INFERMIERISTICA CHIRURGICA
INDICE
Assistenza nell’immediato postoperatorio ................................................................................................................... 2
Monitoraggio e valutazione postop ......................................................................................................................... 2
Dolore post operatorio (DPO) .................................................................................................................................. 4
Gestione dei fluidi ..................................................................................................................................................... 5
Risoluzione dell’ileus postoperatorio ....................................................................................................................... 5
Il paziente sottoposto ad intervento intestinale .......................................................................................................... 7
Stomia ....................................................................................................................................................................... 7
Gestione dell’immediato post-op ............................................................................................................................. 8
Complicanze legate alle stomie ................................................................................................................................ 9
Assistenza al pz sottoposto ad intervento allo stomaco ............................................................................................ 11
Gastrectomia totale ................................................................................................................................................ 11
Resezione gastrica .................................................................................................................................................. 12
Possibili complicanze della chirurgia gastrica ......................................................................................................... 13
Percorso clinico assistenziale del pz sottoposto a chirurgia dello stomaco (PCA) ................................................. 15
Il pz con malattia del pancreas ................................................................................................................................... 17
Il pz con malattia delle vie biliari ................................................................................................................................ 18
Colelitiasi ................................................................................................................................................................ 18
Coledocolitiasi – colangite ...................................................................................................................................... 18
Assistenza alla donna sottoposta a mastectomia ...................................................................................................... 20
Assistenza preoperatoria ........................................................................................................................................ 20
Assistenza postoperatoria ...................................................................................................................................... 21
Assistenza al pz ortopedico ........................................................................................................................................ 24
1
Assistenza nell’immediato postoperatorio
Sicurezza in sala operatoria:
16 obiettivi da perseguire in sala (OMS) → check list
o Sign in: prima dell’anestesia
o Time out: prima dell’incisione
o Sign out: prima che il pz lasci la sala operatoria
Posizionamento: obiettivi → posizionare il pz prevenendo cadute ed evitando ldd
Normotermia: per mantenere la temperatura normalmente ci sono meccanismi di regolazione
(ipotalamo, cute) che durante l’anestesia generale vengono meno → è importante mantenerla perché se
tra 35-36°C (lieve ipotermia) aumentano i rischi cardiaco e SSI.
o Meccanismo termoregolatore:
se aumento > 37°C attivazione ipotalamo che fa sudare
se cala si vaso costringe per trattenere il calore agli organi nobili (cervello e cuore), se non
basta (~ 35,5°C) brivido (viene consumata energia per produrre calore) ma non può
durare molto perché il dispendio è
alto
Durante l’anestesia: prima
dell’intervento c’è vasocostrizione
periferica per mantenimento della
temperatura core → nei primi 30
minuti calo brusco della
temperatura (1-1,5°C) → in seguito
a induzione (effetto dell’anestesia)
c’è vasodilatazione con
rimescolamento del sangue dai distretti core ai periferici e cala di nuovo la temperatura
→ calo di altri 0,3°C ogni ora
o Come si perde calore:
Trasferimento radiante: per esposizione ad un gradiente di temperatura
Trasferimento per conduzione: per contatto tra due superfici di temperatura diversa
Trasferimento per evaporazione: attraverso cavità aperte
Trasferimento per moto connettivo: legato alla presenza di flussi d’aria
|
Conseguenze dell’ipotermia:
↓
Influenza i processi coagulativi (difetto a lv piastrinico)
Può aumentare le perdite ematiche
Aumenta l’incidenza dell’infezioni del sito chirurgico (il SI è inibito così come la perfusione
a causa della vasocostrizione → meno O₂ ai tessuti)
Aumenta i tempi di ospedalizzazione
Aumenta il rischio miocardico
Aumenta il consumo di O₂ per via del brivido
|
Interventi per contrastarla
↓
Riscaldamento della cute per almeno 30 minuti prima dell’induzione limita la riduzione
della TC
Utilizzo di fluidi riscaldati
Riscaldamento ed umidificazione di gas anestetici
Utilizzo di lenzuola in cotone riscaldante
Utilizzo di coperte riscaldabili mediante aria calda
Monitoraggio e valutazione postop
Vigilanza: stare attenti ed essere preparati ad un eventuale cambiamento dello stato del pz → l’operatore
che fa vigilanza deve avere le conoscenze per intercettare questi cambi. Estesa a tutti.
Sorveglianza: dal momento in cui un evento è manifesto (es. sangue in drenaggio) comincio ad
aumentare l’attenzione. Focalizzazione dell’attenzione su un caso ma senza perdere l’attenzione sugli
altri.
Scopo: intercettare prima possibile eventuali insorgenza di complicanze, riconoscere e prevenire
Parametri da gestire:
o Stato di coscienza 2
o Fx respiratoria (oltre agli atti/min anche simmetria, profondità, efficacia)
o Fx cardiovascolare (oltre al polso, profondo, debole, in periferia)
o Temperatura e brivido
o Dolore
o Minzione
o Drenaggi chirurgici
o Diuresi e bilancio dei fluidi
Il monitoraggio è importante perché il 30-50% dei pz operati presenta complicanze nelle prime 24 h (la
maggiorparte entro le prime 4-6 h).
