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Competenze per assistenza infermieristica perioperatoria

Aree di competenza

Comunicazione

  • Possedere abilità di ascolto, di informazione e di relazione con il paziente, i familiari ed il gruppo di lavoro
  • Applicare i principi di una comunicazione efficace
  • Educare ed informare i pazienti ed i familiari (educazione sanitaria, educazione terapeutica)
  • Mostrare rispetto per la dignità, per i bisogni e per le esperienze dei pazienti
  • Possedere capacità per la relazione di aiuto e per empatia
  • Garantire una documentazione accurata ed esaustiva
  • Conoscere e valorizzare il consenso informato

Gruppo di lavoro

  • Applicare efficaci abilità comunicative
  • Gestire e coinvolgere i membri del gruppo nel rispetto delle specifiche aree di responsabilità
  • Assumere efficaci decisioni assistenziali
  • Gestire efficacemente le risorse
  • Creare e mantenere una rete di relazione professionale
  • Collaborare nella soluzione dei problemi collaborativi
  • Partecipare alla pianificazione di strategie di valutazione e gestione del rischio
  • Dimostrare autonomia e responsabilità personale e professionale

Cure perioperatorie

  • Agire in base a modelli concettuali assistenziali
  • Fornire un ambiente ottimale per la cura ed il trattamento del paziente
  • Provvedere ad una assistenza perioperatoria (pre-post-operatoria) individualizzata (Nursing Process)
  • Conoscere e prevenire le complicanze postoperatorie
  • Individuare ed intervenire nei problemi prioritari
  • Applicare le conoscenze di farmacologia
  • Dimostrare competenze nell’uso di dispositivi medici e di tecniche infermieristiche
  • Applicare linee guida, protocolli e procedure
  • Fornire educazione sanitaria, riabilitazione e piano di dimissione

Preparazione preoperatoria (valutazione)

L'assistenza infermieristica pre-operatoria comprende tutti i processi assistenziali che sono forniti al paziente prima di un intervento chirurgico o prima di un esame diagnostico che richiede un'anestesia. Durante questa fase il paziente deve essere preparato sia psicologicamente che fisicamente. L'infermiere deve raccogliere i dati e valutare:

  • Il grado di comprensione del tipo di intervento
  • Precedenti esperienze di interventi chirurgici
  • I risultati che il paziente attende dall’intervento
  • L’uso dei farmaci che potrebbero interagire con gli anestetici od altri farmaci e che possono aumentare il rischio operatorio, come: anticoagulanti (aumentano il tempo di emorragia), tranquillanti (possono provocare ipotensione), stupefacenti e sedativi (riducono la reattività del SNC), diuretici (possono provocare squilibri elettrolitici)
  • Tabagismo – causa infiammazione cronica del parenchima polmonare che complica l’anestesia ed il decorso postoperatorio
  • Uso eccessivo di alcolici
  • La possibilità di assistenza familiare per mantenere legami affettivi e programmare progetti educazionali e di assistenza domiciliare
  • L’autoconsiderazione e la stima di sé

Valutazione dello stato fisico del paziente

  • Stato clinico generale: colorito cutaneo, presenza di pallore o cianosi, astenia marcata o debolezza
  • Parametri vitali: temperatura cutanea, frequenza e ritmicità del polso radiale, frequenza e profondità degli atti respiratori, dispnea, tosse, pressione arteriosa, polsi periferici, presenza di edemi arti inferiori
  • Stato nutrizionale: peso, altezza, qualsiasi segno di malnutrizione
  • Stato di idratazione: secchezza cutanea e delle mucose, entrate ed uscite dei liquidi (bilancio idrico), eventuale presenza di edema tissutale
  • Stato del distretto vascolare periferico: segni di deficit del circolo arterioso come cute fredda in ambiente caldo, cute pallida, lucida e tesa, leggero edema
  • Segni di deficit del ritorno venoso: cute ispessita, aumento della pigmentazione cutanea a livello delle caviglie, presenza di edema, cianosi periferica, presenza di vene superficiali turgide dell’arto inferiore
  • Motilità: andatura, equilibrio, coordinazione motoria, forza muscolare degli arti inferiori e superiori, necessità di aiuto nella deambulazione e nella mobilizzazione

