Infermieristica
chirurgica
specialistica
IL PAZIENTE SOTTOPOSTO A TORACOTOMIA
tumore al polmone principale di causa di morte per cancro nei paesi
Il è ancora la
industrializzati fattore
(incidenza in calo nei maschi, ma in aumento nelle donne), legato al suo
di rischio principale: fumo di sigaretta
il . Inoltre, non esiste un test di screening efficace per
diagnosticarlo precocemente. età
Le probabilità che un fumatore sviluppi un carcinoma polmonare dipendono dall' in cui
da quanto tempo numero giornaliero di
questi ha iniziato a fumare, persiste questo vizio, dal
sigarette e da quanto profondamente il fumo viene inalato ( anche fumo passivo). Dunque,
tempo di esposizione
l’elemento principale è il a cui il paziente è stato sottoposto al fumo di
sigaretta, sia attivo che passivo.
Ecco quindi spiegata la ragione per cui in assistenza peri-operatoria, un obiettivo importante è
quello di far si che il paziente smetta o per lo meno riduca il consumo di sigarette.
EPIDEMIOLOGIA
I tumori benigni polmonari sono piuttosto rari rispetto a quelli maligni;
La sopravvivenza a 5 anni dipende dallo stadio in cui è diagnosticato il tumore;
non sono a piccole cellule
L'85% dei tumori ;
La maggioranza dei pazienti sono già affetti da patologie polmonari (soprattutto BPCO);
questo ha un risvolto importante nel postoperatorio, poiché la capacità respiratoria è
ulteriormente ridotta e con essa la sopravvivenza del paziente.
Valutazione iniziale della persona
Circa il 70-80% dei pazienti è sintomatico al momento della diagnosi e la presenza del
sintomo è l'inizio del percorso che porta alla diagnosi; diversamente, il tumore viene
diagnosticato secondariamente ad altri esami effettuati sul paziente per altre patologie (RX
torace).
il polmone non ha terminazioni dolorifiche
Poiché , nel momento in cui il soggetto presenta
alcuni sintomi, ciò è segno che la malattia è già in stato avanzato: sintomatologia legata alla
diffusione intratoracica o a livello periferico distante.
sintomi aspecifici,
Molto spesso tali sono quali tosse e dispnea, ragion per cui non sono soliti
preoccupare il paziente.
I segni e i sintomi della patologia neoplastica polmonare possono essere collegati:
lesione primaria
alla (tosse, dispnea, emottisi, discomfort toracico);
diffusione intra-toracica
alla (disfonia, singhiozzo, dolore, SVCO, disfagia);
metastasi distanti
alle (fegato, SNC, surreni, ossa);
sindrome paraneoplastica.
alla
In sintesi, quindi, la maggior parte dei pazienti con tumore al polmone, come già
malattia sintomatica
precedentemente accennato, giunge all'osservazione con costituita da:
SINTOMATOLOGIA
Tosse ; Emottisi;
Perdita di peso ; Dolore alle ossa;
Dispnea; Febbre;
Dolore toracico; Disfagia.
Gestione della fase pre-operatoria di un paziente con tumore al polmone
rischio preoperatorio del
In questa prima fase, è molto importante avere chiarezza sul
paziente 4 aspetti:
( dolore, ipossia e dispnea) oltre che agire principalmente su
1. Strategie per la riduzione dei fattori di rischio di complicanze polmonari:
Invitare il paziente ad astenersi dal fumo : meglio se da almeno 8 settimane; altrimenti
4 settimane possono essere sufficienti in minima parte.
Educare il paziente ad eseguire gli esercizi respiratori : l'efficacia degli stessi
soprattutto in termini di riduzione delle complicanze nel periodo post-operatorio, si
riscontra solamente nel momento in cui tali esercizi respiratori vengono eseguiti ed
almeno 4 settimane
applicati da parte del soggetto per un periodo temporale di
continuative ;
2. Valutazione fisica specifica; spirometria emogasanalisi
3. Valutazione della funzione respiratoria tramite: , ,
scintigrafia polmonare-perfusionale ( soprattutto nei pazienti che verranno sottoposti a
pneumonectomia), test di diffusione alveolo-capillare (permette di individuare i pazienti più a
rischio di problemi e complicanze nel post-operatorio);
4. Preparazione psicologica rispetto alla diagnosi ed all'intervento, trattandosi il
tumore al polmone di una tipologia di neoplasia con una sopravvivenza inferiore rispetto ad
altre.