Cosa valutare nello specifico:
1. Ipotensione: sis < 100 dias < 60-65 mmHg è un valore assoluto, visto che è personale si usa
piuttosto una riduzione > 20% del basale (es. valore basale 140/70 è ipoteso se < 112/56).
Cause:
Ipovolemia: perdita ematica massiva da perdita del volume circolante
Vasodilatazione: riduzione resistenze periferiche da interazioni con farmaci,
stimolazioni vagali, stato settico
Valuto:
FC
Pallore cutaneo e sudorazione algida
Spossatezza
Confusione mentale
I β-bloccanti inibiscono la tachicardia → principale meccanismo in caso di ipovolemia →
monitoraggio attento ma non toglierli altrimenti rischio FA (che è peggio)
2. Ritenzione urinaria: incapacità di urinare dopo 8 ore dal termine dell’intervento nonostante la
vescica sia piena con dolore e/o discomfort, agitazione, globo vescicale
Fattori di rischio:
Età > 60 anni
Pz in anestesia spinale
Interventi > 2 h (se > 2 h i pz vengono preventivamente cateterizzati)
Ansia
Interventi a lv della pelvi
Dolore
Farmaci antalgici oppioidi
Infusione libera di liquidi (poco usata oggi): prima di fare l’anestesia mettere
flebo di fisiologica in continuo
Interventi
1. Favorire lo svuotamento prima che il pz scenda in sala
2. Precoce identificazione della ritenzione e prevenzione della sovra distensione in
pz a rischio
3. Valutare la ripresa della minzione dopo 4 h dal termine dell’intervento
4. Stimolazione della minzione: far scorrere l’acqua del rubinetto, applicazione
impacco caldo in zona sovra pubica
5. Favorire l’assunzione di posizione naturale e comoda per il pz (es. soprattutto
per maschi in piedi, non in pappagallo, privacy)
6. Bladder scanner (ecografo manuale)
7. Cateterismo estemporaneo solo in interventi non invasivi inefficaci
3. Nausea e vomito (PONV): complicanza molto precoce (prime 24 h soprattutto 2-8 h postop, se >
72 h non è chirurgico ma problema di ripresa intestinale) multifattoriale:
Stimolazione dei centri corticali superiori, normalmente stimolati da dolore, odore,
memoria, ansia, vista, farmaci (antalgici ed anestetici soprattutto di estrazione oppioide),
l’intervento stesso (citochine), chemioterapia e radioterapia a lv addominale
Fattori favorenti la PONV:
Dolore (→ ansia → stress)
Precocissima assunzione della posizione seduta
Ipotensione postop
Assunzione precoce di abbondanti liquidi per scarsa motilià e distensione
Stimolazioni olfattive o visive
Trattamento farmacologico: antistaminici, cannabinoidi, bzd, agenti gastroprocinetici
Interventi non farmacologici: 3
Bere piccoli sorsi d’acqua o usare cubetti di ghiaccio/ghiacciolo
Gradualità nel passaggio da supino a seduto e nei movimenti
Garantire analgesia
Tecniche di rilassamento
Agopuntura o agopressione del punto Neiguan (polso come braccialetto per auto)
Suggestione positiva
Aromaterapia: menta, zenzero, finocchio
4. Agitazione e delirio (correlata all’età): insorge nelle 24 h successive l’intervento e si risolve
solitamente entro le 72 h
Per prevenire il delirium:
Monitorare: ↓ capacità di attenzione, rallentamento nelle risposte,
disorientamento, allucinazioni visive o uditive, irrequietezza ed agitazione,
disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, riduzione o alterazione nella
collaborazione
Garantire l’equilibrio idroelettrolitico e l’idratazione ottimale
Controllo del dolore
Rimozione precoce presidi invasivi
Mobilizzazione precoce
Correzione deficit sensoriali: occhiali, protesi acustiche, dentarie..
