni, arrivando in Italia con la traduzione di Notes on Nursing di Florence Nightingale, la quale dà un grande contributo alla nascita dell’infermieristica come professione e fondatrice di quella che può essere considerata la prima vera teoria dell’infermieristica moderna.
Florence Nightingale
Florence Nightingale nacque a Firenze nel 1820, da una famiglia facoltosa vittoriana, dalla quale apprese la matematica, le lingue, la religione e la filosofia. Avendo già delle conoscenze, si sentì chiamata a un servizio e decise di apprendere la pratica infermieristica, studiandola in Germania. Nel 1853 diventò direttrice dell’ospedale di Londra riservato alle donne di alta borghesia. Ma la sua vera svolta si ebbe con il suo servizio da volontaria presso gli ospedali da campo durante la guerra in Crimea. Iniziò a valutare come organizzare l’assistenza infermieristica in quelle condizioni cercando di eliminare i problemi igienici di quei luoghi di degenza. Oltre a ciò, cercava di assistere al meglio i malati ed i feriti, andando a controllarli con una lanterna, perciò soprannominata la "donna della lanterna", e cercava di migliorare quelle condizioni. Grazie a questa sua prima opera iniziò a ricevere riconoscimenti e fondi con i quali aprì delle scuole per infermiere.
Durante tutta la sua vita e carriera continuò a cercare di migliorare le condizioni del sistema sanitario dell’esercito in India e tra le classi meno abbienti in Inghilterra, apportando idee ed osservazioni per mirare a migliorare l’assistenza sanitaria. Molte delle sue idee anche attualmente continuano ad ispirare il nursing contemporaneo.
Influenze teoriche per lo sviluppo della teoria
È considerata in assoluto la prima vera teorica del nursing nonostante i suoi scritti differiscano nella forma, nel tono, nella terminologia e nello stile da quelli dei teorici contemporanei. Molti fattori hanno influenzato le sue idee riuscendo ad integrare le proprie risorse personali, professionali e sociali per produrre cambiamenti significativi. Considerava la professione infermieristica come una vocazione religiosa alla quale solo le donne erano chiamate a rispondere e riteneva necessario lottare per poter portare dei cambiamenti. A quel tempo infatti il sistema sanitario anglosassone era gestito da persone di basso ceto sociale e inaffidabili e lo trasformò in un sistema di assistenza infermieristica di tipo professionale ancora tutt’oggi apprezzato. Le sue maggiori influenze sono state l’esperienza, l’istruzione e l’osservazione che rappresentano la base logica della sua teoria infermieristica.
Si occupò con serietà e metodo alla statistica attraverso i dati e le informazioni raccolte durante la guerra in Crimea, dimostrando l’efficacia del suo sistema di nursing ospedaliero e organizzativo. Le sue principali abilità di ricerca furono quelle di saper comunicare, prendere nota, analizzare, ordinare, classificare e generalizzare. Si deve a lei infatti l’introduzione in ambito sanitario dei concetti di educazione sanitaria e prevenzione, iniziando ad apportare un approccio scientifico dato anche dal suo uso dei dati statistici.
Il fondamento della grande teoria della Nightingale è centrato sull’ambiente, inteso come tutte le condizioni e forze esterne che influenzano la vita e lo sviluppo di un organismo, ritenendo infatti che ci fosse un ambiente sano al fine di ottenere un’adeguata cura infermieristica. Metteva in rilievo l’ambiente fisico rispetto a quello sociale o psicologico e non li differenziava in maniera chiara. Nei suoi scritti non appare il termine ambiente ma i suoi concetti principali ai quali ci riconducono ad esso sono:
- Ventilazione, aspetto di cui la Nightingale si preoccupava maggiormente, fornire al paziente la ventilazione adeguata, fornendo sempre rifornimento di aria fresca. Era riferito sia alle case che all’ospedale, scrivendo che per una buona salute nelle case c’era bisogno di aria pura, acqua pulita, efficiente sistema fognario, pulizia e luce. Senza tutte queste caratteristiche non si poteva dare.
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