Gestione della fase intra-operatoria di un paziente con tumore al polmone
principali problematiche
Per quanto concerne l’intervento chirurgico di lobectomia, tra le
riscontrabili in fase peri-operatoria, sono da considerare le seguenti:
Nb: Fine intervento:
1. Dolore acuto; a. Dispnea;
2. Ipossia; b. Tolleranza e
3. Compromissione del movimento dell'arto superiore omolaterale; decondizionamento
4. Ansia.
Queste problematiche riscontrabili in fase pre-operatoria possono essere correlate a:
Condizioni preoperatorie quali l’astensione dal fumo, FEV1, emogasanalisi, età,
comorbidità, cardiovascolare;
Tipologia di intervento chirurgico come la segmentectomia, lobectomia,
pneumectomia;
Malattia tumorale (stadiazione).
DOLORE ACUTO
dolore acuto problema prioritario
Il può essere considerato come il , nonché il sintomo
prevalente (nel 20-60% dei casi) in un soggetto con neoplasia polmonare (ricordiamo che la
non gestione ottimale dello stesso potrebbe condurre ad un peggioramento della condizione
clinica del paziente ed allo sviluppo di complicanze). Esso può essere provocato da:
Incisione chirurgica lesione dei fasci muscolari e dei nervi
da , da incisione della pleura
(ricca di terminazioni dolorifiche), da divaricazione delle coste;
Posizionamento in sala operatoria (decubito laterale e braccio flesso sopra la testa);
Presenza di drenaggi : in tal caso, si tratta di un dolore causato dallo sfregamento di
questi sulla pleura durante i movimenti, anche respiratori.
Valutare e gestire il dolore riduzione della capacità
è importante poiché questo può dare una
vitale respiratoria (fino al 40%) impedimento alla tosse:
e un
Tosse inefficace stasi delle secrezioni polmoniti rischio;
Diminuzione movimento toracici ipossiemia e ipercapnia IRA;
Aumento lavoro cardiaco.
Interventi assistenziali standard:
Alla luce di quando detto, tra gli interventi assistenziali standard che possono essere realizzati
per un’adeguata gestione del dolore acuto in un paziente con tumore al polmone, sono da
includere i seguenti:
Iniziare il trattamento antalgico prima dell'intervento (studi hanno dimostrato un
maggiore controllo rispetto alla somministrazione nel post-operatorio) con oppioidi, FANS.
Somministrare l’analgesia in continuo + boli se dolore si intensifica. A tale scopo, si
somministrano solitamente al paziente anestetici (naropina) o oppiacei (Fentanil, morfina),
prevalentemente per via peridurale * (una più blanda sedazione facilita la mobilizzazione
precoce, nonché la respirazione precoce, con riduzione delle complicanze postoperatorie).
tecnica peridurale catetere
* Con la è possibile posizionare un tale da consentire
terapia antalgica post-operatoria
l’effettuazione di una , terapia che richiede:
monitoraggio giornaliero della posizione del catetere: evitare ostruzione e termine
della sacca;
controllo del sito di iniezione e medicazione;
mantenimento dell'asepsi durante la gestione;
attento monitoraggio dei valori cardio-pressori (rischio di ipotensione e bradicardia)
per azione vasodilatatrice dei farmaci anestetici.
NB: rivalutazione del dolore : con esiti attesi di NRS ≤ 4 oppure scala Bromage = 0 ( risposta
motoria nei pazienti con catetere epidurale e rappresenta un indice di dimissione dalla
recovery room).
Far assumere al paziente una posizione antalgica almeno 30°
di , con possibile
decubito su entrambi i lati: il decubito sul lato operato favorisce l'espansione polmonare,
seppur occorra porre attenzione nel lobectomizzato all'espansione del polmone residuo;
evitare di comprimere il torace
Nella mobilizzazione, ;
Sostenere l'incisione toracica abbracciando il cuscino o ponendo le mani anteriormente
e posteriormente all'area incisa: tale azione previene lo stiramento della ferita.