Valutare problemi reali che aumentano il rischio operatorio

  • Problemi cardiaci come angina pectoris, pregresso infarto del miocardio, ipertensione arteriosa, scompenso o insufficienza cardiaca (se ben conosciuti e controllati possono aumentare di poco il rischio operatorio)
  • Alterazione della coagulazione del sangue per prevenire gravi sanguinamenti, emorragie e shock
  • Infezioni delle vie aeree superiori o pneumopatie croniche ostruttive come enfisema polmonare che influenzano negativamente le funzioni polmonari durante l’anestesia e predispongono a complicanze infettive polmonari nel decorso postoperatorio
  • Insufficienza vascolare periferica che predispone alla formazione di trombi ed emboli
  • Malattie renali che alterano l’equilibrio idroelettrolitico
  • Diabete mellito che può predisporre il paziente ad infezioni della ferita operatoria e ad un ritardo della cicatrizzazione
  • Malattie del fegato come la cirrosi epatica che può diminuire la capacità del fegato a disintossicare l’organismo dai farmaci anestetici, a produrre la protrombina necessaria per la coagulazione del sangue, a metabolizzare le proteine necessarie per la cicatrizzazione
  • Malattie neurologiche incontrollate come l’epilessia
  • Valutare lo stato psicoaffettivo del paziente: stato ansioso, livello di coscienza, orientamento temporo-spaziale, comunicazione, concetto ed immagine del sé
  • I risultati delle indagini e degli esami diagnostici preoperatori

Assistenza al paziente nel decorso preoperatorio

Riduzione delle complicanze postoperatorie

Si perseguono attraverso una attenta ed efficace valutazione preoperatoria e coinvolgendo tutti i membri del gruppo multidisciplinare.

Formulare diagnosi infermieristiche di rischio

Assistenza respiratoria

Rischio di inefficace respirazione correlata a immobilizzazione e dolore chirurgico.

  • Obiettivo: ridurre il rischio di infezione polmonare postoperatoria
  • Interventi: rilevazione parametri vitali, temperatura e dolore; valutazione escreato e secrezioni, situazione cardiovascolare, risultati ematici, pulsossimetria, drenaggi toracici
  • Terapia farmacologica come antibiotici e broncodilatatori può essere iniziata nel periodo preoperatorio

Rigidità articolare

  • Obiettivo: prevenire alterazioni della mobilizzazione
  • Interventi: insegnare esercizi di mobilizzazione degli arti, coinvolgere i fisioterapisti

Problemi urinari

  • Obiettivo: prevenire infezioni del tratto urinario
  • Interventi: utilizzare procedure sterili per la cateterizzazione, idratare il paziente, stimolare alla minzione spontanea

Dolore

  • Obiettivo: gestione del dolore postoperatorio
  • Interventi: scala del dolore, uso di analgesici, informazione su posizioni antalgiche

Infezione della ferita (bisogno sicurezza)

  • Obiettivo: ridurre il rischio di infezione della ferita
  • Interventi: igiene, pulizia letto, biancheria pulita, preparazione della cute del sito chirurgico e di accesso vascolare e dei drenaggi, igiene delle mani dell’operatore e del materiale, cambio medicazioni

Trombosi venosa profonda (TVP)

La TVP causa una ostruzione trombotica dei vasi venosi periferici. Si sviluppa a livello degli arti inferiori e origina dalla riduzione del flusso ematico venoso dovuto alla posizione del paziente. I fattori principali che predispongono alla TVP sono: danno dell’endotelio vascolare, lunghi periodi di immobilità che inducono una stasi venosa, uso dei farmaci che incidono sulla coagulazione (pillola contraccettiva). Se il trombo si muove con il flusso sanguigno (verso il cuore, i polmoni o il cervello) può provocare una tromboembolia polmonare (attraversa il cuore e si ferma in arteria polmonare). L’ictus ischemico si ha quando il coagulo ostruisce una arteria cerebrale.

  • Obiettivo: prevenire TVP e riduzione dei fattori di rischio
  • Interventi: ridurre il danno endoteliale evitando posizioni anomale ed eccessiva intra ed extrarotazione degli arti inferiori, ristagno venoso ed edemi; incrementare il ritorno venoso sollevando del 10% arti inf. (migliora del 30% il ritorno venoso); insegnare ed invitare ad eseguire gli esercizi di mobilizzazione degli arti; utilizzare ed applicare sistemi di compressione pneumatica intermittente e calze antitrombo a compressione graduata
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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vera_kicca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Oliva Nicoletta.
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