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Infermieristica chirurgica: cancro alla mammella

Prevenzione primaria

Evitare sovrappeso, praticare tutti i giorni un po' di attività fisica, privilegiare cibi con pochi zuccheri semplici e pochi grassi animali, bere al massimo un bicchiere di alcool al giorno, evitare trattamenti ormonali in menopausa.

Prevenzione secondaria

Screening mammografico.

Fattori di rischio

  • Età (aumenta dopo i 50 anni)
  • Storia familiare o personale di cancro mammario
  • Menarca precoce o menopausa tardiva
  • Uso di contraccettivi orali
  • Nulliparità o gravidanza tardiva
  • Obesità
  • Consumo di alcolici
  • Fattori genetici

Prime indagini

  • Esame obiettivo (palpazione e osservazione pelle e secrezione capezzolo)
  • Ecografia
  • Mammografia

Cancro mammella

Carcinoma in situ: duttale o lobulare.

Accertamento infermieristico

  • Reazione alla diagnosi (rifiuto/accettazione, supporto psicologico familiare, informazione di cui ha bisogno).
  • Condizione fisica (estensione e gravità della lesione, età del pz. Patologie concomitanti).

Diagnosi inf. preoperatorie

  • Mancanza di conoscenze sulla diagnosi di cancro mammario e sulle opzioni di trattamento.
  • Coping inefficace nell'affrontare la diagnosi ed il trattamento proposto.
  • Paura correlata ai trattamenti per la cura del cancro, paura per il cambiamento dell'aspetto fisico e delle abitudini di vita, paura della morte.

Interventi inf. preoperatorie

  • Fornire informazioni sul cancro mammario e sulle opzioni di trattamento attraverso un'azione multidisciplinare in cui il chirurgo, oncologo, radiologo ed infermiere, aiutano la pz a fare la scelta più adatta alle sue esigenze.
  • Proporre il processo/i di trattamento in relazione al rischio di recidive e agli effetti invalidanti.
  • Promuovere una scelta consapevole in relazione al grado di reazione alla diagnosi della donna coinvolgere i familiari.
  • Prevedere il reinserimento sociale/lavorativo.
  • Informare rispetto alla possibilità di gravidanza.

Diagnosi inf. postoperatorie

  • Dolore associato a procedura chirurgica.
  • Compromissione dell'integrità cutanea correlata all'incisione chirurgica.
  • Rischio di infezioni, relativo all'incisione chirurgica e alla presenza di drenaggio chirurgico.
  • Disturbi dell'immagine corporea correlato alla perdita della mammella, perdita di autostima, timore di rifiuto da parte del partner.
  • Riduzione della capacità di prendersi cura di sé per la parziale immobilità del braccio interessato dall'intervento.
  • Mancanza di conoscenze e paura rispetto ai trattamenti adiuvanti.

Interventi inf. postoperatorie

  • Ridurre il dolore.
  • Prevenire e trattare le complicanze.
  • Mantenere dell'integrità cutanea e prevenire le infezioni.
  • Favorire la cura personale ed educare la pz al corretto utilizzo del braccio omolaterale l'intervento chirurgico, correggere postura, effettuare esercizi rieducativi dell'arto.

Risposta negativa verbale o non verbale ad un cambiamento reale o percepito della struttura o delle funzioni

  • Non guardare la parte del corpo interessata.
  • Non toccare la parte del corpo interessata.
  • Nascondere la parte del corpo operata.
  • Mutamento del proprio coinvolgimento sociale.
  • Sentimenti negativi riguardo il proprio corpo.
  • Preoccupazioni riguardanti il cambiamento e la perdita.
  • Rifiuto di verificare il cambiamento affettivo.
  • Spersonalizzazione della parte del corpo o della perdita.
  • Comportamento autodistruttivo.

Aiutare nella risoluzione dell'immagine corporea creata chirurgicamente

  • Sostituire la parte del corpo perduta con una protesi appena possibile.
  • Incoraggiare a guardare la sede dell'intervento.
  • Incoraggiare a toccare la sede dell'intervento.
  • Discutere delle difficoltà che possono incontrare altre persone ad adattarsi alle modifiche visibili.
  • Dare alle altre persone significative la possibilità di condividere con loro sentimenti e paure.
  • Aiutare le altre persone significative ad identificare gli aspetti positivi della persona e il modo in cui tali aspetti possono essere condivisi.

Team multidisciplinare

Chirurgo, oncologo, radiologo, radioterapista, infermiere case-manager, e talvolta fisiatra e psicologo.

Infermiere case-manager

È un riferimento stabile per la donna con tumore al seno e contribuisce a garantire la continuità del percorso clinico assistenziale: è attento ai bisogni della persona, la segue lungo l'intero percorso della malattia e verifica che le attività assicurate siano in linea con i suoi bisogni assistenziali.

  • Accompagna la pz dall'accesso alla fase diagnostica lungo l'intero percorso clinico assistenziale.
  • Assicura elevata collaborazione nelle decisioni da assumere nel processo assistenziale.
  • Integrazione delle prestazioni definite dai diversi componenti del team con le pianificazioni più strettamente assistenziali, garantisce l'attuazione delle decisioni assunte e valuta i risultati raggiunti nell'ambito assistenziale.
  • Nel mondo anglosassone, questa figura infermieristica è definita “specialist breast nurse”.

Sternotomia e toracotomia: differenze e similitudini

Sternotomia mediana, toracotomia laterale-mediastinica.

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianfradam di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica chirurgica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ginori Emanuele.
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