IPOSSIA ipossia,
Un’altra problematica riscontrabile in fase pre-operatoria è l’ la quale potrebbe essere
determinata da:
Riduzione della superficie degli scambi gassosi.
Respirazione superficiale correlata al dolore per la limitazione della superficie di
scambio;
Pneumotorace;
Ostruzione bronchiale e diminuzione del riflesso della tosse : essa predispone alle
infezioni delle vie respiratorie (polmonite nosocomiale);
Intubazione con riduzione di surfactante che porta ad alelectasia e ulteriore riduzione
della superfice di scambio;
Dolore: esso provoca una riduzione della ventilazione;
Fistola broncopleurica: così come il dolore, anch’essa determina una riduzione della
ventilazione.
Complicanza post-operatorie
a. Atelectasia ( 65%);
b. Polmoniti ( 5%);
c. Ostruzione delle vie aeree;
d. Insufficienza respiratoria acuta.
Interventi assistenziali standard
Alla luce di quando detto, tra gli interventi assistenziali standard che possono essere realizzati
per un’adeguata gestione dell’ipossia in un paziente con tumore al polmone, sono da includere
le seguenti macroaree. a. Controllo del dolore
b. Mobilizzazione precoce e corretto posizionamento a letto
c. Gestione del drenaggio toracico;
d. Riabilitazione respiratoria
e. Monitoraggio respiratorio intensivo.
Controllo del dolore. ( vedi prima) NRS ≤ 4
Il cui esito atteso è rappresentato da una durante la fisioterapia respiratoria, la tosse
e la respirazione profonda
Mobilizzazione precoce e corretto posizionamento a letto.
Posizionare il paziente in posizione semi-Fowler ( minimo 60 gradi) in quanto, tale posizione
facilita l'espansione polmonare e la respirazione diaframmatica.
Gestione del drenaggio toracico ( guardare dopo)
obiettivi dell’atelectasia
Riabilitazione respiratoria in cui sono : a) prevenzione con
broncospasmo
riespansione polmonare; b) prevenire il o ostruzione con riduzione
insufficienza respiratoria acuta
dell’accumulo delle secrezioni; c) trattare con ventilazione
meccanica.
Riespansione polmonare: respirazione profonda; aumentare negatività pleurica ( con
spirometria incentivante); aumentare positività alveolare ( PEP ogni 1h 8/10esercizi con
15cm/H2O);
Disostruzione bronchiale: tosse efficace, PEP ( per centralizzazione secrezioni) e
umidificazione.
Attuare un monitoraggio intensivo respiratorio (SpO2, rumori respiratori, i quali
potrebbero essere indice di un'alterazione dell'attività muco-ciliare e della profondità del
respiro): il tutto è di fondamentale importanza al fine di identificare precocemente le
complicanze;
COMPROMISSIONE DEL MOVIMENTO DELL'ARTO SUPERIORE OMOLATERALE
Gli esercizi hanno inizio a partire dalla seconda giornata post-operatoria per migliorare
l’escursione articolare della spalla. Solitamente, questa è una problematica che insorge
tardivamente.
ANSIA
L’ansia esito dell'intervento chirurgico
può essere correlata all' e alla presenza di malattia
scarso successo dei trattamenti
che minaccia la vita e può essere dovuta allo dei tumori
bassa
polmonari; inoltre, maggiori problemi associati alla malattia provocano una più
capacità di adattamento allo stress postoperatorio.
Interventi assistenziali
Alla luce di quando detto, tra gli interventi assistenziali standard che possono essere realizzati
per un’adeguata gestione dell’ansia in un paziente con tumore al polmone, sono da includere i
seguenti:
Incoraggiare il paziente e la famiglia ad esprimere sentimenti e dubbi ;
Dare informazioni realistiche ;
Incoraggiare il senso di controllo e padronanza sulla situazione attraverso la
partecipazione del paziente al processo di cura e assistenziale;
Intervenire precocemente per il controllo sintomi come il dolore, la dispnea,
eccetera.