Ambiente tranquillo e confortevole
Presenza di familiari ed amici
Interventi:
Sicurezza: prevenire lesioni da cadute e da rimozione autonoma dei presidi
sanitari, evitare la contenzione perché ↑ agitazione ed aggressività quindi ↑
probabilità cadute
Favorire la ripresa del contatto con la realtà: chiamare il pz per nome, favorire
conversazioni ed attività orientate al qui ed ora
Dolore post operatorio (DPO)
In base alla durata In base all’eziopatogenesi In base alla localizzazione
Acuto Nocicettivo Superficiale
Cronico Neuropatico Profondo
Episodico o brekthrough pain Idiopatico Viscerale
Il dolore è indicatore della qualità dell’assistenza → un’adeguata gestione:
o ↓ infezione della ferita chirurgica
o ↓ complicanze respiratorio e cardiovascolari
4
o ↓ delirium
o ↓ PONV
o ↑ percezione esperienza operatoria
Cosa determina il dolore: l’intervento, la persona, l’ambiente
Interventi:
o FANS → riduzione infiammazione tissutale (agiscono sulla trasduzione)
o Anestesia loco-regionale → inibizione segnali che arrivano al SNC (sulla trasmissione)
o Oppioidi → aumento degli impulsi inibitori midollari (sulla modulazione)
o Educazione pre-postoperatoria → prevenzione e gestione ansia (sulla percezione)
Timing del ciclo di valutazione/Trattamento/rivalutazione:
o Inizialmente ogni 15 min
o Ogni 1-2 ore quando l’intensità del dolore decresce
o Ogni 4-8 ore quando il dolore è trattato e controllato
o Valutare prima e dopo la somministrazione
Gestione dei fluidi
Obiettivi della terapia idrica nel periop:
o Ripristinare le perdite ematiche
o Compensare il deficit di volume di liquidi
o Mantenere l’equilibrio idroelettrolitico
Interventi di gestione:
o Riduzione della quantità di liquidi perioperatori somministrati
o Scelta di miscele di cristalloidi e colloidi in boli per ridurre l’edema anche viscerale
o Outcome sono influenzati dalla scelta dei liquidi che sono infusi
Troppo pochi liquidi: calo pressione =
vasocostrizione periferica per garantire la
perfusione degli organi nobili = ridotta perfusione
di altri organi e del sito chirurgico (es. colon) =
guarigione imperfetta = ↑ rischio deiscenza
Troppi liquidi: non per fondono bene le cellule
per l’edema = bassa ossigenazione = guarigione
imperfetta = ↑ rischio deiscenza
Interventi assistenziali:
o Controllo della velocità di infusione
o Controllo del peso
o Controllo del bilancio in intervento di
chirurgia maggiore, lunga durata, pz
cardiopatico o altre comorbidità, altri
indicatori di eccesso di volume di liquidi
Parametri standard del bilancio idrico/24h
Entrate Uscite
Liquidi (per os, SNG, e/v) 1000-1200 circa Urine 1200-1500 circa
Cibo 1000 circa Feci 100-200 circa
Cute 500-600
Perspiratio sensibilis ed insensibilis
Acqua metabolica (o di ox) Respiro 400-500
3000 circa Liquidi organici Vomito, drenaggi...
Se febbre: perdita aggiuntiva di 250 mL/24 h oppure 10
mL/h per ogni °C ↑ ai 37°C
2500 circa Se operato: perdita da laparotomia per evaporazione da
open laparotomia (5-10 mL/kg/h di intervento)
2500 circa
Risoluzione dell’ileus postoperatorio
Ileo fisiologico: cessazione della naturale azione propulsiva del tratto GI senza blocco meccanico → è normale se
dura fino a 72 h. È causato da:
Risposta neurogenica all’incisione cutanea ed alla manipolazione della anse intestinali
Stato infiammatorio (citochine ed altri mediatori dell’infiammazione che ↓ la peristalsi)
Risposta ormonale ed alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico
5
Somministrazione prolungata di oppioidi a scopo antalgico (> 2 h)
Risoluzione spontanea:
Tra 12-24 h intestino tenue
24-48 h stomaco
Tra la III-V gg postop colon
↓
Se dura più di 72 h → ileo paralitico: patologia
Ileo fisiologico (<72 h) Ileo paralitico (>72 h)
Non nausea e vomito Nausea e spesso vomito
Gas = alvo aperto Non rumori addominali
Non dolore Dolore
Buona tolleranza a cibi e liquidi Inappetenza
Addome gonfio e pieno di liquidi all’auscultazione
Pz a rischio:
Con trauma addominale o chirurgia colo rettale con manipolazione diretta delle anse
Con chirurgia ortopedica da protesi d’anca o ginocchio, ginecologica, spinale, genito-urinaria
Terapia antalgica con oppioidi > 2 h
Anziani con comorbidità (ed i farmaci legati)
Con alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico
Stipsi cronica
Uso SNG
Digiuno preoperatorio
Strategie per favorire la ripresa della peristalsi:
Approccio Fast Track o ERAS
↓ uso morfina, meglio ↑ FANS
Uso di catetere peridurale per somministrazione analgesici non oppioidi
Interventi:
Limitazione SNG (solo in pz con nausea e vomito o distensione addominale)
Alimentazione precoce
Idratazione intraop controllata
Uso di chewing-gum per 5-30 min per 3-4 volte/die
6
Il paziente sottoposto ad intervento intestinale
Colon = essiccatore di feci → assorbe elettroliti disciolti
nell’acqua.
Le operazioni del colon non sono solo tumorali ma per es.
anche da diverticoli → approccio infermieristico è uguale,
cambia il follow up.
Sono più comuni i tumori sx (alla fine del colon) perché più
esposta a processi irritativi (scorie maggiori, meno liquide),
anche se i tumori della dx (all’inizio del colon) sono più
pericolosi perché per sentire gli effetti la stenosi deve
essere grande per accorgersene visto che le feci sono
liquide e passano fino all’ultimo (mentre se arrivano fino in
fondo sono già formate e si sente la stenosi anche se è più
piccola perché fanno fatica a passare).
Resezioni addominoperineali:
Secondo Miles: resezione del retto se tumore basso oltre
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