Gestione della fase post-operatoria di un paziente sottoposto ad un
intervento chirurgico per tumore al polmone: il drenaggio toracico e
trasfusioni
La fase post-operatoria in un paziente con neoplasia polmonare contempla due aspetti molto
follow-up chirurgico follow-up oncologico
importanti: da un lato il , mentre dall’altro il .
Nonostante questo, accanto a ciò risulta essere di fondamentale importanza anche una corretta
gestione del drenaggio toracico terapia trasfusionale
, nonché della .
Il drenaggio toracico
scopo del drenaggio toracico far evacuare aria o liquido contenuti nello spazio
Lo è quello di
pleurico, ripristinando la fisiologica pressione negativa . Si tratta infatti di un’operazione
vantaggiosa, la quale permette:
Ri-espansione polmonare;
Regolare dinamica respiratoria;
Controllo di eventuali perdite gassose e/o liquide.
principali indicazioni che giustificano il posizionamento del drenaggio toracico
Tra le , sono da
ricordare le seguenti:
Pneumotorace spontaneo e Empiema;
iatrogeno; Versamento pleurico (di una certa
Fistola bronco-pleurica;
entità);
Trauma perforante; Versamento neoplastico o di altra
causa;
Emotorace;
Nel post-operatorio di toracotomia (o
Chilotorace;
pneumectomia) e sternotomia.
MECCANISMI DI FUNZIONAMENTO
i meccanismi su cui è basato il drenaggio toracico
Inoltre, sono:
Pressione espiratoria positiva
a. : quando la cavità pleurica contiene aria o liquido
durante l'espirazione, si sviluppa una pressione positiva. Ciò favorisce l'espulsione;
Forza di gravità
b. : posizionando un tubo più in alto del sistema di raccolta si consente alla
forza di gravità di agire come una forza di espulsione;
Aspirazione
c. : può essere applicata in aggiunta (un drenaggio toracico può funzionare
anche senza) agli altri due meccanismi.
COMPONENTI DEL DRENAGGIO TORACICO
Il drenaggio toracico consiste in:
trasparente radiopaco
Tubo di plastica: e (permette di osservare il liquido più recente, a
differenza del sistema di raccolta nel quale è contenuto il liquido raccoltosi negli altri giorni di
diametro variabile, collegato a un sistema chiuso di raccolta
posizionamento), di ed il cui punto
di inserzione può essere posizionato a livello del:
2°-3° spazio intercostale, in presenza di aria ;
5°-6° spazio intercostale, in presenza di acqua .
corretta connessione tra
Tubi drenaggio: rispetto ad essi, è bene assicurarsi che vi sia una
il sistema di raccolta ed il tubo , tubo che deve essere sempre mantenuto aperto
evitando l'ostruzione
(assicurarsi che non sia schiacciato, attorcigliato o clampato) e pervio,
da coaguli mungitura manuale,
(ad esempio, con la quale non deve però essere effettuata di
routine, quanto invece solo in caso di visibili coaguli grossolani);
Sistema di raccolta che è costituito da tre camere:
valvola unidirezionale l'uscita
1. Valvola ad acqua: si tratta di una che permette
dell'aria dal cavo toracico l'osservazione del grado di perdita d'aria
e ( 2cm).
Essa è la più importante, nonché la prima cosa che deve essere impostata non appena
si posiziona un drenaggio toracico, poiché garantisce la non pervietà tra il paziente e
l'esterno (fa sì che l'aria non rientri nel cavo pleurico);
consiste in un serbatoio del liquido drenato
2. Camera di raccolta: essa , il quale
permette di controllarne quantità e caratteristiche; sistema di vuoto
3. Camera di controllo dell'aspirazione: essa è collegabile al e consente
regolazione dell'entità della pressione negativa.
la l’obiettivo assistenziale è quindi quello
NB: Rispetto a quanto precedentemente descritto,
di garantire una corretta funzionalità del drenaggio toracico (tenuta e pervietà del
drenaggio, corretto collegamento, oscillazione menisco e valutazione gorgoglio della valvola
d'acqua) tramite una gestione controllata e attenta.
1. Valvola ad acqua
è raccomandato l'utilizzo di acqua sterile o soluzione fisiologica per la
A tale proposito,
creazione della stessa, al fine di evitare la proliferazione intra-pleurica (ricordiamo che una
controllare la
volt
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